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Sibari (Cs). Al via al parco archeologico la terza edizione di Vinitaly and The City – Calabria in wine, tre giorni con degustazioni, masterclass, talk e spettacoli nel segno del dialogo tra vino, cultura e territori. Il direttore Filippo Demma: “Perché a Sibari? Perché qui tutto è cominciato. Qui le tracce del passato illuminano i gesti del presente, l’archeologia dialoga con l’enologia contemporanea”

Vinitaly 2026: “Dove tutto è cominciato”, claim della Regione Calabria (foto drm-cal)

Tra le rovine dell’antica Sybaris, culla della Magna Grecia, il parco archeologico di Sibari (Cs) fa da cornice a un’esperienza unica: vino e bellezza che si intrecciano in uno scenario da sogno, dove il tempo si è fermato. Dal 17 al 19 luglio 2026 torna per la terza volta a Sibari Vinitaly and The city – Calabria in Wine, il format esperienziale di Vinitaly dedicato al grande pubblico dei wine-lover, che unisce degustazioni, masterclass, talk e spettacoli nel segno del dialogo tra vino, cultura e territori. Simbolo di questa edizione è il Toro Cozzante, emblema dell’antica Sybaris e della forza di un territorio che continua a raccontare la propria identità attraverso le sue eccellenze. Tre giorni per vivere l’anima più autentica della Calabria Straordinaria, in uno dei luoghi più affascinanti del Mediterraneo tra degustazioni, incontri, musica e sapori: 140 cantine, 7 consorzi, 2.000 etichette in degustazione. Alla vocazione consumer della manifestazione, si affianca un programma business con buyer selezionati provenienti da Croazia, Polonia, Regno Unito, Germania, Stati Uniti e Brasile.

“Perché Vinitaly and the city al Parco di Sibari? Perché è qui che tutto è cominciato”, ha detto Filippo Demma, direttore del parco archeologico di Sibari, alla presentazione della kermesse alla Camera dei Deputati a Montecitorio. “Qui le tracce del passato illuminano i gesti del presente, l’archeologia dialoga con l’enologia contemporanea, offrendo una prospettiva culturale che arricchisce il racconto del vino e del territorio”. Le iniziative di Sibari si inseriscono nel Piano Olivetti per la Cultura, che promuove il patrimonio culturale come motore di partecipazione e sviluppi dei territori.

“Il vino è un eccezionale ambasciatore dell’italianità all’estero”, ha detto il presidente della Camera dei Deputati, Lorenzo Fontana, intervenuto alla presentazione. “Ogni bottiglia è il racconto di una comunità e delle sue radici più autentiche. Investire in questo settore significa dunque tutelare e favorire la crescita di tante realtà, penso soprattutto a quelle più piccole e a vocazione rurale, che vanno preservate dal rischio di spopolamento anche attraverso la promozione dell’enoturismo. Occorre continuare a sostenere questo ecosistema, come testimonia l’impegno di Veronafiere”.

“Qui alla Camera”, ha commentato il ministro all’Agricoltura e alla Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, “si presenta sia un nuovo evento sia uno che è già un successo e che è legato ad una manifestazione di straordinaria importanza per la nostra Nazione: il Vinitaly. L’Italia gioca grandi sfide sulla qualità dei prodotti e su questo non siamo secondi a nessuno, dobbiamo solo saperlo raccontare. Vinitaly and the City Calabria in Wine è il modo giusto per raccontare il legame indissolubile tra il vino italiano e i territori, un valore aggiunto unico, senza eguali nel panorama internazionale. Celebrare il vino in Enotria, a Sibari, è il modo giusto per far conoscere una delle eccellenze italiane”.

Il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ha sottolineato lo stretto legame fra vino e turismo. “Il dato in crescita della Calabria nel turismo”, ha spiegato, “non solo è importante ma ci conforta profondamente, dal momento che siamo convinti che la principale vocazione del nostro Sud sia proprio il turismo e la Calabria, in questo senso, è un gioiello. Vinitaly and the City è importantissima: nasce a Verona e per la terza edizione arriva in Calabria toccando Sibari e Reggio. Ho visto a Verona, nell’ultima edizione di Vinitaly, con quale passione la Calabria ha partecipato ed ha attirato visitatori. Auguro il meglio a questi eventi perché, cooperando, si crea una preziosa sinergia che porta al raggiungimento del nostro obiettivo che è quello di promuovere il turismo dell’intero Paese”.

Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria (foto verona fiere)

“Vinitaly and the City rappresenta una grande occasione per promuovere la Calabria, le nostre produzioni di eccellenza e le straordinarie bellezze del nostro territorio”, ha ribadito il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto. “Abbiamo investito molto nella valorizzazione dell’agricoltura, dell’agroalimentare e delle nostre cantine perché siamo convinti che il vino sia uno straordinario strumento di marketing territoriale, capace di raccontare la Calabria in Italia e nel mondo. I risultati ci stanno dando ragione: cresce l’export delle nostre produzioni e sono sempre più i giovani che prendono in mano le aziende dei propri padri, preservando la tradizione ma innovando e rendendo le loro imprese più moderne e competitive. Con le tappe di Sibari e Reggio Calabria vogliamo mostrare una regione capace di unire vino, cultura, archeologia e paesaggio, e di collaborare con realtà di eccellenza come Veronafiere. Sappiamo che la Calabria ha problemi complessi e lavoriamo ogni giorno per risolverli, ma quando ci presentiamo alla comunità nazionale vogliamo raccontare anche le nostre eccellenze e le straordinarie potenzialità di una terra capace di stupire, che invitiamo tutti a visitare e a conoscere”.

“Vinitaly and the City racconta il vino italiano nel suo contesto naturale: quello dei luoghi in cui nasce”, ha sottolineato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo. “Il raddoppio dell’appuntamento in Calabria conferma la validità di un progetto che, in collaborazione con le istituzioni, valorizza le produzioni vitivinicole attraverso cultura, paesaggio e turismo esperienziale. Per Veronafiere significa affiancare le imprese del vino nella promozione delle proprie eccellenze e contribuire alla crescita dell’attrattività delle destinazioni che le esprimono, creando valore condiviso per l’intera filiera e per i territori”.

Gianluca Gallo, assessore all’Agricoltura della Regione Calabria (foto drm-calabria)

“Tre anni fa sembrava un sogno organizzare Vinitaly and the City fuori dai confini di Verona”, ha detto l’assessore all’Agricoltura della Regione Calabria, Gianluca Gallo. “Oggi quel sogno è diventato realtà e siamo orgogliosi di presentare, alla Camera dei Deputati, la terza edizione di Vinitaly and the City a Sibari e la prima edizione a Reggio Calabria. In questi anni abbiamo sostenuto il sistema agricolo calabrese attraverso un’azione orientata alla qualità, valorizzando al meglio i fondi comunitari, puntando sull’innovazione e portando avanti un’importante campagna di promozione. Grazie anche a intese con partner di primo piano, come Veronafiere, siamo riusciti a organizzare manifestazioni di grande rilievo sul territorio. Tutto questo mette insieme due elementi fondamentali: i prodotti del territorio e il territorio come prodotto. Non è un caso che proprio attorno ai nostri vini riusciamo a raccontare e a celebrare il successo dell’agricoltura calabrese come settore primario e motore di sviluppo”.

La Calabria, quindi, è pronta a raddoppiare. Si parte dal Parco Archeologico di Sibari, dal 17 al 19 luglio. “Quando nessuno scommetteva sulla riuscita di questo evento”, ha sottolineato il sindaco di Cassano all’Ionio, Giampaolo Iacobini, “noi l’abbiamo ospitato e ci abbiamo creduto, al punto da farne non più il Vinitaly di Sibari, ma il Vinitaly della Magna Grecia, con la soddisfazione di aver piantato un seme che il nostro territorio ha curato con orgoglio, lo stesso di quando solo pochi mesi fa lottava ancora con il fango. Spero di riuscire a trasmettere, allora, l’orgoglio di quei calabresi che rimboccandosi le maniche sanno fare tanto, finendo puntualmente con l’essere conosciuti e apprezzati in tutto il mondo. Abbiamo dimostrato di aver adottato un modello che non è fatto solo di numeri ma che si basa su tante risorse umane e sulle capacità della nostra gente di Calabria”. Se Sibari si prepara a ospitare la terza edizione della manifestazione, a conferma del successo di un format ormai radicato sul territorio, il 2026 segnerà anche l’esordio di Reggio Calabria, l’8 e il 9 agosto 2026, nuova tappa di un progetto che, grazie al lavoro della Regione Calabria e al supporto organizzativo di Arsac, amplia il proprio raggio d’azione e rafforza la strategia di valorizzazione del patrimonio vitivinicolo, culturale e paesaggistico della regione.

Vinitaly 2026: Filippo Demma, direttore dei parchi archeologici di Crotone e Sibari, davanti al padiglione della Regione Calabria (foto drm-cal)

Appuntamento, quindi, il 17 luglio 2026 in uno scenario pregno di storia e di cultura, al parco archeologico di Sibari. “I musei non sono più luoghi dove si conserva e si espone il passato”, ha dichiarato il direttore del Parco, Filippo Demma, “ma diventano sempre più presidi attivi di cultura, uno stimolo allo sviluppo territoriale su base culturale. Vinitaly and the City è precisamente uno degli strumenti per attuare questa visione. Anche quest’anno ospitiamo la manifestazione a Sibari, dove tutto è cominciato, dando la possibilità di visitare il museo e allargando la nostra offerta culturale per l’occasione; se negli anni passati abbiamo toccato i temi del vino e dell’olio, quest’anno raccontiamo rituali e misteri collegati al grano e alle sue dee. Passato, presente e futuro si illuminano reciprocamente: l’archeologia dà profondità culturale al presente, la cultura alimentare di oggi illumina e spiega gli usi antichi. Una visione condivisa con il piano Olivetti messo in campo quest’anno dal ministero della Cultura”.

Vinitaly and The City – Calabria in wine al parco archeologico di Sibari (foto drm-calabria)

Il parco archeologico di Sibari aspetta dunque gli ospiti con un’esperienza unica tra etichette, cultura, degustazioni, Wine Talk e connessioni autentiche. Per vivere a pieno l’esperienza, ecco tre piccoli reminder che aiuteranno ad orientarsi al meglio. Servizio navetta: si può raggiungere l’evento senza pensieri: si lascia l’auto e ci si gode il relax del servizio dedicato. Carnet degustazione: include 3 token wine per le degustazioni. Se si acquista online si risparmia: solo 15 euro invece di 20. Token Food: si può completare l’esperienza con il token degustazione food, a soli 10 euro in più.

Sibari (Cs). Il parco archeologico ospita la prima edizione di “Vinitaly and the City – Calabria in wine”: tre giorni di degustazioni, talk, masterclass e appuntamenti culturali alla scoperta dei vini del Mediterraneo, in una suggestiva cornice ricca di storia, cultura e bellezze naturali. Demma: “Sito intimamente connesso con la storia del vino”

sibari_parco_vinitaly-and-the-city_calabria-in-wine_locandinaVinitaly and the City diventa Calabria in wine, e da Verona si sposta a sud, ospite da venerdì 30 agosto a domenica 1° settembre 2024 del parco archeologico di Sibari: tre giorni di degustazioni, talk, masterclass e appuntamenti culturali alla scoperta dei vini del Mediterraneo, in una suggestiva cornice ricca di storia, cultura e bellezze naturali. “Siamo particolarmente felici che la scelta della Regione Calabria e di Verona Fiere sia caduta sul Parco Archeologico di Sibari per questo Vinitaly and the City”, ha detto il direttore del parco archeologico di Sibari, Filippo Demma, alla presentazione dell’evento alla Cittadella regionale di Catanzaro giovedì 30 agosto 2024. “Del resto, l’antica Sibari costituisce un sito archeologico di per sé intimamente connesso con la storia del vino in Italia e nell’intero bacino del Mediterraneo. Questa manifestazione è l’occasione per consolidare un nuovo modello di gestione dei beni culturali calabresi, orientato a considerarli come un elemento fondamentale per perseguire uno sviluppo locale su base culturale, che rappresenta il più fecondo orizzonte possibile per questa regione ricca di storia. In questa occasione, l’enorme tesoro storico e archeologico del Parco dà all’evento una cornice adatta a fornire una profondità culturale all’esperienza che i wine lovers d’Italia proveranno e, allo stesso tempo, la possibilità di ampliare gli orizzonti sensoriali dei nostri visitatori”.

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Vinitaly and the city Calabria in wine: parcheggi e punti raccolta (fonte arsac)

In questa edizione tutta calabrese di Vinitaly and the City, a cui aderiscono i quattro Consorzi di Tutela dei Vini calabresi e le più importanti realtà vitivinicole della regione e del settore distillati e liquori, saranno presenti anche otto “collettive” con leader nella comunicazione del vino: Gambero Rosso, Le Donne del Vino, Radici del sud, Merano Wine Festival e, tra “le collettive territoriali”, Pescara Abruzzo Wine e aziende importanti per la produzione del prosecco. Parteciperanno inoltre due stand internazionali: Wine Vision by Open Balkan con vini provenienti da Macedonia, Albania e Serbia e il Concours Mondial de Bruxelles. Ad accompagnare il viaggio, i Wine Talk condotti dall’enologa e divulgatrice del vino, Sissi Baratella. Presenti anche le collettive Olio Evo: Elaioteca Regionale Casa degli Oli extravergini d’oliva di Calabria, Consorzio di Tutela e Valorizzazione Olio di Calabria IGP, Consorzio Lamezia DOP, Consorzio di Tutela e Valorizzazione dell’Olio Extra vergine di Oliva DOP Bruzio. Saranno messi a disposizione dei visitatori diversi parcheggi situati vicino al Parco Archeologico. Le aree saranno segnalate e il personale di servizio sarà presente per aiutare i visitatori a trovare il parcheggio più vicino disponibile. Per agevolare la partecipazione all’evento sono state anche attivate diverse navette gratuite con partenza da: Ex InSud, Centro commerciale “I Portali”, Marina di Sibari, Laghi di Sibari. I visitatori avranno la possibilità di acquistare carnet speciali che includono una serie di degustazioni di vini e prodotti tipici locali. I carnet saranno disponibili presso i punti informativi all’interno del Parco e presso le biglietterie. L’evento si svolgerà nelle serate del 30, 31 agosto e 1° settembre 2024, dalle 18.30 alle 24, e le navette saranno attive dalle 18 con frequenza ogni 15 minuti.

sibari_parco_vinitaly-and-the-city_calabria-in-wine_magliocco_locandinaLa Calabria e il Vino: un legame antico con la Storia. “Già tra il 1300 e l’1100 a.C.”, scrivono gli esperti del parco di Sibari, “i nostri antenati Enotri, grazie ai contatti con i Greci Micenei ed i Fenici, hanno scoperto l’arte di fare vino. Per loro, il vino era un lusso riservato ai nobili, proprio come nella Grecia antica dove si beveva solo durante le occasioni speciali. Quando più tardi i Greci fondarono città come Sibari tra il 720 e il 700 a.C., il vino divenne la superstar dei banchetti. Servito in coppe preziose durante cerimonie sacre e feste pubbliche, era il modo migliore per onorare gli dei e unirsi come comunità. E oggi? Il nostro legame con il vino è ancora vivo, come un buon bicchiere di Magliocco, che ci ricorda le nostre antiche radici e la ricchezza della storia calabrese”.

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Il vino in Calabria: l’antico glamour che faceva impazzire, se non il mondo, tutto il Mediterraneo. “Fin dall’alba della civiltà magnogreca”, ricordano sempre gli esperti del parco di Sibari, “il vino era la vera star in Calabria, tanto da far girare la testa anche ai coloni di Sybaris, Kroton, Locri, Kaulonia e Rhegion. 2700 anni fa, queste città si facevano spedire anfore da luoghi esotici del Mediterraneo, proprio come noi oggi ordiniamo bottiglie da Bordeaux o Champagne! E per il vino locale? Veniva conservato in enormi contenitori da oltre 1000 litri. La qualità era così alta che dal VI secolo a.C. il vino calabrese veniva esportato in tutta Italia, Grecia, Gallia e Spagna”.

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Il vino, i simposi e le libagioni: l’eredità greca in Calabria. “Con l’arrivo dei Greci sulle coste della Calabria, la coltivazione della vite subì un vero e proprio boom”, ricordano gli esperti del parco di Sibari. “I Greci, infatti, erano grandi amanti del vino e le loro abitudini culturali portarono a un aumento della produzione vitivinicola, introducendo nuovi vitigni e tecniche di coltivazione. Il vino diventò il cuore del simposio, una cerimonia conviviale durante la quale si discuteva di filosofia e politica, si cantava e si giocava, tutto sotto il segno di Dioniso. Durante il simposio il vino scorreva a fiumi, miscelato con acqua, miele e spezie, e servito in ricchi servizi da tavola, spesso importati dalla Grecia. Il vino aveva un ruolo speciale anche nei riti sacri, dove veniva versato per onorare le divinità o i defunti. Durante queste cerimonie, i contenitori ceramici usati venivano spesso infranti alla fine del rito, per consacrarli agli dei e impedire che fossero riutilizzati”.