Archivio tag | Tor Boacciana

Ostia antica (Roma). “I Racconti della Torre”: visita guidata sui fili del tempo, da Ostia antica a Tor Boacciana

Domenica 7 giugno 2026, “I Racconti della Torre”: visita guidata sui fili del tempo, da Ostia antica a Tor Boacciana. Il passaggio da Ostia romana a quella medievale attira sempre più curiosità. Il territorio ancora oggi presenta una serie di torri e manufatti che ci raccontano questa storia. Tra di queste, Tor Boacciana segnava in epoca romana, quando forse era un faro, il limite tra terra e mare mentre da torre medievale aiutava il papa a mantenere il controllo di queste terre. Ne ha viste quindi tante: proverà a raccontarle il 7 giugno 2026: appuntamento alle 11 al bookshop degli Scavi di Ostia: si consiglia di arrivare in biglietteria almeno 20 minuti prima in modo da presentarsi in orario all’appuntamento. Costo biglietto ingresso per la #domenicalmuseo: 0 euro: occorre ritirare il biglietto gratuito in biglietteria. Costo dell’attività didattica: 7 euro. Prenotazioni: https://ticketing.coopculture.it/…/2E738197-DA8D-6030….

Per il Dantedì il parco archeologico di Ostia antica è andato a vedere come si presentava all’epoca di Dante, nel Trecento, la foce del Tevere (ricordata nel Purgatorio), alla Tor Boacciana

In occasione del Dantedì – le celebrazioni in onore di Dante Alighieri, anche il parco archeologico di Ostia antica ha voluto dare il suo contributo. Cosa c’entra Dante con Ostia? Ebbene, nel secondo Canto del Purgatorio, Dante cita la foce del Tevere. Il parco archeologico di Ostia antica ha deciso di andare a vedere come si presentava all’epoca di Dante, nel Trecento, la foce del Tevere. E sicuramente all’epoca la foce era dominata dalla Tor Boacciana. Proprio alla Tor Boacciana, raccontata dall’archeologo Dario Daffara, è dedicato il video che proponiamo per il Dantedì – e con il quale inaugura anche la rubrica video a cura del Parco “Play Ostia” che verrà pubblicata via via nelle prossime settimane.

Ond’io, ch’era a la marina volto / dove l’acqua di Tevero s’insala, / benignamente fu’ da lui ricolto. / A quella foce ha elli or dritta l’ala, / però che sempre quivi si ricoglie / qual verso Acheronte non si cala (La Divina Commedia, Purgatorio, Canto II, vv. 100-105). La foce del fiume che attraversa Roma e sulle cui sponde un tempo sorgeva Ostia antica – oggi la linea della costa è avanzata e alla foce sorgono la zona del Lido di Ostia a Sud e Fiumicino a Nord – viene identificata da Dante come il luogo in cui le anime attendono di essere trasportate dall’angelo nocchiero verso la spiaggia del Purgatorio. La foce del Tevere è menzionata infatti nel II Canto del Purgatorio al verso 101, quando Dante, proprio sulla spiaggia, incontra Casella, musico toscano, morto all’inizio del Trecento. Dante lo definisce suo amico: è probabile che Casella abbia musicato qualche canzone del poeta. Il musicista si presenta come anima intimamente tranquilla, staccata dalle cose del mondo eppure profondamente legata all’amico.