Torino. Al museo Egizio per la tre giorni “speciale compleanno del bicentenario” ben 23mila visitatori: il grazie dello staff


Visitatori all’inizio del percorso permanente del museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)

Speedy lecture nella Galleria dei Re nel museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)
“23.004 volte grazie, tante quante il numero di persone che ha visitato il Museo Egizio nei tre giorni del Festival 200. È stato il più bel compleanno che potessimo immaginare”: allo staff del museo Egizio bastano 145 battute per esprimere tutta la soddisfazione per il successo di un’iniziativa unica. Non si è trattato, infatti, solo di una notte e due giorni a ingresso gratuito per permettere alla città e agli ospiti di “scoprire” le molte novità, i nuovi allestimenti, e soprattutto la “nuova” Galleria dei Re. Ma nell’arco delle giornate di apertura speciale è stato organizzato un articolato programma di laboratori, performance e conferenze: tutti sold out gli appuntamenti – prenotati on line nei giorni precedenti. Particolarmente gradite le speedy lectures, brevi visite guidate in partenza ogni 20 minuti in punti strategici del museo: era sufficiente fermarsi vicino allo stendardo e attendere qualche minuto il racconto dell’esperto. Bastava aggirarsi tra le sale dei nuovi allestimenti per cogliere i pareri favorevoli dei visitatori: meraviglia e stupore erano palpabili sui loro volti. Ora tutti gli appassionati aspettano l’ultimo capitolo del rinnovamento del museo Egizio per il bicentenario della fondazione: l’apertura della corte Egizia e della sala immersiva. Ma per l’ultimo taglio di nastro di questa lunghissima festa di compleanno bisognerà attendere ancora qualche mese.
Torino. Al museo Egizio il presidente Mattarella col ministro Giuli apre i festeggiamenti per il bicentenario: consegnato alla città e all’Italia il tempio di Ellesiya e riaperta la Galleria dei Re che stupisce e convince anche i più prevenuti

Il direttore Christian Greco (con la presidente Evelina Christillin) illustra al presidente Sergo Mattarella e al ministro Alessandro Giuli la sala dei vasi dell’ala “Materia. Forma del tempo” (foto museo egizio)
Un mese e mezzo fa, lo ricordate, in occasione dell’apertura dell’ala “Materia. Forma del tempo”, l’ultimo allestimento del museo Egizio di Torino in ordine di tempo in vista dei festeggiamenti del bicentenario, il direttore Christian Greco aveva descritto la sala delle ceramiche, con l’esposizione di 5mila vasi, un vero coup de théâtre che lascia a bocca aperta il visitatore (vedi Torino. Il direttore Christian Greco ci introduce a “Materia. Forma del tempo”, il nuovo allestimento permanente che indaga la materia nell’antico Egitto, tra legni, pigmenti, vasi in ceramica e oggetti in pietra, dall’Epoca Predinastica (ca. 4000-3100 a.C.) a quella Bizantina (565-642 d.C.) | archeologiavocidalpassato).

Il presidente Sergio Mattarella tra i vasi dell’allestimento “Materia. Forma del tempo” (foto museo egizio)
Mercoledì 20 novembre 2024, a rimanere sbalordito davanti a questa monumentale “libreria” di vasi è stato un ospite d’eccezione, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che insieme al ministro della Cultura Alessandro Giuli, al ministro del Turismo e delle Antichità dell’Egitto Hurgada Sherif Fathy e al Secretary General of the Supreme Council of the Antiquities of the Arab Republic of Egypt Khaled Mohamed Ismail, ha aperto ufficialmente la tre giorni – 20-22 novembre 2024 – di festeggiamenti per il bicentenario del museo Egizio di Torino (1824 – 2024), la più antica esposizione di antichità egizie del mondo.

Il direttore Christian Greco, il presidente Sergio Mattarella e il ministro Alessandro Giuli nella Galleria dei Re del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Ma il direttore Christian Greco non finisce mai di stupire. Perché la festa del bicentenario è coincisa con la conclusione di uno dei cantieri più discussi e più attesi del complesso e articolato progetto architettonico firmato dallo Studio Oma – Office for Metropolitan Architecture di Rotterdam, che prevede una piazza, un giardino e una sala immersiva; nuove gallerie e nuovi servizi (vedi 1824-2024: Bicentenario dell’Egizio di Torino. Il museo cambia pelle con il progetto architettonico di OMA: si apre alla città, con una piazza, un giardino e una sala immersiva; nuove gallerie e nuovi servizi. Ecco il ricco programma delle celebrazioni già iniziate. Greco: “Un nuovo inizio” | archeologiavocidalpassato).

Galleria dei Re: le sfingi contrapposte a ricreare la strada processionale di Luxor (foto graziano tavan)
Parlo della riapertura, dopo il restauro e il riallestimento, della Galleria dei Re: “From darkness to light” non è solo il titolo del progetto, ma è l’effetto – stupefacente – che fa sul visitatore, e che farà alle centinaia di migliaia di persone che dalla sera del 20 novembre 2024 accederanno – magari un po’ prevenuti – alla Galleria dei Re sapendo che non avrebbero più trovato l’allestimento “hollywoodiano” di Dante Ferretti (del quale un po’ tutti ci eravamo innamorati).

Il presidente Sergio Mattarella nella Galleria dei Re del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
E sicuramente, come ha provato in anteprima il presidente Mattarella, rimarranno favorevolmente impressionati: la luce domina le due grandi aule, dove sono stati recuperati i soffitti a botte e sono state tolte le tamponature delle finestre che ora permettono l’affaccio su piazza Carignano. La luce accarezza le statue, le avvolge, rimbalza diafana sulle pareti in alluminio dove la teoria di Sekhmet o le sfingi finalmente contrapposte a ricordare la grande strada processionale di Luxor diventano riflessi evanescenti che danno più volume alle sculture.

Effetti speciali sul tempio di Ellesiya al museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)
Mercoledì 20 novembre 2024 è stato anche il giorno della restituzione ufficiale del Tempio di Ellesiya alla città e all’Italia, con una consegna simbolica al Capo dello Stato: così il dono del governo egiziano all’Italia per aver contribuito al salvataggio dei templi nubiani non è più un “bene” del museo, ma un “bene” della comunità. A distanza di oltre mezzo secolo – il Tempio di Ellesiya era giunto a Torino nel 1966 – il museo Egizio, nell’ambito del rinnovamento per il bicentenario, ha scelto di rendere accessibile gratuitamente al pubblico la Cappella rupestre, che avrà un suo ingresso indipendente da via Duse e alla fine dei lavori anche dalla corte coperta del Museo – la corte Egizia -, liberamente fruibile dai visitatori.
Ciliegina sulla torta di questa festa speciale, alla vigilia della celebrazione del bicentenario, è stata la conferma per altri quattro anni, fino al 2028, di Evelina Christillin alla presidenza del museo Egizio da parte del ministro della Cultura Alessandro Giuli. Ed è stato proprio il ministro, nel breve saluto alla stampa, a congratularsi con Christilin per il suo rinnovo alla presidenza dell’Egizio: “Voglio confermare la dichiarazione di amore personale per ciò che rappresenta questo straordinario museo dal valore mondiale e tutta la comunità che gli sta intorno e lo alimenta, lo tiene vivo, lo anima, e ogni giorno lo rende più prezioso”.

Il nuovo allestimento della Galleria dei Re nel museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)

La presidente del museo Egizio Evelina Christillin e il direttore Christian Greco (foto graziano tavan)
“Celebrare il bicentenario del Museo Egizio è un esercizio sia di memoria sia di proiezione verso il futuro”, hanno dichiarato la presidente del museo Egizio, Evelina Christillin e il direttore, Christian Greco. “Il progetto architettonico di OMA nasce da una nuova visione del Museo come istituzione di ricerca di livello mondiale e luogo inclusivo dove tutti i visitatori sono invitati a scoprire il mondo dell’antico Egitto. È con grande orgoglio che presentiamo la Galleria dei Re rinnovata e offriamo per la prima volta l’accesso gratuito al Tempio di Ellesiya, che fu a sua volta un dono del governo egiziano al popolo italiano. Basandoci sulla grande trasformazione completata nel 2015, i lavori di ristrutturazione in corso sosterranno il museo Egizio nel nostro obiettivo di aprirci al mondo e raccontare ai visitatori non solo la cultura materiale, ma anche la storia nascosta dei reperti e della civiltà dell’antico Egitto. Per il bicentenario, abbiamo deciso di riflettere sul ruolo del Museo, ponendoci domande difficili: il museo è un luogo di conservazione o di distruzione? Cosa ci manca ancora a 200 anni dalla nostra fondazione? Sono queste domande che hanno guidato la nostra strategia per la prossima fase della storia di questa straordinaria istituzione e collezione”.

Il presidente della Repibblica Sergio Mattarella con il direttore Christian Greco, la presidnete Evelina Christillin e tutto lo staff del museo Egizio di Torino (foto quirinale)
Dal discorso di Christian Greco alla presenza del Presidente della Repubblica: “La squadra – coordinata dalla guidata sapiente e attenta della presidente Evelina Christillin – ha lavorato senza risparmiarsi per trasformare il Museo e perché l’Egizio possa essere: di anch mi Ra dj.t. Ovvero: dotato di vita come il dio sole per sempre”.
Firenze. Alla LdM Gallery la mostra fotografica “Hidden Statues: The Luxor Cache Discovery” sullo straordinario ritrovamento della cachette di Luxor nel 1989


Mostra “Hidden Statues”: i curatori Valentina Santini, Špela Zidar e Massimiliano Franci (foto camnes)
Il 22 gennaio 1989, nel cortile della corte colonnata voluta da Amenhotep III nel tempio di Luxor, viene casualmente alla luce una grossa lastra di pietra, che si rivela poi essere la base di una statua. Perimetrata l’area, si viene a scoprire che la fossa contenente la base, in realtà, ospita 26 capolavori della statuaria egizia: un vero e proprio nascondiglio, creato in chissà quale occasione, che ora una mostra presenta attraverso le foto provenienti dall’archivio personale di Mohammad Al-Saghir – sotto la cui direzione viene fatta la scoperta. Questo ritrovamento, tra i più importanti del XX secolo, è dunque raccontato nella mostra fotografica “Hidden Statues: The Luxor Cache Discovery” (“Statue celate: la scoperta del nascondiglio di Luxor”), curata da Mostafa Al-Saghir (MoTA), Massimiliano Franci, Irene Morfini e Valentina Santini (CAMNES) e coordinata da Špela Zidar (LdM), aperta alla LdM Gallery, in via de’ Pucci 4 a Firenze dal 18 al 28 novembre 2024. L’ingresso è libero. La mostra “Hidden Statues”, realizzata in collaborazione con l’Istituto Lorenzo de’ Medici e la LdM Gallery, è pensata per tutti i tipi di pubblico e intende mettere in luce lo straordinario ritrovamento della cachette di Luxor, offrendo anche approfondimenti sulla religione e la cultura egizia nel suo insieme.
Torino. Al museo Egizio c’è “Festival 200”: una tre giorni ricca di attività, spettacoli e incontri per celebrare il bicentenario del museo Egizio. Eventi gratuiti – con prenotazione obbligatoria online – per tutte le età, tra conferenze, laboratori, spettacoli musicali e di danza. Ecco il programma

Installazioni a Torino per annunciare il bicentenario del museo Egizio (foto museo egizio)
Il centro di Torino da qualche giorno si è tinto di giallo, a cominciare dalle fioriere in piazza San Carlo accanto a installazioni con il logo del museo Egizio. La capitale sabauda si sta imbellettando al meglio per festeggiare il bicentenario del più antico museo di antichità egizie del mondo.
Dal 20 al 22 novembre 2024, c’è infatti “Festival 200”: una tre giorni ricca di attività, spettacoli e incontri per celebrare insieme il bicentenario del museo Egizio. Con eventi per tutte le età, tra conferenze, laboratori, spettacoli musicali e di danza, vengono aperte gratuitamente le porte per far scoprire alla città e agli ospiti i nuovi allestimenti del museo Egizio e festeggiare assieme. Mercoledì 20 novembre: NOTTE BIANCA AL MUSEO dalle 21 alle 24, con uno spettacolo di danza a cura di Marco Pelle, con Antonella Albano (prima ballerina Teatro alla Scala, Milano). Giovedì 21 e venerdì 22 novembre: visita libera alle sale museali arricchita da spettacoli musicali dei Piccoli Cantori di Torino, speed lectures e handling sessions, con talk, presentazioni, conferenze e tante attività per grandi e piccoli su prenotazione. Durante il festival, l’ingresso al museo è gratuito, con prenotazione online. Alcune attività, sempre gratuite, vanno prenotate.
I festeggiamenti del bicentenario iniziano con uno spettacolo di danza molto speciale: “Safe from the sleep”, a cura di Marco Pelle (coreografo, danzatore e Accademico Olimpico), con Antonella Albano (prima ballerina Teatro alla Scala, Milano). “Safe from Sleep” è la storia di un volo infinito, raccontato attraverso l’incontro, la perdita e il viaggio che ne nasce. Sarà presentato in due repliche, alle 22 e alle 23. Lo spettacolo è fruibile liberamente, in Galleria dei re, accedendo al museo con prenotazione gratuita, da fare online a questo link https://egizio.museitorino.it/…/festival-200-dal-20-al…/.
Questi i talk su prenotazione: 21/11, alle 11: Tutta l’umanità ne parla. Edizione egizia. Puntata live del programma di Radio 3, con Edoardo Camurri e molti altri ospiti. Sarà messo in scena un episodio ottocentesco poco noto, in un dialogo impossibile senza tempo che racconta le origini della collezione del Museo Egizio, sul filo dell’ironia. 21/11 alle 11: Dietro le quinte del Museo Egizio. La cappella rupestre di Ellesiya: un nuovo allestimento aperto a tutti. Un autentico monumento dell’antico Egitto a Torino: storia, significato e vicende di una cappella rupestre di età faraonica, dalla Nubia al Museo Egizio. Un racconto di Johannes Auenmüller, Alessia Fassone, Paolo Marini, Beppe Moiso e Tommaso Montonati. 21/11 alle 14.30: Dietro le quinte del Museo Egizio. Materia. Forma del tempo: i diari di viaggio. Il nuovo allestimento del Museo Egizio sul dialogo tra materiali e saperi artigiani, nel racconto, personale e professionale, dei suoi curatori, restauratori e progettisti. Ne parlano Enrico Ferraris, Federica Facchetti, Valentina Turina, Enrico Barbero, Tommaso Montonati, con Paola Buscaglia (CCR La Venaria Reale). 21/11 alle 17.30: Architectural tour by OMA. Con David Gianotten, Andreas, Karavanas e Andrea Tabocchini. In lingua inglese. 21/11 alle 18.30: Destini incrociati. L’Italia, Torino e il Museo Egizio 1824-2024. Serie di brevi conferenze con alcuni degli autori del volume del Bicentenario. Intervengono: Silvano Montaldo, Bruno Luca Maida, Giovanni Semi, Simona Troilo, Carlo Greppi. Modera Christian Greco.
22/11 alle 11: Cerimonia di presentazione del francobollo celebrativo del bicentenario del Museo Egizio. 22/11 alle 16: Dietro le quinte del Museo Egizio. Sotto un’altra luce: il nuovo allestimento dello statuario monumentale del Museo Egizio. Per la prima volta le sculture dello statuario monumentale del museo Egizio sono ridisposte per raccontare la loro storia e quella del tempio da cui provengono. Intervengono: Federico Poole, Paolo Del Vesco, Cédric Gobeil, Martina Terzoli, Alessandro Girardi e Johannes Auenmüller. 22/11 alle 18: What is a Museum? Christian Greco in dialogo con Ali Abdelhalim (direttore del Museo del Cairo). In lingua inglese, con traduzione simultanea.

Bambini impegnati nel gioco-laboratorio “Le avventure della dea Sekhmet” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Avventure in museo su prenotazione: 21/11, dalle 17.30 alle 18.30, Le avventure della dea Sekhmet: Siamo dei!, Gioco della Senet, Scavando si impara, Cercasi investigatori! 22/11, dalle 17.30 alle 18.30, Rischia Thot, Le avventure della dea Sekhmet, Siamo dei!, Gioco della Senet, Scavando si impara, Cercasi investigatori!
Il Festival 200 offre al pubblico l’opportunità di assistere alla performance “Il Canto del Nilo”, scritta e interpretata dai Piccoli Cantori di Torino: giovedì 21 novembre, alle 15.30 e alle 16.30, alla Galleria dei Re. Il progetto parte dalla riflessione sulla centralità dell’acqua. Dall’acqua nasce la prima forma di vita; sul corso dell’acqua si sviluppa la civiltà egizia; dall’acqua si giungeva alla Cappella rupestre di Ellesiya e lungo il corso del Nilo, nel XX secolo, il piccolo tempio è giunto sino al Museo Egizio, donato dall’Egitto all’Italia in segno di gratitudine. I testi e la musica sono stati composti in un processo di co-creazione tra i Piccoli Cantori e il direttore, Carlo Pavese. Gianfranco Montalto ha contribuito per la parte pianistica. Il risultato è una performance in due parti, la cui esecuzione è in programma il pomeriggio del 21 novembre al Museo Egizio, in due repliche. Le voci dei Piccoli Cantori che si muoveranno come correnti fluviali, incanalandosi in rivoli curiosi, portando al tempio – come offerte – tutto ciò che il loro flusso porta con sé. La performance sarà fruibile liberamente tra le sale, l’ingresso al museo Egizio durante il festival è gratuito, con prenotazione obbligatoria. La realizzazione del “Canto del Nilo” è stata sostenuta da Fondazione CRT.
Per i 200 anni del museo Egizio è stato pubblicato il libro “La memoria è il nostro futuro. 200 anni del Museo egizio” a cura di Christian Greco (Franco Cosimo Panini Editore), una narrazione polifonica, costruita attraverso contributi di esperti di storia, archeologia ed egittologia, archivistica, antropologia, architettura, restauro e biblioteconomia. Uno spaccato che racconta la storia culturale e sociale di Torino e dell’Italia degli ultimi 200 anni e prepara il museo Egizio alle sue prossime sfide. Il volume sarà disponibile in anteprima e a un prezzo speciale al museo Egizio durante il “Festival 200”, dal 20 al 22 novembre. Sarà poi in libreria a partire dal 29 novembre 2024. Il museo Egizio di Torino celebra i duecento anni dalla sua fondazione. Questo libro, curato dal direttore Christian Greco, rappresenta la pubblicazione ufficiale del bicentenario e offre uno sguardo senza precedenti su tutto ciò che ruota attorno al museo Egizio, non limitandosi a una semplice ricostruzione della storia dell’istituzione torinese, delle sue collezioni o della sua fortuna; attraverso una struttura a più voci ogni aspetto della vita del Museo Egizio è presentato all’interno del più ampio contesto in cui si trova a esistere. Nelle pagine si alternano gli interventi di curatori del Museo Egizio e docenti, ricercatori e curatori provenienti da altre istituzioni nazionali e internazionali, talvolta in dialogo tra loro. I contributi diventano così laboratori nei quali si confrontano idee, visioni e proposte inerenti a un ampio ventaglio di temi: il ruolo del Museo nello sviluppo dell’egittologia, e a sua volta l’impatto che l’evoluzione della disciplina ha avuto e ha ancora ancora oggi sulle sue scelte; l’importanza dell’integrazione tra discipline umanistiche e scientifiche; i rapporti con altre istituzioni museali, con gli studiosi e con il pubblico; l’Egitto immaginato dell’ “egittomania” e quello reale che rivendica una voce nel raccontare la propria storia. Il risultato è un volume che dimostra come futuro e memoria siano strettamente intrecciati.
Torino. Al museo Egizio incontro con Laurence Des Cars, direttrice del museo del Louvre di Parigi, nono appuntamento del ciclo “What is a museum?”, in presenza e on line: dieci direttori dei più grandi musei del mondo si confrontano col direttore Christian Greco sul ruolo e le sfide del futuro dei musei
Come possono affrontare le sfide del futuro senza tradire la loro storia? Come possono affrontare la nuova fase che stanno attraversando ripensando il proprio passato e dando un senso alla loro esistenza oggi? Oggi i musei mirano a comprendere a fondo i meccanismi del cambiamento, generando relazioni e influenzando la società. Alla luce della nuova definizione di museo data da ICOM e delle sfide che attendono le istituzioni culturali, il museo Egizio di Torino presenta una serie di incontri dal titolo “What is a museum?” con protagonisti i direttori di alcuni dei più importanti musei internazionali in dialogo con Christian Greco. Ricerca, digitalizzazione, educazione, inclusione e cura del patrimonio sono i punti che verranno affrontati per ripensare il ruolo che i musei possono avere nella società contemporanea. Il protagonista del nono incontro, il 7 novembre 2024, alle 18, in dialogo con il direttore Christian Greco sarà Laurence Des Cars, direttrice del museo del Louvre di Parigi. L’evento si tiene nella sala Conferenze del Museo, In lingua inglese con traduzione simultanea in sala. Ingresso libero con prenotazione al link https://www.eventbrite.it/…/what-is-a-museum-tickets…. Anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio.
Modena. Alle Gallerie Estensi al via la mostra “Riflessi d’Egitto. Fascinazioni e tracce nelle raccolte estensi” a cura di Maria Chiara Montecchi: 150 reperti che raccontano il collezionismo estense

Al via alle Gallerie Estensi di Modena la mostra “Riflessi d’Egitto. Fascinazioni e tracce nelle raccolte estensi”, a cura di Maria Chiara Montecchi, dal 6 novembre 2024 al 4 maggio 2025. La mostra svela per la prima volta un aspetto poco noto del collezionismo estense, la passione per l’antico Egitto. Oltre 150 reperti, fra cui bronzetti, statuette, amuleti e il grande sarcofago di epoca tolemaica, accompagnano i visitatori in un lungo viaggio, dal Medio Regno (2010-1755 a.C.) al periodo greco-romano, per giungere fino a moderne suggestioni “egittizzanti”. Il percorso è arricchito dal prestigioso prestito di un nucleo di opere provenienti dal museo Egizio di Torino, che proprio quest’anno celebra il suo bicentenario.
Torino. Al museo Egizio più di 20mila visitatori nel ponte di Ognissanti, nonostante le capienze ridotte per i cantieri del bicentenario

Visitatori al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
Sono stati 20.716 i visitatori al museo Egizio di Torino nel Ponte di Ognissanti, da giovedì 31 ottobre a domenica 3 novembre 2024. Nonostante le capienze ridotte in Museo ed i cantieri in vista delle celebrazioni del bicentenario, si tratta di numeri in linea con il trend dell’anno scorso. La giornata con maggiore afflusso al Museo è stata sabato 2 novembre, con 6.131 ingressi.
Cairo (Egitto). All’Ifao (Institut Français d’Archéologie Orientale) il simposio “Reading reuse. Image recycling in Egypt and beyond”, in presenza e on line: quattro giorni di confronto sul riutilizzo dei manufatti decorati in contesti archeologici o architettonici
“Reading reuse. Image recycling in Egypt and beyond” è il titolo del simposio internazionale promosso al Cairo (Egitto) nella propria sede dall’Ifao (Institut Français d’Archéologie Orientale) dal 30 ottobre al 2 novembre 2024, in inglese, in presenza e on line. Per partecipare alle sessioni della conferenza all’Ifao del Cairo, è necessario registrarsi compilando il modulo collegato qui: https://forms.gle/VSzpRnfKgcW6cmpB6. È disponibile anche la partecipazione a distanza. Per partecipare a distanza bisogna selezionare la casella corrispondente sottostante nello stesso modulo online. L’Ifao organizza un simposio sul concetto di riutilizzo dei manufatti decorati (interi monumenti o rilievi parietali, mobili, statue, figurine, vasi dipinti o incisi, oggetti di ornamento personale o mobiliare, ecc.) in contesti archeologici o architettonici. L’obiettivo è contribuire alla comprensione della creazione e dell’uso di oggetti portatori di immagini nelle società nel corso del tempo e oltre i confini: come e perché possono cambiare nella forma e nella funzione, e cosa significa studiare e interpretare tali oggetti biografici. “Forma, dimensione, materiale e decorazione sono solo alcuni degli elementi che giocano un ruolo importante nella percezione e nel possibile riutilizzo dei manufatti, che si rivelano versatili, sempre mutevoli nella loro apparente passività in base alle nostre necessità. In quanto tali, gli oggetti vivono diverse vite meritevoli di essere esplorate, il cui susseguirsi costruisce nel tempo una biografia” (Kopytoff 1986, Henare 2006). I loro usi successivi non sono necessariamente quelli destinati loro dai produttori e dai committenti; inoltre, persone e oggetti si influenzano costantemente a vicenda, come teorizzato da Gell (1998), Freedberg (1989), Bredekamp (2017). Il simposio del Cairo è in gran parte incentrato sul contesto e sul corpus materiale egiziano, ma lo scopo è decisamente interdisciplinare e transculturale. I casi di studio ancoreranno le varie riflessioni a pratiche concrete e serviranno a costruire un quadro metodologico, interpretativo e teorico comune, accessibile a un corpo diversificato di specialisti. È nell’interesse accademico riunire studiosi di ambiti ed epoche diverse, attraverso un approccio comparativo, che non si limiti allo studio delle società del passato ma si avvalga anche delle intuizioni dell’antropologia culturale. L’Ifao vuole collocare questo incontro scientifico al crocevia tra archeologia, antropologia e storia dell’arte, e conta che i dialoghi attingano da una varietà di approcci.
PROGRAMMA GIORNO 1 (30 ottobre) CONSIDERAZIONI METODOLOGICHE. Alle 8.20, benvenuto ai partecipanti; 8.45, discorso introduttivo del direttore; introduzione generale (Vera Allen, Axelle Brémont, Simon Connor). SESSIONE 1. TECNICHE E METODI. IDENTIFICAZIONE DEI MARCATORI ARCHEOLOGICI DEL RIUTILIZZO Tecnologie di imaging: 9.20, FOCUS TALK: “Confronto di diversi approcci sperimentali nella visualizzazione del sarcofago riutilizzato di Ramses IV: evidenziare ciò che non si vede”, Nour Bader et al.; 9.35, “Il “potere” delle immagini nel riuso dei sarcofagi gialli”, Stefania Mainieri; 9.55, discussione. Abbigliamento da uso: 10.05, “Dalla vita quotidiana all’aldilà: la circolazione dei gusci di ostriche del Medio Regno”, Ahmed Mekawy; 10.25, “Oggetti votivi per la fertilità riutilizzati? Andando oltre i modelli rappresentativi ed esplorando le variazioni materiali, contestuali e d’uso nelle figurine antropomorfe femminili”, Paulina Wandowicz; 10.45, discussione; 10.55, pausa caffè. Registrazione di palinsesti: 11.20, “Analisi comparativa dei libri memoriali del primo Medioevo”, Ciara Cronin (online); 11.40, FOCUS TALK: “Adattare la matrice Harris per analizzare i palinsesti”, Axelle Brémont; 11.50, discussione. Contesto archeologico: 12, “Determinazione degli eventi del ciclo di vita della scultura e dell’architettura, nuovi approcci nel museo e sul campo”, Candace Richards; 12.20, “Una città completamente riciclata: Saint-Bertrand-de -Comminges/Lugdunum des Convènes (Francia)”, William van Andringa; 12.40, discussione; 12.50, pausa pranzo. SESSIONE 2. LUNGA VITA. SMONTATO BLOCCO DOPO BLOCCO Il destino delle Immagini. Spazi cultuali di fronte all’abbandono: 14.20, “Ladri che rubano ad altri ladri: un approccio interdisciplinare sullo smantellamento, la distruzione e il riutilizzo delle spoglie faraoniche nel Cairo Vecchio”, Mustafa Tupev e Kyra Gospodar; 14.40, “Pratiche di riuso in un paesaggio culturale continuamente in divenire”, Nico Staring; 15, discussione. Nuove funzioni per vecchie pietre: 15.15, FOCUS TALK: “Testimoni silenziosi del cambiamento. Blocchi kushiti riutilizzati provenienti da Karnak e Medinet Habu”, Aleksandra Hallmann; 15.30, FOCUS TALK: “Frantumato in pezzi. Lo smantellamento e la riconversione dei monumenti nell’area di Memphite”, Kyra Gospodar; 15.45, “Due esempi menfiti di riuso ideologicamente motivato”, Philippe Collombert; 16.05, discussione; 16.25, pausa caffè. SESSIONE 3. AGGIUNTA E AGGIORNAMENTO. COME SI COMPORTANO LE NUOVE IMMAGINI CON QUELLE PRECEDENTI SULLO STESSO ARTEFATTO? 16.45, “Incrocio. Oppure, come abitare ambienti diversi”, Vera E. Allen; 17.05, discussione; 17.20, “I calzolai sono i peggiori calzati? Informazioni sulla maestria di un capo scultore e sui requisiti estetici in azione per il riutilizzo della sua tomba”, Alexis Den Doncker; 17.40, discussione; 18, apertura della mostra “REading REuse” nella sala principale dell’Ifao, alla presenza degli artisti. Cocktail di benvenuto nel giardino Ifao (solo relatori).
GIORNO 2 (31 OTTOBRE) IL PROBLEMA DELL’USURPAZIONE: TRA APPROPRAZIONE E OMAGGIO. Alle 8.45, riepilogo del giorno precedente e breve introduzione al tema della giornata. SESSIONE 4. LA POSTA IN GIOCO DEL POTERE. IL PRESTIGIO DEI CIMELI E DEL PATRIMONIO DEL PASSATO. Collezionare e fare tesaurIzzazione: 9, “Il passato presente: oggetti curati dalle tombe dell’Apulia centrale (525-350 a.C.)”, Bice Peruzzi; 9.20, “Doni diplomatici, cimeli o manufatti scambiati? Recinzioni nell’antichità”, Karin Kopetzky; 9.40, discussione. Premi e memoriali. Decontestualizzare e “museificare”: 9.50, “Frammenti di statue egiziane a Kerma: doni diplomatici? Rituali di esecrazione?”, Dietrich Raue e Simon Connor; 10.10, “Fuori contesto: la semiotica del riutilizzo monumentale”, Benjamin de Almeida; 10.30, discussione; 10.40, pausa caffè. Il signore del riuso. Ramses II e i suoi imitatori: 11, “Ramses il Grande fa rivivere i monumenti abbandonati”, Hourig Sourouzian; 11.30, “Modelli di riutilizzo durante il tardo periodo ramesside e il successivo”, Simone Burger; 11.50, “Imitare il faraone? Riutilizzo di statue antiche da parte di individui non reali sotto Ramses II”, Simon Connor e Tom Hardwick; 12.10, discussione; 12.30, pausa pranzo. Riutilizzo in bella vista o riuso mimetizzato?: 14, “Riutilizzo del tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahari. Il caso delle cancellature e delle reincisioni sotto il regno di Thutmosi III”, Katarzyna Kapiec; 14.20, “Riuso e riconversione degli obelischi nell’impero romano”, Nicola Barbagli; 14.40, discussione. SESSIONE 5. LO SPECIALE INTERESSE DEL RIUSO FUNERARIO. Oltre la disfunzionalizzazione: fatto per la tomba?: 14.50, “Manufatti funerari modificati: pratica e significato”, Helen Strudwick e Melanie Pitkin (online); “Questo è riuso? Immagini del vestiario bizantino: riciclo o utilizzo a lungo termine?”, Apolline Gay; 15.30, discussione; 15.40, pausa caffè. “C’è spazio per due” – su “usurpazione”, salvataggio e omaggio: 16, “Ripensare il riutilizzo delle tombe nell’antico Egitto”, Carina van den Hoven; 16.20, “Il riutilizzo degli ushabti nell’antico Egitto”, Rahel Glanzmann; 16.40, discussione. Fatto per il riutilizzo?: 16.50, FOCUS TALK: “Identità dell’immagine e biografia dell’oggetto: considerazioni sui sarcofagi egiziani “gialli” della XXI dinastia”, Cynthia May Sheikholeslami e Jaume Vilaró Fabregat; FOCUS TALK: “Proprietà dei sarcofagi gialli e “biografia dell’oggetto” durante la XXI dinastia”, Jaume Vilaró Fabregat; 17.25, discussione.
GIORNO 3 (1° NOVEMBRE) RIUTILIZZO ORIENTATO ALL’IMMAGINE E COMPORTAMENTO VERSO LE IMMAGINI (1) Alle 8.45, riepilogo del giorno precedente e breve introduzione al tema della sessione del giorno. SESSIONE 6. COMPRENSIONE DELL’OGGETTO STRANIERO. REINTERPRETARE, RIMOTIVARE? Contatti culturali e distanza geografica: 9, “Il riuso della statuaria dell’antico Egitto in contesti non egiziani”, Ashley Arico; 9.20, “L’uso e il riutilizzo degli amuleti egiziani nelle antiche necropoli del Mediterraneo”, Carmen Muñoz; 9.40, “Oggetti egiziani a Mishrifa/Qatna”, Alexander Ahrens; 10, discussione; 10.15, pausa caffè. Distanza cronologica e “lIsIbIlItà”: 10.40, “Riuso e riciclo dell’arte monumentale preistorica: il caso dei vishap armeni”, Alessandra Gilibert; 11, “Riuso della scultura antica nell’Egitto islamico medievale: atteggiamenti e pratiche”, Jorge Elices Ocón; 11.20, “Frammenti di una biografia dell’Anfiteatro Romano di Lucca”, Aloisia de Trafford; 11.40, discussione. SESSIONE 7. IMMAGINI A FACCIA IN GIÙ. IL RIUTILIZZO PUÒ NON AVERE ALCUNA UTILITÀ PER LE IMMAGINI? 11.50, “Il riutilizzo delle lastre decorate nella costruzione delle tombe megalitiche neolitiche in Europa occidentale (V-III millennio a.C.)”, Guillaume Robin (online); 12.10, discussione; 12.20, FOCUS TALK: “Un blocco decorato riutilizzato da Karnak”, Khaled Ismail; 12.35, FOCUS TALK: “Il concetto di inquinamento semantico”, Benjamin de Almeida; 12.50, discussione; 13, pranzo leggero. Escursione al Cairo islamico. Cena al Cairo islamico (hotel Riad) (solo relatori).
GIORNO 4 (2 NOVEMBRE) RIUSO ORIENTATO ALL’IMMAGINE E COMPORTAMENTO VERSO LE IMMAGINI (2) Alle 8.45, riepilogo del giorno precedente e breve introduzione al tema della sessione del giorno. SESSIONE 8. AL DI LÀ DEGLI “SPOLIA” PURAMENTE ECONOMICI, COSA RENDE ATTRAENTE UN’IMMAGINE? 9, “Il riuso dei capitelli antichi nell’architettura religiosa islamica della Medina di Tunisi”, Khaoula Mighri (online); 9.20, “Il riuso delle iscrizioni geroglifiche nello spazio pubblico nel periodo medievale: economia o magia apotropaica?”, Jean-Charles Ducène; 9.40, FOCUS TALK: “Un frammento spoliato dell’antico Egitto nel Khanqah islamico medioevale di Shaykhu”, Peter J. Moore; 9.55, “Gli spolia pittorici nel Cairo medievale islamico: rivisitare il concetto di immagine contro natura“, Radwa Zaki; 10.15, discussione; 10.30, pausa caffè. SESSIONE 9. RESTAURO, RIPARAZIONE, RISTRUTTURAZIONE A che punto la rielaborazione si trasforma in una nuova opera d’arte?: 10.50, “Scavando più a fondo: il riutilizzo e la ristrutturazione delle chiese scavate nella roccia in Cappadocia”, Elizabeth Zanghi; 11.10, “Lettura dell’intervento materiale e interpretazione del riutilizzo nei ritratti della Roma imperiale”, Emily Frank; 11.30, “Strato su strato. Ridipintura degli edifici nell’Egitto romano”, Sara Kitat; 11.50, discussione. Politica, etica ed economia della conservazione e del restauro come riutilizzo: 12.05, FOCUS TALK: “Riutilizzo nel contesto del restauro, della ricostruzione e della distruzione: esempi tratti da siti del patrimonio culturale islamico e copto in Egitto”, Dina Bakhoum; 12.20, discussione; 12.30, pausa pranzo. SESSIONE 10. MANIPOLAZIONI FISICHE DI IMMAGINI ANTICHE Riutilizzo vs. distruzione. Funziona perché è rotto/sepolto/scartato: 14, “Efficacia attraverso la sepoltura: talismani etiopi”, Siena de Ménonville (online); 14.20, discussione; 14.30, FOCUS TALK: “Mutilare Min: dove è finito il fallo – e perché?”, Marion Claude; 14.45, FOCUS TALK: “Il Sumhuram Yakṣī e il semiotica della rottura”, Divya Kumar-Dumas; 15, pausa caffè. Gesti e credenze: 15.20, “La permanenza dell’oggetto: il tavolo delle offerte dell’antico Egitto come utensile, segnaposto e simbolo”, Esmeralda Lundius; 15.40, “Il riuso è nel dettaglio: riciclo di immagini funerarie attraverso contesti e media nel Nuovo Regno”, Silvia Zago; 16, discussione; 16.15, “Spunti di riflessione: alcuni casi di studio dall’Egitto e oltre”, Axelle Brémont e Simon Connor; 16.30, discussione; 16.45, breve pausa caffè; 17, discussione finale (con caffè).













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