Tortona. Per “Discorsi sul metodo” agli Istituti civici Culturali il convegno “Uno sguardo sui marmi antichi. Le raccolte del MA·De (Museo Archeologico Dertona)”, promosso dall’Istituto Centrale per l’Archeologia e dalla soprintendenza ABAP di Alessandria, in presenza e on line
Venerdì 1° dicembre 2023, alle 14.45, per “Discorsi sul metodo”, nella sala degli Istituti Civici Culturali, in via Ammiraglio Mirabello 1 a Tortona (Al), il convegno “Uno sguardo sui marmi antichi. Le raccolte del MA·De (Museo Archeologico Dertona)”, promosso dall’Istituto Centrale per l’Archeologia e dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per le province di Alessandria Asti e Cuneo in collaborazione con la Città di Tortona e con il museo Archeologico Dertona recentemente riaperto al pubblico. L’iniziativa è stata fortemente voluta dalla soprintendenza ABAP-AL, diretta da Cristina Bartolini, che, coadiuvata dal funzionario archeologo territoriale Gian Battista Garbarino e dalla conservatrice del MA·De Paola Comba, ne ha curato l’organizzazione. L’incontro potrà essere seguito in presenza e da remoto, collegandosi attraverso la piattaforma Microsoft Teams al link che verrà pubblicato sul sito della Soprintendenza (https://sabap-al.beniculturali.it/) un’ora prima dell’evento.
Le caratteristiche del progetto si sono configurate da subito come un riferimento metodologico significativo, e per questo si è pensato di includerne la presentazione nei “Discorsi sul metodo”, ciclo di incontri curato dall’ICA allo scopo di far conoscere anche al di fuori degli ambiti specialistici le esperienze più rappresentative della ricerca archeologica. Le presentazioni si svolgono sia a Roma, dove l’Istituto ha sede, sia in altre città e nei luoghi della cultura. In questa occasione si dibatterà di manufatti antichi in marmo e in pietra (sculture, elementi architettonici e di arredo, iscrizioni etc.), ma anche sui metodi e sugli strumenti scientifici per studiarli e interpretarli. Durante i lavori interverranno autorevoli studiosi (docenti e ricercatori di diverse università, funzionari del ministero della Cultura), che presenteranno tematiche generali, approfondimenti su alcuni casi di studio, con specifico riferimento ai manufatti tortonesi, nuovi progetti di ricerca, indagini archeometriche (chimiche, fisiche, petrografiche).

Una sala del museo Archeologico Dertona di Tortona (foto ilmoscone.it)
Proprio da Tortona proviene un rilevante gruppo di sculture, di arredi e di elementi architettonici, oggi conservati nel museo Archeologico Dertona (MA·De), che emerge nettamente per quantità e per varietà nel quadro della Cisalpina romana. Ciò non stupisce, se si tiene conto dell’importanza storica dell’antica Dertona: già oppidum ligure, poi colonia del II secolo a.C. (caposaldo della romanizzazione dell’Italia nordoccidentale) lungo la via Postumia, centro urbano fiorente che in età augustea assume carattere monumentale, civitas tardoantica che mantiene una certa rilevanza in età gota e anche oltre. L’attività di tutela realizzata in città dalla Soprintendenza, soprattutto nell’ultimo trentennio, ha restituito numerose informazioni sulle vicende urbane, ma anche reperti di notevole importanza. La valorizzazione di questi ultimi, ma anche delle collezioni antiquarie civiche e diocesane, verrà attuata attraverso il nuovo museo Archeologico Dertona (MA·De), frutto della cooperazione tra Comune e Soprintendenza (che ha curato, in particolare, gli aspetti scientifici), grazie al sostegno di numerosi sponsor. Il progetto di allestimento (ad opera degli architetti Roberto Nivolo e Sonia Bigando), una volta completato, si svilupperà su quindici sale complessive disposte su due piani del quattrocentesco palazzo Guidobono, nel centro storico cittadino, cui si aggiungeranno depositi archeologici visitabili. Si tratta di un radicale rinnovamento del precedente museo civico risalente all’inizio del Novecento e definitivamente chiuso nel 1989.
Recentemente sono state aperte al pubblico (luglio 2023) le prime tre sale del percorso nonché il “giardino archeologico” (spazio espositivo multifunzionale all’aperto), con l’intento di condividere e rendere percepibile al pubblico il “lavoro dietro le quinte” che precede l’allestimento del museo. Un aspetto fondamentale del “Museo in cantiere” è rappresentato dall’impegno di restituire i manufatti al loro contesto originario, operazione tanto più complessa per quei ritrovamenti non pervenuti attraverso scavi sistematici dalle raccolte storiche, per i quali raramente disponiamo di informazioni in merito alle circostanze di rinvenimento. La riflessione offerta da “Uno sguardo sui marmi antichi” da un lato costituisce un approfondimento propedeutico ai futuri sviluppi dell’allestimento museale previsto per i prossimi mesi, dall’altro intende presentare un quadro metodologico aggiornato.
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Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)
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