archivio | Incontri, convegni, conferenze RSS per la sezione

Vetulonia (Gr). Al museo civico Archeologico “Isidoro Falchi” presentazione del libro “La vita cambia” di Gian Carlo Lenzi, sulle peripezie di Vel, etrusco di Vetulonia: è l’ultimo appuntamento della rassegna “Primavera letteraria al MuVet”

Domenica 25 maggio 2025, alle 17, al museo civico Archeologico “Isidoro Falci” di Vetulonia (Castiglione della Pescaia, Gr), presentazione del libro “La vita cambia”, il primo romanzo di Gian carlo lenzi, con prefazione di Elena Nappi, edito nel 2024 da Extempora, quarto ed ultimo appuntamento della nuova rassegna del museo dal titolo “Primavera letteraria al MuVet”. Intervengono Elena Nappi, sindaco del Comune di Castiglione della Pescaia: e Simona Rafanelli, direttore scientifico del MuVet. Ingresso gratuito e libero. Dopo la presentazione piccolo brindisi di saluto. Gian Carlo Lenzi è nato a Grosseto nel 1950. Dopo aver frequentato il Liceo Classico decide di iscriversi all’Università di Siena, presso la facoltà di Medicina e Chirurgia. Dopo la laurea svolge attività di medicina generale fino alla pensione. Negli ultimi anni, in seguito ad un episodio che lo ha minato nel fisico ma non nello spirito, ha deciso di dedicarsi alle altre sue passioni tra cui la scrittura, la ricerca storica, lo studio della civiltà Etrusca.

Copertina del libro “La vita cambia” di Gian Carlo Lenzi

Nasce così il suo primo romanzo “La vita cambia”, che racconta le peripezie di Vel, etrusco di Vetulonia. Vel viene preso prigioniero dai Siracusani nella battaglia di Cuma del 474 a.C. e diviene schiavo. Riesce a riacquistare la libertà vincendo un’Olimpiade, ma l’invidia scatena l’odio e in fin di vita, viene gettato dalla nave che lo trasportava. Grazie a mani pietose riesce a salvarsi e comincia il suo lungo ritorno a casa. La moglie nel frattempo si era dedicata con successo al commercio e si era fatta amici i Romani, dopo alcune vicende negative. Quando Vel riesce a tornare a casa, non la trova, perché insieme alla figlia è stata presa prigioniera da un malfattore di Rusel (Roselle, altra città etrusca), che vuole impadronirsi delle loro proprietà. Vel con astuzia riuscirà a liberarle e a riunire la famiglia. I periodi storici sono tutti documentabili, come i luoghi dove si svolge il racconto.

Taranto. Al museo Archeologico nazionale “L’ottava nota”, concerto del coro L.A. Chorus diretto dal M° Alessandro Fortunato: ottavo appuntamento di “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto musica e aperitivo” con visita guidata

Domenica 25 maggio 2025 ottavo appuntamento del 2025 con “Un anno di concerti al MArTa – Domeniche in concerto musica e aperitivo”: le matinée di Musica e Archeologia organizzata dal museo Archeologico nazionale di Taranto, l’associazione le Corti Taras e L.A. Chorus. In programma “L’ottava nota”, concerto del coro L.A. Chorus diretto dal M° Alessandro Fortunato. Ingresso al museo da corso Umberto al costo di 10 euro. L’accesso sarà consentito dalle 10 per la visita guidata, con inizio visita alle 10.30. L’accesso per il concerto dalle 11, con inizio concerto alle 11.15. Per concludere l’aperitivo nella suggestiva cornice del chiostro del museo a partire dalle 12.15. Biglietti acquistabili alle Corti di Taras (via Giovinazzi, 28 – Taranto). Oppure su VIVATICKET qui https://www.vivaticket.com/it/ticket/l-ottava-nota/259759.

 

Paestum (Sa). Al museo Archeologico nazionale torna “Kéramos”, il laboratorio di ceramica con l’associazione “Pandora Artiste Ceramiste”, questo mese dedicato al mare e ai pesci

Domenica 25 maggio 2025, alle 11, torna al museo Archeologico nazionale di Paestum l’atteso appuntamento con “Kéramos”, il laboratorio di ceramica a cura dei parchi archeologici di Paestum e Velia e dell’associazione “Pandora Artiste Ceramiste”. Il tema di questo mese è dedicato al mare e ai pesci e prende spunto da una delle più affascinanti testimonianze della ceramica pestana del IV secolo a.C.: i piatti da pesce decorati con motivi marini. In particolare, il laboratorio si ispira a un piatto a figure rosse, rinvenuto nella tomba 18 della necropoli di Andriuolo, dove calamari, saraghi e spinaroli nuotano attorno a un piccolo incavo centrale, decorati con onde e foglie di edera. Realizzato oltre 2300 anni fa, è un esempio perfetto di equilibrio tra funzione e bellezza. Durante l’attività, i partecipanti potranno modellare piatti, ciotole e piccole sculture in ceramica ispirate a pesci, conchiglie, polpi e altre creature del mare. Un viaggio tra archeologia, arte e creatività per grandi e piccoli, all’insegna del Mediterraneo antico. L’iniziativa è inclusa nel biglietto di ingresso ai parchi e nell’abbonamento Paestum&Velia. Max 25 partecipanti. Prenotazione obbligatoria al seguente link: http://museopaestum.cultura.gov.it/laboratorio-di-ceramica. Appuntamento alla biglietteria del Museo.

Verona. Le Mura di Verona (patrimonio Unesco) protagoniste della trasmissione Gulliver su ALMA Tv (canale 65 DDT): si presenta in anteprima la proposta di legge regionale “Valorizzazione delle mura di Verona e degli spazi connessi” col progetto dell’architetto Mir Fakhraei Abdolreza: un viaggio tra storia e attualità con la creazione di una fiera permanente del turismo enogastronomico

Frame della puntata di Gulliver (Alma Tv) dedicata alle mura di Verona con Mir Fakhraei Abdolreza e Stefano Ribaldi (foto alma tv)

Le Mura di Verona protagoniste della trasmissione Gulliver su ALMA Tv (nata dall’unione dei canali tematici Alice e MarcoPolo), canale 65 del Digitale Terrestre. Appuntamento sabato 24 maggio 2025, alle 20.30, in replica domenica 25 maggio 2025, alle 11.30. Ma l’interesse del canale di viaggi non è la descrizione del sistema murario – tout court – della città di Verona che rappresenta un bene culturale di eccezionale valore storico, architettonico e simbolico. Con oltre duemila anni di stratificazione – dall’epoca romana fino all’età moderna – le mura di Verona costituiscono infatti un unicum a livello europeo e mondiale, formalmente riconosciuto nel 2000 con l’inserimento della città nella Lista del Patrimonio dell’Umanità Unesco. ma per presentare in anteprima un ambizioso progetto di riqualificazione e valorizzazione delle mura confluito in una proposta di legge regionale, con primo firmatario il consigliere regionale Stefano Valdegamberi, “Valorizzazione delle mura di Verona e degli spazi connessi” (Collegata alla L.R. 13 luglio 2002, n. 24 – “Interventi per la valorizzazione delle città murate del Veneto”) su progetto dell’architetto Mir Fakhraei  Abdolreza, responsabile del Centro Internazionale Commercio Estero CICE, che vedrebbe la “rinascita” delle mura di Verona animate dalla fiera permanente del turismo enogastronomico.

Frame della puntata di Gulliver (Alma Tv) dedicata alle mura di Verona con Mir Fakhraei Abdolreza e Stefano Ribaldi (foto alma tv)

Mir Fakhraei Abdolreza negli studi di Gulliver (foto alma tv)

È proprio dell’architetto Mir Fakhraei Abdolreza il protagonista della puntata di Gulliver di sabato 24 maggio 2025. Iraniano, dal 1984 in Italia, laurea allo Iuav di Venezia con una tesi di architettura sostenibile (ma all’epoca, trent’anni fa, veniva definita bioarchitettura), residente a Verona, che ormai considera la sua seconda casa, e dove – dal 1996 – è iscritto all’Ordine degli Architetti. E come titolare del CICE in questo periodo ha avviato collaborazioni nel settore del Made in Italy (moda e accessori) con un’accademia, dando inizio a corsi destinati prima all’Iran e poi ad altri Paesi. “Il progetto – anticipa Mir Fakhraei Abdolreza – non si limita solo alla valorizzazione, al commercio e alla promozione del territorio veronese e veneto, ma punta soprattutto a rappresentare l’intera nazione italiana a 360°. Il tutto inserito in un contesto straordinario e magico, con un forte respiro internazionale, che mette al centro le mura patrimonio culturale dell’Italia riconosciuto dall’UNESCO. Dove far conoscere l’Italia e il made in Italy con un’identità, vera, i suoi territori e i suoi borghi; con una valorizzazione dei prodotti tipici e di nicchia, del bel Paese, nel mondo promuovendo il commercio e non solo”.

Frame della puntata di Gulliver (Alma Tv) dedicata alle mura di Verona con Mir Fakhraei Abdolreza e Stefano Ribaldi (foto alma tv)

Il progetto. “Si creerà un percorso – spiega Mir Fakhraei Abdolreza – con enogastronomia italiana delle varie Regioni: ci saranno aree dimostrative, spazi museali. Percorrendo l’area interna, dopo il museo, si visiteranno le regioni italiane una dopo altra, dove dimostreranno prima le loro bellezze territoriali e dopo la loro enogastronomia. Capofila saranno i Brand noti di ogni Regione, che rimanendo a lungo faranno anche da sponsor. Al loro fianco ci saranno piccole e medie imprese, che pagando una cifra minore rimarranno per un breve periodo, dando successivamente il loro posto ad altre aziende, con lo scopo di farsi conosce e fare marketing in modo internazionale. Cambiando periodicamente le piccole aziende si fa in modo che si apra, per il visitatore abituale, una finestra di sorpresa e novità. In questi aree oltre a presentare il proprio territorio e a creare uno spazio per la didattica, per quanto riguarda l’enogastronomia potranno essere presentati i propri prodotti individuali dando la possibilità di assaggi e vendite. Alla fine di ogni regione sarà presente un tipico ristorante che presenterà la sua cucina e i suoi prodotti tipici in un ristorante gourmet. Dopo tutte le regioni, con lo stesso criterio, sarà presente un’area dedicata ad un Paese estero che periodicamente cambierà, dove saranno promosse le bellezze turistiche e le specialità enogastronomiche. La presenza estera aiuta sia le Regioni che i visitatori ad ampliare il proprio orizzonte e dando un tono più internazionale al percorso. Questo percorso, interessando tutte le regioni italiane, dà al visitatore la possibilità di viaggiare per il Bel Paese passeggiando lungo le mura, tra scorci e paesaggi unici: un viaggio tra storia e attualità”.

Fratta Polesine (Ro). Al museo Archeologico nazionale per “Un tè al Museo” conversazioni sull’arte della tessitura nell’Età del Bronzo con Vanessa Baratella (università di Padova) con laboratorio a cura du Scatola Cultura

Dopo il successo dell’8 marzo 2025, un nuovo appuntamento al museo Archeologico nazionale di Fratta Polesine all’ora del tè per conversare di archeologia, fissato per sabato 24 maggio 2025, alle 15.30. L’incontro sarà dedicato stavolta alla tessitura: una delle pratiche artigianali del passato più complesse e dal grande significato simbolico. A guidare la conversazione sarà Vanessa Baratella dell’università di Padova, attualmente impegnata insieme a Margarita Gleba nel progetto STEMDA, che prevede lo studio di alcuni reperti in materia dura animale provenienti dal villaggio dell’Età del Bronzo di Frattesina e verosimilmente legati alla tessitura. Attraverso il dialogo con la studiosa, i partecipanti potranno immergersi nel mondo delle filatrici e tessitrici del passato, comprendendo il valore simbolico, sociale e quotidiano del tessere nella vita delle donne dell’epoca. Sarà inoltre possibile assistere alla messa in funzione di un telaio verticale, ricostruito sulla base delle fonti disponibili, per osservare dal vivo le tecniche di tessitura antica in azione. L’incontro proseguirà con un laboratorio creativo di tessitura su piccolo telaio, a cura di Marta Franzin di Scatola Cultura, per sperimentare in prima persona le tecniche e la pazienza che questo antico sapere richiede. Come di consueto, l’evento si svolgerà in un’atmosfera raccolta e conviviale, con una tazza di tè caldo tra le mani, per favorire la condivisione e il confronto attorno a temi che uniscono passato e presente. La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti. Tel: 0425668523; e-mail: drm-ven.museofratta@cultura.gov.it. Per evitare sprechi, ai/alle partecipanti è consigliato di portare con sé la propria tazza. Saranno inoltre a disposizione gomitoli di lana, fili e scampoli di tessuti, ma chi ha piacere può portare con sé la sua lana preferita.

Montebelluna (Tv). Al museo di Storia naturale e di Archeologia la performance “La situla vivente: rievocazione dei veneti antichi al museo civico di Montebelluna” a cura dell’Asd Venetia Victrix

Al museo di Storia naturale e di Archeologia di Montebelluna (Ve) pomeriggio speciale in cui le antiche immagini della situla veneta di Montebelluna prendono vita. Appuntamento sabato 24 maggio 2025, alle 15.30, con “La situla vivente: rievocazione dei veneti antichi al museo civico di Montebelluna” a cura dell’Asd Venetia Victrix: esperienza immersiva tra sacro, parate militari e combattimenti di pugilatori: un evento unico di didattica partecipata per rivivere la storia antica in modo coinvolgente. Ingresso libero e gratuito. Per informazioni: info@museomontebelluna.it, 0423 617479.

Pompei. Al Teatro Grande apre la stagione estiva con “Lisistrata”, riscrittura da Aristofane, drammaturgia e regia Marco Martinelli, messa in scena da 120 studenti/attori delle scuole del territorio vesuviano coinvolti nel progetto “Sogno di Volare”

Il regsita Marco Martinelli al Teatro Grande di Pompei (foto parco archeologico pompei)

120 studenti/attori delle scuole del territorio vesuviano coinvolti nel progetto “Sogno di Volare” aprono la stagione estiva del Teatro Grande di Pompei con “Lisistrata”, riscrittura da Aristofane, drammaturgia e regia Marco Martinelli. Appuntamento al Teatro Grande di Pompei sabato 24 e lunedì 26 maggio 2025, alle 21. In scena la comicità di Aristofane esilarante, provocatoria, paradossale, surreale per una commedia che parla di guerra, di ribellione, di emancipazione ma anche di collaborazione tra fazioni contrapposte per raggiungere un bene comune. Lo spettacolo replicherà mercoledì 28 maggio 2025 al teatro Dante Alighieri di Ravenna, sabato 4 ottobre 2025 al teatro Olimpico di Vicenza, sabato 15 e domenica 16 novembre 2025 al Piccolo Teatro di Milano, Studio Melato.

Studenti impegnati nelle prove di “Lisistrata” di Aristifane per “Sogno di Volare” (foto parco archeologico pompei)

Con 120 ragazzi, 90 dei quali partecipanti allo spettacolo – provenienti dai licei e dagli istituti tecnici della provincia Vesuviana, Pompei, Torre del Greco, Castellammare di Stabia e Torre Annunziata – si rende concreto il concetto di teatro come educazione morale. Teatro come esigenza di stabilire un concreto legame con il patrimonio culturale d’appartenenza. Il progetto nasce da un’idea del direttore generale del Parco, Gabriel Zuchtriegel ed è realizzato grazie a un protocollo di intesa con l’Ufficio regionale scolastico della Campania. Il progetto, di cui è Rup Maria Rispoli, vede la partecipazione delle scuole: liceo “E. Pascal” di Pompei, l’istituto superiore “E. Pantaleo” di Torre del Greco, entrano il liceo “G. de Chirico” di Torre Annunziata e l’istituto superiore “R. Elia” di Castellammare di Stabia. Economicamente il progetto è sostenuto dal parco archeologico di Pompei e dalla Fondazione Ray of light dell’artista Madonna che ha voluto finanziare l’intero progetto di questa edizione, testimoniando come l’arte e la cultura rappresentino investimenti per l’avvenire di molti ragazzi, alcuni dei quali ha conosciuto quando è stata in visita a Pompei (vedi Pompei incanta Madonna: l’artista – in visita privata nel giorno del suo compleanno – finanzia “Sogno di volare”, il progetto teatrale degli adolescenti del territorio promosso dal parco archeologico, e ne incontra un gruppo alla Casa del Menandro. Zuchtriegel: “Ringrazio Madonna per la sua generosità, visione e umanità” | archeologiavocidalpassato).

Il progetto, in collaborazione con il Ravenna Festival, il Teatro Nazionale di Napoli e il teatro delle Albe di Ravenna, dopo l’edizione zero del 2022 si avvia al quarto anno di attività, del triennio 2023 – 2025 dedicato ad Aristofane. Dopo “Uccelli”, “Acarnesi” e “Pluto”, gli studenti “mettono in vita” “Lisistrata” con la regia di Martinelli che applica la sua metodologia della non-scuola di teatro e l’ormai trentennale esperienza con gli adolescenti, con cui è stato capace di abbattere le ortodossie accademiche e recuperare il senso vitale del fare teatro. Lisistrata, colei che scioglie gli eserciti, messa in scena nel 411 a. C ad Atene, è il primo esempio drammaturgico incentrato sull’emancipazione femminile, non solo come atto di ribellione al genere maschile, ma soprattutto come momento di aggregazione tra donne che unite decidono di proporre agli uomini una sorta di compromesso: se i consorti non cesseranno il fuoco, le loro compagne si rifiuteranno di concedersi. Non è sola in questa protesta ma tira in mezzo anche altre donne, come la spartana Lampitò e l’altolocata Cleonice. Una commedia che parla di guerra, di ribellione, di emancipazione, ma anche di collaborazione tra fazioni contrapposte per raggiungere un bene comune. Aristofane, feroce critico del populismo imperialista dei demagoghi. La sua commedia scruta indiscreta, talvolta pettegola e sfrontata, il vissuto quotidiano dell’uomo comune, la sua mediocre esistenza, stretta tra necessità e piccole e grandi aspirazioni. Lo sfondo è l’agglomerato urbano, il linguaggio è quello delle piazze e dei mercati.

Studenti impegnati nelle prove di “Lisistrata” di Aristifane per “Sogno di Volare” (foto parco archeologico pompei)


Gabriel Zuchtriegel, direttore del parco archeologico di Pompei, in un incontro con gli studenti (foto kromatica pompei)

Un progetto nato da un’intuizione del direttore del parco archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel. “Il teatro nasce così: cittadini, abitanti della città che si raccontano, mettono in scena storie che parlano del mito, del passato, ma sempre anche della loro vita”, spiega il direttore Gabriel Zuchtriegel. “Con i ragazzi e le ragazze del territorio stiamo recuperando quel senso, e dopo aver assistito ad alcune prove, posso solo dire che quest’anno sarà uno spettacolo fortissimo, chi vuole capire le origini e la forza del teatro occidentale venga a vedere. È emozionante vedere come un testo classico possa sprigionare la creatività e l’espressività dei giovani di oggi, che vivono in un territorio considerato difficile, e da certi punti di vista lo è. Ma quello che vedrete vi libererà da più di un pregiudizio sui giovani dell’era digitale: quando li vedo recitare mi trasmettono un senso di speranza indescrivibile, e con la tournée che faranno dopo la prima di Pompei questa allegra speranza la porteranno anche in altre città: i ragazzi del territorio sono i migliori ambasciatori di Pompei nel mondo”.

Studenti impegnati nelle prove di “Lisistrata” di Aristifane per “Sogno di Volare” (foto parco archeologico pompei)

“Dalle macerie della guerra si impone la figura di Lisistrata, una donna che, attraverso l’ingegno e la determinazione, riesce a influenzare le decisioni politiche e sociali, sfidando le convenzioni del suo tempo, una pacifista ante litteram, modernissima, conscia che la pace non possa passare per le armi. A questi piccoli uomini, che fanno a gara per avere, per possedere, Lisistrata intuisce che vada tolto un bisogno primordiale: il sesso”, spiega Martinelli. “Cosa fare quando la pace si fatica a trovarla? Quando questa sguscia via dalle mani? Se lo chiedeva Aristofane nel V secolo a.C., mentre la guerra del Peloponneso avvampava furiosa, allontanando sempre più lo spiraglio di una tregua. Ce lo chiediamo ancora oggi, con ardore se lo domandano gli adolescenti che incontriamo nei nostri laboratori. Una che non si fa sedurre dal luccichio della sua epoca, che sa di avere un potere e lo utilizza per costruire lì dove gli uomini hanno distrutto”. Aristofane non smentisce mai la sua singolare attualità, mentre si lavora allo spettacolo il mondo sta cambiando per l’ennesima volta, ma le donne marciano per non vedersi sottrarre i propri diritti, la guerra continua a dilagare. Lisistrata descrive un colpo di Stato messo in atto dalle donne di Atene e Sparta, guidate dall’ateniese Lisistrata: esse costringono Ateniesi e Spartani a stipulare la pace, ricorrendo allo “sciopero sessuale” come arma di ricatto politico. Con la mediazione della protagonista si conclude infine la pace e la commedia termina fra canti e danze.

Il regista Marco Martinelli nelle prove di “Lisistrata” di Aristifane per “Sogno di Volare” (foto parco archeologico pompei)

Marco Martinelli, fondatore insieme a Ermanna Montanari del Teatro delle Albe, è tra i più importanti drammaturghi e registi del teatro italiano, e ha vinto ben sette volte il Premio Ubu come drammaturgo, regista, pedagogo. Le sue drammaturgie sono state tradotte, pubblicate e messe in scena in dodici paesi in Europa e nel mondo. Ha sviluppato inoltre negli anni un’esperienza di lavoro teatrale con gli adolescenti, che gli ha fruttato altri premi e riconoscimenti a livello internazionale. In Campania in particolare Martinelli nel 2006 a Napoli ha dato vita ad Arrevuoto, un progetto dell’allora Teatro Stabile di Napoli, per il quale ha ricevuto il Premio dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro e il Premio Ubu come “progetto speciale”. Nel 2007 ha diretto Punta Corsara, col sostegno della Fondazione Campania Festival. Nel 2017 ha pubblicato, per Ponte alle Grazie, “Aristofane a Scampia”, che ha vinto il premio dell’Associazione nazionale dei critici francesi come “miglior libro sul teatro” pubblicato in Francia nel 2021per Actes Sud. Nell’estate 2022 Martinelli ha debuttato a Ravenna Festival con il Paradiso dantesco, ideato e diretto insieme a Ermanna Montanari, ultima anta del progetto La Divina Commedia iniziato nel 2017 e prodotto sempre da Ravenna Festival, coinvolgendo nell’allestimento l’intera città, come in una sacra rappresentazione medievale e nel teatro rivoluzionario di massa di Majakovskij. Per gli spettacoli al Teatro Grande il regista è coadiuvato, già dalla prima edizione, dagli assistenti alla regia Valeria Pollice e Gianni Vastarella del Collettivo LaCorsa. 

 

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale presentazione del libro “La rivalsa del nero” di Fabio Salamida

Venerdì 23 maggio 2025, alle 17.30, nella sala conferenze del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, presentazione del libro “La rivalsa del nero”, edito da People e firmato dal giornalista e autore Fabio Salamida. L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali del direttore del MArRC, Fabrizio Sudano, e a guidare il dialogo con l’autore sarà la giornalista Gabriella Lax, de LaC News24. La partecipazione all’incontro è libera fino a esaurimento posti.

Copertina del libro “La rivalsa del nero” di Fabio Salamida

La rivalsa del nero. C’è una parola che può riassumere perfettamente la prima vera esperienza della destra alla guida del Paese – una guida diretta e non più filtrata e mitigata dal berlusconismo – e questa parola è “rivalsa”. Chi ipotizzava che gli eredi del Movimento Sociale si sarebbero “ripuliti”, che avrebbero messo da parte idee e terminologie reazionarie in nome della ragion di Stato o semplicemente del buonsenso, è stato smentito dai fatti. La rivalsa del nero è un racconto tragicomico e dissacrante di questa stagione politica, fatta di partiti e leader che durano sempre meno. L’autore si diverte ad appellare i protagonisti con nomi che sottolineano i loro limiti e le loro contraddizioni: ci sono M la figlia di Garbatella, il girasagre, Alain Sangiulian e altri personaggi più o meno improvvisati di questo tempo – venditori di fumo che si alternano, come in una specie di circo, in mezzo a quel deserto che è diventata l’offerta politica italiana.

Montebello Vicentino (Vi). In biblioteca l’incontro “Lingue e Scritture ai confini del Veneto antico” con Anna Marinetti (Ca’ Foscari) in occasione della mostra “Con gli occhi della divinità” al museo Zannato di Montecchio Maggiore

“Lingue e Scritture ai confini del Veneto antico”: a Montebello Vicentino una serata dedicata all’archeologia e alle antiche scritture del territorio in compagnia di Anna Marinetti, docente di Lingue ed Epigrafia dell’Italia antica all’università Ca’ Foscari di Venezia. Appuntamento venerdì 23 maggio 2025, alle 18, alla biblioteca civica di Montebello Vicentino (Vi). La professoressa Anna Marinetti guiderà i partecipanti alla scoperta delle lingue e scritture ai confini del Veneto antico, offrendo un’occasione unica per approfondire il passato attraverso testimonianze scritte e ritrovamenti archeologici. Ingresso gratuito senza necessità di prenotazione.

Locandina della mostra “Con gli occhi della divinità: il sacro a Vicenza e territorio tra mondo preromano e romano” al museo Zannato di Montecchio Maggiore dal 22 marzo al 27 luglio 2025

L’incontro è organizzato in occasione della mostra “Con gli occhi della divinità: il sacro a Vicenza e territorio tra mondo preromano e romano”, in programma fino al 27 luglio 2025 al museo Zannato di Montecchio Maggiore (Vi). La mostra, a cura di Annachiara Bruttomesso, già conservatrice archeologa del museo Zannato; Mariolina Gamba, già soprintendenza ABAP Ve-Met e direzione regionale Musei del Veneto; e Anna Scalco, conservatrice archeologa del museo Zannato, è frutto della collaborazione di numerosi specialisti: Giulia Pelucchini, funzionaria archeologa SABAP VR RO VI per la provincia di Vicenza; Elena Pettenò e Cinzia Rossignoli, archeologhe SABAP VE-MET; Marisa Rigoni e Angela Ruta Serafini, già archeologhe SAV Veneto; Anna Marinetti, linguista UniVe Ca’ Foscari; Luca Zaghetto, archeologo esperto in iconografia e i restauratori Stefano Buson (già museo nazionale Atestino), Sara Emanuele e Federica Santinon (SABAP VE MET) (vedi Montecchio Maggiore (Vi). Al museo di Archeologia e Scienze naturali “G. Zannato” apre la mostra “Con gli occhi della divinità: il sacro a Vicenza e territorio tra mondo preromano e romano” con le novità archeologiche emerse negli ultimi anni nel Vicentino | archeologiavocidalpassato).

Parma. All’auditorium dei Voltoni la conferenza “Una recuperata bellezza tra le statue di Veleia: Agrippina Minore” con l’archeologa Gloria Capelli e la restauratrice Angela Allini, e visita alla sala delle Statue di Veleia con l’Agrippina Minore recentemente restaurata

In occasione del recente restauro della statua di Agrippina Minore, promosso dal Club Inner Wheel Parma Est (sezione del Club Inner Wheel Italia), venerdì 23 maggio 2025, alle 17, all’Auditorium dei Voltoni del Complesso monumentale della Pilotta, la conferenza “Una recuperata bellezza tra le statue di Veleia: Agrippina Minore” con l’archeologa Gloria Capelli e la restauratrice Angela Allini (Opus Restauri) per riscoprire la storia dell’imperatrice Agrippina e della pregevole scultura in marmo che la ritrae con la presentazione del recente restauro della statua di Agrippina Minore. Ingresso libero fino ad esaurimento posti in sala (100 posti). Dopo l’incontro è prevista una breve visita guidata (durata di circa 15 minuti) alla Sala delle Statue di Veleia, presso la quale si potrà apprezzare la ritrovata bellezza di Agrippina Minore.