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A Santa Maria in Stelle (Vr) l’Ipogeo, noto come il Pantheon, sito archeologico e luogo di culto cristiano unico nel suo genere, è stato riaperto alle visite guidate (contingentate) nei week end. E c’è una bella novità: il nuovo impianto di illuminazione che valorizza il percorso di visita

L’Ipogeo di Santa Maria in Stelle (Vr) valorizzato dalla nuova illuminazione (foto Sabap-Vr)

Erano ferme da marzo 2020, ad eccezione di un breve periodo di attività la scorsa estate. Sono le guide del Gruppo Volontari Ipogeo. Ma non sono rimaste inattive. E il risultato lo hanno potuto apprezzare i fortunati visitatori che sabato 4 giugno 2021 (quando sono riprese le visite in programma nei week end di giugno, luglio, agosto 2021) hanno varcato la soglia dell’Ipogeo di Santa Maria in Stelle tra le colline a Nord-Est di Verona: è attivo infatti il nuovo impianto di illuminazione creato da Lorella Marconi e Cinzia Todeschini dello studio @lucearchitettura, autorizzato e seguito dai funzionari della soprintendenza. Così l’arte e l’architettura si accendono di nuova luce. L’Ipogeo di Santa Maria in Stelle (comunemente noto come “il Pantheon”) è un sito archeologico e un luogo di culto cristiano, unico nel suo genere. Il sito si trova nell’omonimo paese, Santa Maria in Stelle, un piccolo borgo veronese situato nel cuore della Valpantena, che deve il suo nome a un affresco dipinto all’interno di una volta ipogea.

Il nuovo tablet in dotazione al Gruppo Volontari Ipogeo per la gestione del nuovo impianto di illuminazione nell’Ipogeo di Santa Maria in Stelle (Vr) (foto Sabap-Vr)

Il mese di maggio 2021 è stato impiegato dalle Guide Ipogee per far pratica con nuove scoperte, nuove informazioni, nuovi contenuti, nuovo impianto di illuminazione, nuove procedure di sicurezza. “Abbiamo ripensato e testato una migliore esperienza di visita”, spiegano. Infatti col rinnovato impianto di illuminazione è arrivato anche “un tablet per 18 scene luminose mozzafiato”: è proprio questo lo strumento che ora le guide ipogee utilizzano per accendere, spegnere, scandire l’itinerario luminoso.

I visitatori (contingentati) sono tornati nell’ipogeo di Santa Maria in Stelle (Vr) (foto Sabap-Vr)
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Visita guidata all’Ipogeo di Santa Maria in Stelle (Vr) con i Volontari Ipogeo muniti di tablet per la gestione dell’illuminazione (foto Sabap-Vr)

Dal primo week end di giugno 2021 sono dunque ripresi i servizi di visita. “(Ri)cominciamo a mezzo regime”, spiegano le Guide Ipogee. “Non vi saranno tutti i turni, ma solo uno per fascia oraria, mattutina e pomeridiana. Questo perché l’ipogeo è un luogo sotterraneo, praticamente privo di riciclo d’aria. Scegliete l’orario che preferite, scriveteci, e vi diremo se è disponibile”. L’Ipogeo è visitabile il sabato mattina (turno 1: dalle 10 alle 11; turno 2: dalle 11 alle 12), il sabato pomeriggio (turno 3: dalle 15 alle 16; turno 4: dalle 16 alle 17), e la domenica (turno 5: dalle 15 alle 16; turno 6: dalle 16 alle 17). Si raccomanda la prenotazione via email all’indirizzo info@ipogeostelle.it specificando nel testo il giorno della visita, il turno e il numero di persone (considerando il tetto massimo di 5 visitatori a turno). Non sono ammesse infatti alla visita più di 20 persone al giorno, la discesa ammette un massimo di 5 persone alla volta (includendo nel conteggio anche la guida). Questa precauzione è dovuta alla preservazione e stabilizzazione del microclima interno. La visita ha una durata complessiva di circa 50 minuti, dei quali 15 minuti di introduzione storico – artistica del sito, 25 minuti all’interno dell’Ipogeo e 10 minuti di sopralluogo ai dintorni. I visitatori infatti potranno abbinare una passeggiata autoguidata ai dintorni dell’Ipogeo: la chiesa e i suoi affreschi, i lavatoi, il campanile. Per casi particolari è possibile chiedere di prenotare visite infrasettimanali scrivendo allo stesso indirizzo. In caso di celebrazioni straordinarie (legate alle festività religiose annuali e non, come matrimoni, battesimi, funerali) i turni possono subire delle variazioni. La chiesa di Santa Maria Assunta e l’Ipogeo sono infatti comunicanti. Perché la visita possa essere un momento di sana bellezza, sono state aggiornate le procedure di sicurezza ai tempi del Covid-19. Per informazioni: www.ipogeostelle.it.

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Il corridoio di accesso all’Ipogeo di Santa Maria in Stelle (Vr) (foto Sabap-Vr)

Un ultimo consiglio da parte delle Guide Ipogee: “Fuori fa caldo, ma dentro fa freddo! Ricordiamo ai nostri visitatori, e a coloro che in questi giorni effettuano la prenotazione, che con l’escursione termica ipogea non si scherza! Prima di accedere agli spazi ipogei, i visitatori sono tenuti a lasciare all’esterno ombrelli, zaini, bibite o cibarie che, per dimensioni o caratteristiche, potrebbero mettere a rischio le pareti affrescate. Inoltre è opportuno vestire abiti adeguati e scarpe comode (non ciabatte né tacchi)”. La visita non comprende l’acquisto di un biglietto, si chiede ai visitatori un’offerta libera per aiutare la comunità di S. Maria in Stelle a sostenere le spese di apertura, gestione e mantenimento del sito. Un sostegno generoso permetterà a questa iniziativa di crescere e migliorarsi, supportando l’attività dei Giovani Volontari Ipogeo.

La stele romana nell’Ipogeo di Santa Maria in Stelle (Vr) valorizzata dal nuovo impianto di illuminazione (foto Sabap-Vr)
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La stele romana e scorci suggestivi nell’Ipogeo di Santa Maria in Stelle (Vr) (foto Sabap-Vr)

Il nome di Santa Maria in Stelle probabilmente deriva da un affresco all’interno della Cella Nord, che rappresenta la Vergine Maria seduta su un trono, con Gesù Bambino in braccio. Ai lati due angeli alati. Quest’affresco, testimonianza di un voto fatto dalla nobildonna Petronia, è stato giustapposto a quello della volta stellata del soffitto. Da qui il nome “Santa Maria… in Stelle”. Papa Urbano III, il 7 Giugno 1187, si recò nella piccola comunità di Santa Maria in Stelle per consacrare l’Ipogeo e renderlo idoneo alle celebrazioni liturgiche. La stele romana all’interno del sito venne capovolta, girata verso l’ingresso della sala e incisa con una serie di indulgenze, indette dal Papa stesso. Negli anni Sessanta del secolo scorso, durante i lavori di restauro, la stele venne spostata e rovesciata, tornando in una posizione che favoriva la sua storia romana e pagana: le indulgenze infatti scomparvero sul retro, e il latino “capovolto” risultò praticamente illeggibile. Con il nuovo impianto di illuminazione, che finalmente valorizza le incisioni, le Guide Ipogee sono in grado di raccontare questa ed altre storie.

L’ipogeo di Santa Maria in Stelle (Vr), noto anche come il Pantheon, sito archeologico e luogo di culto cristiano (foto Sabap-Vr)
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Un momento delle visite guidate nell’ipogeo di Santa Maria in Stelle (Vr) (foto Sabap-Vr)

Un po’ di storia del Pantheon. L’ipogeo di Santa Maria in Stelle è una struttura sotterranea di difficile interpretazione, realizzata nel III secolo probabilmente come acquedotto o ninfeo per captare le acque di una fonte sotterranea. Il committente del ninfeo, il nobile romano Publio Pomponio Corneliano, vissuto nel III secolo e noto per aver ricoperto cariche pubbliche nel territorio veronese e vicentino, è verosimilmente il personaggio raffigurato in una statua posta in una nicchia dell’ipogeo. Il suo nome compare in un’iscrizione situata sull’architrave della porta d’accesso, dove si informa che egli fece edificare le fondazioni dell’ipogeo insieme alla moglie e ai figli. A partire dal IV secolo lo spazio venne adibito a cappella per il culto cristiano, destinazione d’uso che mantenne fino al XII secolo. San Zeno, allora vescovo di Verona, avviò un’opera di evangelizzazione delle comunità rurali, extra-moenia, dov’era ancora radicato il culto pagano. In occasione di una visita al ninfeo, lo consacrò a primo fonte battesimale fuori dalle mura di Verona. Nel V secolo la struttura viene ampliata con la costruzione di due celle laterali, alla destra e alla sinistra dell’atrio battesimale. Dagli affreschi che esse contengono possiamo intuire che lo scopo delle due celle era quello di fornire un luogo per la catechesi. Gli aneddoti rappresentati riguardano sia il Nuovo che l’Antico Testamento. A cavallo del VII e il VIII sec. d.C. compare all’interno della cella di destra un nuovo affresco, la Manus Dei, la mano di Dio. L’affresco diviene oggetto di pellegrinaggio locale, in particolare, costituisce una meta obbligata per diaconi e presbiteri che, recandosi all’Ipogeo per l’adorazione della Manus Dei, lasciavano un graffito con il loro nome, per sancire la visita. Infine, come già detto, Papa Urbano III, il 7 giugno 1187 si recò nella piccola comunità di Santa Maria in Stelle per consacrare l’Ipogeo e renderlo idoneo alle celebrazioni liturgiche.