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San Giovanni Valdarno (Ar). Le “Piazze del sapere”, a margine della mostra “ReDiscovering Tutankhamon, portano nell’Antico Egitto: Schincaglia “intervista” Cleopatra e Valentina Santini presenta i libri su Butehamon e Tutankhamon

san-giovanni-valdarno_palomar_viaggio-nell-antico-egitto_locandinaQuesta settimana a San Giovanni Valdarno (AR) si parla di Antico Egitto. Grande novità delle “Piazze del sapere” di febbraio 2023 è l’approfondimento sui misteri e le bellezze della gloriosa terra sviluppatasi lungo il fiume Nilo e del suo grande popolo. La rassegna per la promozione della lettura “Le piazze del sapere”, a Palomar, la Casa della cultura di San Giovanni Valdarno in piazza della Libertà, è organizzata dal Comune di San Giovanni Valdarno in collaborazione con Unicoop Firenze – Bibliocoop di San Giovanni Valdarno, associazione culturale Pandora e, per questa edizione, con la preziosa partecipazione di Anpi Valdarno, Accademia Valdarnese del Poggio, Camnes (Center for ancient mediterranean and near eastern studies), Istituto Lorenzo de’Medici, Reporter Live e Pro loco di San Giovanni Valdarno.

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Locandina della mostra fotografica “Re-discovering Tutankhamon” alla Casa della Cultura di San Giovanni Valdarno (Ar)

Le “Piazze del sapere” sono all’interno del periodo di apertura della mostra fotografica “ReDiscovering Tutankhamon”, a cura di Camnes (Center for ancient mediterranean and near eastern studies) in collaborazione con l’Istituto Lorenzo de’Medici, alla Casa della Cultura fino al 4 marzo 2023 (vedi 4 novembre 1922 – 4 novembre 2022: nell’anniversario della scoperta- cento anni fa – della tomba di Tutankhamon, a Firenze presentazione del libro “I segreti di Tutankhamon” e la mostra “Re-discovering Tutankhamon” | archeologiavocidalpassato). Tutankhamon, faraone egizio appartenente alla XVIII dinastia, è uno dei personaggi storici tra i più conosciuti. Nacque ad Amarna nel 1341 a.C. e morì a Memfi nel 1323 a.C. prima di aver compiuto 20 anni. Governò tra 1333-1323 a.C., anni durante i quali spostò la capitale d’Egitto da Amarna a Tebe e ristabilì il culto del dio Amon. Deve la sua fama alla scoperta della sua tomba, rimasta inviolata, avvenuta nel novembre 1922 ad opera di Howard Carter e George Herbert, V conte di Carnarvon e alla maledizione che avrebbe dovuto colpire chiunque avesse disturbato il sonno del faraone. Ma la vita di una persona è fatta anche di quotidianità, di momenti particolari, di impressioni e di sogni. Per questo motivo i tre curatori della mostra, Massimiliano Franci, Irene Morfini e Valentina Santini, hanno scelto personalmente una serie di immagini per andare ancora più nel profondo del mondo di Tutankhamon. Finestre che accompagneranno i visitatori ad approfondire particolari che spesso sfuggono o sui quali non ci soffermiamo abbastanza. Le didascalie, volutamente escluse dalla visione diretta e inserite in un booklet, hanno la funzione di guidare ad una riflessione personale, prima e dopo di quella stimolata dall’osservazione di un’immagine.

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L’egittologa Valentina Santini, la vice sindaco di San Giovanni Valdarno Paola Romei, e Andrea Schincaglia di Reporter Live, alla presentazione delle Piazze del sapere dedicate all’Antico Egitto (foto comune-sgv)

Giovedì 23 febbraio 2023, alle 21, “I misteri dell’antico Egitto”: Andrea Schincaglia di Reporter Live riuscirà a intervistare Cleopatra, interpretata dall’attrice Luisa Masini, come nella versione scritta per Radio Rai nel 1975 da Luigi Santucci. Special guest l’egittologa Valentina Santini. Dottoranda al dipartimento di Studi classici, Storia antica e Archeologia dell’università di Birmingham, dopo aver lavorato a Torino al museo Egizio, è ora egittologa e addetta alla comunicazione al centro studi Camnes di Firenze. Le sue ricerche si concentrano sull’antico Egitto, in particolare sul periodo amarniano e sulle credenze funerarie di epoca faraonica. L’iniziativa del 23 febbraio è organizzata in collaborazione con la Pro Loco di San Giovanni Valdarno.

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Copertina del libro “Butehamon. A scuola di scrittura nell’antico Egitto” di Valentina Santini (Casa editrice Sillabe)

Sabato 25 febbraio 2023, alle 11, sarà raccontato il libro per ragazzi “Butehamon. A scuola di scrittura nell’antico Egitto” di Valentina Santini (Casa editrice Sillabe) con letture dell’attore Bruno Santini e un laboratorio di scrittura in geroglifici condotto dall’autrice con l’illustratore Saimon Toncelli. Attività per ragazzi dagli 8 ai 12 anni su prenotazione. Questa è la storia di Butehamon, un piccolo egiziano alle prese con il suo sogno: diventare uno scriba! Il libro è una favola ricostruita dall’esperienza di una archeologa esperta come Valentina Santini che in modo originale, ma educativo illustra la vita di questa importante figura nell’antichità. La scrittura non era per tutti e il piccolo protagonista del volume ci accompagna nel suo percorso per diventare lo scriba del faraone. Il libro si conclude con una curiosa sezione dove poter cimentarsi nei geroglifici e scoprire tante altre curiosità del mondo antico e su questo affascinante mestiere, come il Mini corso di geroglifico e I bambini nell’antico Egitto.

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La copertina del libro “I segreti di Tutankhamon. Storia di un faraone tra mito e realtà” (Longanesi) di Valentina Santini

Sempre sabato 25 febbraio 2023, ma alle 17.30, sarà invece presentato il libro “I segreti di Tutankhamon. Storia di un faraone tra mito e realtà” di Valentina Santini (edizioni Longanesi). Interverrà Stefano Valentini, archeologo e co-direttore di Camnes (vedi Torino. Al museo Egizio per “Incontro con gli autori”, in presenza e on line, presentazione del libro “I segreti di Tutankhamon” di Valentina Santini in dialogo con la curatrice del museo Egizio Federica Facchetti | archeologiavocidalpassato). Santini racconta in questo libro quello che è stato scoperto su Tutankhamon e i tanti aneddoti su uno dei ritrovamenti archeologici più sensazionali di sempre. Chi era Howard Carter? Quali sono state le motivazioni storiche che hanno portato alla nascita della “maledizione del faraone”? Tutankhamon era davvero il suo nome? Un viaggio avvincente attraverso il passato e le sabbie della Valle dei Re per conoscere da vicino i segreti del faraone bambino.

Firenze capitale dell’Egittologia mondiale: dal 23 al 30 agosto ospita l’11° congresso internazionale di Egittologia. Rinnovato il museo Egizio di Firenze

Dal 23 al 30 agosto Firenze diventa capitale mondiale dell'Egittologia con l'XI congresso internazionale

Dal 23 al 30 agosto Firenze diventa capitale mondiale dell’Egittologia con l’XI congresso internazionale

La presentazione dell'XI congresso internazionale di Egittologia

La presentazione dell’XI congresso internazionale di Egittologia

Da Mamdouh El Damathy a Abdel-Wahed El Nabawi, cioè dal ministro egiziano alle Antichità che apre al collega alla Cultura che chiude: in mezzo 700 egittologi provenienti da oltre 30 paesi di Europa, Asia, Africa, Americhe e Oceania attesi a Firenze per l’XI International Congress of Egyptologists. Società, religione, linguaggio, testi sacri, storia, archeologia e patrimonio: l’egittologia dalla A alla Z. Dal 23 al 30 agosto 2015 Firenze si immerge nell’affascinante mondo dell’antico Egitto, ospitando l’undicesimo Congresso internazionale di Egittologia, organizzato dall’International Association of Egyptologists, la soprintendenza Archeologia della Toscana, il Center for Ancient Mediterranean and Near Eastern Studies del capoluogo toscano e il museo Egizio di Firenze. Un grande appuntamento per gli egittologi di tutto il mondo che a Firenze si confronteranno sulle proprie ricerche sull’Antico Egitto. La manifestazione è tanto più importante in quanto si svolge nell’Anno della cultura egiziana in Italia, con approfondimenti dei rapporti culturali tra Italia ed Egitto. E per la Toscana è un “fiore all’occhiello” nel palinsesto degli eventi promossi nel 2015 “anno del’archeologia in Toscana” (vedi post https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2015/02/26/2015-anno-dellarcheologia-in-toscana-a-tourisma-il-soprintendente-pessina-anticipa-il-ricco-programma-di-eventi/). A presentarlo il vicesindaco Cristina Giachi, il soprintendente archeologo della Toscana Andrea Pessina, il direttore del museo Egizio di Firenze Maria Cristina Guidotti, la professoressa Gloria Rosati egittologa dell’università di Firenze, Stefano Anastasio della soprintendenza Archeologia della Toscana, i co-direttori del CAMNES Stefano Valentini e Guido Guarducci. “Questo convegno di rilevanza internazionale quest’anno ha un significato particolarmente importante”, spiega Giachi, “perché l’egittologia mondiale, che da tempo non si riuniva, trova a Firenze il luogo per fare il punto sugli studi, la scienza e la condizione della conservazione del patrimonio culturale in un momento in cui questi temi non hanno solo rilevanza scientifica o culturale, ma sollecitano anche una riflessione sulla nostra condizione umana alla luce dei drammatici fatti che stanno avvenendo in questo periodo in Egitto e in tutto l’Oriente mediterraneo”. L’evento fiorentino costituisce infatti il primo incontro dopo una lunga pausa: la IAE – International Association of Egyptologists, si era riunita infatti l’ultima volta a Rodi, nel 2008, in occasione del ICE – International Congress of Egyptologists X. Allora era stato deciso che il successivo congresso sarebbe stato ospitato dall’Egitto, ma i noti fatti politici intervenuti nel paese hanno costretto ad annullare il progetto e a cercare un’altra sede. A seguito di una votazione a cui hanno partecipato tutti gli aderenti all’associazione, presenti in tutti i continenti, la candidatura di Firenze è stata dunque scelta come sede di questo appuntamento fondamentale per le ricerca egittologica internazionale vista la presenza dei maggiori esperti del settore. “Siamo orgogliosi di ospitare il convegno”, continua Giachi. “In città l’egittologia ha forti radici: il nostro museo egizio è il secondo in Italia, secondo solo a quello di Torino, c’è una soprintendenza molto attiva e un tessuto culturale scientifico rappresentato dall’Università di Firenze è da realtà come l’associazione CAMNES, tra i più rilevanti nella ricerca e nella diffusione dei risultati della ricerca archeologica in generale ed egittologica in particolare. Il convegno che si apre sabato però non sarà solo una festa, ma anche un momento di riflessione profonda che dovremo fare sul piano culturale e umanitario per i gravi fatti che stanno colpendo l’Egitto”.

Per una settimana a Firenze si confrontano 700 egittologi negli incontro dell'XI congresso

Per una settimana a Firenze si confrontano 700 egittologi negli incontro dell’XI congresso

Intenso il programma. La cerimonia di apertura, domenica 23 agosto, alle 17, nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio, con gli interventi del ministro delle Antichità dell’Egitto Mamdouh el-Damaty (L’antico Egitto e l’egittologia contemporanea. Valutazioni, problemi e prospettive future”) e Fathi Saleh, della Biblioteca di Alessandria e consigliere culturale del Primo ministro (“Il patrimonio culturale nell’era digitale”). Dal mattino di lunedì 24 agosto al Giardino dei Semplici dell’Orto Botanico iniziano i lavori congressuali. Mercoledì nel tardo pomeriggio ci sarà una visita guidata al museo Egizio di Firenze. In Sala Battilani, giovedì pomeriggio workshop di e-gittologia con l’intervento di Jean Winand su “Un nuovo dizionario per l’Antico Egitto”; e venerdì pomeriggio sessione plenaria con John Baines (“Bibliografia egizia on-line: gli sviluppi”) e Paolo Sabbatini (“Egittologia e diplomazia: gli italiani e la nascita delle grandi collezioni”). Il congresso si chiude sabato 29 agosto, alle 19, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, con il concerto dell’Ensamble NESMA (Musicisti dell’Opera del Cairo) alla presenza dell’assessore alla Cooperazione e alle relazioni internazionali Nicoletta Mantovani e del ministro egiziano alla Cultura Abdel-Wahed El-Nabawi.

La sala VIII del museo Egizio di Firenze riallestita in occasione dell'XI congresso di Egittologia

La sala VIII del museo Egizio di Firenze riallestita in occasione dell’XI congresso di Egittologia

Le teche con le mummie, tra i reperti che raccolgono il maggior interesse all'Egizio di Firenze

Le mummie, tra i reperti che raccolgono il maggior interesse all’Egizio di Firenze

Il Congresso Internazionale di Egittologia è anche l’occasione per presentare al pubblico il rinnovato allestimento di alcune sale del museo Egizio di Firenze (vedi post https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2015/05/29/al-museo-egizio-di-firenze-lavori-in-corso-in-vista-dellxi-international-congress-of-egyptologists-di-agosto/ ). In particolare la sala VIII, da sempre destinata all’esposizione delle mummie e degli oggetti di vita quotidiana in materiale deperibile, è stata oggetto di un efficace intervento di riallestimento e nuova illuminazione, che rende oggi decisamente suggestivo quest’ambiente, unico ad aver mantenuto, volutamente, gli arredi dell’allestimento originale di fine ‘800, con le vetrine in stile egittizzante e il soffitto dipinto a volta stellata. Tra i reperti esposti nella sala VIII, quelli che destano maggiore interesse, specie nelle scolaresche, sono le mummie. Oltre alle mummie umane (tra cui quella di un bambino, il piccolo Callisto) che si trovano nelle teche al centro della stanza, è oggi esposta in una vetrina la piccola mummia di un coccodrillo. Le vetrine centrali espongono invece oggetti in legno e in vimini di uso quotidiano in ottimo stato di conservazione: notevoli le ceste, una delle quali contiene ancora frutti di palma dum, le corde e le intelaiature di sgabelli e tavolini. La vetrina sull’altro lato della sala accoglie invece il corredo di Tjesraperet, nutrice della figlia del Faraone Taharqa (XXV Dinasia, 690-664 a.C.): tra i vari oggetti è degno di attenzione lo specchio, con tanto di custodia in legno, appartenuto alla donna, che era di alto livello sociale; nella sala è poi esposto il grande sarcofago con la cassa, entrambi in legno e dipinti, appartenuto alla nutrice.