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Aquileia. Ecco il ricco programma per le GEP 2021: open day delle aree archeologiche, visite guidate e teatralizzate, aperture straordinarie, laboratori didattici, itinerari alla scoperta di un’Aquileia inedita, musica, archeologia sperimentale

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“Open days” nelle aree archeologiche di Aquileia (foto fondazione aquileia)

Sabato 25 e domenica 26 settembre, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio , Aquileia si anima con un ricco programma di eventi: open day delle aree archeologiche, visite guidate e teatralizzate, aperture straordinarie, laboratori didattici, itinerari alla scoperta di un’Aquileia inedita, musica, archeologia sperimentale. “Il fine settimana”, sottolinea il sindaco di Aquileia Emanuele Zorino, “si chiude, inoltre, con un momento solenne dedicato al centenario del Milite Ignoto: domenica, alle 17 è in programma l’arrivo della bandiera  italiana che nel 1921 avvolse il feretro del Milite Ignoto nel suo viaggio da Aquileia a Roma. L’arrivo sarà preceduto dal sorvolo di aerei storici. La bandiera, che verrà accolta dalla fanfara militare e dal picchetto d’onore, rimarrà esposta in Basilica fino al 29 ottobre”.  aquileia_cerimonia-arrivo-bandiera-centenario-milite-ignoto_locandina“Un palinsesto di eventi così ricco di proposte – continua il sindaco – è frutto di una straordinaria collaborazione tra enti e associazioni del territorio a cui va riconosciuta la capacità di fare rete: Fondazione Aquileia, Comune di Aquileia, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, Direzione regionale musei del Friuli Venezia Giulia – Museo archeologico nazionale di Aquileia, Basilica di Aquileia, PromoTurismoFVG, università di Padova, di Trieste, di Udine, di Venezia, di Verona, Pro Loco Aquileia, associazione nazionale per Aquileia, associazione Il Pozzo d’Oro, associazione culturale musicale San Paolino e Fondazione Radio Magica”. Le Giornate del Patrimonio coincidono anche con l’ultimo fine settimana di apertura della mostra “Da Aquileia a Betlemme” (6 euro incluso ingresso in Basilica) visitabile a Palazzo Meizlik dalle 10 alle 19.

Visite guidate alle aree archeologiche di Aquileia negli “open days” promosse da Fondazione e Università (foto fondazione aquileia)

Sabato 25 settembre 2021, in occasione dell’open day delle aree archeologiche, saranno gli archeologi della Fondazione Aquileia e delle Università a ad accogliere i cittadini e gli appassionati nelle aree archeologiche e nei cantieri di scavo: nel foro, nell’area del decumano di Aratria Galla e delle mura a zig-zag, al teatro e alle grandi terme, alla domus delle Bestie Ferite, negli antichi mercati, al fondo Cal, alla domus dei Putti danzanti e sulla sua sponda orientale dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18 senza prenotazione e con ingresso gratuito. Sarà visitabile invece solo su prenotazione  (domus.titomacro@gmail.com) alle 10, 11 e 12 la Domus di Tito Macro, la dimora di 1700 mq che si estendeva tra due cardini dell’antica città.

Aquileia: al Fondo Pasqualis archeologia sperimentale con accensione di un forno vetraio (foto fondazione aquileia)

Al fondo Pasqualis, nell’area degli antichi mercati durante l’intera giornata di sabato e domenica mattina ci sarà spazio per l’archeologia sperimentale con l’accensione di un forno vetrario, unico del suo genere in Italia e costruito come una struttura romana, realizzato grazie a un finanziamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia nell’ambito del progetto V.E.R.I. del Comitato Nazionale Italiano dell’AIHV (Association Internationale pour l’Histoire du Verre). Durante la giornata si potrà anche assistere alle prove di soffiatura del maestro vetrario muranese Nicola Moretti.

Percorsi tattili su reperti originali al museo Archeologico nazionale di Aquileia (foto man-aquileia)

Il museo Archeologico nazionale sarà straordinariamente aperto sabato 25 settembre 2021 fino alle 22 (ultimo ingresso alle 21.30); dalle 19, il biglietto d’ingresso avrà il costo simbolico di 1 euro. Nel corso della serata, a partire dalle 19, saranno proposte visite tattili “al buio” che, attraverso l’esplorazione diretta di reperti della collezione, consentiranno un’inusuale esperienza di scoperta della nuova sezione del museo dedicata a lusso e ricchezza nella città antica. Le visite si svolgeranno a gruppi di massimo 8 persone per volta. Domenica 26 settembre 2021, alle 10 e alle 11.30, nel museo Archeologico nazionale sarà possibile seguire la visita guidata alla nuova sezione espositiva del museo “lusso e ricchezza”, che dal mese di maggio scorso completa il percorso di visita con l’esposizione delle eccellenze della produzione artigianale aquileiese: ambre, gemme e gioielli (prenotazione a bookshopmanaquileia@gmail.com / al numero 0431 91016 dal martedì alla domenica con orario 10-18). In occasione della commemorazione dei 100 anni dalla cerimonia del milite ignoto, il museo propone inoltre, in collaborazione con la basilica di Aquileia, un percorso di approfondimento che, attraverso documenti d’archivio, racconterà personaggi ed eventi di Aquileia tra la prima guerra mondiale e gli anni Venti: il tour di approfondimento dedicato alla vicenda del milite ignoto parte in Basilica alle 19.45 e continua in museo alle 21.15. (costo 5 euro visita Basilica, 1 euro visita MAN prenotazione obbligatoria: comunicazione@basilicadiaquileia.it).

Il museo Paleocristiano di Aquileia (foto fondazione aquileia)

In occasione delle GEP si ampliano anche gli orari di apertura del museo Paleocristiano che sarà accessibile, sempre ad ingresso libero, sabato 25 settembre dalle 8.30 alle 13.30 e domenica 26 settembre dalle 14.30 alle 18.30. Alle 15.30 sarà dedicata ai più piccoli una caccia al tesoro incentrata sui simboli del primo cristianesimo aquileiese. Per tutte le attività, comprese nel costo del biglietto d’ingresso, è richiesta la prenotazione a bookshopmanaquileia@gmail.com / al numero 0431 91016 dal martedì alla domenica con orario 10-18. Sabato 25, dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18, sarà possibile esplorare “Casa Bertoli”, lungo il viale che conduce a piazza Capitolo e alla Basilica, e scoprire i suoi meravigliosi affreschi grazie alla visita curata dalla associazione nazionale per Aquileia e alla Soprintendenza.

Visite guidate alla Domus di Tito Macro ad Aquileia (foto fondazione aquileia)

PromoTurismoFvg propone invece una visita guidata gratuita alle aree archeologiche alle ore 10 e 11 e la visita alla domus di Tito Macro alle 15 e alle 16 (prenotazione tel. 0431-919491 o info.aquileia@promoturismo.fvg.it). Alle 17.30 l’associazione Il Pozzo d’Oro accompagnerà i visitatori in un itinerario inedito “L’ombra di Aquileia” alla scoperta  delle bellezze nascoste della città. Il ritrovo è  in piazza Capitolo. Prenotazioni al 3347070063 o 3480866752. La giornata di sabato si chiuderà alle 20.45 in piazza Pirano con il concerto  “Cor l’aga ad Aquilea” a cura dell’associazione culturale musicale San Paolino con il patrocinio del Fogolar Furlan. Nel corso della giornata di domenica 26 in programma, a cura di PromoTurismoFvg, la visita guidata alla Domus di Tito Macro alle 10 e alle 11 (costo 3 euro) e la visita teatralizzata di radio Magica alle 15 (costo 15 euro). Per entrambe le iniziative prenotazione obbligatoria al 0431919491 o scrivendo a info.aquileia@promoturismo.fvg.it).

Archeologia sperimentale. Ad Aquileia, uno dei maggiori centri di produzione del vetro in epoca romana in Occidente, è stato realizzato un forno romano per vetro, secondo elementi archeologici e dati scientifici, grazie al progetto VERI (Vetro: Educazione, Ricerca, Innovazione) – Rifless(ion)i del comitato AIHV

Il manifesto del progetto Veri ad Aquileia per al costruzione di un forno romano antico per la produzione del vetro

Vi siete mai chiesti come potesse funzionare un forno per la produzione del vetro in epoca romana? La Fondazione Aquileia ha pronta la risposta: “Con il progetto ‘VERI Vetro: Educazione, Ricerca, Innovazione – Rifless(ion)i’, coordinato da Luciana Mandruzzato per il Comitato nazionale italiano AIHV (Association Internationale pour l’Histoire du Verre), lo abbiamo sperimentato l’estate scorsa sul fondo Pasqualis di Aquileia. Grazie al progetto di archeologia sperimentale, di cui la Fondazione Aquileia è partner scientifico, possiamo vedere la costruzione del primo ‘forno romano per vetro’ funzionante in Italia e riscoprire alcuni dei procedimenti utilizzati ad Aquileia, dove l’archeologia attesta uno dei più antichi centri di produzione vetraria romana in territorio occidentale”. Il progetto, finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, ha visto il coinvolgimento di numerosi partner scientifici di rilievo: soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, Fondazione Aquileia, università di Trieste-dipartimento di Studi umanistici, Comune di Trieste-assessorato alla Cultura, servizio Musei e Biblioteche, Associazione nazionale per Aquileia, oltre ai diversi Comuni coinvolti nelle iniziative. Ecco il video del progetto Veri di archeologia sperimentale.

“Il comitato nazionale italiano dell’AIHV è un’associazione che da più di 40 anni si occupa di storia del vetro dall’antichità all’epoca contemporanea”, spiega Luciana Mandruzzato. “Nell’ambito di queste sue attività, sia scientifiche che divulgative, ha presentato al bando regionale per la Regione Friuli-Venezia Giulia di divulgazione cultura umanistica un progetto intitolato “V.E.R.I. Rifless[ion]i” che si proponeva di sviluppare diversi approcci al vetro, che noi amiamo e troviamo estremamente affascinante, da diverse angolazioni e in diverse epoche. All’interno di questo progetto uno dei punti più forti è stata l’idea di realizzare un forno vetrario romano, con una tecnica affine a quella usata nell’antichità per questo tipo di strutture, proprio ad Aquileia dove la tradizione storica e archeologica ci dice si trovasse uno dei più antichi, uno dei più precoci centri di produzione vetraria in età romana in territorio occidentale”. E il sindaco di Aquileia Emanuele Zorino: “Nel 181 a.C. quando i romani decisero di creare qui il loro avamposto per espandersi poi verso il Norico e verso l’Est, riuscirono a creare una cittadina che non era soltanto un avamposto militare ma anche una città dove si incontravano merci che provenivano dall’Est e dal Nord. Questa idea di città emporio rinasce oggi in questo progetto che l’amministrazione comunale ha sposato immediatamente. L’idea, grazie allo strumento dell’archeologia sperimentale, è quella di ritrovare quelle che erano le antiche tecniche e trasformarle in un prodotto che noi oggi possiamo toccare con le nostre mani e anche dei nostri utenti”. “L’archeologia sperimentale si pratica da parecchi decenni più fuori dall’Italia che in Italia e più per altri ambiti cronologici e anche direi per altri ambiti tecnologici”, assicura Paola Ventura, archeologa della soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio del Friuli-Venezia Giulia. C’è l’archeologia della scheggiatura della selce e quella delle costruzioni in legno. “Si va dalla piccolissima alla grande scala, dalla scheggia all’osso lavorato fino alle palafitte ricostruite nella loro interezza. Per il vetro e per la ceramica è abbastanza comune, per il vetro e le fornaci di vetro consente di approfondire aspetti tecnologici. Quindi ha una ricaduta sulla ricerca, e può anche essere riproposto per la fruizione del pubblico, per dare un’immagine diversa dell’antichità, oltre i mosaici e le statue, ricollegare quello che si vede in museo al come veniva fatto”.

Vetri romani esposti al museo Archeologico nazionale di Aquileia (foto Graziano Tavan)

“Aquileia è stata una delle più grandi città dell’impero romano”, interviene Cristiano Tiussi, direttore della Fondazione Aquileia, “una città che aveva una vocazione commerciale molto forte sia verso il Mediterraneo – attraverso l’Adriatico – sia verso l’entroterra centro-europeo e balcanico, dunque una posizione sia per accogliere prodotti sia per trasmettere quei prodotti e smerciarli a un mercato molto più ampio. È logico quindi che ad Aquileia ci siano state delle lavorazioni di grande importanza. Tra questi sicuramente il vetro è stato uno dei più importanti. L’industria vetraria è un’industria di primo livello quindi direi che il progetto Veri trova ad Aquileia una sede assolutamente appropriata perché per l’appunto questo fu uno dei grandi centri di produzione del vetro e anche di altri prodotti artigianali di lusso come le ambre o come le gemme”. Si tratta quindi di un’operazione – riprende Mandruzzato – che si inserisce a tutti gli effetti in un ambito di archeologia sperimentale, ma che potrebbe anche servire da stimolo al far rivivere dei mestieri, delle conoscenze e delle capacità artigianali un tempo floride in quest’area e adesso ormai completamente perdute”.

Una fase della realizzazione del forno romano per la produzione del vetro ad Aquileia col progetto Veri (foto Aihv)

“Ad Aquileia abbiamo ricostruito un forno che si rifà al dato archeologico, testimonianze ritrovate sia nel territorio italiano che europeo”, spiega Alberto Rossi di Officina Temporis (archeologia sperimentale). “Abbiamo usato i materiali che venivano impiegati all’epoca romana per cercare di capire magari anche la tempistica di produzione: quindi in quanto tempo si riusciva a costruire un forno, e poi specialmente il suo utilizzo e tutte le problematiche che ne vengono fuori durante il suo utilizzo”. I materiali che utilizzati per la creazione di questo forno sono l’argilla, predominante, e laterizi romani. “L’argilla l’abbiamo usata in diversi stadi di lavorazione e di essicazione”, ricorda Denada Qendraj di Officina Temporis, “utilizzata morbida, in blocchi preparati da noi con stampi di legno, essiccati e poi posizionati per fare la volta del forno”. Ogni passaggio di questo esperimento (forma, struttura, ricostruzione del forno) è in realtà un passo di un cammino di ricerca, fa notare Mandruzzato: “Saranno momenti di ricerca sia per noi che studiamo i materiali, sia per i maestri vetrai che ci aiuteranno in questo lavoro: confrontarsi con una tecnologia a cui ormai non siamo più abituati, lavorare con temperature non controllabili con sicurezza e per la cui regolazione non basta girare una maniglia ma bisogna capire quanta legna serve, quando metterla e quando smettere di metterne”. Per queste tipologie di forno non c’è un progetto vero e proprio. Nasce tutto, come avevamo detto, dal dato archeologico, che però ci dà un’indicazione solo della parte sottostante il forno, mentre l’alzato non si trova mai. “Di conseguenza – conclude Nicola Albertin di Officina Temporis, “dobbiamo cercare di ricostruirlo attraverso un’analisi empirica e attraverso anche un’analisi di tipo scientifico. Ogni forno che costruiamo è un’esperienza unica, è una cosa che creiamo dal nulla. È emozionante vederlo ma la cosa più emozionate è poi vederlo funzionare”.