Archivio tag | WebGis

Al Web Marketing Festival di Rimini il PArCo ha presentato il video “La piattaforma WebGis delle superfici pavimentali, musive e marmoree del Parco archeologico del Colosseo”: il GIS per monitorare e documentare il degrado dei pavimenti musivi e marmorei del Foro Romano e del Palatino

Il parco archeologico del Colosseo ha partecipato al Web Marketing Festival “We Make Future”, il Festival dell’Innovazione Sociale e Digitale, che si è tenuto a Rimini dal 15 al 17 luglio 2021, presente allo stand dell’Istituto centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio culturale – Digital Library, in collaborazione con il Segretariato generale del ministero della Cultura (MiC). Seguendo la mission di coordinare, valorizzare e promuovere i processi di digitalizzazione del patrimonio culturale, la Digital Library ha presentato al pubblico, insieme ai protagonisti delle iniziative, alcune delle migliori esperienze di utilizzo delle tecnologie digitali da parte degli Istituti del MiC. Tra queste il video informativo del parco archeologico del Colosseo “La piattaforma WebGis delle superfici pavimentali, musive e marmoree del Parco archeologico del Colosseo” sull’utilizzo del Sistema Informativo Geografico per monitorare e documentare l’indice di danno e degrado delle superfici pavimentali musive e marmoree del Foro Romano e del Palatino.

Il WebGis delle superfici pavimentali, musive e marmoree del Parco archeologico del Colosseo. “Nel 2018”, spiega Federica Rinaldi, responsabile del Colosseo e del progetto WebGis, “il parco archeologico del Colosseo ha avviato un progetto di monitoraggio e manutenzione programmata di tutte le superfici pavimentali, musive e marmoree, conservate al Foro romano e al Palatino. È un patrimonio di circa 200 unità pavimentali che sono conservate sia all’aperto sia all’interno degli edifici. Questa loro diversa collocazione fa sì che la risposta ai cambiamenti climatici ma anche all’usura dal calpestio del pubblico, abbia determinato diversi livelli conservativi e diversi livelli di degrado. Da un punto di vista tecnico, queste superfici pavimentali presentano varie tecniche di rivestimento: dal cementizio al tessellato all’opus sectile marmoreo. Quindi ciascuno di questi ha risposto e sta rispondendo a quelle che sono le variazioni climatiche – come dicevo – ma anche altri fattori in maniera diversa. Per poter conservare e trasmettere al futuro questo patrimonio, sia dal punto di vista della sua conservazione ma anche della sua valorizzazione, abbiamo avviato questo programma su base triennale che sta portando dei risultati molto soddisfacenti. È un programma che prevede innanzitutto delle attività ispettive quotidiane che vengono effettuate dalla ditta appaltatrice su tutte le superfici considerate e che di volta in volta, a seconda del livello conservativo, di degrado, di situazione di allarme che la ditta riscontra, può diventare un intervento di manutenzione ordinaria, che è quello a cui noi ovviamente puntiamo a lungo termine, o un intervento di manutenzione straordinaria se invece si tratta di intervenire possiamo dire quasi in emergenza. Per poter fare tutto questo, tenere sotto controllo questa grandissima mole di dati, che sono innanzitutto dati di archivio relativi agli interventi pregressi, che sono i dati archeologici, dati conservativi appunto, i dati delle attività quotidiane, abbiamo creato quasi da subito un sistema informativo, un GIS che supporta l’attività di cantiere giornalmente”. E continua: “L’aspetto principale di questo progetto è che è un progetto multidisciplinare, un progetto che coinvolge diverse professionalità, l’archeologo, l’architetto, l’informatico e ovviamente i restauratori. È uno staff che si è consolidato nel corso di questi tre anni e che vede da parte del PArCo la presenza di chi vi parla Federica Rinaldi come responsabile unico del progetto, direttore dei lavori Mària Bartoli con Alessandro Lugari, la collaborazione esterna dell’archeologa Francesca Sposito, la presenza dell’archeologo sul campo Francesca Boldrini del parco archeologico del Colosseo, e i diversi professionisti dall’informatico Ascanio Di Andrea agli architetti Mario Leante per quanto riguarda la sicurezza e Monica Cecchini. Tutte figure che come all’interno di una grande orchestra svolgono per competenza le loro attività con lo scopo di arrivare alla conservazione, alla cura e a un’adeguata valorizzazione del patrimonio musivo del PArCo”.