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Torino. Al museo Egizio la conferenza “The 99%: life and death of commoners in Ancient Egypt” Richard Bussmann (University of Cologne), in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino

L’antico Egitto è noto soprattutto per i suoi monumenti, le opere d’arte raffinate e il ricco patrimonio testuale. Sebbene queste fonti restino fondamentali per comprendere la società egizia, un numero crescente di egittologi sensibili agli aspetti sociali critica il punto di vista elitario della documentazione conservata e, di conseguenza, le rappresentazioni dell’Egitto antico basate su di essa. Gli sviluppi più recenti della disciplina dimostrano un crescente interesse nel tradurre queste critiche in approcci alternativi allo studio dell’Egitto. Se ne parla al museo Egizio di Torino martedì 1° luglio 2025, alle 18.30, in sala conferenze (ingresso da via Maria Vittoria 3M) nell’incontro “The 99%: life and death of commoners in Ancient Egypt” Richard Bussmann (Institute of African Studies and Egyptology, University of Cologne). L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.co.uk/e/1433056363159…. L’intervento sarà in inglese con traduzione simultanea in sala. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. La conferenza di Richard Bussmann esplora le possibilità di indagare quel 99% della popolazione che fu esclusa dall’accesso ai saperi e agli oggetti di prestigio. In dialogo con gli studi subalterni, si sostiene che idee e pratiche possano variare all’interno della società, ma non si distribuiscono secondo gruppi sociali nettamente distinti. Il punto di partenza per questa riflessione più ampia è rappresentato dal materiale proveniente dagli scavi a Zawyet Sultan, nell’Egitto Medio.

L’egittologo Richard Bussmann (università di Cologna)

Richard Bussmann ha studiato Egittologia, Assiriologia e Teologia alle università di Heidelberg, Berlino e Gottinga, conseguendo il dottorato nel 2007 alla Freie Universität di Berlino. Dal 2010 al 2016 è stato docente di Egittologia e Archeologia egizia allo University College London. Dal 2016 è professore ordinario di Egittologia all’università di Colonia. Bussmann è co-direttore della missione archeologica a Zawyet Sultan, nell’Egitto Medio. È presidente del Verband der Ägyptologie e segretario generale della International Association of Egyptologists. I suoi interessi di ricerca comprendono l’archeologia e la società dell’antico Egitto, gli approcci comparativi alle società complesse delle origini, l’urbanizzazione nell’Africa nord-orientale e la teoria archeologica. Il suo recente libro The Archaeology of Pharaonic Egypt: Society and Culture 2700 to 1700 BC (2023) offre una sintesi teoricamente informata dell’Antico e del Medio Regno.

Locri (RC). In biblioteca l’incontro “Gli aegyptiaca nel territorio calabrese” promosso dal museo e parco archeologico, il Comune e l’Archeoclub

Ultimo evento di giugno al museo e parco archeologico di Locri Epizefiri. Appuntamento sabato 28 giugno 2025, alle 18, alla biblioteca “G. Incorpora” di Locri (RC), l’incontro “Gli aegyptiaca nel territorio calabrese” promosso dal museo e parco archeologico di Locri, il Comune di Locri e l’Archeoclub di Locri per parlare di un tema affascinante attraverso il Mediterraneo. Ingresso libero. Intervengono Domenico Bumbaca, assessore alla Cultura della Città di Locri; Elena Trunfio, direttrice del museo e parco archeologico di Locri; Nicola Monteleone, presidente Archeoclub di Locri. Ne parla l’archeologo Antonio Panetta.

Firenze. Al museo Archeologico nazionale per la Festa della Musica visite guidate tra Antico Egitto e antica Grecia

Il 21 giugno 2025, in occasione della Festa della Musica, dopo il consueto orario di apertura del sabato, il museo Archeologico nazionale di Firenze effettuerà un’apertura straordinaria al pubblico dalle 15 alle 19, con visite guidate, in più turni, comprese nel biglietto d’ingresso (non è necessaria la prenotazione). Per il primo turno alle 15.15 Anna Consonni, curatrice della sezione “Museo Egizio” del museo Archeologico nazionale di Firenze, accompagnerà i partecipanti in un percorso dal titolo “Sulle note del passato: musica e musicisti nell’antico Egitto”. Seguirà alle 16 Gregorio Aversa, funzionario archeologo del museo Archeologico nazionale di Firenze, con un percorso dal titolo “Mousikē téchnē: musica greca per immagini”. Un secondo turno è previsto alle 17 (dott.ssa Consonni, “Sulle note del passato: musica e musicisti nell’antico Egitto”) e alle 18 (dott. Aversa, “Mousikē téchnē: musica greca per immagini”). L’appuntamento è per tutti all’ingresso del Museo.

Torino. Il museo Egizio (insieme al galata museo del Mare di Genova) in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato apre gratuitamente le porte al pubblico per “Io Sono Benvenuto”, un evento serale che celebra l’accoglienza, il dialogo interculturale e la partecipazione attiva attraverso arte e musica

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato del 20 giugno 2025, museo Egizio a Torino e Galata museo del Mare di Genova apriranno gratuitamente le porte al pubblico per “Io Sono Benvenuto”, un evento serale congiunto che celebra l’accoglienza, il dialogo interculturale e la partecipazione attiva attraverso arte e musica. Questa edizione è realizzata con il sostegno di Basko, insegna di Supermercati del Gruppo Sogegross. L’appuntamento 2025 segna un’evoluzione importante per “Io Sono Benvenuto”, l’evento annuale nato nel 2017 per celebrare Giornata Mondiale del Rifugiato. Quest’anno il progetto si amplia e, oltre al museo Egizio, approda per la prima volta anche al Galata museo del Mare di Genova, il più grande museo marittimo del Mediterraneo. Questo ampliamento estende il raggio d’azione dell’iniziativa e rafforza la capacità di coinvolgimento di due istituzioni culturali che, oltre a custodire la memoria storica, si distinguono come spazi vivi di confronto, dialogo e crescita collettiva.

“Io sono il benvenuto” al museo Egizio di Torino: il Welcome wall (foto museo egizio)

In particolare, per l’occasione, i visitatori potranno accedere gratuitamente ai due musei a partire dalle 19.00 del 20 giugno 2025, lasciando un disegno o un messaggio di benvenuto da appendere al Welcome Wall, una grande parete che si popolerà di foglietti colorati recanti pensieri di pace e di ascolto reciproco. Inoltre, per l’occasione, anche il museo nazionale dell’Emigrazione Italiana (MEI) di Genova sarà aperto gratuitamente nel normale orario di apertura (11/18). Sostenendo il progetto, Basko conferma il proprio impegno accanto al museo Egizio e al Galata museo del Mare promuovendo valori di inclusione, cittadinanza attiva e coesione sociale e supportando, inoltre, la vocazione dei musei ad essere non solo custodi del passato e spazi di riflessione, ma anche luoghi aperti alla partecipazione e alla condivisione.

“Io sono il benvenuto” al museo Egizio di Torino, edizione 2019 (foto museo egizio)

Protagonista della serata sarà la musica, con performance dal vivo che animeranno le sale dei musei, creando un’atmosfera multiculturale e accogliente. Un’occasione per vivere gli spazi museali in modo inedito, all’insegna dell’ascolto reciproco e della scoperta di storie e suoni da tutto il mondo. Al museo Egizio si esibiranno otto ensemble vocali che, attraverso la musica, danno voce a un messaggio universale di accoglienza e condivisione. Un percorso sonoro, attraverso le sale del Museo, che attraversa generi, generazioni e culture. I cori si esibiranno in diverse sale del museo, culminando nel gran finale corale delle 23.30 sullo scalone monumentale del palazzo barocco sede del museo Egizio.

Il coro Città di Carignano (foto museo egizio)

Il “Coro Città di Carignano” (Associazione Corale Carignanese), ensemble maschile fondato nel 1981, dà voce al patrimonio popolare piemontese, narrando storie di amore, lavoro, guerra e quotidianità. Con 14 album e numerose pubblicazioni, è un coro che canta, scrive e custodisce la memoria.

La Corale Universitaria di Torino (foto museo egizio)

La Corale Universitaria di Torino fondato nel 1954, è il coro universitario più longevo d’Italia. Dalle polifonie rinascimentali alla musica contemporanea, porta avanti da decenni una preziosa opera di ricerca e diffusione, intrecciando cultura e passione con un impegno che attraversa generazioni.

Il Coro “Madre Enrichetta”, parte della Comunità Cattolica Francofona di Torino, nasce nel 2008 e prende il nome dalla fondatrice delle Suore di Sant’Anna. Ogni domenica anima la messa presso la Chiesa di San Domenico, ma si esibisce anche in eventi sociali e culturali, portando il messaggio di fede e comunità attraverso la sua musica.

Il coro Pequeñas Huellas (foto museo egizio)

Cori “PIESSEGI”, “Pequeñas Huellas” Pequeñas Huellas – Crescere in Orchestra – International orchestra e “ManincanTO” Manincanto nascono nel 2004 a Cuba, oggi con sede a Torino, promuove la pace e l’inclusività attraverso la musica. Dalle collaborazioni con scuole a progetti solidali, come quelli con Casa UGI e Fondazione PAIDEIA, ogni concerto è un impegno per il sociale e la diffusione di valori universali.

Il museo Egizio di Torino per la Giornata mondiale del Rifugiato (foto museo egizio)

“Io Sono Benvenuto è un’iniziativa che incarna i valori di accoglienza, dialogo interculturale e inclusione, che ispirano tutti i musei, che sono luoghi di memoria e dialogo, ma anche di partecipazione e condivisione”, dichiarano la presidente del museo Egizio, Evelina Christillin e il direttore Christian Greco. “Attraverso la cultura, desideriamo offrire uno spazio di confronto e crescita, dove ogni individuo può sentirsi benvenuto e valorizzato. Siamo felici di ampliare l’iniziativa, permettendo a sempre più persone di vivere un’esperienza culturale che promuove il rispetto reciproco”.

“Questa collaborazione rappresenta un passo significativo nell’impegno del Gruppo Sogegross verso la valorizzazione del patrimonio artistico, confermando il suo ruolo nella promozione di coinvolgimento concreto alla vita culturale del Paese. Nello specifico, il supporto come Basko all’evento Io Sono Benvenuto riflette appieno i valori che animano e sono alla base di Basko for Next Gen: una piattaforma di iniziative dedicata alle nuove generazioni”, dichiara Giovanni D’Alessandro, direttore Canale Basko. “Siamo fermamente convinti che la cultura debba essere un diritto universale, accessibile a tutti, e che le realtà private possano svolgere un ruolo essenziale nel rendere il patrimonio culturale disponibile a tutti i cittadini, offrendo così anche a chi rischia di esserne escluso l’opportunità di viverlo e apprezzarlo. Siamo convinti che il futuro si possa disegnare con una visione comune e con l’intento di restituire valore ai territori”.

Milano. All’auditorium Da Vinci la consegna a Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino, del XIX Premio Montale Fuori di Casa, sezione “Homo Viator”, per il suo straordinario contributo alla divulgazione culturale e al dialogo tra civiltà

Il XIX Premio Montale Fuori di Casa sezione “Homo Viator”, quest’anno è stato assegnato a Christian Greco, direttore del museo Egizio di Torino, per il suo straordinario contributo alla divulgazione culturale e al dialogo tra civiltà con questa motivazione: “Ha dimostrato nei fatti e non solo con le parole ciò in cui profondamente crede: che la Cultura è universale e che i Musei sono la colonna vertebrale del nostro Paese e appartengono alla collettività”. La cerimonia di conferimento è in programma a Milano, il 18 giugno 2025, alle 18, all’auditorium Leonardo Da Vinci, all’interno della sede di Deloitte, in via Santa Sofia 28. Alle 18, saluto di benvenuto a cura di Guido Borsani, presidente Deloitte; 18.15, intervento di Adriana Beverini, presidente del Premio Montale Fuori di Casa; 18-25, Paola Dubini, management professor all’università Bocconi, dialoga con Cristian Greco sul tema sviluppato in collaborazione nel libro “La cultura è di tutti”; 18.40, Massimo Capuani, responsabile della sezione “Homo Viator”, dialoga con Christian Greco sull’esperienza maturata alla guida del museo Egizio di Torino e sulle più recenti scoperte archeologiche in Egitto; 19, lettura della motivazione e consegna del Premio. Ai partecipanti che avranno confermato la propria presenza entro il termine indicato, sarà donata – fino a esaurimento copie – una delle opere del premiato; 19.15, cocktail di chiusura.

Torino. Al museo Egizio la conferenza “Sixteen Years of the University of Jaén in Qubbet el-Hawa: Major Results” con Alejandro Jimenez-Serrano (University of Jaén), in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino

Nel 2008, l’Università di Jaén ha ripreso gli scavi archeologici a Qubbet el-Hawa. Gli obiettivi principali del nuovo progetto di ricerca erano la costituzione di un team interdisciplinare e lo studio di un gruppo specifico di tombe ancora mai state scavate o solo parzialmente esplorate: i complessi funerari della XII dinastia nella necropoli, dove veniva sepolta l’élite di Elefantina. Se ne parla al museo Egizio di Torino martedì 17 giugno 2025, alle 18.30, in sala conferenze nell’incontro “Sixteen Years of the University of Jaén in Qubbet el-Hawa: Major Results” con Alejandro Jimenez-Serrano (University of Jaén). L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/sixteen-years-of-the…. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. L’incontro è in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano in sala. In sedici stagioni di scavo, l’Università di Jaén ha concentrato i propri sforzi sul versante sud-orientale della collina, in particolare sulla tomba QH33, dove è stato individuato il luogo di sepoltura di due governatori della tarda XII dinastia. Sono stati inoltre scavati QH34, così come gli appartamenti funerari di Sarenput II nelle tombe QH31 e QH32. Sul lato nord della collina è stata sgomberata la tomba QH35p ed è in corso il completamento dello scavo dei pozzi funerari di Sarenput I. Durante questi scavi nell’area sud-orientale di Qubbet el-Hawa, sono state scoperte diverse nuove tombe, molte delle quali ancora intatte. Questi ritrovamenti ci hanno permesso di approfondire la comprensione dell’organizzazione della necropoli durante la XII dinastia e di identificare alcune usanze funerarie potenzialmente locali riscontrabili in queste sepolture.

L’egittologo Alejandro Jiménez-Serrano (università di Jaén)

Alejandro Jiménez-Serrano è professore di Egittologia e Archeologia del Vicino Oriente Antico all’università di Jaén. Ha conseguito la specializzazione in Archeologia all’università di Jaén e quella in Egittologia all’University College London (UCL). Dal 2008, dirige un progetto interdisciplinare nella necropoli di Qubbet el-Hawa (Assuan, Egitto). Gli obiettivi principali di questo progetto sono stati lo scavo delle tombe della XII dinastia presenti in questa necropoli, alcune delle quali non erano mai state scavate o solo parzialmente esplorate. I risultati di queste ricerche sono stati pubblicati su importanti riviste scientifiche e in monografie, come “Results of the 2019 Research Season at Qubbet el-Hawa” (curato insieme ad altri autori, UJA Editorial, 2021). È autore anche di altri libri, tra cui “Descendants of a Lesser God. Regional Power in Old Middle Kingdom Egypt” (AUC Press, 2023), in cui presenta la storia delle regioni più meridionali dell’Egitto e dei territori circostanti durante l’Antico e il Medio Regno.

Torino. Al museo Egizio la conferenza “Un’archeologia della psiche: i sogni e la loro interpretazione nell’Antico Egitto” con Luigi Prada dell’università di Uppsala, in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino

I sogni sono un fenomeno universale che permea la vita umana, e quella degli Egiziani antichi non faceva eccezione. Dall’Antico Regno sino al Periodo Copto, testimonianze relative alla dimensione onirica e alla vita del subconscio sono registrate in testi di ogni natura, da steli monumentali contenenti decreti regi, a umili documenti di vita quotidiana malamente tracciati su frammenti di ceramica. Se ne parla al museo Egizio di Torino lunedì 16 giugno 2025, alle 18.30, in sala conferenze nell’incontro “Un’archeologia della psiche: i sogni e la loro interpretazione nell’Antico Egitto” con Luigi Prada dell’università di Uppsala. L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/unarcheologia-della-psiche…. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. A partire dal Nuovo Regno, gli Egizi iniziarono persino a comporre libri di oniromanzia (ovvero, di interpretazione di sogni), intesi a decifrare messaggi enigmatici e premonizioni che si riteneva fossero contenuti nei sogni stessi. Questa conferenza presenterà i risultati di una vasta ricerca sul mondo dei sogni nell’Antico Egitto, e in particolare introdurrà il pubblico a un gruppo di papiri contenenti libri di oniromanzia tuttora inediti, rivelando aspetti sconosciuti della psiche antico-egiziana.

L’egittologo Luigi Prada dell’università di Uppsala

Luigi Prada è egittologo specializzato nello studio della lingua, religione, e letteratura antico-egizia, con focus particolare sul Periodo Tardo e Greco-Romano e la pubblicazione di testi inediti. Formatosi all’estero, è stato membro dei dipartimenti di Egittologia alle Università di Oxford, Heidelberg, e Copenhagen, ed è ora Associate Professor in egittologia all’Università di Uppsala e Research Associate presso quella di Oxford. Vice-direttore della missione egittologica di Oxford e Uppsala ad Elkab, nell’Alto Egitto, partecipa anche a spedizioni nel Deserto Sudanese. Fino al maggio di quest’anno, è stato Presidente di ACME, collaborando per anni con Fondazione Museo Egizio.

Firenze. Al museo Archeologico nazionale per “I pomeriggi dell’Archeologico” la conferenza “Tell el-Maskhuta, una città al confine dell’Egitto, lungo il Canale dei faraoni” con Giuseppina Capriotti Vittozzi (Cnr-Ispc)

Al museo Archeologico nazionale di Firenze per gli incontri della rassegna “I pomeriggi dell’Archeologico” appuntamento giovedì 12 giugno 2025, alle 17, con Giuseppina Capriotti Vittozzi, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, che presenta “Tell el-Maskhuta, una città al confine dell’Egitto lungo il Canale dei faraoni”. L’Egitto faraonico si dotò di notevoli infrastrutture civili, tra le quali un canale navigabile che connetteva il Mediterraneo con il Mar Rosso, come oggi il Canale di Suez. La missione archeologica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, scava a Tell el-Maskhuta, non lontano dal Canale di Suez, per riportare alla luce una grande città antica dal profilo internazionale, in una valle che costituiva una delle maggiori strade tra il cuore dell’Egitto e la Palestina, e lungo la quale fu scavato il cosiddetto Canale dei due mari o Canale dei faraoni. Gli scavi recenti hanno portato alla luce una struttura colossale pertinente al porto cittadino sul canale. L’ingresso gratuito sarà consentito esclusivamente su prenotazione obbligatoria scrivendo all’indirizzo man-fi@cultura.gov.it.

Torino. Al museo Egizio la “Dal frammento al documento: gli ostraka e il valore del supporto ceramico nell’antico Egitto” con Clementina Caputo (Politecnico di Milano), in presenza e on line. In collaborazione con ACME e l’università di Torino

Nel momento in cui un testo viene apposto su un frammento ceramico, tale coccio diventa un documento, o meglio, un ostrakon. Se ne parla al museo Egizio di Torino, in sala conferenze, martedì 10 giugno 2025, alle 18.30, nell’incontro “Dal frammento al documento: gli ostraka e il valore del supporto ceramico nell’antico Egitto” con Clementina Caputo (Politecnico di Milano). L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/dal-frammento-al-documento…. Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. La conferenza è organizzata in collaborazione con l’associazione ACME e il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Il testo non può quindi prescindere dal supporto scrittorio poiché insieme costituiscono due aspetti di uno stesso oggetto e di un gesto che è stato voluto e attuato da un individuo in un luogo e in un momento specifici. Ciò presuppone che chi si accingeva a scrivere su un coccio prima di tutto effettuava una scelta tra i frammenti ceramici che aveva a disposizione prima di apporvi il testo e, per tale ragione, esso non può essere analizzato unicamente nella sua parte testuale ma deve necessariamente essere contestualizzato nell’ambito della società che lo ha prodotto, attraverso l’applicazione di metodologie di studio archeologiche e ceramologiche. L’ostrakon, come ogni altro artefatto, deve essere considerato come uno strumento di archiviazione della memoria.

Clementina Caputo (politecnico di Milano)

Clementina Caputo ha conseguito nel 2008 la Laurea quadriennale in Conservazione dei Beni Culturali, indirizzo Beni Architettonici, Archeologici e dell’Ambiente all’università del Salento con una tesi in Egittologia. Nel 2014 consegue il doppio titolo di Dottore di ricerca (co-tutela Italia-Francia) in ‘Filologia ed Ermeneutica del testo’ e ‘Archéologie, Ethnologie, Prehistoire’, sotto la direzione scientifica di Paola Davoli (univ. Del Salento) e Pascale Ballet (univ. Poitiers), con la tesi “Ermeneutica e semiotica in archeologia: per una nuova interpretazione culturale della ceramica vascolare nell’Egitto greco-romano” e tra il 2015 e il 2016 è assegnista all’università del Salento. Dal 2016 al 2019 prosegue con un Post-Dottorato presso la Ruprecht-Karls-Universität di Heidelberg in Germania con il progetto “Writing on Ostraca in the Inner and Outer Mediterranean”, SFB 933-TP 09 «Materiale Textkulturen». Dal 2020 al 2022 è Assegnista presso il Dipartimento di architettura, ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito (DABC) del Politecnico di Milano con il progetto insignito del ‘Seal of Excellence of the European Commission’ intitolato SUR.VI.V.E.-SURveying VIrtual Voids in Egyptian collections. A Digital and Cultural Study on Terracotta Figurines and their Lost Molds, incentrato sullo studio e la modellazione 3D delle terrecotte figurate inedite conservate presso il Museo Egizio. Dal 2022 è Ricercatore RTD A presso il Dipartimento di architettura, ingegneria delle costruzioni e ambiente costruito (DABC) del Politecnico di Milano e il 2023 consegue l’Abilitazione Scientifica Nazionale alle funzioni di professore universitario di II fascia nel Settore Concorsuale 10/A1-Archeologia. Negli anni ha partecipato a diversi progetti di ricerca internazionali, tra cui ‘The Levantine Ceramic Project’ ed il progetto di Ricerca NWO “Text in Context. Recontextualising the Papyri from Roman Soknopaiou Neso/Dimê (Fayum, Egypt)” dell’Univ. di Leiden. Da 19 anni è membro di diverse missioni archeologiche nazionali ed internazionali in Egitto, tra cui Dime es-Seba/Soknopaiou Nesos (Fayyum) con l’università del Salento (Lecce), Amheida/Trimithis (Oasi di Dakhla) con la NYU-ISAW, Umm el-Dabadib (Kharga Oasis) con il Politecnico di Milano e Tuna el-Gebel (Medio Egitto) con il Landesmuseum Hannover. Oltre ad un diverso numero di articoli scientifici, i dati raccolti in questi anni hanno portato alla pubblicazione di una monografia Amheida V. The House of Serenos. Part I: The Pottery (New York 2020) e alla co-edizione con Julia Lougovaya degli atti del convegno Using ostraca in the Ancient World: New Discoveries and Methodologies, Materiale Textkulturen 32, Berlin/Boston/München 2020.

Torino. Al museo Egizio “Visita il museo, ascolta le guide, disegna dal vero” per scoprire le collezioni in chiave inedita

“Visita il museo, ascolta le guide, disegna dal vero”: anche a giugno 2025 il museo Egizio di Torino propone l’iniziativa per scoprire le collezioni in chiave inedita. Sabato 7, 14, 21 e 28 giugno 2025 il museo Egizio sarà aperto fino alle 20. Con il biglietto di ingresso, dalle 18:30, potrai usufruire di pillole egittologiche gratuite, disponibili lungo il percorso di visita, oltre che portare taccuino e matita per disegnare i tuoi reperti preferiti. Acquista il tuo biglietto al link https://egizio.museitorino.it/