Firenze. al museo Archeologico nazionale l’incontro “Conservazione in corso: visita al laboratorio di restauro” con Giulia Basilissi, restauratrice del museo, e Anna Consonni, curatrice della sezione museo Egizio, per il ciclo “SFIDA (Serate FIorentine di Archeologia) 2025”
Per il ciclo di incontri “SFIDA (Serate FIorentine di Archeologia) 2025”, apertura straordinaria del museo Archeologico nazionale di Firenze mercoledì 25 giugno 2025, dalle 18 alle 22, con l’incontro “Conservazione in corso: visita al laboratorio di restauro” a cura di Giulia Basilissi, restauratrice del museo, e di Anna Consonni, curatrice della sezione museo Egizio. Previsti tre turni, con appuntamento all’entrata del Museo: alle 18.30, 19.30, 20.30. La prenotazione potrà essere effettuata in biglietteria fino al numero massimo di 10 partecipanti per ciascun appuntamento. Le attività sono comprese nel biglietto d’ingresso al Museo.
Milano. Al Politecnico conferenza “Il museo Egizio 200 anni dopo” di Christian Greco. Intervengono Stefano Della Torre e Corinna Rossi, docenti DABC
“Il museo Egizio 200 anni dopo” è il titolo della conferenza – aperta al pubblico – di Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino, in programma nell’aula Rogers, edificio 11, del Politecnico di Milano in via Ampére 2. Alle 17, saluti istituzionali della rettrice Donatella Sciuto, e presentazione di Stefano Della Torre e Corinna Rossi, docenti DABC. Alle 17.15, conferenza di Christian Greco.
Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale presentata la collezione archeologica di 88 reperti greci, magno greci ed etruschi (fine VII – prima metà II sec. a.C.) recuperata dai carabinieri TPC di Venezia e consegnati al MAN-Adria

Reperti sequestrati e consegnati al museo Archeologico nazionale di Adria. Da sx a dx: lekytos attica (460-450 a.C.); skyphos attico a figure nere (500-480 a.C.); punta di lancia con codolo in bronzo di età protostorica; pelike attica a figure rosse (380-360 a.C.); pisside siceliota con coperchio, 324-300 a.C. (foto sabap-pd)
Sul tavolo dei carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Venezia, pronti per la repertazione, ecco una lekytos attica decorata con figura femminile alata in volo con fiaccole, 460-450 a.C.; uno skyphos attico a figure nere, decorato con scene dionisiache, 500-480 a.C.; una punta di lancia con codolo in bronzo di età protostorica; una pelike attica a figure rosse, decorata sul lato A con una grifomachia, sul lato B con tre figure maschili, 380-360 a.C.; una pisside siceliota con coperchio, 324-300 a.C. questi straordinari reperti sono solo alcuni della ricca collezione archeologica, formata da 88 pezzi, recentemente acquisita dallo Stato e consegnata ai museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) in seguito all’attività svolta dai Carabinieri TPC di Venezia. La presentazione ufficiale, come annunciato (vedi Adria (Ro). Al museo Archeologico nazionale presentazione degli 88 reperti recuperati dal nucleo TPC dei carabinieri e acquisiti dal museo | archeologiavocidalpassato), il 19 giugno 2025 da parte di Maria Cristina Vallicelli della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le Province di Belluno Padova e Treviso, in un incontro al museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) promossa dalla direzione regionale Musei nazionali Veneto, dalla soprintendenza A.B.A.P. per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso, e dai Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Venezia.

Le autorità presenti alla presentazione dei reperti greci, magno greci ed etruschi, sequestrati dai carabinieri TPC e consegnati al museo Archeologico nazionale di Adria (foto sabap-pd)
La raccolta è composta principalmente da reperti vascolari in ceramica di notevole interesse culturale, provenienti da rinvenimenti sul territorio italiano, appartenenti a produzioni antiche attestate in Grecia, Magna Grecia ed Etruria, da inquadrarsi cronologicamente tra la fine del VII e la prima metà del II sec. a.C. La tipologia dei reperti e il loro ottimo stato conservativo suggeriscono una provenienza da ambiti funerari. I beni sono stati verificati e, successivamente sequestrati, nel luglio 2024 dal Nucleo Carabinieri T.P.C. di Venezia, nell’ambito di un’attività ispettiva della soprintendenza per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso, con cui i Carabinieri TPC collaborano strutturalmente. In particolare, a seguito dell’avvio del procedimento per la dichiarazione dell’eccezionale interesse culturale della raccolta dei beni, già nel maggio 2024 la Commissione regionale per il patrimonio culturale del Veneto aveva interessato il Nucleo TPC di Venezia per verificare i titoli di proprietà della collezione.

Kylix attica a figure rosse, bottega del pittore di Pentesilea, 460-450 a.C consegnata al museo Archeologico nazionale di Adria (foto sabap-pd)
La normativa vigente prevede sui beni archeologici provenienti certamente o presumibilmente dal territorio italiano una presunzione di appartenenza allo Stato. Il privato che intenda rivendicare la proprietà di reperti archeologici è tenuto a fornire la prova che gli stessi gli siano stati assegnati dallo Stato in premio per ritrovamento fortuito; o che gli siano stati ceduti sempre dallo Stato a titolo d’indennizzo, per l’occupazione d’immobili; o che siano stati in proprio, o altrui possesso, in data anteriore all’entrata in vigore della Legge n. 364 del 20 giugno 1909. Inoltre, per quanto previsto dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, le alienazioni, le convenzioni e gli atti giuridici in genere, compiuti in violazione delle previsioni in materia di tutela, proprietà e circolazione dei beni archeologici indicati nello stesso codice, sono nulli. Le indagini effettuate, coordinate dalla Procura della Repubblica di Padova, hanno permesso di accertare come mancassero tali titoli legittimanti la proprietà privata. Parte della raccolta è costituita da beni frutto di scavi clandestini e rinvenimenti fortuiti non denunciati, poi compravenduti da case d’asta; per un’altra parte dei reperti sono state raccolte informazioni, relativamente alla loro materiale detenzione, che arrivano sino agli anni ’70 del secolo scorso. Dirimente è stata la completa collaborazione alle indagini da parte dell’ultima detentrice in buona fede, una volta comprese lacune e criticità relativamente all’originaria provenienza clandestina dei reperti, in seguito confluiti nella raccolta. L’azione di polizia giudiziaria si è avvalsa necessariamente di esami tecnici sui beni, effettuati da funzionari archeologi della Soprintendenza suddetta, che hanno lavorato insieme ai Carabinieri TPC anche nella ricostruzione della storia della collezione.

Kylix tra gli 88 reperti recuperati dai carabinieri del nucloe TC ed acquisiti dal museo Archeologico nazionale di Adria (foto drmn-veneto)
A termine degli accertamenti, nel febbraio 2025 il Tribunale di Padova ha decretato il dissequestro della collezione e la sua consegna alla soprintendenza A.B.A.P. per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno Padova e Treviso. Come previsto dalla disciplina ministeriale, la direzione generale Archeologia Belle arti e Paesaggio del MiC, interessata in merito, in marzo 2025 ha disposto l’assegnazione definitiva della collezione al museo Archeologico nazionale di Adria. Il recupero di reperti archeologici facenti parte del patrimonio culturale dello Stato rappresenta una delle direttrici investigative che il Nucleo CC TPC di Venezia persegue, attraverso verifiche costanti presso gli esercizi commerciali di settore, mediante l’attenta raccolta di segnalazioni da parte di studiosi e appassionati, grazie alla collaborazione degli uffici centrali e periferici del MiC. La restituzione al patrimonio pubblico di questi beni, testimonianze materiali aventi valore di civiltà, riporta alla fruizione collettiva oggetti che narrano la storia di territori e di comunità.
Sirmione (Bs). Alle Grotte di Catullo visita tematica con l’archeologa Lucia Notorio agli affreschi della villa romana, primo dei quattro “Appuntamenti d’estate”. Si chiude con un aperitivo al Bar della spiaggia
Alle Grotte di Catullo a Sirmione (Bs) martedì 24 giugno 2025, alle 17, parte il ciclo di incontri “Appuntamenti d’estate”: 4 visite tematiche, curati dall’archeologa Lucia Notorio, alle Grotte di Catullo nella magnifica cornice naturale della penisola di Sirmione. Il servizio è gratuito previo acquisto del biglietto d’ingresso alle Grotte di Catullo, il numero massimo di partecipanti per ciascun gruppo è di 25 persone. Per prenotarsi chiamare al numero 030 916157 oppure mandare una email all’indirizzo drm-lom.grottedicatullo@cultura.gov.it. In questo primo incontri l’archeologa Lucia Notorio condurrà i partecipanti alla scoperta degli affreschi che decoravano la grandiosa villa di età romana. A conclusione della visita, un momento di convivialità con aperitivo al Bar del Lido affacciato sulla splendida spiaggia Jamaica a un prezzo molto speciale (2 euro).
Roma. Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “Il filo del rito. Tessuti e vestiti nelle pratiche rituali etrusche dall’VIII al V secolo a.C.” della prof.ssa Audrey Gouy (università di Lille)
Martedì 24 giugno 2025, alle 17, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia la conferenza “Il filo del rito. Tessuti e vestiti nelle pratiche rituali etrusche dall’VIII al V secolo a.C.” della prof.ssa Audrey Gouy, docente di Archeologia e Storia dell’Arte antica all’università di Lille in Francia e attualmente Ricercatrice in Residenza all’École française de Rome. Ingresso gratuito in sala fortuna fino ad esaurimento posti. Per info e prenotazioni: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it. Saranno presentati i primi risultati delle ricerche condotte sul rapporto esistente tra i tessuti e le pratiche rituali nel mondo etrusco, partendo dai materiali conservati nel Museo. “Avrò il piacere di parlare di tessuti e pratiche rituali nell’Etruria tra l’VIII e il V secolo a.C.”, anticipa Audrey Gouy, “a partire dalle straordinarie collezioni del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. Sarà per me una grande gioia intrecciare il mio lavoro di ricerca — attualmente in corso presso l’École française de Rome — con gli oggetti e le testimonianze materiali custoditi in questo luogo eccezionale”.
Boscoreale (Na). Al campetto di calcio nei pressi dell’antica fattoria romana di Villa Regina il primo torneo di archeocalcio della Grande Pompei con i dipendenti del Parco archeologico, del Comune e del Quartiere. Zuchtriegel: “Ripartire dalla cura degli spazi comuni, per creare legami e valorizzare il territorio”
Calcio di inizio con il direttore del parco archeologico e il sindaco del Comune di Boscoreale per inaugurare il campetto di calcio nei pressi dell’antica fattoria romana di Villa Regina. Il campo è stato di recente riqualificato per restituirlo ai ragazzi del quartiere Piano Napoli e dal 23 giugno riprenderà ad essere attivo con il primo torneo di archeocalcio della Grande Pompei. L’appuntamento è quindi martedì 23 giugno 2025, alle 16.30 e giovedì 26 giugno 2025, per due pomeriggi all’insegna dello sport, dell’incontro e della partecipazione. E ovviamente, tutti sono invitati a venire, a tifare e partecipare. Perché qui si gioca insieme, dentro e fuori dal campo. Dipendenti del Comune di Boscoreale, del parco archeologico e cittadini del vicino Quartiere Piano Napoli giocheranno sul campo di calcio vicino alla antica villa romana, che Parco e Comune con il sostegno della ditta Angeloni hanno provveduto a ripristinare, per restituire alla comunità uno spazio sociale dove giocare, incontrarsi e stare insieme. Il torneo della Grande Pompei non vuole essere solo un evento sportivo che coinvolge i siti archeologici del Parco, ma un’occasione di incontro, di coinvolgimento e condivisione sociale tra persone, luoghi e territorio. In campo scenderanno otto squadre: tra queste, dipendenti del Parco e del Comune, la vigilanza, il personale della biglietteria e della manutenzione, la ditta Angeloni (che ha anche contribuito all’organizzazione del torneo e alla sistemazione delle aree verdi), la Giunta comunale e – soprattutto – una squadra formata dai ragazzi del quartiere, grazie all’associazione Piano Napoli. “È da qui che vogliamo ripartire”, spiega Gabriel Zuchtriegel, “dalla cura degli spazi comuni, per creare legami e valorizzare il territorio. Boscoreale ha un patrimonio archeologico incredibile, ma è fondamentale che chi ci vive tutti i giorni possa sentirlo proprio, viverlo e condividerlo. Il campetto è solo un piccolo segno, ma importante”. “Restituire questo campetto al quartiere significa affermare che il nostro territorio va vissuto, conosciuto e custodito”, commenta Pasquale Di Lauro, sindaco di Boscoreale. “Abbiamo il compito di far emergere l’anima di Boscoreale, fatta di storia, bellezza e persone. Riappropriarci di questi spazi è essenziale per rafforzare l’identità del territorio e costruire un vero senso di appartenenza. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questa giornata”.











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