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Museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma: nei venerdì di ottobre apertura straordinaria di Villa Poniatowski con il nuovo allestimento delle tombe Barberini e Bernardini di Palestrina, due tra i più importanti corredi principeschi del periodo Orientalizzante

Il nuovo allestimento delle tombe principesche di Palestrina a villa Poniatowski (foto etru)

La “prova generale” durante le Giornate europee del Patrimonio il 24 e 25 settembre 2021 al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma: l’apertura al pubblico di Villa Poniatowski con il nuovo allestimento delle tombe Barberini e Bernardini di Palestrina, due tra i più importanti corredi principeschi del periodo Orientalizzante, risalenti all’inizio del VII secolo a.C., di nuovo esposti dopo otto anni chiusi alle visite. Villa Poniatowski riapre straordinariamente al pubblico tutti i venerdì di ottobre 2021, dalle 10 alle 14 e dalle 15 alle 18. Ingresso contingentato per motivi di sicurezza a cura del personale in servizio. Il biglietto si acquista nella sede di Villa Giulia e dà accesso a tutte le collezioni e alle mostre temporanee in corso.

Gli straordinari corredi delle tombe principesche di Palestrina esposti a villa Poniatowski (foto etru)

Ciascun corredo è composto da decine di oggetti di inestimabile valore e da alcuni capolavori assoluti dell’oreficeria, della bronzistica e della scultura in avorio di questo periodo. Materiali provenienti dal vicino Oriente e dall’Egitto figuravano insieme a gioielli e vasellame di produzione etrusca, rendendo i “principi” che li indossavano e li utilizzavano simili ai monarchi più influenti del Mediterraneo orientale. Questa è una peculiarità del periodo Orientalizzante ed è manifestata ad altissimo livello dalle due sepolture prenestine che, pur provenendo da un’area culturale di influenza latina, beneficiavano del controllo delle vie di transito e delle risorse ad esse connesse per rappresentarsi al massimo livello di sfarzo possibile come e anche in modo più esuberante dei loro vicini Etruschi sull’opposta sponda del fiume Tevere. Il progetto dell’attuale allestimento è dell’architetto Andrea Mandara con la collaborazione di Claudia Pescatori (Studio di Architettura, Roma), il progetto grafico è di Francesca Pavese, l’organizzazione generale di Electa; il progetto scientifico è stato curato da Antonietta Simonelli, funzionario archeologo del museo di Villa Giulia e curatore della sezione museale di Villa Poniatowski, con la supervisione del direttore Valentino Nizzo. L’allestimento è stato realizzato dal personale del Museo coordinato dalla funzionaria restauratrice Miriam Lamonaca supportata dalla collega Irene Cristofari.

La vetrina a villa Poniatowski con il corredo della tomba Barberini di Palestrina (foto etru)

La Tomba Barberini. Nel 1855 nel fondo della Colombella, che insisteva sull’area di necropoli dell’antica Praeneste (attuale Palestrina), viene riportata alla luce la Tomba Barberini, fondamentale testimonianza del periodo Orientalizzante nel Latium vetus e, più in generale, uno dei contesti più rappresentativi di una fase storica e artistica profondamente influenzata dai contatti tra Oriente e Occidente, mediati, tra gli altri, dai Greci e dai Fenici. Insieme con altre centinaia di oggetti di scavo, il contesto della Tomba Barberini, attraverso l’omonima collezione della celebre nobile famiglia romana, viene acquisito dallo Stato italiano nel 1908 per 350mila lire e, grazie all’interessamento dell’allora direttore Angelo Maria Colini, viene destinato al museo di Villa Giulia, nato nel 1889 e subito divenuto un punto di riferimento nel panorama museografico romano.

Fermaglio in oro, a sbalzo e granulazione, dal corredo della Tomba Barberini di Palestrina esposta a villa Poniatowski (foto etru)

Presentando la Collezione nel Bollettino d’Arte del 1909 Alessandro Della Seta nota come nello scavo della Tomba Barberini non si fosse prestata alcuna attenzione al contesto e che una ricostruzione del corredo era stata possibile solo a posteriori mettendo insieme le prime notizie sul rinvenimento, individuando affinità stilistiche tra gruppi di oggetti e ricorrendo al confronto con le associazioni già riscontrate nella Tomba Bernardini (675-650 a.C.). E infatti nel nuovo allestimento, appena inaugurato a settembre 2021, il posizionamento del corredo della Tomba Barberini segue per analogia quello dell’altra tomba prenestina. Intorno alla sagoma del defunto trovano posto gli ornamenti personali in oro, come la meravigliosa piastra decorata con piccole figure di animali reali e fantastici eseguiti a sbalzo e a granulazione, lo spillone dalla testa d’argento a forma di bocciolo di fiore e la fibula a “drago”.

Trono in lamina di bronzo decorata a sbalzo dal corredo della Tomba Barberini di Palestrina conservato a villa Poniatowski (foto etru)
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Coppa (kotyle) di bronzo a doppia parete dal corredo della Tomba Barberini di Palestrina esposta a villa Poniatowski (foto etru)

Tra gli oggetti d’avorio già Della Seta dava grande rilievo, accanto ai calici su alto piede, al corno musicale (?) decorato con incisioni e incrostazioni di ambra e ai tre sorprendenti avambracci lavorati a intaglio con fregi di animali e terminanti a forma di mano, interpretati come manici di specchi o di ventagli. L’altissimo rango sociale del personaggio, a cui doveva essere appartenuto il corredo, è evidenziato dalla ricca dotazione di oggetti per il banchetto sia in bronzo, come il cratere con teste di grifo su alto sostegno, le brocche e le coppe, sia in argento dorato, come le coppe a due manici (kotylai) e la coppa “fenicia”; ma ancor di più ne sottolineano la funzione regale e sacerdotale nell’ambito della comunità di riferimento il trono di lamina di bronzo e gli oggetti legati alla cottura delle carni e alla celebrazione di sacrifici, come l’ascia, il coltello, i bacini, le patere baccellate, il carrello per offerte.

La fibula prenestina, in oro, con la più antica testimonianza della lingua latina

La Tomba Bernardini, scoperta nel febbraio del 1876, prende il nome dai fratelli che ne finanziarono lo scavo nel territorio dell’antica Praeneste (attuale Palestrina). Il suo corredo, originariamente esposto nel museo Kircheriano e poi in quello preistorico-etnografico “Luigi Pigorini”, venne infine dal 1960 trasferito nel museo nazionale Etrusco di Villa Giulia, dove oggi è conservato nell’adiacente Villa Poniatowski. L’unico oggetto rimasto nella sezione preistorica dell’odierno museo delle Civiltà, erede del “Pigorini”, è la celebre fibula prenestina, con la più antica iscrizione latina fino ad oggi nota. Considerata fino a pochi anni fa un falso e oggi finalmente riabilitata dalla critica grazie ad approfondite indagini archeometriche, la fibula era riemersa diversi anni dopo la scavo della Tomba Bernardini, in circostanze sospette che avevano fatto dubitare della sua autenticità e della sua appartenenza al celebre corredo prenestino, cui invece diverse testimonianze la attribuivano.

Piastra d’oro decorata con file di leoni, cavalli, chimere e sfingi dal corredo della Tomba Bernardini esposta a Villa Poniatowski (foto etru)

La tomba era a pseudocamera consistente in una fossa rettangolare irregolare (m 5,45×3,82/3,92) orientata E-O e profonda ca 1,70 m; le pareti erano rivestite da filari di blocchi di tufo con copertura a lastroni di calcare e travertino; sul fondo vi era un incavo lungo circa 2 metri presso il lato Sud. La disposizione del corredo è nota grazie al sopralluogo effettuato dopo la scoperta dal celebre archeologo tedesco Wolfgang Helbig e alla pubblicazione che ne seguì. Gli ornamenti personali in oro e in argento, come la piastra, la fibula, i fermagli, le frange, da immaginarsi sul petto e sulle spalle quale parte integrante dell’abbigliamento, si concentravano nella zona Est dell’incavo, confermando sia il luogo della deposizione del corpo, già suggerito dal ritrovamento di ossa umane, poi gettate via, che il suo orientamento.

Finale angolare di carro di bronzo con figurine applicate dal corredo della Tomba Bernardini di Palestrina (foto etru)

Sull’orlo della fossa verso Sud trovavano posto le armi (lance di ferro, spada d’argento e spada di ferro), mentre nella parte opposta vi erano i finali di bronzo, pertinenti con ogni probabilità a un carro. Sulla parete Sud erano appesi i tre scudi, mentre lungo quella Est vennero ritrovati il grande calderone di bronzo a protomi di grifo, con all’interno una coppa di bronzo e il suo sostegno. Tutti questi oggetti raccolti nella zona Est della tomba, a cui si possono unire le due falere d’argento rivestite di lamina d’oro, pertinenti la bardatura di un cavallo, sono segni distintivi del ruolo sociale del defunto quale principe guerriero.

Piccolo calderone d’argento dorato decorato con sei teste di serpente dal corredo della Tomba Bernardini esposto a Villa Poniatowski (foto etru)
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Lebete d’argento con coperchio a colino, attingitoio e coppa dal corredo della Tomba Bernardini esposti a Villa Poniatowski (foto etru)

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Coppa di vetro blu dal corredo della Tomba Bernardini esposta a Villa Poniatowski (foto etru)

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Coppa “fenicia” d’argento dorato con fregi di tori e cavalli dal corredo della Tomba Bernardini esposta a Villa Poniatowski (foto etru)

Nella zona Ovest della tomba trovano posto, invece, gli oggetti da ricondursi al banchetto e all’offerta, rappresentativi della condizione socio-economica del defunto, come la coppa (kotyle) d’oro, il calderone a teste di serpenti, le coppe “fenicie” in argento dorato, il lebete con coperchio a colino e attingitoio d’argento, la coppa di vetro blu, gli avori per il rivestimento di scatole o mobili, tra cui risalta il frammento con scena nilotica, il tripode con statuette maschili e cani affacciati sull’orlo; rientrano in questa tipologia di oggetti anche le coppe d’argento appartenenti a un servizio potorio destinato al consumo del vino insieme con la grattugia, mentre il calderone di bronzo con gli spiedi e gli alari sono da collegarsi alla cottura e alla distribuzione delle carni, appannaggio esclusivo degli esponenti dell’aristocrazia. Per tecniche esecutive, tipologica e decorazioni gli oggetti del corredo trovano stringenti confronti con materiali provenienti da Fenicia, Siria, ma anche Grecia insulare e orientale, rappresentando nel loro complesso uno degli esempi più significativi dell’Orientalizzante Antico nell’Italia centrale, dove a oggetti di importazione se ne affiancano altri fabbricati in Italia da artigiani immigrati, che propongono ai nuovi signori un repertorio figurativo diffuso nelle corti del Vicino Oriente segno di prestigio e regalità. La cronologia dei materiali oscilla tra la fine dell’VIII e il secondo quarto del VII secolo a. C. e, grazie a oggetti datanti come la kotyle d’oro, la tomba può essere riferita al 675- 660 a.C.

Roma. Al museo nazionale Etrusco per le GEP 2021 nuovo allestimento delle tombe principesche di Palestrina e la prima edizione del festival archeostorico “FESTA ETRUSCA! La storia si racconta”: momenti di svago, videogames, libri, musica, conferenze, documentari, performance rievocative, laboratori didattici e visite guidate

I Principi di Palestrina fanno ritorno a Villa Giulia per “Festa Etrusca!”. In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio promosse dal ministero della Cultura il 25 e 26 settembre 2021, al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma fine settimana all’insegna della cultura con momenti di svago, videogames, libri, musica, conferenze, documentari, performance rievocative, laboratori didattici e visite guidate per conoscere usi e costumi degli Etruschi e delle genti che hanno popolato il Lazio antico. Punti di forza del ricco programma sono il nuovo allestimento delle tombe principesche di Palestrina e la prima edizione del festival archeostorico “FESTA ETRUSCA! La storia si racconta”. Orari: 25 settembre 2021, 9 – 23 (ultimo ingresso alle 22.30); 26 settembre 2021, 9 – 19 (ultimo ingresso alle 18.30). Ingresso compreso nel biglietto del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia (ETRU). Info e prenotazioni: le visite guidate, i laboratori didattici (i laboratori didattici all’esterno e le visite guidate al museo prevedono un massimo di 15 partecipanti, mentre i laboratori didattici all’interno del museo un numero massimo di 8) e la presenza alle tavole rotonde potranno essere prenotati all’indirizzo info@festaetrusca.info e, durante la manifestazione, direttamente al Museo presso la segreteria organizzativa di Festa Etrusca (fino a esaurimento posti).

“FESTA ETRUSCA! La storia si racconta” al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma (foto Federico Rubini / associazione SUODALES

“FESTA ETRUSCA! La storia si racconta” è una manifestazione culturale dedicata all’archeologia e alla storia, in particolare agli strumenti per la loro divulgazione: dai libri alla rievocazione storica, un’occasione di incontro, divertimento e scambio culturale tra i molteplici operatori del settore (Musei, Università, Centri di ricerca, Case editrici, Società e Cooperative archeologiche, Agenzie specializzate nel Turismo culturale, Associazioni Culturali) e il pubblico dei visitatori. Il progetto è prodotto e finanziato interamente da Entertainment Game Apps, Ltd., con il sostegno scientifico e organizzativo del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia e la collaborazione dell’associazione culturale Suodales.

Il nuovo allestimento delle tombe principesche di Palestrina a villa Poniatowski (foto etru)

FESTA ETRUSCA! è l’occasione per svelare al pubblico il nuovo allestimento permanente delle tombe principesche Barberini e Bernardini di Palestrina conservate a Villa Poniatowski, scoperte nell’800 ed entrate nelle collezioni del museo nazionale Etrusco di Villa Giulia sin dai primi del ‘900. Si tratta senza dubbio di due tra i più importanti corredi principeschi del periodo Orientalizzante, risalenti all’inizio del VII secolo a.C. Ciascun corredo è composto da decine di oggetti di inestimabile valore e da alcuni capolavori assoluti dell’oreficeria, della bronzistica e della scultura in avorio di questo periodo. Materiali provenienti dal vicino oriente e dall’Egitto figuravano insieme a gioielli e vasellame di produzione etrusca, rendendo i “principi” che li indossavano e li utilizzavano simili ai monarchi più influenti del mediterraneo orientale. Questa è una peculiarità del periodo Orientalizzante ed è manifestata ad altissimo livello dalle due sepolture prenestine che, pur provenendo da un’area culturale di influenza latina, beneficiavano del controllo delle vie di transito e delle risorse ad esse connesse per rappresentarsi al massimo livello di sfarzo possibile come e anche in modo più esuberante dei loro vicini Etruschi sull’opposta sponda del fiume Tevere.

Gli straordinari corredi delle tombe principesche di Palestrine esposti a villa Poniatowski (foto etru)

I due corredi sono esposti dal 2012 nelle dieci sale di Villa Poniatowski, incluse nel percorso espositivo di Villa Giulia ma, dal 2013, in seguito al furto di una parte degli ori Castellani, per motivi di sicurezza gli oggetti più preziosi sono stati prelevati dalle vetrine, privando il pubblico di una visione di insieme dei due importanti contesti. Grazie a una proficua collaborazione con il parco archeologico di Pompei (e dell’allora direttore Massimo Osanna) e con il museo Archeologico nazionale di Napoli (e del direttore Paolo Giulierini) e al prestito dei corredi per due importanti mostre dedicate agli Etruschi nel 2018 e nel 2020/21, il museo di Villa Giulia ha potuto contare sul supporto dei partner nella realizzazione di due nuove vetrine con le quali è stato possibile migliorare la sicurezza e la qualità dell’esposizione. I due corredi torneranno così, per la prima volta dopo oltre 8 anni, ad essere ammirati dal pubblico nella sala a loro dedicata a Villa Poniatowski che sarà eccezionalmente aperta al pubblico e il ritorno dei “Principi” di Palestrina costituirà una ulteriore occasione per festeggiare le iniziative intraprese negli ultimi anni dal Museo al fine di arricchire e migliorare l’esperienza dei visitatori, nello spirito del tema delle Giornate Europee del Patrimonio 2021 “Patrimonio culturale: TUTTI inclusi!”.

La copertina della Guida archeologica del Parco di Veio

Il festival archeostorico FESTA ETRUSCA! propone un ricco programma di eventi, un’occasione di incontro, divertimento e scambio culturale tra i molteplici operatori del settore e il pubblico dei visitatori. Gli editori (Arbor Sapientiae, MMC Edizioni, Campi di carta, D’Abruzzo Edizioni Menabò, Valtrend Editore, Tored, L’Erma di Bretschneider, Archeoares, Edizioni Efesto, Gangemi Editore e Castelvecchi editore) presenteranno le proprie novità e i libri di maggior successo. La manifestazione si apre, infatti, con l’attesissima presentazione della Guida archeologica del Parco di Veio. roma_villa-giulia_concerti-di-musicainsieme_locandinaQuattro focus didattici indagheranno la ceramica, la pittura, la tessitura e la musica nel mondo antico; e quattro tavole rotonde, ispirandosi alle Giornate Europee del Patrimonio 2021, offriranno spunti di riflessione su vari temi: gli Etruschi patrimonio dell’Umanità; il racconto dei musei del Lazio, della Toscana e dell’Umbria; i videogames per la cultura (con tutti i giochi di EGA) e la rievocazione nei musei. Per allietare il pubblico dopo una intensa prima giornata di festa, l’associazione Musicaimmagine, in occasione dell’apertura serale del Museo a 1 euro, darà vita a La Vigna di Papa Giulio e il Palestrina, concerto-conversazione sui madrigali di Giovanni Pierluigi da Palestrina.

Al museo nazionale Etrusco di Villa Giulia animazione “etrusca” con l’associazione Suodales (foto Federico Rubini / associazione Suodales)
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Home page di un videogame della Entertainment Game Apps Ltd

Non mancheranno laboratori dedicati ai bambini! Cinque le divertenti e interessanti tipologie proposte da associazione culturale ChissàDove, associazione culturale Suodales, Valter Fattorini: Caro Larth ti scrivo: la scrittura degli Etruschi; Etrusca disciplina: la scuola degli aruspicini; Kottabos che passione! Giochiamo come gli antichi Etruschi; Il Mestiere del Restauratore; Gli ori etruschi. Il pubblico, inoltre, potrà prendere parte a visite guidate (a cura del Museo) e assistere a rievocazioni storiche (organizzate dall’associazione culturale Suodales e dall’associazione culturale Herentas – I passi del tempo).