Firenze. Al museo Archeologico nazionale per “I Pomeriggi all’Archeologico” incontro Alessia Amenta, curatore reparto Antichità Egizie e del Vicino Oriente dei Musei Vaticani su “La litania in pietra della dea leonessa Sekhmet. Presentazione della più straordinaria scenografia d’Egitto”
Al museo Archeologico nazionale di Firenze per “I Pomeriggi dell’Archeologico”, giovedì 23 aprile 2026, alle 17, la conferenza “La litania in pietra della dea leonessa Sekhmet. Presentazione della più straordinaria scenografia d’Egitto” con Alessia Amenta, curatore reparto Antichità Egizie e del Vicino Oriente dei Musei Vaticani. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria scrivendo a: man-fi@cultura.gov.it. La conferenza presenta il Progetto Sekhmet, un progetto di ricerca internazionale e multidisciplinare diretto da Alessia Amenta, curatore del Reparto per le Antichità Egizie e del Vicino Oriente, e dedicato allo studio delle centinaia statue della dea leonessa Sekhmet in granodiorite, realizzate per il tempio funerario di Amenhotep III a Tebe Ovest a Kom el-Hettan (Tebe Ovest), eretto tra il 1390 e il 1353 a.C., ma distrutto qualche tempo dopo per un terribile terremoto. Le statue di Sekhmet, disposte nella parte più intima del tempio, avrebbero funzionato come una grandiosa scenografica litania di protezione per il faraone Amenhotep III e contro ogni possibile pericolo per il cosmo ordinato. Il progetto, diretto da Alessia Amenta, curatore del Reparto di Antichità Egizie e del Vicino Oriente dei Musei Vaticani, ha sviluppato metodi di ricerca innovativi. Nell’assenza di documentazione scritta antica relativa a questo gigantesco cantiere, la linea guida è stata quella di ‘far parlare le statue’ attraverso un software che utilizza l’Intelligenza Artificiale (AI). Il sito ha restituito statue finite, ma anche ‘non finite’, che rappresentano la scoperta archeologica più importante, poiché cristallizzano nello spazio e nel tempo un preciso momento della lavorazione della pietra. Siamo davanti a un gigantesco cantiere a cielo aperto, una straordinaria produzione fluida di ‘varietà seriali’.

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