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Taranto. Per il Ponte di Ferragosto al museo Archeologico nazionale “Confronti comici. Intervista a Persefone e all’Atleta di Taranto”: due interviste “impossibili” nel racconto di Giuse Alemanno e l’animazione teatrale del Teatrominimo

taranto_archeologico_interviste-impossibili-a-persefone-e-all-atleta_locandinaPersefone e l’Atleta di Taranto nel Ponte di Ferragosto 2023 diventano una donna e un uomo quasi contemporanei. Due miti: Persefone, figlia di Demetra e il giovane e sportivo rampollo di una famiglia aristocratica e vincitore delle Panatenee saranno i protagonisti del racconto condotto, dalla penna del giornalista e scrittore Giuse Alemanno e dall’animazione teatrale del Teatrominimo di Taranto. “Confronti comici. Intervista a Persefone e all’Atleta di Taranto”, prevede due interviste “impossibili” attraverso la performance artistica di Fabio Fornaro nel ruolo dell’intervistatore, di Roberta Mangialardi nei panni di Persefone e di Stefano Zizzi nelle vesti dell’Alteta di Taranto. “L’intervista a Persefone permette di conoscere un mito squisitamente femminile, non abbandonando mai la chiave dell’umorismo gentile a cui Alemanno ci ha abituati. Potremo conoscere aspetti meno noti della figura della dea che, figlia di Zeus e Demetra, fu rapita da Ade, signore dell’oltretomba. L’Atleta di Taranto, il campione invincibile e possente racconta la sua dimensione umana, permettendo all’ Intervistatore”, spiega la compagnia teatrale, “di superare la maschera di “cretino” che egli, l’Atleta, ama continuamente mostrare. In un curioso andirivieni nel tempo, in cui prima e dopo, vita e morte, realtà e fantasia, perdono le connotazioni canoniche, emergerà un lato sorprendente del grande campione dell’antichità, un aspetto tenero, beffardo e progressista che, anche se inquinato da contraddizioni, lo renderà romantico e appassionato, conferendogli una immortalità dei sentimenti equiparabile solo a quella relativa alle sue celebrate capacità sportive”. Le interviste impossibili di “Confronti comici. Intervista a Persefone e all’Atleta di Taranto”, si terranno il 13, 14 e 15 agosto 2023 a partire dalle 20.15 (durata 70 minuti) nel Chiostro dell’ex Convento degli Alcantarini sede del MArTA. Lo spettacolo è gratuito ed è offerto nel costo di visita del Museo (9 euro). Per ulteriori informazioni e per prenotare la propria visita on line: (clicca qui).

Taranto. Nel weekend di Ferragosto il museo Archeologico nazionale non riposa: visite guidate nelle sale con i capolavori del MArTa. Accesso con il Green Pass anche alla mostra “Taras e Vatl”

Nei giorni delle Feriae Augusti (riposo di Augusto) il museo Archeologico nazionale di Taranto invece non riposa. Dotati di Green Pass, come previsto dal DPCM del 23 luglio 2021, sarà infatti possibile visitare il MArTa che per il week end del 14 e 15 agosto 2021 ha previsto percorsi guidati. Alle 17 del 14 agosto e alle 11 del 15 agosto 2021, sono infatti previste visite guidate nelle sale espositive che ospitano i capolavori del MArTA: la sezione dedicata ai celebri Ori di Taranto, quella degli “Atleti e Guerrieri” con il famoso sarcofago contente i resti umani del famoso Atleta di Taranto, la sezione romana, e quella dedicata alla preistoria, solo per citarne alcune. Un percorso guidato che regalerà alcune sorprese e che consentirà di entrare in contatto con oltre i ventimila anni di storia conservati in uno dei musei archeologici più importanti del mondo. Le visite guidate dovranno essere prenotate attraverso il servizio di e-ticketing www.shopmuseomarta.it e consentiranno l’accesso anche alla mostra (piano terreno) “Taras e Vatl. Protagonisti del Mediterraneo a confronto. Archeologia di Vetulonia a Taranto” e all’esposizione (secondo piano) di partiture musicali “So Strange … so music. La Musica si vede”.

Taranto. Nuovo allestimento per il museo Archeologico nazionale (il Marta) che racchiude 6500 anni di storia con eccezionali reperti sugli atleti vincitori ai giochi panatenaici. Tra i tesori gli Ori di Taranto, lo Zeus di Ugento e le ceramiche laconiche

Al museo Archeologico di Taranto è stata riesposta l'eccezionale Tomba dell'Atleta, scoperta nel 1959

Al museo Archeologico di Taranto è stata riesposta l’eccezionale Tomba dell’Atleta, scoperta nel 1959

Il premier Renzi con il direttore del Marta, Eva degli Innocenti (Foto Palazzo Chigi/Tiberio Barchielli )

Il premier Renzi con il direttore del Marta, Eva degli Innocenti (Foto Palazzo Chigi/Tiberio Barchielli )

Nel mese olimpico per eccellenza come agosto 2016 che vede riuniti a Rio, in Brasile, i migliori atleti del mondo per i Giochi, Taranto apre le porte al rinnovato museo Archeologico nazionale, il MarTa, che dei primi giochi, quelli storici dell’antica Grecia, ha testimonianze forse uniche, come la Tomba dell’Atleta, databile tra il 500 e il 480 a.C., che ora viene riesposta. Rinvenuta nel 1959 in via Genova a Taranto, ha restituito lo scheletro di un giovane uomo di circa trent’anni con un corredo funebre di quattro anfore panatenaiche, testimonianza di altrettante vittorie dei giochi in onore di Atena. A inaugurare il nuovo allestimento e il rinnovato percorso espositivo del museo Archeologico nazionale di Taranto, che coinvolge tutto il secondo piano, sono intervenuti il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini. Accanto a loro Eva Degl’Innocenti, direttore dal 1° dicembre 2015, in seguito alla Riforma Franceschini che ha creato trenta strutture museali autonome, tra cui appunto il Marta; Maria Piccarreta, alla sua prima uscita da soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio di Brindisi, Taranto e Lecce; e Luigi La Rocca, l’ex soprintendente dell’Archeologia pugliese ora a capo della soprintendenza unica della Città metropolitana di Bari.

Gli Ori di Tarantoono la collezione più famosa del Marta

Gli Ori di Tarantoono la collezione più famosa del Marta

La sede del Marta a Taranto

La sede del Marta a Taranto

Il Marta è un forziere che raccoglie 6500 anni di storia. Fondato nel 1887, occupa la sede dell’ex Convento di San Pasquale di Baylon, edificato nel XVIII secolo. L’archeologo Luigi Viola voleva farne un Museo della Magna Grecia, ma esso è sempre stato dedicato, principalmente, alla documentazione archeologica di Taranto e del resto della Puglia. Chiuso per essere sottoposto a lavori di restauro dal gennaio 2000, anno a partire dal quale fu mantenuta un’esposizione parziale a Palazzo Pantaleo, ha riaperto nuovamente al pubblico il 20 dicembre 2007. Il piano rialzato del museo è stato utilizzato finora per esposizioni temporanee e convegni. Il primo piano ospita la sezione greco-romana sulla società tarantina. Il secondo piano è stato fino ad oggi in allestimento. L’ultimo lotto dei lavori del MarTa, sfruttando finanziamenti pubblici pari a 6,2 milioni di euro, è stato realizzato in quattro anni dall’impresa Garibaldi di Bari.

Le anfore panatenaiche assegnate agli atleti che primeggiavano in una specialità

Le anfore panatenaiche assegnate agli atleti che primeggiavano in una specialità

Il percorso espositivo complessivo è di 25 sale, piene di decine di migliaia di reperti di proprietà del museo. Il nuovo percorso espositivo narra la storia e l’archeologia di Taranto e di parte del territorio pugliese dalla preistoria al IV secolo a. C., mentre il primo piano già aperto conserva reperti dall’età ellenistica al medioevo. Tra i pezzi più conosciuti, oltre alla già citata Tomba dell’Atleta, spiccano alcuni oggetti legati al mondo dello sport e dell’atletismo. Eccezionali, tra gli altri, una coppia di bilancieri in piombo che servivano a stabilizzare l’atleta durante il salto in lungo e uno straordinario disco da lancio in ferro. Numerose le anfore panatenaiche utilizzate come premio per i vincitori degli agoni di Atene, che recano su un lato l’immagine di Atena e sull’altro una scena legata alla disciplina in cui l’atleta ha trionfato.

Lo Zeus di Ugento, uno dei capolavori della bronzistica classica: ora è stato restaurato

Lo Zeus di Ugento, uno dei capolavori della bronzistica classica: ora è stato restaurato

Persefone ricostruita col laser scanner

Persefone ricostruita col laser scanner

Ma non si possono dimenticare i famosi ori di Taranto di epoca ellenistica e romana, simbolo del Marta nel mondo, accanto alla più ricca collezione in Italia di ceramiche laconiche di importazione (la Laconia era la regione dell’antica Grecia con capitale Sparta). Ci sono poi sculture di pregio, come il celebre Zeus di Ugento, un bronzo di 74 centimetri ritrovato danneggiato a Ugento, in provincia di Lecce, uno dei capolavori della bronzistica classica che ora è stato restaurato; la copia della “dea in trono” – la Persefone Gaia – ricostruita in laser scanner; e la Kore di Montegranaro.