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Pompei. Nell’insula 10 della Regio IX scoperto un sacrarium, una piccola stanza con pareti blu impreziosite dalle figure delle quattro stagioni e dalle allegorie dell’agricoltura e della pastorizia. Il ministro Sangiuliano in visita ai nuovi cantieri di scavo

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Regio IX, Insula 10: sacrarium (stanza celeste): allegoria dell’agricoltura (foto parco archeologico pompei)

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Veduta d’insieme del sacrarium, la stanza con le pareti azzurre scoperta nell’insula 10 della Regio IX a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Ci sono le Horae, le quattro stagioni, e poi ci sono le allegorie dell’agricoltura e della pastorizia, che si riconoscono dagli attributi dell’aratro e del pedum, un corto bastone usato da pastori e cacciatori. Sembrano camminare leggiadre, leggere, eteree, sul fondo azzurro delle pareti di una piccola stanza restituita dagli scavi in corso nell’Insula 10 della Regio IX a Pompei, interpretabile come un sacrarium, ovvero uno spazio dedicato ad attività rituali e alla conservazione di oggetti sacri. Il colore azzurro qui ritrovato era raramente testimoniato negli affreschi pompeiani e in genere era presente in ambienti di grande impegno decorativo. L’attività di scavo che sta interessando l’insula 10 della Regio IX – lo ricordiamo – è parte di un più ampio progetto di messa in sicurezza del fronte perimetrale tra l’area scavata e non, e di miglioramento dell’assetto idrogeologico, finalizzato a rendere la tutela del vasto patrimonio pompeiano (più di 13mila ambienti in 1070 unità abitative, oltre agli spazi pubblici e sacri) più efficace e sostenibile.

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Dettaglio della decorazione superiore della nicchia centrale del sacrario scoperto nell’insula 10 della Regio IX a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Sulla nuova scoperta del sacrarium, mostrato in anteprima nello Speciale Meraviglie della RAI del 27 maggio 2024, curato e condotto da Alberto Angela, è stato pubblicato un approfondimento sull’e-Journal degli Scavi di Pompei https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/.

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Il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, illustra al ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, il sacrarium scoperto nell’insula 10 della Regio IX di Pompei (foto parco archeologico pompei)

E oggi, lunedì 3 giugno 2024, il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, si è recato al parco archeologico di Pompei per una visita ai nuovi cantieri di scavo.

Accompagnato dal direttore Gabriel Zuchtriegel e dai funzionari del Parco, il ministro ha visitato l’insula dei Casti amanti, di recente aperta al pubblico, e la Regio IX da cui proviene l’ambiente scavato nell’area centrale della città antica, dipinto in blu e interpretabile come un sacrarium. “Pompei non smette di stupire”, ha dichiarato il ministro Sangiuliano. “È uno scrigno di tesori in parte ancora inesplorato. È per questo motivo che abbiamo finanziato i nuovi scavi e stiamo lavorando per mantenere elevata la qualità del parco archeologico”.

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Il mucchio di gusci di ostriche rinvenuto sulla soglia del sacrarium, la stanza con le pareti azzurre scoperta nell’insula 10 della Regio IX a Pompei (foto parco archeologico pompei)

Già parzialmente esplorato in epoca borbonica, lo scavo ha restituito oggetti appartenenti all’arredo della casa, temporaneamente depositati in occasione dei lavori edilizi estesi a tutto il complesso. Nell’ambiente sono state ritrovate quindici anfore da trasporto e un corredo in bronzo composto da due brocche e due lucerne. Presenti anche accumuli di materiali edilizi, pronti per essere impiegati nelle ristrutturazioni. Sulla soglia d’ingresso è stato rinvenuto un mucchio di gusci di ostriche già consumate che, probabilmente, una volta tritati venivano aggiunti agli impasti per gli intonaci e le malte.

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Insula 10, Regio IX: pianta di un dettaglio del quartiere con indcati il salone nero (in azzurro) e il sacrarium (in rosso), recentemente scoperti a Pompei (foto parco archeologico pompei)

La stanza, che misura circa 8 mq, è emersa tra le strutture poste nella porzione meridionale dell’isolato, pertinenti ad un quartiere secondario di una grande domus, che ha finora restituito un quartiere termale ancora in corso di scavo e un grande salone nero affrescato affacciato su un cortile, con scala di accesso al primo piano del complesso (vedi Pompei. Dai nuovi scavi nell’Insula 10 della Regio IX emerge un salone da banchetto dalle eleganti pareti nere decorato con soggetti ispirati alla guerra di Troia: Elena e Paride, e Apollo e Cassandra. Zuchtriegel: “Le coppie mitiche erano spunti per parlare del passato e della vita, dell’amore, ma anche del rapporto tra individuo e destino”. Sangiuliano: “Crediamo in Pompei, un unicum mondiale, e abbiamo finanziato nuovi scavi” | archeologiavocidalpassato).

Festa della Repubblica e #domenicaalmuseo. L’area archeologica di Pompei è il sito più visitato seguito dal Pantheon: il Colosseo aperto solo nel pomeriggio per la parata del 2 giugno. Il ministro Sangiuliano: “Questa è una giornata di festa in cui anche il patrimonio culturale è giusto sia protagonista”

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Il Pantheon a Roma è stato il secondo sito più visitato nel giorno della Festa della Repubblica del 2 giugno 2024 (foto mic)

ministero_2-giugno-2024_ingresso-gratuito_locandinaNella Festa della Repubblica del 2 giugno 2024, che quest’anno è coincisa con la #domenicalmuseo del mese, con l’ingresso gratuito nei musei e nei parchi archeologici statali, nella classifica generale, Pompei con 27.250 visitatori è stato il sito più visitato d’Italia seguito dal Pantheon (11.957) e dalla Reggia di Caserta (11.399). Questa volta non figura sul podio il Colosseo ma non perché il pubblico lo abbia snobbato, ma perché, per le celebrazioni del 2 giugno su via dei Fori imperiali, il monumento (come il Foro romano e il Palatino) sono stati aperti solo nel pomeriggio. “Quella di oggi, 2 giugno, è stata una giornata di festa per la nostra Repubblica, in cui abbiamo onorato i valori di coesione nazionale2, commenta il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “Ho voluto fortemente che in una ricorrenza identitaria come questa anche il patrimonio culturale fosse protagonista. Dallo scorso anno, infatti, oltre alle prime domeniche del mese in cui è previsto l’ingresso gratuito nei musei e nei parchi archeologici, ho voluto aggiungere altre tre date altamente simboliche della nostra storia: il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre. Secondo i primi numeri sull’affluenza dei visitatori, sono stati tantissimi a voler festeggiare la Repubblica visitando i luoghi della cultura statali. Una scelta che testimonia la centralità del nostro patrimonio artistico e architettonico nonché dei nostri musei sempre più vissuti come luoghi cardini della geografia identitaria italiana”.

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Al parco archeologico di Ercolano quasi 3mila visitatori nel giorno della Festa della Repubblica del 2 giugno 2024 (foto paerco)

Ecco i numeri relativi a parchi e musei archeologici: area archeologica di Pompei 27.250; Pantheon 11.957; Colosseo 7.096 (il Parco è stato aperto dalle 14.15 per la parata del 2 giugno); museo e area archeologica di Paestum 5.430;  5.150; Foro Romano e Palatino 3.644 (il Parco è stato aperto dalle 14.15 per la parata del 2 giugno); parco archeologico di Ercolano 2.976; Terme di Caracalla 2.204; Museo nazionale romano – Palazzo Massimo 1.681; Villa Adriana 1.671; museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria 1.598; Museo nazionale romano – Terme di Diocleziano 1.365; Museo nazionale romano – Palazzo Altemps 1.284; museo Archeologico nazionale di Taranto 1.186; Grotte di Catullo e museo Archeologico di Sirmione 1.130; Museo delle Civiltà 934; museo nazionale Etrusco di Villa Giulia 838; museo Archeologico nazionale di Sperlonga e area archeologica 662; Villa di Poppea-Oplontis 606; necropoli dei Monterozzi e museo Archeologico nazionale di Tarquinia 560; museo Archeologico nazionale della Lomellina 477; necropoli della Banditaccia e museo nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri 474; museo Archeologico nazionale di Firenze 472; mausoleo di Cecilia Metella e chiesa di San Nicola 365; museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia 340; antiquarium di Boscoreale 313; parco archeologico di Cuma 308.

Ercolano. Nella Domenica al Museo visite a Villa Sora col gruppo archeologico Vesuviano. Ultimo mese per visitare il teatro antico prima della pausa estiva. Visita la sede degli Augustali con il cantiere spettacolo della Stanza del custode

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Villa Sora, a Torre del Greco, scenografica villa d’otium sul golfo di Napoli (foto paerco)

ercolano_parco_2-giugno-2024_locandinaIl mese di giugno 2024 al parco archeologico di Ercolano inizia all’insegna di una gratuità, il 2 giugno torna l’appuntamento con #domenicalmuseo, iniziativa ministeriale che apre gratuitamente portoni e cancelli dei luoghi della cultura, che questo mese coincide con la Festa della Repubblica, quindi occasione duplice per celebrare la giornata. Proseguono ancora nella domenica gratuita, a cura del Gruppo Archeologico Vesuviano, le visite a Villa Sora https://facebook.com/events/s/apertura-mensile-villa-sora/1811481819360368/, scenografica villa marittima, parte di quel sistema di ville d’otium ricordate anche da Strabone che si dispiegavano lungo il golfo di Napoli ed abitate dai più ricchi esponenti del ceto dirigente romano al link è possibile prenotare la partecipazione.

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Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano (foto paerco)

“Torniamo a pieno alla fruizione del Parco al periodo pre-pandemia”, dichiara il direttore Francesco Sirano. “I numeri crescono regolarmente ed esponenzialmente con picchi mai raggiunti con un +45% rispetto al primo quadrimestre del 2019, anno con più visitatori prima della pandemia. Invitiamo i nostri visitatori ad approfittare della giornata a ingresso gratuito e di ogni offerta organizzata dal Parco, in vista di un’estate densa di iniziative dedicate all’ampliamento di visita e ricca di eventi che animeranno il parco di giorno e di sera”.

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Visitatori con torcia e caschetto durante la visita al Teatro Antico di Ercolano (foto paerco)

I visitatori del Parco possono approfittare, fino alla fine del mese di giugno 2024, dell’apertura del percorso sotterraneo al Teatro Antico con 6 turni di visita in gruppi di 10 persone il mercoledì e il sabato dalle 9.30 alle 16.30; la visita al Teatro è un vero e proprio viaggio nel tempo attraverso i cunicoli settecenteschi accompagnati dal personale del Parco.

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Una fase dei restauri della stanza del custode nella sede degli Augustali a Ercolano (foto paerco)

Inoltre, entrato nel vivo il cantiere spettacolo della Stanza del Custode degli Augustali, visitabile senza costi aggiuntivi sul biglietto di ingresso al Parco. L’evento coinvolge i visitatori nelle attività di scavo e restauro di uno degli ambienti più affascinanti dell’area archeologica, facendoli assistere in diretta alle indagini di un cold case dell’antichità destinato a riportare alla luce nuovi dati sulla figura dell’ercolanese i cui resti, ritrovati ancora nel suo letto, sono stati consegnati alla storia dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

Palermo. Al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas”, nel giorno della Festa della Repubblica e della Domenica al Museo, workshop “Lavori in corso. Studi e strumenti per il Medagliere”

palermo_archeologico_workshop-lavori-in-corso-studi-e-strumenti-per-il-medagliere_locandinaApertura straordinaria al museo Archeologico regionale “Antonino Salinas” a Palermo. Domenica 2 giugno 2024, in occasione della Festa della Repubblica e #domenicalmuseo, il museo è aperto fino alle 19 con ingresso libero (ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura). Ma con un appuntamento particolare. Dalle 16 alle 19, si può partecipare al workshop “Lavori in corso. Studi e strumenti per il Medagliere” con l’obiettivo di mostrare al grande pubblico le attività scientifiche che si svolgono ogni giorno presso il Medagliere del Museo Salinas. Lavinia Sole, professoressa di Numismatica all’università di Palermo, coordina queste attività finalizzate allo studio e alla valorizzazione del patrimonio numismatico. Durante il workshop, si potrà vedere alcune delle monete della collezione del Salinas dal vivo, scoprire gli attrezzi e le metodologie di lavoro dei numismatici e conoscere le tecniche di indagine non invasive e non distruttive delle monete. Elena Pezzini, archeologa del Salinas, presenta l’evento, mentre la prof.ssa Maria Luisa Saladino e il prof. Francesco Armetta (università di Palermo) condivideranno le loro conoscenze.

Taormina (Me). Al via “Sotto le stelle”, le visite serali 2024 al Teatro Antico: undici aperture straordinarie non-stop (9-24) del sito archeologico per scoprire e vivere il Teatro Antico nelle ore più fresche

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Da sabato 1° giugno 2024 al via “Sotto le stelle”, le visite serali 2024 al Teatro Antico di Taormina per vivere il sito archeologico più iconico della Sicilia in tutto il suo fascino notturno. Conclusi puntualmente, entro la fine di maggio, i lavori di restauro del “Porticus post scaenam”, con il mese di giugno ripartono al Teatro Antico di Taormina le visite serali con apertura non-stop dalle 9 del mattino e fino a mezzanotte (ultimo ingresso alle ore 23). Queste le date dell’estate 2024: a giugno 1 e 2, 15 e 16; ad agosto dal 12 al 16, nella settimana clou di Ferragosto: 12, 13, 14, 15, e 16 agosto; in settembre il 12 e 13. Un totale di undici aperture straordinarie che il parco archeologico Naxos Taormina, diretto dall’archeologa Gabriella Tigano, ha riservato per le migliaia di visitatori appassionati di beni culturali e archeologici. Ma anche per tutti coloro che desiderano godere o rivivere la magica atmosfera che si crea al Teatro Antico sin dal crepuscolo, quando le temperature si fanno più fresche e girare per il grande complesso monumentale riserva spettacolari scorci e vedute tra il mare e l’Etna e, a Nord, verso la costa della Calabria e i comuni rivieraschi del Messinese, creando un rapporto simbiotico tra archeologia e paesaggio. Una visita “sotto le stelle” che può essere affiancata dalla narrazione delle guide specializzate e che arricchisce l’esperienza di viaggiatori italiani e stranieri alla scoperta del patrimonio archeologico della Sicilia, del quale il Teatro Antico di Taormina è sin dal Settecento una tappa irrinunciabile resa celebre da diari di viaggio, taccuini e incisioni dei celebri viaggiatori del Grand Tour. Le visite serali, così come i tour con le guide – a cura delle concessionarie Aditus e Civita Sicilia – possono essere acquistati on line sul sito del Parco oppure al botteghino, che chiude alle 23.

Candidatura “Via Appia – Regina Viarum”. Sangiuliano: “Parere favorevole UNESCO su Via Appia patrimonio umanità”. E al Complesso di Capo di Bove (parco Appia antica) per il ciclo “Scoprendo la Via Appia” l’incontro di approfondimento, in presenza e on line, “Le opere ingegneristiche e le infrastrutture lungo la via Appia”

firenze_TourismA-2022_Appia-candidatura-Unesco_locandina“Oggi, 29 maggio 2024, è arrivata una bellissima notizia per l’Italia e per il suo patrimonio culturale”, annuncia il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. “L’ICOMOS, l’organo tecnico consultivo dell’UNESCO, ha, infatti, raccomandato l’iscrizione de “La Via Appia. Regina Viarum” nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. La raccomandazione sarà sottoposta all’approvazione del Comitato del Patrimonio Mondiale nella prossima seduta in programma a New Delhi dal 21 luglio. Si tratta di un riconoscimento di eccezionale valore per l’Italia, per la nostra storia e per le comunità che vivono lungo l’antico tracciato della Via Appia. La candidatura è stata promossa dal ministero della Cultura con il coinvolgimento di quattro Regioni – Lazio, Campania, Puglia e Basilicata – 13 tra città metropolitane e province, 73 Comuni e 14 enti parco su cui insiste l’antica strada consolare romana e dove sono ancora presenti sue vestigia. A questi enti s’è aggiunto il prezioso contributo della Pontifica Commissione di Archeologia Sacra. Una volta che la candidatura de “La Via Appia – Regina Viarum” sarà approvata dal Comitato del Patrimonio Mondiale, l’Italia raggiungerà il traguardo di 60 siti riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità confermando, ancora una volta, la sua indiscussa leadership mondiale in questo campo”.

appia-antica_parco_incontro-scoprendo-la-via-appia-verso-il-riconoscimento-unesco_locandinaSabato 1° giugno 2024, alle 10.30, a Roma, al Complesso di Capo di Bove del parco archeologico dell’Appia antica, appuntamento con il secondo incontro dedicato a “Le opere ingegneristiche e le infrastrutture lungo la via Appia”, nell’ambito del ciclo “Scoprendo la Via Appia”, promosso dal Parco e dal Comitato Scientifico istituito per la candidatura della “Via Appia. Regina Viarum” all’UNESCO, occasione per dare voce ai molti attori istituzionali impegnati nella riscoperta della Via e consentire a un più vasto pubblico, non solo di addetti ai lavori, di immergersi nelle iniziative che riguardano il rilancio della Regina Viarum. Ingresso gratuito. La conferenza può essere seguita anche online su Teams cliccando qui. Il grande lavoro svolto per la candidatura ha permesso di scoprire e valorizzare le numerose attività che si sono sviluppate e si stanno sviluppando lungo il tracciato. Gli uffici di tutela, le Regioni e gli altri enti locali, le università ma anche l’associazionismo di cittadini partecipi ed interessati, stanno mettendo in campo molte iniziative di studio, restauro, valorizzazione, che forniscono un quadro dinamico, vivace e poliedrico delle tante attività che oggi animano l’antico percorso.

appia-antica_parco_incontro-le-opere-ingegneristiche_locandinaPROGRAMMA. Alle 10.30, saluti e introduzione di Simone Quilici, direttore del parco archeologico dell’Appia Antica. LE “VIE” DELLA CONOSCENZA, chairman: Laura Acampora, comitato tecnico-scientifico della candidatura. Interventi: G. Serio, F. Turchetta, D. Cirone (SABAP Area metropolitana di Roma e per la provincia di Rieti) su “Ariccia. Via Appia antica: nuove acquisizioni in Via di Mezzo e in Via delle Polveriera”; I. Gennarelli (DR Musei Campania), H. Beste (Istituto Archeologico Germanico) su “Novità sull’Anfiteatro campano alla luce degli interventi di restauro”; F. Riccio (SABAP per le province di Brindisi e Lecce) su “Brindisi e la fine del viaggio – focus sul Viadotto di Apani”. LE OPERE INGEGNERISTICHE ED INFRASTRUTTURALI, chairman: Angela Maria Ferroni, responsabile scientifico della candidatura. Interventi: G. Ceraudo (università del Salento) su “La candidatura UNESCO come strumento di conoscenza: novità sui miliari dell’Appia Traiana”; A. Biffino, R. Rotondo (SN-Sub), C. Annese, E. Dellù (SABAP per la città metropolitana di Bari), L. Piepoli (università di Bari) su “Percorrendo la via Appia: stazioni di sosta tra le Murge e l’Arco Jonico”. Segue la discussione introdotta e moderata da L. Oliva, S. Roascio (parco archeologico dell’Appia Antica).

Roma. Riapre ogni fine settimana – fino a ottobre – Villa Poniatowski, storica residenza nobiliare di Roma e sede delle collezioni permanenti del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. In occasione della riapertura visita guidata alle collezioni di Villa Poniatowski con la curatrice Antonietta Simonelli. Prenotazione obbligatoria

roma_villa-giulia_apertura-stagionale-villa-poniatowski-2024_locandinaDa venerdì 31 maggio 2024, ogni fine settimana, riapre al pubblico Villa Poniatowski, storica residenza nobiliare di Roma e sede delle collezioni permanenti del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia provenienti dal latium vetus e dall’Umbria. Un luogo straordinario e ancora poco conosciuto nel panorama delle ville storiche e dei luoghi della cultura della nostra città, entrato a far parte dei beni dello Stato italiano con una procedura di acquisizione avviata nel 1972. Villa Poniatowski sarà aperta ogni venerdì, sabato e domenica dalle 15 alle 19 (ultimo ingresso ore 18.30), escluse prime domeniche del mese. fino al 27 ottobre 2024. Ingresso alla Villa con lo stesso biglietto di Villa Giulia. Biglietto acquistabile nella sede di Villa Giulia (p. le di Villa Giulia, 9). Prenotazione obbligatoria per i gruppi, massimo 25 persone, alla casella di posta mn-etru.prenotazioni@cultura.gov.it. In occasione della riapertura, venerdì 31 maggio 2024, alle 17, visita guidata alle collezioni di Villa Poniatowski con la curatrice, Antonietta Simonelli. Visita compresa nel biglietto di ingresso. Prenotazione obbligatoria all’indirizzo mail mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it.

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Museo nazionale Etrusco di Villa Giulia: visite a Villa Poniatowski riaperta dopo la pausa invernale (foto etru)

La villa attraversa i secoli passando dalla famiglia Cesi ai Sinibaldi, questi ultimi ne sono proprietari per tutto il XVIII secolo, fino a quando non entra negli interessi del principe Stanislao Poniatowski, nipote dell’ultimo re di Polonia. È il 28 febbraio del 1800 quando il principe la acquista e incarica l’architetto Giuseppe Valadier della ristrutturazione. Poniatowski era venuto in Italia già nel 1781, pochi anni prima che J. W. Goethe intraprendesse il suo celebre Grand Tour (1786-88), e rimase catturato anche lui dal grande fascino che l’arte italiana aveva su quanti vi si recavano. Le decorazioni delle sue sale, recuperate dopo un lungo lavoro di restauro e riconducibili alla fine del ‘500, ai rifacimenti operati nel ‘700 e alla sistemazione di inizio ‘800, mostrano contemporaneamente le tre principali fasi decorative della villa, legate rispettivamente ai nobili Cesi, Sinibaldi e Poniatowski.

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La Sala Indiama di Villa Poniatowski, storica residenza nobiliare di Roma e sede delle collezioni permanenti del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (foto etru)

Fra le sale di maggior fascino, la Sala Indiana e la Sala Egizia per gli insoliti affreschi che le decorano, in bilico fra realtà e illusione. Uno sguardo aperto sul mondo, verso paesi lontani, segno evidente di una cultura europea che nell’Ottocento volge lo sguardo verso Oriente, evocando mondi lontani, terre di esploratori e di pochi, arditi viaggiatori. Nel 1800, quando il principe Stanislao Poniatowski acquista la villa, il mondo sta lentamente cambiando. Dal 2001 Villa Poniatowki è parte integrante del percorso espositivo del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e ospita le “antichità preromane”, non propriamente etrusche, provenienti dai centri del Latium vetus, come Gabii, Segni, Lanuvio, Satricum, Palestrina, e dell’Umbria, come Todi e Terni. Di particolare interesse le tombe principesche Barberini e Bernardini di Palestrina, con i sontuosi corredi funebri di oggetti in oro e avorio, vasi e coppe in bronzo finemente decorate, testimonianze fondamentali dell’Orientalizzante (VII sec. a. C.), periodo caratterizzato da intensi scambi tra Mediterraneo occidentale e Vicino Oriente.

Ravenna. Alla Domus dei Tappeti di Pietra va in scena il “De rerum natura”, digressioni letterarie e musicali sull’opera di Lucrezio: potente sperimentazione di poesia classica e musica dal vivo nell’ambito di Ravenna Festival

ravenna_domus-dei-tappeti-di-pietra_de-rerum-natura_locandinaIl De Rerum Natura alla Domus dei Tappeti di Pietra a Ravenna. Dal 31 maggio al 9 luglio 2024, alle 17, La Corelli e RavennAntica propongono digressioni letterarie e musicali sull’opera di Lucrezio. Dopo la felice sperimentazione intrapresa lo scorso anno con le MicroDanze di Aterballetto (vedi Ravenna. Al via “MicroDanze”: alla Domus dei Tappeti di Pietra nelle giornate della Trilogia arriva il progetto di Aterballetto che rinnova l’intreccio fra patrimonio storico-archeologico e spettacolo dal vivo | archeologiavocidalpassato), il sito archeologico della Domus dei Tappeti di Pietra, nell’ambito del Ravenna Festival 2024, diventa il palcoscenico di una potente sperimentazione di poesia classica e musica dal vivo. Date spettacoli e orario: 31 maggio; 4, 6, 11, 13, 18, 20, 25, 27 giugno; 2, 4, 9 luglio 2024, alle 17. Durata: 40 minuti. Info e prevendite spettacoli: biglietteria Teatro Alighieri 0544 249244 – ravennafestival.org. Biglietti: 6 euro. Tappeti di pietra e tappeti sonori mettono in scena il De rerum natura, preziosa riflessione che scende al cuore di ciascuno. Il progetto, a cura de La Corelli e di Fondazione RavennAntica, vede l’introduzione e la selezione musicale di Jacopo Rivani e la voce narrante di Camilla Berardi. Un viaggio in più tappe attraverso i segreti della natura e quelli della nostra esistenza: è quello che Lucrezio conduce nel suo De rerum natura, dosando sapientemente filosofia e scienza antica e, nello sfidare credenze religiose e superstizioni, spiegando come l’universo sia plasmato da leggi naturali e non da interventi divini. Insomma, un invito a guardare il mondo con occhi nuovi e mente aperta che qui si rinnova attraverso la voce di Camilla Berardi posta in dialogo con gli antichi mosaici, collocati negli ambienti originali di una domus tardo antica e la musica, con i suoni scelti volta per volta a evocare la profonda riflessione sulla natura delle cose: in ogni appuntamento verrà indagata l’essenza timbrica di uno strumento, fino all’ultimo che darà spazio alla summa di tutti i timbri generati dall’orchestra intrecciata all’ultimo elogio di Epicuro. Come una “Beatrice” lucreziana, l’attrice accoglierà il pubblico nella chiesa di Santa Eufemia, all’ingresso della Domus, contestualizzando ciascun appuntamento, che è sempre diverso; poi “traghetterà” i partecipanti all’interno del sito, in cui uno o più musicisti suoneranno brani artisticamente legati al contesto letterario. Una sorta di Nekuia, rito con cui nell’antica Grecia si evocavano gli spiriti dei defunti, vissuta insieme per potersi addentrare tra mosaici e musica. Un’esperienza del sublime che attraverso la poesia e l’esecuzione musicale si radica alle antiche pietre e ad universi di senso che prendono nuova vita. L’ultimo appuntamento prevede il percorso all’inverso, con partenza dalla Domus e conclusione in chiesa, alla presenza dell’orchestra d’archi La Corelli diretta da Jacopo Rivani. Un modo innovativo di fare, e vivere, la cultura, attraverso l’utilizzo multisensoriale del corpo e multidisciplinare dell’arte.

Padova. Al Centro Culturale San Gaetano “Il RiFF incontra il DAMS-Unipd”: presentazione dei film biografici (Belzoni, Toni Andreetta, Marcella Pedone) realizzati nell’ambito della 33.ma edizione del Laboratorio documentari del DAMS

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Il RiFF – River Film Festival incontra il DAMS dell’università di Padova: venerdì 31 maggio 2024, alle 17.30, al Centro Culturale San Gaetano di Padova presentazione dei film biografici realizzati nell’ambito della 33.ma edizione del Laboratorio per la realizzazione di documentari del DAMS dell’università di Padova con il patrocinio del Comune di Padova e River Film Festival. Entrata libera. Intervengono Guido Bartorelli, vicedirettore del DAMS – università di Padova; Mirco Melanco, referente scientifico Laboratorio per la realizzazione di documentari del DAMS – università di Padova; Linda Crestale, regista del film “L’avventura del reale di Toni Andreetta”; Eleonora Macchion e Martina Padoan, registe del film “Scoprire Marcella Pedone”; e i protagonisti dei film: Gian Piero Brunetta, Laura Minici Zotti, Massimo Riva, Walter Venturi, Francesca Veronese, Carlo Alberto Zotti Minici. Modera Romina Zanon, direttrice artistica River Film Festival. I film: “Belzoni: il tesoro nascosto di Padova” (2024, 33’) ripercorre la straordinaria biografia di Giovanni Battista Belzoni, esploratore, ingegnere, pioniere dell’archeologia moderna e dell’egittologia, nato a Padova nel 1778. “L’avventura del reale di Toni Andreetta” (2024, 30’) esplora la biografia del regista e attore Toni Andreetta, autore di oltre 40 documentari sulla storia e la cultura del Veneto. “Scoprire Marcella Pedone: fotografa a colori di un’Italia senza tempo” (2024, 34’) riscopre la figura della fotografa Marcella Pedone, rimasta nel fuori campo degli studi di settore, nonostante abbia costruito uno straordinario archivio di oltre 170mila immagini dedicato alla società e al paesaggio italiani dei decenni ’50-’90.

Al parco archeologico di Ostia antica la giornata di studi “Il paesaggio archeologico del delta del Tevere” promossa con il Politecnico di Bari

ostia-antica_parco_giornata-di-studi-il-paesaggio-archeologico-del-delta-del-tevere_locandinaIl 31 maggio 2024 nella sala Cébeillac-Gervasoni all’interno degli Scavi di Ostia antica la giornata di studi “Il paesaggio archeologico del delta del Tevere” organizzata dal parco archeologico di Ostia antica, dal Comune di Fiumicino e dal dipartimento di Architettura Costruzione e Design del Politecnico di Bari. Il convegno si pone come una discussione aperta sul tema della coesione territoriale intorno ai temi del patrimonio. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul canale YouTube del Parco: https://www.youtube.com/@parcoarcheologicodiostiaan4711/live.

PROGRAMMA. Alle 9, apertura lavori: saluti istituzionali di Mario Baccini, sindaco di Fiumicino; Roberto Severini, presidente del consiglio comunale di Fiumicino; Federica Poggio, assessore Turismo Sport Cultura, Giubileo, lavoro e formazione professionale del Comune di Fiumicino; Roberto Feola, consigliere del Comune di Fiumicino, ideatore del festival storico e territoriale “Oida”; Marco Troncone, amministratore delegato di A.d.R.; Elisabetta Pallottino, presidente associazione ARCo. Alle 10, introduzione: Alessandro D’Alessio, direttore del parco archeologico di Ostia antica; 10.15, introduzione: Giacomo Martines, professore di Restauro architettonico e del Paesaggio al Politecnico di Bari, “Il paesaggio identitario come patrimonio delle collettività”; PRIMA SESSIONE, modera Giacomo Martines. Alle 10.30, Giuseppe Fraddosio, Antonella Lamacchia, Valeria Imperatore, gruppo di Lavoro per il Politecnico di Bari, “Il valore paesaggistico-storico dell’area del delta del Tevere”; 11, Giulia Annalinda Neglia, professore di Progetto del Paesaggio al Politecnico di Bari, “Le trasformazioni del paesaggio di bonifica – la genesi di un territorio complesso”; 11.20, Dorotea Tattoli, specializzanda Beni Architettonici e del Paesaggio, La Sapienza Roma, “Il nodo del porto di Claudio come cerniera delle aree verdi di Fiumicino”; 11.30, Aguinaldo Fraddosio, Valeria Imperatore, professore di Scienza delle Costruzioni – specializzanda BAP, al Politecnico di Bari, “Il comportamento del cemento romano: il caso degli Horrea Severiani”; 11.45, Mariella Annese, professoressa di Tecnica urbanistica al Politecnico di Bari, “Il sistema dei collegamenti per la valorizzazione dell’area”; 12, Carlo Moccia, Giuseppe Fraddosio, direttore del dipartimento Ar.Co.D. Politecnico di Bari – dottorando PASAP, “Il progetto di architettura per il patrimonio”; 12.30, domande e discussione; 13, pausa. SECONDA SESSIONE, modera Giacomo Martines. Alle 14, Michele Zampilli, professore di Restauro architettonico, università di Roma Tre, “L’esperienza didattica per il restauro del patrimonio: presentazione dei risultati del Premio ARCo per tesi di Laurea in restauro”; 14.30, Stefano Della Torre, professore di Restauro architettonico, Politecnico di Milano, già presidente SIRA, “Le tesi in restauro architettonico nei corsi di laurea di Architettura in Italia”; 15, commenti da parte della commissione del Premio ARCo Giovani e premiazione prof. Stefano della Torre, prof. Rita Fabbri, arch. Francesco Giovanetti, arch. Giorgio Della Longa, ing. Paolo Mascilli Migliorini; 15.30, pausa. TERZA SESSIONE, modera Alessandro D’Alessio. Alle 16, Roberta Belli, Valeria Imperatore, professore di Archeologia classica al Politecnico di Bari – specializzanda PoliBa, “Il patrimonio archeologico come risorsa per il territorio”; 16.30, Giacomo Martines, Mariagrazia Cinelli, professore di Restauro architettonico e del Paesaggio al Politecnico di Bari – funzionario MiC Bari, “Un paesaggio in due direzioni. Le prospettive per una ri-coesione territoriale”; 17, Cristina Genovese, parco archeologico di Ostia antica, “La governance dei beni culturali tra Stato, Enti locali e organizzazioni private. Un caso esemplificativo: analisi e proposta di governance del patrimonio culturale nel Comune di Fiumicino (RM)”; 17.30, Alberto Tulli, parco archeologico di Ostia antica, “Ricostruire il sistema integrato degli antichi porti di Ostia e Fiumicino. Il progetto multimediale del Parco archeologico di Ostia antica”; 18, domande e discussione.

In accompagnamento alla giornata studi sarà allestita una mostra riassuntiva dei lavori dell’accordo quadro tra il Parco di Ostia Antica e il Dipartimento di Architettura Costruzione e Design del Politecnico di Bari dal titolo “Valorizzazione dei paesaggi archeologici del delta del Tevere”. Durante l’evento saranno proiettate le immagini delle tesi in Restauro partecipanti al Premio Arco Giovani.