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Lagopesole (Pz). Al castello presentazione del libro “Il Vulture: tasselli di storia e di storie” di Marcello Romano: tre secoli fondamentali, dall’XI al XIII, quando il Vulture fu teatro di trasformazioni politiche, istituzionali, artistiche e demografiche di straordinaria portata

Il 4 luglio 2026, alle 18, nella Cappella Palatina del Castello di Lagopesole (Pz) presentazione del libro “Il Vulture: tasselli di storia e di storie” di Marcello Romano (edizioni Giannatelli), organizzata dalla Pro Loco Basilicata con la collaborazione della Direzione dei musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa e della Pro Loco Lagopesole. Il libro, realizzato con il sostegno della direzione generale Biblioteche e Istituti culturali del ministero della Cultura e col patrocinio della Regione Basilicata, dell’APT Basilicata – Basilicata Turistica, dei musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa e del parco regionale naturale del Vulture, è una narrazione incentrata su tre secoli fondamentali, dall’XI al XIII, durante i quali l’area del Vulture fu teatro di trasformazioni politiche, istituzionali, artistiche e demografiche di straordinaria portata.

Copertina del libro “Il Vulture: tasselli di storia e di storie” di Marcello Romano

Il Vulture: tasselli di storia e di storie. Il libro ricostruisce la storia del territorio del Vulture attraverso un percorso cronologico che, dalle testimonianze paleolitiche, attraversa l’età romana e giunge alla stagione medievale dei castelli normanno-svevi, strettamente legata alla figura di Federico II. Attraverso l’analisi integrata di fonti archivistiche, narrative, artistiche e archeologiche, il lavoro restituisce l’evoluzione storica, politica e culturale di un’area strategica del Mezzogiorno, evidenziandone il ruolo nei più ampi processi che hanno interessato il Sud Italia. Fondato su un rigoroso impianto metodologico, il volume si inserisce nel recente dibattito storiografico che riconosce nella microstoria uno strumento privilegiato per interpretare fenomeni di portata generale. Ne emerge una lettura innovativa del Vulture, capace di coniugare approfondimento scientifico e chiarezza divulgativa, offrendo nuove prospettive di ricerca sulla storia del territorio e delle sue relazioni con il contesto mediterraneo.

La “Via Appia. Regina Viarum” è ufficialmente candidata a essere inserita nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Firmato il protocollo d’intesa tra il ministero della Cultura, 4 Regioni, 12 tra Province e Città metropolitane, 73 Comuni, 15 Parchi, la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e 25 atenei

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Il sottosegretario al MiC Gianmarco Mazzi firma il protocollo d’intesa per la candidatura Unesco della Via Appia Regina Viarum (foto mic)

Ora c’è la firma. La “Via Appia. Regina Viarum” è ufficialmente candidata a essere inserita nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. È stato firmato martedì 10 gennaio 2023, a Roma, alle Terme di Diocleziano, il Protocollo di intesa per la candidatura del sito “Via Appia. Regina Viarum” all’Unesco con un’intesa tra il ministero della Cultura, 4 Regioni, 12 tra Province e Città metropolitane, 73 Comuni, 15 Parchi, la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e 25 atenei, italiani e stranieri. Il 20 gennaio 2023 la candidatura sarà valutata dal Consiglio direttivo della Commissione nazionale italiana Unesco. A seguire, la richiesta sarà inviata a Parigi.

firenze_TourismA-2022_Appia-candidatura-Unesco_locandinaL’antica strada consolare, circa 900 km di tracciato da Roma a Brindisi inclusa la variante traianea, rappresenta non solo il prototipo del sistema viario romano, ma è anche simbolo millenario delle relazioni tra le civiltà del Mediterraneo e quelle dell’Oriente e dell’Africa. Alla cerimonia, sono intervenuti, tra gli altri, il sottosegretario al MiC, Gianmarco Mazzi; il presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, mons. Pasquale Iacobone; il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi; il presidente vicario della Regione Lazio, Daniele Leodori; l’assessore al Turismo della Giunta Regionale Campania, Felice Casucci; la delegata alle politiche culturali della Regione Puglia, Grazia Di Bari, e l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Miguel Gotor. Il Protocollo d’intesa è stato presentato dalla dirigente dell’ufficio Unesco del MiC, Mariassunta Peci, dalla coordinatrice scientifica della candidatura, Angela Maria Ferroni. Ad aprire i lavori è stato il direttore del Museo Nazionale Romano, Stéphane Verger, che ha ospitato la cerimonia.

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Un tratto ben conservato della Via Appia Antica, la Regina Viarum (foto mic)

Il Ministero sta investendo nel restauro e nella valorizzazione di evidenze archeologiche e architettoniche situate lungo il percorso della Via Appia. L’obiettivo è coniugare le ragioni della conservazione e valorizzazione di questo importante patrimonio con lo sviluppo sostenibile dei territori coinvolti. Quest’ultimo elemento si rivela fondamentale anche per la crescita sociale ed economica di molte delle zone coinvolte che, spesso, sono aree interne e quindi fuori dai grandi circuiti turistici.

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Il totem che ricorda la Via Appia Regina Viarum candidata Unesco (foto mic)

“La Via Appia è un esempio della grandezza romana, la prima via pubblica e il prototipo, anche dal punto di vista tecnico, di altre strade che hanno poi costruito i romani. Ma è anche molto di più, era un crocevia culturale, parte del sistema culturale e sociale del mondo romano: questa era forse la sua importanza principale e questo sarà l’aspetto sul quale puntiamo”, ha commentato il sottosegretario Mazzi. “Il Ministero ha già investito 19 milioni di euro in restauri, conservazione e per la preparazione del fascicolo. Speriamo di farcela. Quando gli italiani giocano uniti, nessun risultato è impossibile”.