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Bologna. I Musei Civici per la prima volta tutti aperti il 1° gennaio. Ecco aperture straordinarie, mostre e attività fino al 7 gennaio 2024

bologna_musei_logoIn occasione delle festività natalizie 2023-2024, i Musei Civici di Bologna presentano un’importante novità: “Apriti, museo!”. Per la prima volta, tutte le sedi sono eccezionalmente aperte lunedì 1°gennaio 2024 dalle 11 alle 19: museo civico Archeologico, museo civico Medievale, Collezioni comunali d’Arte, museo civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, MAMbo – museo d’Arte moderna di Bologna, museo Morandi, Casa Morandi, museo per la Memoria di Ustica, museo internazionale biblioteca della Musica, museo del Patrimonio industriale, museo civico del Risorgimento. Tra aperture straordinarie, collezioni permanenti e mostre temporanee, visite guidate e laboratori, con le giornate d’arte dedicate a bambine e bambini durante le vacanze scolastiche, anche quest’anno si prospetta dunque ricca e variegata l’offerta culturale che il Settore Musei Civici Bologna offre al pubblico di adulti e più piccoli per vivere i luoghi dell’arte e della cultura nel periodo delle feste.

Dal 24 dicembre 2023 al 6 gennaio 2024 le 11 sedi dei musei civici si fanno ancora più accoglienti verso cittadini e turisti grazie all’ampliamento degli orari di apertura e la proposta di nuove attività, con una speciale attenzione alla giornata di Capodanno. Con l’iniziativa “Apriti, museo!”, durante l’intero arco della giornata si può scegliere tra 20 attività proposte con laboratori e visite guidate in italiano, inglese e francese, per conoscere e riscoprire il ricco patrimonio culturale della città. Le visite e i laboratori sono offerti a tutti i possessori del biglietto di ingresso che, invece, resta a pagamento. La stessa giornata di Capodanno vede inoltre una speciale collaborazione del Settore Musei Civici Bologna con Festivamente, il cartellone di iniziative culturali promosso e coordinato dal Comune di Bologna | Settore Cultura e Creatività per vivere insieme il periodo delle feste all’insegna della cultura, dell’arte e della socialità. Il “Discorso d’artista”, affidato quest’anno a Mariangela Gualtieri, tra le poetesse più potenti e luminose della nostra contemporaneità, può essere ascoltato dalle 11 alle 19 all’interno delle Collezioni Comunali d’Arte, aperte straordinariamente ad ingresso libero. Immerso nella sosta della maestosa Sala Urbana, il pubblico può così sentire la voce poetica di Mariangela Gualtieri recitare “Esortazione urbana e planetare”, una riflessione su ciò che con urgenza vuole essere tenuto presente, in un presente che a tratti pare irrimediabile e altre volte apre spiragli alla possibilità di un equilibrio fra tutti i viventi della terra, per un rito di ascolto sul nuovo anno.

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La sezione Etrusca del museo civico Archeologico di Bologna (foto ornella de carlo / courtesy musei civici bologna)

PROGRAMMA DELLE ATTIVITÀ. MARTEDÌ 26 DICEMBRE 2023. Museo Archeologico (via dell’Archiginnasio 2), “Chiedi all’archeologa”: dalle 10 alle 13, due mediatrici culturali – una tra atrio e Collezione Egizia e una al primo piano – saranno a disposizione del pubblico per indirizzare nella visita e rispondere a domande e curiosità sulle collezioni del Museo. Ingresso: biglietto museo (intero 6 euro, ridotto 4 euro). Per i possessori di Card Cultura ingresso gratuito. Museo Archeologico (via dell’Archiginnasio 2), alle 17, “Si vive una volta sola…o forse no? Alla scoperta dei reperti del Museo che hanno vissuto più di una vita!”: visita guidata a cura degli archeologi di Aster. Quante vite possono avere un luogo o un oggetto? Tutti i giorni vediamo sotto i nostri occhi i rapidi cambiamenti di paesaggi e città. Anche se con ritmi e conseguenze diverse, è sempre stato così e gli scavi archeologici ne mettono in luce moltissimi esempi: templi diventati chiese o insediamenti abbandonati e riutilizzati come necropoli. E gli oggetti antichi? Alcuni sono stati realizzati, usati e poi buttati, distrutti o sepolti con i loro proprietari: hanno vissuto la loro vita. Altri, invece, hanno vissuto più di una volta, con funzioni diverse o con vicissitudini rocambolesche. È il caso ad esempio di uno dei capolavori del museo: la situla della Certosa. Durante la visita al museo potremo ammirarla e scoprire altri reperti dalle molte vite. Ingresso: biglietto museo (intero 6 euro, ridotto 4 euro). Per i possessori di Card Cultura ingresso gratuito. MERCOLEDÌ 27 DICEMBRE 2023. Museo Archeologico (via dell’Archiginnasio 2), dalle 14 alle 18: “A che gioco giochiamo?”. A quali giochi giocavano gli antichi Greci, Etruschi, Romani ed Egizi? Lo scopriamo in questa giornata al Museo, tutta dedicata al divertimento! Costruiamo alcuni antichi giochi da tavolo come il filetto e il senet egizio e proviamo a giocarci insieme, imparando facili regole, così potremo portare con noi un nuovo passatempo da proporre agli amici in questi giorni di vacanza. Ingresso: 15 euro ogni mattina o pomeriggio. Museo Medievale (via Manzoni 4), dalle 14 alle 18: “Lippo di Dalmasio e le arti a Bologna tra Trecento e Quattrocento”. Attività speciale di mediazione in mostra. Ogni mercoledì, dalle 14 alle 18, per tutta la durata della mostra, un mediatore culturale sarà presente in mostra a disposizione del pubblico per fornire informazioni e approfondimenti sui contenuti. Ingresso: biglietto museo (intero 6 euro, ridotto 4 euro). Per i possessori di Card Cultura ingresso gratuito. Museo Archeologico (via dell’Archiginnasio 2), dalle 14.30 alle 17.30: “Chiedi all’archeologa”. Ingresso: biglietto museo (intero 6 euro, ridotto 4 euro). Per i possessori di Card Cultura ingresso gratuito. Museo Medievale (via Manzoni 4), alle 17: “Lippo di Dalmasio e le arti a Bologna tra Trecento e Quattrocento”. Visita guidata alla mostra a cura di Adele Tomarchio (RTI Senza Titolo S.r.l., ASTER S.r.l. e Tecnoscienza). Ingresso: biglietto museo (intero 6 euro, ridotto 4 euro). Per i possessori di Card Cultura ingresso gratuito.

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La Collezione Greca del museo civico Archeologico di Bologna (foto ornella de carlo / courtesy musei civici bologna)

GIOVEDÌ 28 DICEMBRE 2023. Museo Archeologico (via dell’Archiginnasio 2), dalle 9 alle 13: “Faraoni, nobili o guerrieri?”. Nel museo molti reperti egizi, greci, etruschi e romani ci parlano di come l’abbigliamento rivestisse un ruolo importante per le civiltà antiche: osservando da vicino vasi, statue e gioielli possiamo riconoscere ruoli e personaggi proprio dai vestiti e dagli accessori che indossano. In laboratorio ci rifacciamo il look ricreando alcuni accessori per trasformarci nel personaggio che ci ha più colpito! Ingresso: 15 euro ogni mattina o pomeriggio. Museo Archeologico (via dell’Archiginnasio 2), dalle 10 alle 13: “Chiedi all’archeologa”. Ingresso: biglietto museo (intero 6 euro, ridotto 4 euro). Per i possessori di Card Cultura ingresso gratuito. VENERDÌ 29 DICEMBRE 2023. Museo Archeologico (via dell’Archiginnasio 2), dalle 9 alle 13: “Il teatro da protagonisti: un giorno da antichi eroi”. Il teatro è una delle forme di spettacolo più antiche al mondo e offre la possibilità non solo di narrare ma anche di mostrare le vicende narrate, facendo divertire, imparare e riflettere il pubblico che nel mondo greco e romano accorreva a vedere le opere in scena. In questa giornata ci trasformeremo in attrici e attori e impareremo alcuni segreti di questa arte, per poi calarci nei panni di antichi personaggi e mettere in scena le vicende di eroi del mito. Ingresso: 15 euro ogni mattina o pomeriggio. Museo Archeologico (via dell’Archiginnasio 2), dalle 10 alle 13: “Chiedi all’archeologa”. Ingresso: biglietto museo (intero 6 euro, ridotto 4 euro). Per i possessori di Card Cultura ingresso gratuito. SABATO 30 DICEMBRE 2023. Museo Archeologico (via dell’Archiginnasio 2), alle 17: “I capolavori del Museo”. Visita guidata a cura degli archeologi di Aster. Ingresso: 4 euro + biglietto museo (intero 6 euro, ridotto 4 euro) fino ad esaurimento posti (max 30 partecipanti). Per i possessori di Card Cultura 3 euro.

Museo Civico Medievale

Una sala del museo civico Medievale di Bologna (foto di Roberto Serra / Iguana)

LUNEDÌ 1° GENNAIO 2024. Museo Medievale (via Manzoni 4), alle 11.30: “Lippo di Dalmasio e le arti a Bologna tra Trecento e Quattrocento”. Visita guidata in italiano alla mostra a cura di Adele Tomarchio, RTI Senza Titolo S.r.l., ASTER S.r.l. e Tecnoscienza. Lippo di Dalmasio è stato un importante artista bolognese che ha unito la tradizione artistica emiliana a quella toscana. La mostra ripercorre la sua carriera nella città natale, in un momento in cui Bologna viveva uno dei suoi principali periodi di creazione artistica. Ingresso: biglietto museo (intero 6 euro, ridotto 4 euro). Per i possessori di Card Cultura ingresso gratuito. Museo Archeologico (via dell’Archiginnasio 2), alle 16: “Reperti in viaggio”. Visita guidata in italiano a cura di Smeralda Riggio (RTI Senza Titolo S.r.l., ASTER S.r.l. e Tecnoscienza). Nel primo giorno del 2024 il museo vuole augurare un anno ricco di viaggi e di visite ai musei… proprio come fanno i suoi reperti! La visita guidata sarà infatti l’occasione per scoprire dove si trova l’Atena Lemnia e poter ammirare la fiera “Amazzone”, testa di età romana e copia di un originale in bronzo attribuito a Policleto, giunta in prestito dai Musei Capitolini. Verrà raccontata poi la storia dei molti capolavori del museo, le loro incredibili vicende e i viaggi che li hanno condotti alle nostre sale. Ingresso: biglietto museo (intero 6 euro, ridotto 4 euro). Per i possessori di Card Cultura ingresso gratuito. MARTEDÌ 2 GENNAIO 2024. Museo Archeologico (via dell’Archiginnasio 2), dalle 14 alle 18: “Artisti e artigiani raccontano il passato”. In ogni sala del museo possiamo ammirare sculture, pitture e rilievi realizzati da abili mani, che attraverso la lavorazione di pietra o argilla e l’uso dei colori raccontano storie, personaggi e dettagli di vicende giunte a noi attraverso i millenni. Oggi proveremo anche noi a sperimentare la pittura e la modellazione dell’argilla facendoci ispirare da personaggi e vicende custodite dai reperti del museo. Ingresso: 15 euro ogni mattina o pomeriggio. Museo Archeologico (via dell’Archiginnasio 2), dalle 14.30 alle 17.30: “Chiedi all’archeologa”. Ingresso: biglietto museo (intero 6 euro, ridotto 4 euro). Per i possessori di Card Cultura ingresso gratuito. MERCOLEDÌ 3 GENNAIO 2024. Museo Archeologico (via dell’Archiginnasio 2), dalle 9 alle 13: “Arpe, sistri, flauti e clappers: la musica risuona tra le stanze del Museo”. La musica riveste da sempre un ruolo importante per l’Uomo e le civiltà antiche ci hanno lasciato moltissimi esempi delle approfondite conoscenze musicali che già possedevano alcuni millenni fa. Visiteremo le sale del Museo a caccia dei reperti che ci parlano degli strumenti e dei momenti in cui si faceva musica e in laboratorio costruiremo alcuni semplici strumenti musicali da portare con noi. Ingresso: 15 euro ogni mattina o pomeriggio. Museo Archeologico (via dell’Archiginnasio 2), dalle 10 alle 13: “Chiedi all’archeologa”. Ingresso: biglietto museo (intero 6 euro, ridotto 4 euro). Per i possessori di Card Cultura ingresso gratuito. Museo Medievale (via Manzoni 4), dalle 14 alle 18: “Lippo di Dalmasio e le arti a Bologna tra Trecento e Quattrocento”. Attività speciale di mediazione in mostra. Ingresso: biglietto museo (intero 6 euro, ridotto 4 euro). Per i possessori di Card Cultura ingresso gratuito. GIOVEDÌ 4 GENNAIO 2024. Museo Archeologico (via dell’Archiginnasio 2), dalle 9 alle 13: “Doni, strenne, regali: la gioia di dare e ricevere dall’antichità ad oggi”. Ricevere e fare regali è una usanza diffusissima durante questi periodi di festa. Ma nel passato ci si scambiava doni? In quali occasioni? In questa giornata si scoprirà quanto è antica l’usanza di fare doni e in quali occasioni avveniva. Verrà realizzato poi un dono ispirato agli oggetti del Museo che potremo dedicare a chi vogliamo in questi ultimi giorni di festa. Ingresso: 15 euro ogni mattina o pomeriggio. Museo Archeologico (via dell’Archiginnasio 2), dalle 10 alle 13: “Chiedi all’archeologa”. Dalle 10 alle 13 due mediatrici culturali – una tra atrio e Collezione Egizia e una al primo piano – saranno a disposizione del pubblico per indirizzare nella visita e rispondere a domande e curiosità sulle collezioni del Museo. Ingresso: biglietto museo (intero 6 euro, ridotto 4 euro). Per i possessori di Card Cultura ingresso gratuito. SABATO 6 GENNAIO 2024. Museo Archeologico (via dell’Archiginnasio 2), dalle 10 alle 13: “Chiedi all’archeologa”. Ingresso: biglietto museo (intero 6 euro, ridotto 4 euro). Per i possessori di Card Cultura ingresso gratuito. Museo Archeologico (via dell’Archiginnasio 2), dalle 17: “Il dono nell’antichità, usanza antica che rinsalda i legami”. Visita guidata a cura degli archeologi di Aster. L’usanza dello scambio di doni, così sentita in questo periodo natalizio, ha radici antiche e nasce dalla necessità profonda di mantenere un rapporto, prima di tutto tra i vivi, ma anche tra i vivi e i morti, o tra gli uomini e gli dei. Molti oggetti presenti in museo ci parlano di questa usanza, facendoci compiere un viaggio e una riflessione sul senso del dono nel tempo e nelle diverse civiltà. Ingresso: biglietto museo (intero 6 euro, ridotto 4 euro). Per i possessori di Card Cultura ingresso gratuito.

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Testone (moneta d’argento) con Natività esposto nella mostra “Il Medagliere si rivela. Natale in nummis. Iconografie del Natale nelle monete e nelle medaglie del Museo Archeologico” (foto musei bologna)

MOSTRE TEMPORANEE. “Il Medagliere si rivela. Natale in nummis. Iconografie del Natale nelle monete e nelle medaglie del Museo Archeologico” a cura di Paola Giovetti e Laura Marchesini. Fino all’8 gennaio 2024 al museo civico Archeologico (via dell’Archiginnasio 2). In occasione delle festività natalizie, il museo civico Archeologico dedica una vetrina alle monete e alle medaglie raffiguranti gli episodi della Natività e i principali temi evangelici e liturgici ad essa collegati. L’esposizione è l’occasione per poter ammirare una ventina di esemplari che fanno parte della ricchissima raccolta numismatica del museo civico Archeologico. I manufatti esposti ricoprono un arco cronologico che va dal XIII al XIX secolo. Le monete selezionate sono state emesse da diverse zecche italiane (Bologna, Napoli, Roma, Venezia), mentre tra gli incisori che hanno realizzato le medaglie si annoverano artisti locali come Giovanni Bernardi di Castelbolognese (1496-1553), il celebre milanese Giovanni Antonio De Rossi (1513 – post 1575), il raffinatissimo Nicola Cerbara (1796-1869) e due stranieri, i tedeschi Johann Buchheim (1624- 1683) e Hans Reihart (1510- 1581).

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Allestimento della mostra “Lippo di Dalmasio e le arti a Bologna tra Trecento e Quattrocento” al museo civico Medievale di Bologna (foto roberto serra)

“Lippo di Dalmasio e le arti a Bologna tra Trecento e Quattrocento” a cura di Massimo Medica e Fabio Massaccesi. Fino al 17 marzo 2024 al museo civico Medievale (via Manzoni 4). Lippo di Dalmasio e le arti a Bologna tra Trecento e Quattrocento è la prima mostra monografica dedicata a Lippo di Scannabecchi detto Lippo di Dalmasio, il più noto e celebrato dei pittori bolognesi del tardo Medioevo, documentato a Pistoia e a Bologna dal 1377 al 1410. Attraverso un aggiornato lavoro di ricerca, la presentazione di due opere inedite e una campagna di restauri eseguiti per questa occasione, la mostra intende proporre una rivalutazione organica della personalità e del percorso di Lippo di Dalmasio in riferimento al contesto del sistema culturale in cui si trovò ad operare, restituendo nella sua reale collocazione storico-artistica l’ampiezza sfaccettata e l’altissima qualità tecnica della sua produzione, soggetta nei secoli a giudizi altalenanti, oltre la fama stereotipata di pittore prettamente devozionale. Promossa dai Musei Civici d’Arte Antica | Settore Musei Civici Bologna congiuntamente con il dipartimento delle Arti – Alma Mater Studiorum università di Bologna e in collaborazione con la Pinacoteca nazionale di Bologna, l’iniziativa espositiva si configura idealmente come capitolo conclusivo di un ciclo di mostre dedicato ai principali protagonisti della pittura gotica bolognese, che con le loro prolifiche botteghe dominarono la scena cittadina tra Trecento e Quattrocento: Vitale da Bologna (2010), Simone dei Crocifissi e Jacopo di Paolo (2012) e Giovanni da Modena (2015).

Ercolano. “Le Schegge del PAE”: nella quarta e ultima puntata il direttore del parco archeologico Francesco Sirano ci fa scoprire il meraviglioso tetto della Casa del Rilievo di Telefo, esposto alla mostra “Materia. Il legno che non bruciò ad Ercolano” nella Reggia di Portici

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Lacunare del soffitto in legno della Casa del Rilievo di Telefo a Ercolano (foto graziano tavan)

Quarta e ultima puntata de “Le Schegge del PAE”, la nuova serie social del parco archeologico di Ercolano dedicata alla mostra “Materia. Il legno che non bruciò ad Ercolano” in esposizione al MUSA – musei della Reggia di Portici fino al 31 dicembre 2023, dal martedì alla domenica dalla 9.30 alle 18, ultimo ingresso in biglietteria alle 16.30. I biglietti sono acquistabili alle biglietterie fisiche della Reggia e del Parco oppure online su https://materiainreggia.okticket.it/i… Sottotitoli a cura dell’Herculaneum Conservation Project. Dopo aver avere descritto lo sgabello della Casa dei due Atri, le tavolette di legno di Ercolano, e il larario della Casa del salone nero (vedi Ercolano. “Le Schegge del PAE”: nella terza puntata il direttore del parco archeologico Francesco Sirano ci fa scoprire il larario della Casa del salone nero, esposto alla mostra “Materia. Il legno che non bruciò ad Ercolano” nella Reggia di Portici | archeologiavocidalpassato), il direttore del parco Francesco Sirano ci porta alla scoperta del meraviglioso soffitto della Casa del Rilievo di Telefo.

“Sacra dimora chiusa da cardini altisonanti, io ti vidi quando ancora era in piedi la potenza barbarica con i soffitti intarsiati e intagliati, regalmente adorna d’oro e d’avorio. Mi trovo ora in una bella città, una vera bella città. I suoi palazzi si susseguono fitti. Passando per le vie si scorgono grandi soffitti patrizi, tutti dipinti e dorati”. “Per definire l’anatomia del lusso a tanti secoli di distanza l’uno dall’altro Quinto Ennio e Gustave Flaubert”, spiega Sirano, “usano gli stessi elementi per denotare questa caratteristica. Il soffitto della Casa del Rilievo di Telefo suggeriva una serie di piani sovrapposti, mano a mano che si guardava in alto disegni geometrici che erano resi ancora più spettacolari dall’uso dei tanti colori, colori vivaci tutti diversi, coronati poi dalla presenza di foglie d’oro al centro di ogni decorazione. La tecnica di realizzazione era estremamente raffinata e precisa, non si ammetteva errore. Doveva essere tutto calcolato al centimetro, e non si usavano chiodi ma solo una serie di incassi. Il senso della luxuria in questo caso nasceva dal soffitto di legno splendidamente intarsiato con applicazione in oro, dai marmi alle pareti e dal pavimento fatto di marmi policromi”.

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L’atrio corinzio della Casa del rilievo di Telefo a Ercolano (foto paerco)

Il direttore del parco archeologico di Ercolano si sposta sul cardo quinto dove si aprivano le porte della Casa del Rilievo di Telefo. “La casa apparteneva alla famiglia dei Noni Balbi, una delle più importanti della città antica”, continua Sirano. “Il lusso e la grandezza ricorreva dovunque: l’ingresso splendidamente decorato da colonne, i muri affrescati, i rilievi alle pareti”.

 

Roma. Al secondo ordine del Colosseo aperta la mostra “La Colonna Traiana. Il racconto di un simbolo” a 1910 anni dalla sua inaugurazione: il capolavoro di Apollodoro di Damasco è divenuto nei secoli simbolo universale a cui si ispirarono imperatori, Papi e sovrani

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Il suggestivo allestimento della mostra “La Colonna Traiana. Il racconto di un simbolo” al Colosseo (foto simona murrone)

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Il busto dell’imperatore Traiano nella mostra “La Colonna Traiana. Il racconto di un simbolo” (foto simona murrone)

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Locandina della mostra “La Colonna Traiana. Il racconto di un simbolo” al Colosseo dal 22 dicembre 2023 al 30 aprile 2024

Sono passati 1910 anni dalla sua costruzione e non finisce ancora di stupire. La Colonna di Traiano veniva infatti inaugurata il 12 maggio 113 d.C. Sin dalla sua progettazione e costruzione la Colonna rappresentò una sfida per l’ingegno umano: l’estrazione del marmo dalla cava di Carrara, il trasporto via terra, via mare e via fiume, e infine la lavorazione e posa in opera nel cantiere del Foro di Traiano rappresentarono le tappe di un ardito processo ingegneristico e tecnologico ancora oggi fonte di stupore e meraviglia. Nei secoli a seguire, grazie alla sua fortuna e ai numerosi tentativi di replicarla, disegnarla, riprodurla, essa divenne nei secoli simbolo universale a cui si ispirarono imperatori, Papi e sovrani. Dal 22 dicembre 2023 al 30 aprile 2024 al secondo ordine del Colosseo la mostra “La Colonna Traiana. Il racconto di un simbolo”, a cura di Alfonsina Russo, Federica Rinaldi, Angelica Pujia e Giovanni Di Pasquale, organizzata e promossa dal Parco archeologico del Colosseo e dal Museo Galileo – Istituto e Museo di Storia della Scienza, narra e spiega questa funzione simbolica con due registri narrativi: quello più propriamente storico e artistico, con l’ardita ricostruzione del fregio in scala 1:1 le cui spire si avvolgono sui pilastri del Colosseo e quello invece più specificamente tecnico, con le tappe del trasporto e lavorazione del marmo, fino ad arrivare alla idolatria e all’uso politico dei sovrani d’Europa che ne pretesero la riproduzione attraverso le riproduzioni e i calchi.

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Il busto dell’architetto Apollodoro di Damasco apre la mostra “La Colonna Traiana. Il racconto di un simbolo” (foto simona murrone)

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Ruota da cantiere esposta nella mostra “La Colonna Traiana. Il racconto di un simbolo” al Colosseo (foto simona murrone)

La mostra si apre con l’architetto Apollodoro di Damasco, il geniale e innovativo architetto e ingegnere di origine siriana, e il suo illustre committente Traiano, di nuovo l’uno di fronte all’altro a distanza di quasi duemila anni. Per comprendere appieno il processo di costruzione della Colonna e con esso la fatica e la potenza muscolare di centinaia di uomini che contribuirono a realizzare questo indiscusso capolavoro, in un Colosseo fasciato di blu, sono esposti i principali strumenti antichi utilizzati per l’estrazione dei blocchi di marmo, per il trasporto su imbarcazione e per la messa in opera, assieme ai modelli ricostruttivi delle macchine da cantiere dell’epoca (gru, torri, ruote), realizzati da Claudio Capotondi, novello “Maestro delle Imprese di Traiano”.

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L’ingresso della mostra “La Colonna Traiana. Il racconto di un simbolo” al Colosseo (foto simona murrone)

Video e proiezioni su schermo realizzati dal Museo Galileo assieme ad una grafica coinvolgente e a testi che superano le dimensioni dei pannelli didascalici per divenire narrazione anche visiva di un’unica Storia, offrono un racconto più didattico oltre che una maggior comprensione degli oggetti esposti in mostra. A contribuire al racconto permanente della Colonna è stata anche realizzata una webAPP in lingua italiana e inglese e, grazie al prezioso coinvolgimento e alla collaborazione dell’Ambasciata di Romania, anche in lingua romena.

Ercolano. Apertura straordinaria del parco archeologico a Natale e Capodanno. Gli auguri del direttore e dello staff

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Veduta aerea dell’area archeologica di Ercolano: una delle foto di Pier Paolo Metelli contenute in “Ercolano. Guida (breve)” edita da arte’m

Apertura straordinaria del parco archeologico di Ercolano a Natale e Capodanno. Il parco archeologico di Ercolano partecipa infatti all’iniziativa del ministero della Cultura e offre l’opportunità di visitare il sito nei giorni di Natale e Capodanno. Turisti e appassionati del Parco potranno approfittare di questa straordinaria possibilità e trascorrere delle ore all’interno dell’antica Ercolano respirando l’aria di festa tra le strade e le case della città romana. Il parco sarà accessibile nei consueti orari di visita: dalle 8.30 alle 17 (ultimo ingresso 15.30).  I biglietti di ingresso sono acquistabili alla biglietteria e online al sito www.coopculture.it.

Intanto dal direttore Francesco Sirano e tutta l’equipe del parco archeologico di Ercolano arrivano gli auguri di Buone feste, aspettando un altro anno ricco di eventi, scoperte e novità: “Il 2023 è stato un anno bellissimo. Ci avete regalato tante emozioni. Grazie a tutti i 540mila visitatori che ci hanno onorato”.

Pompei segna un nuovo record: già superati i 4 milioni di visitatori nel 2023. Il parco archeologico ha premiato il visitatore numero 4.000.000

A Pompei superati i 4 milioni di visitatori_ un record. E l’anno non è ancora finito. Nei giorni scorsi, infatti, il parco archeologico di Pompei ha dato il benvenuto al suo visitatore numero 4.000.000 nel 2023. Una cifra che rappresenta un record nella storia degli scavi, il numero più alto di presenze mai raggiunte nel sito archeologico. Il visitatore numero 4.000.000 è stato omaggiato del nuovo libro fotografico di Luigi Spina “Interno pompeiano” (Five Continents Editions). “Questo è un grande successo per il Parco, grazie al costante supporto del Ministro Sangiuliano e del Ministero, un lavoro di squadra di uno staff sempre più in sinergia con il territorio della Grande Pompei”, commenta il direttore Gabriel Zuchtriegel. “Questo grande afflusso di visitatori è molto importante non solo per il sito di Pompei, ma anche per l’economia di un territorio che dipende in buona parte dal turismo. Il nostro impegno costante è dunque un investimento in un contesto molto più ampio”.

Roma. Con “Natale nei Musei” attività didattiche, visite guidate e mostre: ecco alcune proposte culturali offerte dal Sistema Musei di Roma Capitale fino al 7 gennaio 2024

roma_capitale_Natale_nei_Musei_2023_locandinaA Roma è festa con “Natale nei Musei”. Le festività natalizie nella Capitale sono arricchite anche quest’anno dalle numerose proposte culturali offerte dal Sistema Musei di Roma Capitale, con una serie di appuntamenti tra attività didattiche, visite guidate e mostre rivolti a visitatori di tutte le età. Il programma Natale nei Musei è promosso da Roma Capitale, assessorato alla Cultura – sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura. Il 24 e il 31 dicembre 2023 tutti i Musei Civici e le aree archeologiche saranno aperti fino alle 14. Resteranno chiusi invece il 25 dicembre 2023, e riapriranno con orario ordinario il 26 dicembre 2023. Inoltre il 1° gennaio 2024, in occasione della terza edizione di Roma Capodarte, i Musei e le aree archeologiche saranno aperti a ingresso gratuito per tutti con i seguenti orari: dalle 11 alle 20, Musei Capitolini, Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali, Museo dell’Ara Pacis, Museo di Roma-Palazzo Braschi, Centrale Montemartini, Musei di Villa Torlonia (tranne Serra Moresca), Museo di Roma in Trastevere, Museo Civico di Zoologia, Galleria d’Arte Moderna; dalle 11 alle 16, Museo Napoleonico, Museo della Repubblica Romana e della Memoria garibaldina, Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Museo Pietro Canonica, Museo delle Mura, Museo di Casal de’ Pazzi, Serra Moresca, Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Villa di Massenzio, Area archeologica del Circo Massimo, Area Sacra di Largo di Torre Argentina; dalle 9 alle 16.30, Area Archeologica dei Fori Imperiali. L’ultimo ingresso è consentito un’ora prima dell’orario di chiusura. Il 24 e il 31 dicembre 2023 Circo Maximo Experience, la visita immersiva del Circo Massimo in realtà aumentata e virtuale, sarà fruibile dalle 10 alle 14 con ultimo ingresso alle 12.50. Ingresso ridotto per i possessori di MIC Card. All’interno dei musei, infine, in occasione delle festività natalizie saranno disponibili, gratuitamente, “Giochi in comune”, i “quaderni gioco” della Sovrintendenza Capitolina, pensati per bambine e bambini, alla scoperta delle aree archeologiche e delle collezioni museali dei Fori Imperiali, Musei Capitolini, Galleria d’Arte Moderna e Museo di Casal de’ Pazzi.

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I due ritratti di Augusto, scoperti rispettivamente a Roma e Isernia, protagonisti della mostra “Imago Augusti” ai Mercati di Traiano a Roma (foto roma capitale)

ATTIVITÀ DIDATTICHE. Fino al 7 gennaio 2024, l’iniziativa “Natale nei Musei” propone una ricca offerta di attività didattiche, giochi e laboratori adatti a tutta la famiglia, attraverso i quali scoprire in modo inusuale e divertente la storia di Roma e delle sue collezioni museali. Il 26 dicembre 2023: alle 10, al Museo di Casal de’ Pazzi, si gioca alla tombola pleistocenica con Ambo, Terno, Quaterna…rio!, attività che si ripete il 3 gennaio 2024, alla stessa ora; alle 11, appuntamento a piazzale Scipione Borghese per l’itinerario guidato “Villa Borghese: animali reali e animali fantastici, animali veri e animali di pietra”; alle 16 laboratorio ai Musei Capitolini: “C’erano una volta una lupa e due gemelli”, rivolto ad adulti e bambini 6-10 anni. Il 27 dicembre 2023: alle 15, “Scopriamo insieme i Mercati di Traiano” con una visita guidata che si terrà ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali. “Vivere in villa: storie di imperatori” è il titolo della visita proposta alla Villa di Massenzio il 28 dicembre alle 11, mentre alle 16, al Museo di Roma a Palazzo Braschi è in programma il laboratorio “Vis-à-vis. Ritratti di Pietro Tenerani”, per adulti e bambini (target consigliato dai 6 ai 10 anni). Il 29 dicembre alle 11, ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali per “Augusto sotto l’albero”, visita guidata alla mostra “Imago Augusti. Due nuovi ritratti di Augusto da Roma e Isernia”. Si prosegue il 30 dicembre 2023 alla scoperta di vie, vicoli, piazze, larghi e archi che raccontano di persone, mestieri, miti, leggende, aneddoti e segreti per l’itinerario guidato “Perché si chiama così?”, con appuntamento alle 11, a piazza Benedetto Cairoli; alle 16, invece la Centrale Montemartini propone “La bottega di Eraclito, Mosaicisti per un giorno”, attività didattica rivolta ad adulti e bambini di età consigliata 5-10 anni incentrata sulle tecniche di esecuzione dell’arte del mosaico.

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Camminamenti delle mura Aureliane di Roma (foto roma capitale)

I Musei Capitolini aprono l’anno nuovo il 2 gennaio 2024, alle 10.30, con l’attività “Dalle mani nella creta all’offerta agli dei”, con realizzazione di oggetti in terracotta al termine della visita ai reperti in mostra. Il 3 gennaio 2024, alle 11.30, appuntamento in piazza di Porta Metronia, lato giardini, per una passeggiata guidata alla scoperta delle Mura Aureliane dal titolo “Le mura di Roma da Porta Metronia a Porta Latina”. Il 5 gennaio 2024, si inizia con il Museo di Roma che, alle 10.30, propone “Vis-à-Vis. Affàcciati al Museo!”, attività per ragazzi dagli 8 agli 11 anni che potranno cimentarsi nell’arte del ritratto. Ale 11, al Museo dell’Ara Pacis con “Al museo si racconta. L’Ara Pacis”, letture a voce alta, immagini e filastrocche alla scoperta della Roma antica per bambini e famiglie (età consigliata 6-10 anni). Il 6 gennaio 2024, alle 16, “Divertirsi al Museo dell’Ara Pacis” con il laboratorio rivolto ad adulti e bambini dai 5 ai 10 anni. Chiude la ricca rassegna il 7 gennaio 2024: “Le mura di Roma da Porta Maggiore alla Basilica di Santa Croce in Gerusalemme”, itinerario guidato alla scoperta delle Mura Aureliane, con appuntamento alle 11.30 in piazza di Porta Maggiore, di fronte all’Hotel Porta Maggiore. Tutte le attività sono gratuite e con biglietto d’ingresso a tariffazione vigente, ove previsto. Ingresso gratuito nei Musei Civici con la MIC Roma Card, prenotazione obbligatoria allo 060608.

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Locandina della mostra “Fidia” a Villa Caffarelli (musei Capitolini) dal 24 novembre 2023 al 5 maggio 2024

MOSTRE IN CORSO NEL PERIODO NATALIZIO. Le tante mostre da visitare nei Musei durante le festività si aggiungono come sempre al grande patrimonio di collezioni permanenti. I Musei Capitolini, nella sede di Villa Caffarelli, ospitano la prestigiosa mostra su “Fidia”, la prima esposizione monografica dedicata al più grande e famoso scultore dell’età classica. C’è tempo fino al 7 gennaio 2024, per visitare la mostra “VRBS Roma”, ospitata nella Sala degli Arazzi di Palazzo dei Conservatori, che espone per la prima volta un prezioso frammento di età imperiale in vetro dorato raffigurante la Dea Roma. Nelle sale di Palazzo Caffarelli, al terzo piano, è in corso la mostra “La Roma della Repubblica. Il racconto dell’archeologia”, che ripercorre la storia della città dagli inizi del V alla metà del I secolo a.C. “L’eredità di Cesare e la conquista del tempo” è invece la mostra ospitata presso la Sala della Lupa e dei Fasti antichi nell’appartamento dei Conservatori, che racconta la storia di Roma dalla sua fondazione attraverso i Fasti Capitolini. In due sale di Palazzo Clementino è infine possibile ammirare “I Colori dell’Antico. Marmi Santarelli ai Musei Capitolini”, una selezione di oltre 660 marmi policromi di età imperiale. Ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali due ritratti di Augusto, scoperti nel corso di recenti indagini archeologiche, “dialogano” idealmente nell’ambito della mostra “Imago Augusti. Due nuovi ritratti di Augusto da Roma e Isernia”. Al provocatorio fotografo berlinese è dedicata la retrospettiva Helmut Newton. Legacy al Museo dell’Ara Pacis con più di 200 scatti esposti, in parte inediti, oltre a riviste e documenti che raccontano la vita e lo stile di questo rivoluzionario protagonista del Novecento.

Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia per il ciclo “Natale all’Etru” visita guidata “Etruria coast to coast: da Caere a Spina. Con lo sguardo rivolto alla Grecia” con Valeria De Scarpis

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Particolare del cratere a volute attico raffigurante Oreste davanti al dio Apollo, dalla tomba 6C Valle Pega, Spina, conservato al museo Archeologico nazionale di Ferrara (foto etru)

“Etruria coast to coast: da Caere a Spina. Con lo sguardo rivolto alla Grecia”: visita guidata al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia nell’ambito del ciclo “Natale all’Etru”. Sabato 23 dicembre 2023, alle 16, e sabato 30 dicembre 2023, alle 11, con Valeria De Scarpis i visitatori scopriranno i due centri etruschi che ebbero maggiori rapporti con il mondo greco, al punto da poter dedicare un proprio thesauros nel santuario di Delfi. Si parte dalla sezione del Museo dedicata a Caere e alla sua proiezione sul mar Tirreno, Pyrgi, per poi affacciarci sull’Adriatico attraverso la mostra “Spina Etrusca a Villa Giulia. Un grande porto nel Mediterraneo”. La visita è compresa nel costo del biglietto. Per info e prenotazioni: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. È possibile prenotarsi direttamente all’accoglienza del Museo il giorno della visita, salvo disponibilità.

Ercolano. “Le Schegge del PAE”: nella terza puntata il direttore del parco archeologico Francesco Sirano ci fa scoprire il larario della Casa del salone nero, esposto alla mostra “Materia. Il legno che non bruciò ad Ercolano” nella Reggia di Portici

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Il larario in legno della Casa del salone nero di Ercolano esposto nella mostra “Materia” alla Reggia di Portici (foto graziano tavan)

Terza puntata de “Le Schegge del PAE”, la nuova serie social del parco archeologico di Ercolano dedicata alla mostra “Materia. Il legno che non bruciò ad Ercolano” in esposizione al MUSA – musei della Reggia di Portici fino al 31 dicembre 2023, dal martedì alla domenica dalla 9.30 alle 18, ultimo ingresso in biglietteria alle 16.30. I biglietti sono acquistabili alle biglietterie fisiche della Reggia e del Parco oppure online su https://materiainreggia.okticket.it/i… Sottotitoli a cura dell’Herculaneum Conservation Project. Dopo aver avere descritto lo sgabello della Casa dei due Atri, e le tavolette di legno di Ercolano (vedi Ercolano. “Le Schegge del PAE”: nella seconda puntata il direttore del parco archeologico Francesco Sirano ci fa scoprire le tavolette di legno per la scrittura, esposte alla mostra “Materia. Il legno che non bruciò ad Ercolano” nella Reggia di Portici | archeologiavocidalpassato), il direttore del parco Francesco Sirano ci porta alla scoperta del larario della Casa del salone nero.

“La religione è nulla, vivere religiosamente è tutto” (Erich Fromm): il larario della Casa del salone nero è “illustrato” in mostra con una citazione di Erich Fromm che il direttore Sirano cita per introdurre la “Scheggia”: “L’uomo romano viveva religiosamente e la religione accompagnava tutti i momenti della sua giornata, a cominciare dal mattino, quando si facevano sacrifici e preghiere davanti al piccolo altare domestico in onore dei Lari divinità che proteggevano la casa e delle divinità a cui il padrone di casa era particolarmente devoto: in questo caso Ercole, eroe che ha dato il nome alla città di Ercolano, e la dea Minerva. A Ercolano la caratteristica è data dal fatto che spesso si tratta di larari di legno e sono mobili, come questo di fronte al quale ci troviamo. Si tratta di un vero e proprio tempietto in miniatura, addirittura i capitelli delle colonne sono fatti di marmo a imitazione di quelli reali”.

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Il larario con la maschera gorgonica nella Casa dello Scheletro a Ercolano (foto graziano tavan)

Sirano si sposta davanti alla casa del banchiere Ellicus, che “doveva confidare per le sue fortune – spiega – non solo sulla sua bravura ma anche sugli dei. Il larario in mostra alla Reggia di Portici non è stato trovato così ben conservato come lo abbiamo potuto apprezzare nella mostra: si trovava in frammenti tra il Salone nero, che dà il nome alla casa, dove era esposto, e il giardino, trascinato dai flussi piroclastici durante l’eruzione. Alle mie spalle un altro ambiente con un larario, quindi un altro momento di religiosità domestica, questa volta costruito in muratura. Questi tabernacoli ci ricordano molto da vicino quelli che ancora oggi noi troviamo in alcune case del Meridione più tradizionali, ma anche lungo le strade dove spesso il nume tutelare diventa un grande campione, per esempio del calcio. Voi cose ne pensate? Siamo davvero così lontani dall’antichità romana?”.

Parco archeologico di Ostia antica (Rm): riapre al pubblico il 21 dicembre 2023 il Serapeum, santuario e tempio di Serapide, dopo un lungo intervento di restauro e di messa in sicurezza eseguito dal personale

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Il Serapeum al parco archeologico di Ostia antica: iscrizione “Iovi Serapi” (a Giove Serapide) (foto parco ostia antIca)

Parco archeologico di Ostia antica: riapre al pubblico il 21 dicembre 2023 il Serapeum, dopo un lungo intervento di restauro e di messa in sicurezza eseguito dal personale Ales in forza al Parco. Il Serapeum, santuario e tempio di Serapide, fa parte di un intero complesso che comprende anche il caseggiato di Bacco e Arianna a nord e un secondo edificio a sud (trasformato in età tarda in una domus), che avevano sia funzioni legate al culto esercitato dai sacerdoti di Serapide che funzione residenziale e di ospitalità. L’intero complesso risulta nella sua prima fase infatti unitario e strettamente interconnesso. Il culto di Serapide, divinità egiziana ellenistica, si diffuse nel mondo romano in associazione al culto di Giove. A Ostia trova la sua sede di culto in un’area periferica della città, nella Regio III, in una traversa di via della Foce che prende il nome di via del Serapide. Il tempio fu inaugurato il 24 gennaio del 127 d.C., giorno del compleanno dell’imperatore Adriano: così è riportato infatti su uno dei frammenti dei Fasti Ostiensi, sorta di cronaca incisa su marmo dei principali fatti relativi a Ostia e a Roma. Sulla sua interpretazione come tempio di Serapide non sussiste dubbio alcuno, anche grazie al rinvenimento in situ dell’iscrizione dedicatoria Iovi Serapi (a Giove Serapide), posta in origine probabilmente sul frontone che coronava la facciata del tempio. Attraverso l’ingresso sulla strada, in un secondo tempo monumentalizzato da un protiro, si accedeva a un cortile inquadrato da un portico, il cui pavimento era decorato con un mosaico a soggetto nilotico, preciso riferimento all’Egitto da cui il dio proveniva. Il tempio vero e proprio sorgeva in fondo al cortile, a fronte tetrastila, cioè con 4 colonne in facciata.

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La pianta e la posizione del Serapeum a Ostia antica (foto parco ostia antica)

È Giusy Castelli di Ales Spa a raccontare sul sito web del Parco le varie fasi degli interventi di restauro che hanno interessato il monumento. Gli interventi, svolti dalla squadra Ales in forza al Parco, hanno inizialmente riguardato la ricomposizione e il consolidamento delle cortine dei lati N, W e S del tempio, il consolidamento e la realizzazione delle creste murarie dei muri e dei contrafforti del lato S, la ricomposizione del basamento del portico S e parte di quello N, la stuccatura del fronte E del podio del tempio, la risarcitura delle lacune nel pavimento in lastre di marmo del portico S. La parete N del tempio necessitava di interventi minimi di consolidamento delle cortine e solo in un caso di ricomposizione del nucleo; lungo tutta la facciata sono state realizzate stuccature interstiziali tra i laterizi e i blocchetti di tufo per ripristinare i giunti di malta erosi e parzialmente mancanti. Anche lungo la parete W si è intervenuti con puntuali stuccature di consolidamento. A S del tempio vi sono contrafforti in opera mista che si addossano sia alla sua parete S che al muro di recinzione del santuario. Questi, già restaurati in passato, presentavano lacune nella cortina muraria. In assenza di coperture, tra i contrafforti e i muri sono cresciute nel tempo piante con apparati radicali talvolta molto spessi, tanto da causare notevoli distacchi tra le due strutture. Si è pertanto proceduto col rimuovere la vegetazione infestante nei primi giorni dell’area, individuando la radice responsabile del distacco, dopodiché si è provveduto a rimuovere la radice e a consolidare le due murature, realizzando dei cordoli di malta in sottosquadro per evitare future infiltrazioni di apparati radicali. Nella porzione E del portico S, priva di rivestimento pavimentale, è stata rimossa buona parte della terra di riporto per livellare la sua quota con quella dei piani adiacenti, in modo da limitare futuri dilavamenti di terra e facilitare la manutenzione dell’area. La fondazione del colonnato è stata consolidata per ripristinarne la visibilità e limitare i dilavamenti di terra nell’aula centrale: non si conservano porzioni originali visibili, pertanto si è scelto di consolidare la sua versione restaurata. Sul podio del tempio, già interessato da interventi di messa in sicurezza conclusi a luglio 2023, è stata ripristinata con pozzolana la copertura del mosaico.

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La scalinata del tempio di Giove Serapide a Ostia, prima del restauro (foto parco ostia antica)

A Ottobre 2023 si sono conclusi gli interventi nel Serapeum: essi sono stati mirati principalmente al consolidamento della scala del tempio, delle murature e strutture esterne al perimetro del complesso fino a comprendere il lato SE dell’attuale pertinenza del Caseggiato di Bacco e Arianna; inoltre sono state risarcite le lacune della pavimentazione in graniglia moderna e sono state consolidate le porzioni di pavimento di restauro in opus sectile di reimpiego, al fine di evitare la perdita dei frammenti. Infine sono stati realizzati interventi puntuali di consolidamento nei punti in cui si è riscontrata la mancanza di malta nei giunti o il parziale distacco di piccole porzioni di paramento, a conclusione dell’intervento generale. L’intervento più impegnativo ha riguardato la scalinata di accesso al tempio, di cui non si conserva rivestimento ma solo il nucleo in muratura, poiché si presentava completamente ricoperta di vegetazione e terra con la malta fortemente impoverita e disgregata. Dalle foto conservate nell’Archivio Fotografico del Parco e relative al primo scavo del complesso e da quelle pubblicate dall’archeologo Ricardo Mar a seguito delle sue campagne di scavo, si desume che non sono state fatte operazioni conservative sostanziali sulla scala, pertanto si è rivelato necessario intervenire per preservarne la struttura, poiché questi anni di esposizione alle intemperie ne hanno già fortemente ridotto il volume. Secondo le ricostruzioni di R. Mar, nella sua prima fase costruttiva il tempio era corredato da una scala centrale, alla quale si sono aggiunti due corpi laterali per formare una scalinata ampia quanto la cella. Sono visibili le trincee di scavo realizzate per mettere in luce la scala centrale, che conserva ancora parte del rivestimento in intonaco, grazie alle quali si apprezza la sequenza stratigrafica delle costruzioni. Non si conservano elementi di rivestimento, sebbene il basso gradino inferiore che era ampio quanto tutta la larghezza del tempio sembra fosse rivestito in marmo, a giudicare dalle lastre conservate ma evidentemente riposizionate. La struttura delle scalinate è fortemente compromessa e non si intuiscono con precisione le altezze delle alzate, sebbene sia deducibile l’andamento generale dei gradini. Al fine di preservare al meglio le strutture, evitando di operare scelte eccessivamente ricostruttive, si è scelto di proteggere il nucleo a vista realizzando una superficie di sacrificio a imitazione del nucleo su tutte le estensioni che ne imitasse l’andamento e la composizione, senza definire arbitrariamente alcun profilo che non fosse visibile o intuibile nella struttura originale.

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La scalinata del tempio di Giove Serapide a Ostia, dopo il restauro (foto parco ostia antica)

Le vasche di raccolta delle acque poste nella porzione NE del complesso e relative a una sistemazione successiva rispetto all’impianto originale del complesso sono state consolidate e sono state ricomposte le creste sommitali a protezione dei muri perimetrali; in precedenza il fondo delle vasche era stato riempito con argilla espansa ma, con il tempo, questa si è parzialmente dispersa consentendo la crescita della vegetazione: si è, quindi, deciso di rimuovere argilla e vegetazione mettendo in luce il fondo delle vasche con parziale rivestimento originale in cocciopesto, il cui stato di conservazione sembra buono nelle parti conservate. Dopo aver rimosso i depositi e aver documentato fotograficamente le vasche, sul fondo si è steso uno strato di telo DeltaLite sul quale è stata stesa della graniglia di piccole dimensioni, con la finalità di ridurre al minimo la possibilità di crescita di vegetazione con una modalità che ne consente facilmente il monitoraggio e la manutenzione.

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Mosaico nilotico nel Serapeum di Ostia (foto parco ostia antica)

Le porzioni del rivestimento pavimentale si presentano già restaurate nel secolo scorso, quando il mosaico è stato staccato e riposizionato su massetto di cemento armato; il rivestimento in opus sectile è stato ricomposto e le lacune sono state risarcite con graniglia e cemento. Gli attuali interventi si sono limitati alla fermatura di alcune lastre di marmo distaccate, alla realizzazione di piccole porzioni di graniglia a risarcitura delle lacune e alle stuccature di finitura laddove necessario. Al termine del consolidamento generale, le superfici sono state pulite con acqua, spazzole a setole morbide e spugna, per rimuovere i residui dei frequenti dilavamenti di terra dovuti alle forti piogge autunnali.

Roma. In Curia Iulia presentazione, in presenza e on line, del Master di II livello in “Diritto e Nuove Tecnologie per la Tutela e la Valorizzazione dei Beni Culturali”

roma_curia-iulia_master_diritto-e-nuove-tecnologie-per-la-valorizzazione-dei-beni-culturali_locandinaMartedì 19 dicembre 2023, alle 15, la Curia Iulia ospita la presentazione del Master di II livello in “Diritto e Nuove Tecnologie per la Tutela e la Valorizzazione dei Beni Culturali”. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti su www.eventbrite.it. Ingresso da largo della Salara Vecchia. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del Parco archeologico del Colosseo. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Intervengono Ersilia Barbato, prorettrice alla Didattica di Sapienza Università di Roma; Giulia Silvia Ghia, assessore alla Cultura, scuola, sport e politiche giovanili del Municipio I di Roma Capitale; Gen. B. Francesco Gargaro, comandante Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale; Luigi Rinella, direttore del Servizio Polizia Scientifica della Polizia di Stato; Luigi Capogrossi Colognesi, Accademia dei Lincei. Segue la presentazione del lavoro di tirocinio sulla “Fondazione Giacomo Boni – Flora Palatina”. Coordinamento scientifico: Roberta Alteri (parco archeologico del Colosseo) e Alessandra Micali (responsabile del tirocinio per il Master). Tirocinanti: Mariana Coronel Gómez, Piergiorgio Monti, Giorgia Roma, Valeria Minisini, Marianna Nicolosi, Gianmarco Santoro, Edoardo Rosito. Conclude Elena Tassi, direttrice del Master.

Il Master nasce dalla sinergia di partner pubblici e privati nell’ambito del DTC – Centro d’Eccellenza della Regione Lazio. L’iniziativa vede il coinvolgimento del dipartimento di Scienze giuridiche di Sapienza Università di Roma, del parco archeologico del Colosseo, dell’Istituto di Scienze del Patrimonio culturale del CNR, nonché di docenti di elevata professionalità, provenienti dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, dal Servizio Polizia Scientifica della Polizia di Stato e da numerosi altri Enti ed Aziende di riconosciuta competenza nel settore. Il Corso, giunto ormai alla sua quinta edizione, ha come obiettivo la formazione di nuovi profili professionali capaci di interagire in modo efficace all’interno del settore multidisciplinare dei beni culturali, pubblici e privati, consentendo l’acquisizione di competenze che spaziano dal diritto al management, dall’impiego delle nuove tecnologie alla realizzazione e gestione di modelli integrati di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.