Archivio | aprile 2026

Roma. Pasqua nei musei 2026: dal 1° al 6 aprile aperture straordinarie, visite guidate, laboratori e attività didattiche gratuite a cura della Sovrintendenza Capitolina

Da mercoledì 1° a lunedì 6 aprile 2026 torna l’appuntamento con “Pasqua nei Musei”, un fitto programma di aperture straordinarie, visite guidate, laboratori e attività didattiche gratuite nei musei civici e aree archeologiche di Roma Capitale che accompagnerà i visitatori in occasione della Settimana Santa. L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura. I Musei Civici saranno aperti al pubblico, compreso il lunedì di Pasquetta, offrendo ai visitatori il loro ricco patrimonio artistico e culturale. Il giorno di Pasqua, in concomitanza con la prima domenica del mese, l’ingresso sarà gratuito. Tra gli eventi speciali, confermate anche domenica 5 aprile 2026 le visite guidate a Palazzo Senatorio sul Campidoglio, sede del Comune di Roma sin dal 1143, durante le quali guide esperte accompagneranno i visitatori alla scoperta delle maestose sale del Palazzo, fornendo approfondimenti sulla sua storia millenaria. Le visite, gratuite con prenotazione obbligatoria attraverso il numero 060608, (le prenotazioni saranno aperte giovedì 2 aprile alle 16) si svolgeranno in lingua italiana in quattro turni da massimo 30 partecipanti ciascuno, con partenze alle 10, 11.30, 15 e 16.30, per una durata di circa 75 minuti. Ecco qualche iniziativa “archeologica”.

Mercoledì 1° aprile 2026, ore 15, appuntamento piazza di Porta Capena, angolo viale Aventino, lato F.A.O.: “La Valle delle Camene”. Lungo le pendici del Celio, nell’area compresa tra via delle Camene, viale delle terme di Caracalla e piazzale Numa Pompilio, gli autori antichi collocano un bosco, il lucus Camenarum, abitato dalle Camene, ninfe delle acque sorgive e dalla ninfa Egeria, una di loro. L’itinerario ripercorre le tracce dei luoghi abitati da queste divinità femminili e dalla ninfa Egeria la cui voce, definita “soave” dagli autori antichi, ci riporta all’armonia del suono delle acque sorgenti.

Giovedì 2 aprile 2026, ore 10, museo di Casal de’ Pazzi, via Egidio Galbani 6 (parcheggio, ingresso da via Adolfo Marco Boroli): “Caccia al tesoro di Pleisto-Pasqua!”. Attività per famiglie con bambini e bambine di età consigliata 6-10 anni. Dopo la visita guidata al giacimento preistorico, tutti i piccoli partecipanti al tour prendono parte a una caccia al tesoro rivisitata in chiave pleistocenica!

Giovedì 2 aprile 2026, ore 16.30, Centrale Montemartini, via Ostiense 106: “Orfeo, il mago malinconico”. Attività per famiglie con bambini di età consigliata da 7 a 11 anni con uno storytelling di parole e immagini per raccontare il mito di Orfeo, seguito da un laboratorio creativo.

Tutti gli incontri sono gratuiti, con pagamento del biglietto di ingresso al museo a tariffazione vigente e con prenotazione obbligatoria allo 060608.

LE MOSTRE. Ai Musei Capitolini (piazza del Campidoglio 1) le vacanze pasquali potranno essere l’occasione per ammirare, “La Grecia a Roma”, con oltre cento tra sculture e reperti archeologici per la graduale diffusione della cultura artistica greca a Roma, inizialmente attraverso episodici contatti commerciali e, in seguito all’espansione militare di Roma nel Mediterraneo Orientale, tramite la massiccia importazione di opere originali.

A Palazzo Caffarelli “Vasari e Roma”, un progetto espositivo dedicato al profondo e duraturo legame tra Giorgio Vasari (1511-1574) e la città eterna. Un omaggio a uno dei grandi protagonisti del Rinascimento a conclusione delle celebrazioni per i 450 anni dalla morte dell’artista aretino.

“Antiche civiltà del Turkmenistan”, nelle sale al piano terra di Palazzo dei Conservatori espone una ricca collezione di opere, alcune delle quali mai uscite dal Turkmenistan.

Nelle sale di Palazzo Clementino si potrà invece visitare “I Colori dell’Antico. Marmi Santarelli ai Musei Capitolini”, un’ampia panoramica sull’uso dei marmi colorati, dalle origini fino al XX secolo, attraverso una raffinata selezione di pezzi provenienti dalla Fondazione Santarelli. (www.museicapitolini.org).

Ai Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali (via Quattro Novembre 94), la mostra “Constantin Brâncuși. Le origini dell’Infinito”, che si inserisce nell’ambito del programma bilaterale dell’Anno Culturale Italia-Romania 2026, e nel quadro delle celebrazioni ufficiali per il 150° anniversario della nascita di Constantin Brâncuși (1876-1957), una delle figure fondatrici della scultura moderna. (www.mercatiditraiano.it).

Al Museo delle Mura (via di Porta San Sebastiano,18) la mostra “Amir Zainorin Gravity of the Wall”, personale dell’artista malese Amir Zainorin, la cui pratica interdisciplinare esplora la migrazione, la sostituzione, l’identità e la resilienza attraverso materiali, suoni ed esperienze collettive. Ambientata tra le mura storiche, le torri e i corridoi del museo, la mostra si sviluppa come un dialogo tra la fragilità dei gesti contemporanei e il peso duraturo dell’architettura antica. (www.museodellemuraroma.it).

Al Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco (corso Vittorio Emanuele 166/A) “Il Nettuno di Lione al Museo Barracco”: in esposizione uno dei più grandi bronzi della Gallia romana, un prestito eccezionale dal Museo Lugdunum-Musée et Théâtres romains di Lione. (www.museobarracco.it )

 

Codigoro (Fe). Pomposa guarda al futuro: arrivano i totem digitali per l’ingresso all’abbazia e al museo. Dal 1° aprile biglietteria elettronica e nuovi servizi per una visita più semplice, accessibile e autonoma

L’abbazia di Pomposa: il cartello all’ingresso (foto drm-er)

Totem della biglietteria digitale all’Abbazia di Pomposa (foto drm-er)

L’innovazione digitale entra in uno dei luoghi simbolo del patrimonio culturale emiliano. A partire dal 1° aprile 2026, l’Abbazia di Pomposa e il Museo Pomposiano adottano un nuovo sistema di biglietteria elettronica, introducendo servizi pensati per rendere l’esperienza di visita più accessibile, inclusiva e in linea con le esigenze del pubblico contemporaneo. L’iniziativa si inserisce nella strategia nazionale del ministero della Cultura per la creazione di un ecosistema digitale integrato per i musei statali. Il complesso di Pomposa, afferente ai Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna, si conferma così protagonista di un processo di rinnovamento che semplifica l’accesso e valorizza il patrimonio culturale. Dal 1° aprile 2026 l’ingresso all’Abbazia e al Museo sarà gestito interamente tramite sistemi di pagamento elettronico. I visitatori potranno acquistare il biglietto in modo autonomo attraverso due canali: i totem, multilingua: italiano, inglese, francese e spagnolo, installati in loco presso la biglietteria del museo oppure la piattaforma digitale dedicata “Musei Italiani”, accessibile anche tramite app gratuita disponibile su Google Play e Apple Store.

Totem della biglietteria digitale all’Abbazia di Pomposa (foto drm-er)

Serena Ciliani, direttrice dell’Abbazia di Pomposa (foto da FB)

“L’introduzione dei totem digitali rappresenta un passaggio importante nel percorso di innovazione dell’Abbazia di Pomposa”, sottolinea la direttrice Serena Ciliani. “Vogliamo offrire ai visitatori strumenti semplici ed efficaci che rendano la visita più autonoma e accessibile, senza rinunciare alla qualità dell’accoglienza. L’Abbazia di Pomposa sarà il primo sito, tra quelli della direzione musei regionale, a sperimentare l’utilizzo di questi totem. I visitatori potranno effettuare in autonomia i pagamenti che potranno avvenire solo tramite bancomat e carta di credito.  È un modo concreto per avvicinare nuovi pubblici e migliorare l’esperienza di chi sceglie di scoprire questo luogo straordinario”. Le nuove postazioni digitali, collocate all’ingresso del complesso, consentiranno non solo l’acquisto immediato dei biglietti tramite POS, ma offriranno anche informazioni aggiornate sull’intero sistema dei musei statali italiani, contribuendo a orientare e arricchire l’esperienza del visitatore, al contempo lo staff museale in servizio presso la biglietteria faciliterà le operazioni di acquisto biglietti e darà indicazioni sul complesso abbaziale. La nuova infrastruttura digitale si affianca all’impegno costante per garantire tariffe accessibili e una gestione efficiente del sito, con l’obiettivo di coniugare innovazione e valorizzazione.

L’Abbazia di Pomposa e il suo iconico campanile (foto francesca marchini / gfc gruppo fotoamatori codigoro)

Il chiostro dell’Abbazia di Pomposa (foto drm-er)

L’Abbazia di Pomposa, con il suo iconico campanile e gli straordinari cicli di affreschi medievali, rappresenta uno dei complessi monastici più rilevanti del patrimonio statale. Le sue origini risalgono ai secoli VI-VII, quando sorse un insediamento benedettino sull’antica Insula Pomposia, un territorio boscoso circondato da rami fluviali e protetto dal mare. Dopo l’anno Mille visse la sua stagione di massimo splendore, affermandosi come centro monastico di primaria importanza sotto la guida dell’abate San Guido. Tra le figure illustri che vi soggiornarono spicca Guido d’Arezzo, il monaco cui si deve l’introduzione del sistema musicale basato sulle sette note. Insieme al Museo Pomposiano, l’abbazia è oggi parte dei Musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna.

 

Reggio Calabria. Al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria inaugurazione dell’installazione “Mediterranee. Architettura e Design per Gianni Versace”

Mercoledì 1° aprile 2026, alle 12, al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria inaugurazione dell’installazione espositiva “Mediterranee. Architettura e Design per Gianni Versace”, realizzata dal dipartimento di Architettura e Design dell’università Mediterranea di Reggio Calabria, nell’ambito del programma della mostra “Gianni Versace. Terra Mater. Magna Graecia Roots Tribute”, un dialogo tra architettura, design e spazio museale, reinterpretando l’immaginario mediterraneo del grande stilista. L’installazione è un omaggio a Gianni Versace da parte di giovani futuri architetti e designer che nella sua opera riconoscono e rievocano le visioni delle comuni radici mediterranee. Il tributo prende forma proprio nel luogo che più di ogni altro esprime la sua personale concezione e definizione del passato come “via per il futuro”. All’inaugurazione intervengono Fabrizio Sudano, direttore del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria; Giuseppe Zimbalatti, rettore dell’università Mediterranea; Tommaso Manfredi e Consuelo Nava, coordinamento del comitato scientifico e curatoriale; Marinella Arena, Francesco Armato, Alessandra Barresi, Nino Sulfaro e Marina Tornatora, comitato scientifico e curatoriale; una rappresentanza degli studenti coinvolti nel progetto.