Archeologia pubblica. In via delle Logge a Montorio (Vr) visita straordinaria al mosaico parte di una villa dell’epoca di re Teodorico, con presentazione dei lavori di scavo e di restauro prima della sua ricopertura. Le richieste e le curiosità della gente, le risposte di archeologi e restauratori. Ecco le interviste per archeologiavocidalpassato

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Tanti cittadini attorno alla trincea in via delle Logge a Montorio (Vr) a guadare il mosaico romano del V sec. d.C. (foto graziano tavan)

verona_montorio_presentazione-finale-mosaico_locandinaGuardano con attenzione la grande conchiglia che riprende i suoi vivaci colori grazie a un velo di acqua vaporizzata. Cercano di individuare i due delfini contrapposti e attorcigliati attorno a un tridente. Soprattutto non si capacitano che quel “tesoro” ritrovato tra le loro case, e che sentono come un proprio “bene” debba essere ri-sepolto. Forse per sempre. Attorno a quello che fino a qualche decennio fa sarebbe stato considerato un “buco” in mezzo alla strada che creava solo problemi e disagi, e quei lacerti di mosaico quattro pietre senza valore “con tutti quelli che già ci sono in giro”. Invece venerdì 5 agosto 2022 attorno a quella trincea aperta per la posa di nuove tubature del gas in via delle Logge a Montorio, frazione di Verona sulle colline a Nord-Est della città, c’erano veramente tanti cittadini richiamati dall’opportunità data dalla soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona della “apertura straordinaria del mosaico di via delle Logge a Montorio con presentazione dei lavori di scavo archeologico e restauro”, prima di essere ricoperto.

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La conchiglia rappresentata sul mosaico romano del V sec. d.C. riaffiorato in via delle Logge a Montorio (Vr) durante la posa delle condotte del gas (foto graziano tavan)

Il mosaico a soggetto marino era stato rinvenuto nella primavera 2022 durante i lavori di posa delle nuove tubature del gas da parte di Agsm-Aim (vedi Verona. Durante la posa di condotte del gas, scoperto nella frazione di Montorio un prezioso mosaico romano del 500 d.C. parte di un’enorme villa appartenuta forse allo stesso re Teodorico: l’area è nota per i mosaici già conservati al museo del Teatro romano e nei depositi della soprintendenza | archeologiavocidalpassato).

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La trincea aperta in via delle Logge a Montorio per la posa di nuove condotte del gas portando alla luce parte di un mosaico di una ricca villa romana del V sec. d.C. (foto graziano tavan)

E probabilmente non era stata del tutto una sorpresa. Tutta la frazione di Montorio è nota agli archeologi perché ricca di manufatti e ritrovamenti di epoca romana e per questo la zona è vincolata: reperti da Montorio e, in particolare, da un’enorme villa appartenuta a famiglie di alto rango, forse allo stesso re Teodorico, sono conservati al museo civico Archeologico al Teatro Romano di Verona e nei depositi della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza. E il lacerto di mosaico romano di via delle Logge, databile intorno al 500 d.C., apparterrebbe proprio a questa villa legata, con ogni probabilità alla gestione delle acque di cui la zona è ricchissima, ipotesi che sarebbe indirettamente confermata dal soggetto marino dei mosaici: a Montorio ci sono infatti le risorgive, e da qui partiva in epoca romana anche un acquedotto che serviva la città di Verona.

Il mosaico di via delle Logge, una storia tutta da scrivere. A raccontarne ad archeologiavocidalpassato.com qualche capitolo, dalla sua scoperta al restauro conservativo, è l’archeologo Davide Brombo, della Ar.Tech. che ha curato le indagini archeologiche su concessione della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Verona Rovigo e Vicenza.

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Mosaico romano di via delle Logge a Montorio (Vr): dettaglio dei due delfini contrapposti e attorcigliati attorno al tridente (foto graziano tavan)

La presenza di un archeologo era prevista nel cantiere perché in una zona “sensibile”. E le aspettative non sono rimaste deluse: individuati lembi di pavimenti appartenenti allo straordinario complesso residenziale fortificato tardo-antico noto sin dall’800. Grazie al finanziamento della ditta che eseguiva la posa delle condotte è stati possibile allargare la trincea e mettere in sicurezza il mosaico, in modo da poterlo ricoprire in modo corretto e sicuro. “Purtroppo – spiega Brombo – non è possibile lasciarlo alla visione del pubblico. Ci sono problemi tecnici. Non si può ricoprire con un vetro, perché – come successo altrove – dopo un po’ non sarebbe più visibile e comunque richiederebbe una manutenzione impegnativa. Non si può proteggere con una copertura perché la pendenza della strada comporterebbe l’allagamento del mosaico e quindi la necessità di installare pompe molto costose in rapporto alle dimensioni del mosaico. Non si po’ strappare, perché l’operazione richiederebbe degli spazi liberi attorno al mosaico che non esistono e soprattutto per la presenza si sottoservizi in eternit”.

Un restauro di conservazione per il futuro. Perché restaurare se poi il mosaico viene ricoperto? A spiegarlo ad archeologiavocidalpassato.com è la restauratrice Maria Chiara Ceriotti, del Consorzio Arkè di Roma – servizi di restauro di opere d’arte, che ha diretto le operazioni di messa in sicurezza.

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Dettaglio del mosaico romano di via delle Logge a Montorio (Vr) dopo i lavori di messa in sicurezza da parte dei restauratori (foto graziano tavan)

“C’è stata una leggera pulitura della superficie – spiega la restauratrice -, si è rimossa il più possibile la terra di scavo, e poi si è provveduto a un consolidamento con malte idrauliche di tutti i distacchi tra le tessere e lungo i bordi. Questo mosaico è particolarmente frammentato nella sua parte più stretta e quindi l’intervento è stato estremamente puntuale. Le lacune sono state colmate con stuccature o con il ricollocamento di tessere trovate sparse nel corso dello scavo. Il riposizionamento delle tessere metter maggiormente in sicurezza il mosaico. Purtroppo questo mosaico sarà ricoperto. Speriamo comunque di aver fatto un lavoro estremamente curato in modo che chi in futuro vorrà indagare ancora in questa zona lo ritrovi nella migliore condizione possibile”.

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Dettaglio delle decorazioni del mosaico romano del V sec. d.C. di via delle Logge a Montorio (Vr) (foto graziano tavan)

Bell’esempio di archeologia pubblica. Davide Brombo non si è risparmiato e per tutto il pomeriggio ha risposto alle domande, ai dubbi, alle curiosità sollevate dai cittadini presenti attorno allo scavo. E poi ha regalato una piccola “lezione” riassuntiva di quanto fatto in quattro mesi, cercando di dare una risposta convincente alle varie problematiche emerse.

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5 risposte a “Archeologia pubblica. In via delle Logge a Montorio (Vr) visita straordinaria al mosaico parte di una villa dell’epoca di re Teodorico, con presentazione dei lavori di scavo e di restauro prima della sua ricopertura. Le richieste e le curiosità della gente, le risposte di archeologi e restauratori. Ecco le interviste per archeologiavocidalpassato”

  1. Italina Bacciga dice :

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