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Pompei. Al via la XXII edizione della vendemmia agli scavi. Vigne aperte per i visitatori che possono assistere al tradizionale taglio delle uve, coltivate nei vigneti delle antiche domus, dalle quali viene prodotto il vino Villa dei Misteri

Tradizionale taglio dell’uva nel vigneto del Foro Boario a Pompei (foto Cesare Abbate)

Un itinerario tra i vigneti degli scavi di Pompei in occasione della vendemmia autunnale, di cui il 20 ottobre 2021 si celebra la ventiduesima edizione nell’area archeologica di Pompei: a mezzogiorno, alla Casa del Triclinio la presentazione ufficiale, poi vigne aperte ai visitatori che per l’occasione potranno assistere al tradizionale taglio delle uve, coltivate nei vigneti delle antiche domus, dalle quali viene prodotto il vino Villa dei Misteri. Il direttore del parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, e il prof. Piero Mastroberardino celebreranno la giornata della vendemmia che rinnova questa consolidata collaborazione, per la valorizzazione del territorio archeologico e delle sue peculiarità.

Tradizionale taglio dell’uva nel vigneto del Foro Boario a Pompei (foto Cesare Abbate)

Accedendo dall’ingresso di Piazza Anfiteatro sarà possibile visitare il vigneto del Foro Boario (dalle 9 alle 13) con la sua cella vinaria, il vigneto e la casa della Nave Europa e quello della Casa del Triclinio all’aperto. In quest’ultima domus è allestita fino al 30 novembre 2021 la mostra “Metropoli Latina” dell’architetto Andrea Branzi. L’esposizione che esplora la vita intima della domus, cogliendo la stretta relazione tra l’antico e il contemporaneo, riproduce in particolare nei vigneti, attraverso suoni di animali dell’aia, l’atmosfera quotidiana di vita contadina, esaltando ancor più la suggestione di momenti vissuti, e delle attività produttive che vi si svolgevano in antico.

Tradizionale taglio dell’uva nel vigneto del Foro Boario a Pompei (foto Cesare Abbate)

La coltivazione delle uve e la produzione del vino fanno parte di un progetto scientifico di studio degli impianti e delle antiche tecniche di viticoltura pompeiana avviato negli anni ‘90 nell’ambito degli studi di botanica applicata all’archeologia condotti dal Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco Archeologico di Pompei, cui ha fatto seguito una convenzione con l’Azienda Vinicola Mastroberardino, che si è occupata negli anni delle ricerche preliminari, dell’impianto e della coltivazione dei vigneti dell’antica Pompei, fino alla produzione finale del vino.

Vendemmia nel vigneto della Casa della Nave Europa a Pompei (foto parco archeologico di pompei)

L’idea progettuale, nata nel 1994, dapprima riguardava un’area limitata degli scavi, per poi ampliarsi e giungere oggi a interessare 15 aree a vigneto ubicate tutte nelle Regiones I e II dell’antica Pompei (tra cui Foro Boario, casa del Triclinio estivo, Domus della Nave Europa, Caupona del Gladiatore, Caupona di Eusino, l’Orto dei Fuggiaschi, ecc.) per un’estensione totale di circa un ettaro e mezzo e per una resa potenziale di circa 40 quintali per ettaro. Oggi il vino Villa dei Misteri rappresenta un modo unico per raccontare e far conoscere Pompei con la sua cultura e la sua tradizione antica e quale luogo di valorizzazione e, al tempo stesso, di difesa del territorio, del paesaggio e dell’ambiente.

Dai vigneti dell’area archeologica di Pompei si produce il vino “Villa dei Misteri” (foto parco archeologico Pompei)

Il Villa dei Misteri è frutto  dell’uvaggio storico di Piedirosso e Sciascinoso cui si è aggiunto, a partire dal millesimo 2011, l’importante contributo dell’Aglianico, vitigno simbolo della Campania, testimone millenario della viticoltura di origine ellenica e tra le varietà più adatte alla produzione di grandi rossi da lungo invecchiamento. Risale al 2007 l’ampliamento del progetto di ricerca sulla Vitis vinifera a Pompei, con l’individuazione di ulteriori aree da ripristinare a vigneto, aree destinate prevalentemente all’Aglianico.

Pompei. Al via la XX vendemmia per produrre il vino “Villa dei Misteri”, frutto di una rigorosa ricerca dei vigneti e delle antiche tecniche di viticoltura pompeiana. Quest’anno si degusta l’annata 2012

Dai vigneti dell’area archeologica di Pompei si produce il vino “Villa dei Misteri” (foto parco archeologico Pompei)

Tempo di vendemmia a Pompei. Mercoledì 30 ottobre 2019 nei vigneti dell’area archeologica si procederà al tradizionale taglio delle uve per dare inizio alla raccolta e alla nuova produzione del vino “Villa dei Misteri”. Alle 11, nel vigneto del Foro Boario il direttore generale Massimo Osanna e il prof. Piero Mastroberardino accoglieranno gli ospiti invitati per celebrare la XX edizione della vendemmia, frutto di un rigoroso percorso scientifico di studio dei vigneti e delle antiche tecniche di viticoltura pompeiana. Con l’occasione sarà possibile vedere la cella vinaria, ubicata alle spalle del vigneto, e l’ambiente produttivo attiguo, che ospita la ricostruzione in legno di un antico torchio per la premitura dell’uva; entrambi i vani sono stati oggetto di recenti interventi di messa in sicurezza delle coperture. L’idea progettuale, nata nel 1994, dapprima riguardava un’area limitata degli scavi, per poi ampliarsi e giungere oggi a interessare 15 aree a vigneto ubicate tutte nelle Regiones I e II dell’antica Pompei (tra cui Foro Boario, casa del Triclinio estivo, Domus della Nave Europa, Caupona del Gladiatore, Caupona di Eusino, l’Orto dei Fuggiaschi, ecc.) per un’estensione totale di circa un ettaro e mezzo e per una produzione potenziale di circa 40 quintali per ettaro. Il vino Villa dei Misteri rappresenta un modo unico per raccontare e far conoscere Pompei con la sua cultura e la sua tradizione antica e quale luogo di valorizzazione e, al tempo stesso, di difesa del territorio, del paesaggio e dell’ambiente.

A Pompei si coltivano le uve di di Aglianico, Piedirosso e Sciascinoso per rispettare gli antichi uvaggi (foto parco archeologico Pompei)

Nell’ambito degli studi di botanica applicata all’archeologia condotti dal Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco archeologico di Pompei, l’Azienda Vinicola Mastroberardino, in convenzione con il Parco, si è negli anni presa cura delle ricerche preliminari, dell’impianto e della coltivazione dei vigneti dell’antica Pompei, dando vita al pregiato vino “Villa dei Misteri”. Quest’anno gli appassionati di vino potranno degustare il Villa dei Misteri Annata 2012, frutto dell’uvaggio storico di Aglianico, Piedirosso e Sciascinoso. L’Aglianico è inserito in blend a partire dalla vendemmia 2011: risale infatti al 2007 l’ampliamento del progetto con l’individuazione di ulteriore aree da ripristinare a vigneto, destinandole integralmente alla coltivazione del nobile vitigno Aglianico – una delle varietà più rappresentative della viticoltura dell’antichità – naturalmente adatto alla produzione di grandi vini rossi da lungo invecchiamento. La forma di allevamento selezionata a tale scopo è stata l’alberello, che meglio si adatta, nel microclima di Pompei, al vitigno Aglianico, in un connubio perfetto tra il vitigno di origine greca (“Vitis Hellenica”) e la tipica potatura corta ellenica. In questo millesimo, i livelli qualitativi conseguiti sul Villa dei Misteri sono molto elevati e si percepisce, in misura ancora maggiore rispetto al 2011, il contributo dell’Aglianico, delineando buona concentrazione, intensità aromatica, vellutato patrimonio di tannini, densità e particolare eleganza. Il Villa dei Misteri del millesimo 2012, dopo un lungo periodo di affinamento, si presenta con colore rosso rubino e offre un profilo olfattivo molto complesso con note che ricordano la prugna, la marasca, la mora, il tabacco, la liquirizia, la vaniglia, le erbe officinali, il pepe e i chiodi di garofano. Al palato si caratterizza per buona densità e persistenza con sensazioni sapide, acide e morbide molto decise. Tutti gli aspetti sensoriali sono ben equilibrati tra loro e di particolare finezza.

A Pompei “appuntamento con Bacco” al vigneto della Casa del Triclinio estivo: insieme al direttore generale Massimo Osanna brindisi beneaugurale con il vino Villa dei Misteri 2011 per celebrare la XIX vendemmia a Pompei. Oggi sono ben 15 le aree a vigneto tra la Regio I e la Regio II

La raccolta nell’Orto Boario davanti al grande anfiteatro di Pompei (foto Ciro Fusco)

“L’appuntamento con Bacco” è al vigneto della Casa del Triclinio estivo di Pompei. Giovedì 25 ottobre 2018 ci si ritrova agli Scavi per la tradizionale raccolta delle uve nei vigneti di Pompei, XIX edizione della vendemmia a Pompei, frutto di un rigoroso percorso scientifico di studio delle antiche tecniche di viticoltura. Brindisi di buon augurio alle 10 con il direttore generale Massimo Osanna e il prof. Piero Mastroberardino per celebrare la consolidata collaborazione con l’azienda vinicola Mastroberardino che, nell’ambito degli studi di botanica applicata all’archeologia condotti dal Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco archeologico di Pompei, si è negli anni presa cura delle ricerche preliminari, dell’impianto e della coltivazione dei vigneti dell’antica Pompei, oltre a dar vita al pregiato vino “Villa dei Misteri”. L’idea progettuale, nata nel 1994, ha dapprima interessato un’area limitata degli scavi, per poi ampliarsi e giungere oggi a interessare 15 aree a vigneto ubicate tutte nelle Regiones I e II dell’antica Pompei (tra cui Foro Boario, casa del Triclinio estivo, Domus della Nave Europa, Caupona del Gladiatore, Caupona di Eusino, l’Orto dei Fuggiaschi, ecc.) per un’estensione totale di circa un ettaro e mezzo e per una produzione potenziale di circa 40 quintali per ettaro.

Uva raccolta nei vigneti all’interno dell’area archeologica di Pompei

Quest’anno gli appassionati di vino potranno degustare il Villa dei Misteri annata 2011, prima produzione frutto dell’uvaggio storico di Piedirosso e Sciascinoso cui si aggiunge il primo raccolto di Aglianico. Risale infatti al 2007 l’ampliamento del progetto con l’individuazione di ulteriore aree da ripristinare a vigneto, destinandole integralmente alla coltivazione del nobile vitigno Aglianico – una delle varietà più rappresentative della viticoltura dell’antichità – naturalmente adatto alla produzione di grandi vini rossi da lungo invecchiamento. La forma di allevamento selezionata a tale scopo è stata l’alberello, che meglio si adatta, nel microclima di Pompei, al vitigno Aglianico, in un connubio perfetto tra il vitigno di origine greca (“Vitis Hellenica”) e la tipica potatura corta ellenica. Il vino Villa dei Misteri rappresenta un modo unico per raccontare e far conoscere Pompei con la sua cultura e la sua tradizione antica e quale luogo di valorizzazione e, al tempo stesso, di difesa del territorio, del paesaggio e dell’ambiente.

Appuntamento agli scavi di Pompei per la vendemmia 2014: dalle uve raccolte il vino “Villa dei Misteri”, un “pompeiano IGT rosso”

Appuntamento il 22 ottobre agli scavi di Pompei per la 15.ma vendemmia aperta al pubblico

Appuntamento il 22 ottobre agli scavi di Pompei per la 15.ma vendemmia aperta al pubblico

Dove si va domani? A vendemmiare a Pompei. Sì, avete capito bene. Domani, 22 ottobre, torna per la quindicesima volta – è quindi ormai una tradizione – la vendemmia agli scavi di Pompei. La raccolta delle uve nei vigneti dell’area orientale della città antica potrà essere seguita infatti anche dal pubblico che visita l’area archeologica. L’evento che si rinnova per il quindicesimo anno, sarà occasione per presentare le recenti attività del Laboratorio di Ricerche Applicate della soprintendenza e soprattutto le ultime novità a supporto dei vari studi di approfondimento. Tra queste le recenti convenzioni con l’Ordine Nazionale dei Biologi per l’analisi dei rischi e dei danni correlate alla presenza di microrganismi sui reperti, nonché la convenzione con l’Istituto Superiore di agraria “Vesevus Cesaro” per l’implementazione delle attività svolte nell’Orto Botanico e nell’Orto didattico. L’appuntamento per i giornalisti è alle 11 al vigneto della Casa della Nave Europa. Mentre I visitatori potranno assistere al taglio delle uve presso i vigneti del Foro Boario che resterà aperto al pubblico a partire dalle 13.

I vigneti di uve Aglianico, Piedirosso e Sciascinoso coltivati al Foro Boario di Pompei dal 1996

I vigneti di uve Aglianico, Piedirosso e Sciascinoso coltivati al Foro Boario di Pompei dal 1996

Il cartello del vigneto della Casa della Nave Europa a Pompei

Il cartello del vigneto della Casa della Nave Europa a Pompei

Nell’incontro con i giornalisti saranno presenti il soprintendente Massimo Osanna, il dott. Ernesto De Carolis responsabile del Laboratorio di Ricerche applicate della soprintendenza e il prof. Piero Mastroberardino. Interverranno, inoltre, il prof. Gaetano Panariello, preside dell’Istituto “Vesevus Cesaro” e il prof. Aldo Mauri, tutor agronomo del progetto, il prof. Stefano Mazzoleni, direttore del museo di Storia Agraria di Portici, con il quale è da diversi anni attiva una proficua collaborazione di studi e il prof. Giovanni Rivelli, dell’Ordine nazionale dei Biologi. Al termine della vendemmia, i giornalisti interessati, potranno visitare il Laboratorio di Ricerche aApplicate dove sarà possibile osservare alcuni dei reperti botanici più interessanti conservati nella camera climatizzata, di cui la soprintendenza di Pompei, tra le poche in Italia, dispone.

Nelle precedenti vendemmie di Pompei sono stati raccolti mediamente 30 quintali di uva ciascuna

Nelle precedenti vendemmie di Pompei sono stati raccolti mediamente 30 quintali di uva ciascuna

Per il quindicesimo anno saranno dunque vendemmiate le uve dei vigneti coltivati, su circa un ettaro complessivo, all’interno dell’area archeologica. Le scorse annate hanno prodotto in media 30 quintali d’uva ciascuna. Le uve saranno poi lavorate per produrre il vino “Villa dei Misteri”. Nei primi anni il vino prodotto venne venduto all’asta, poi venne inviato alle ambasciate italiane per essere “ambasciatore” degli Scavi all’estero, attualmente viene commercializzato dalla casa vinicola Mastroberardino.

Scene con amorini impegnati nella mescita del vino in un affresco di Pompei

Scene con amorini impegnati nella mescita del vino in un affresco di Pompei

I vitigni di Pompei producono un Pompeiano IGT rosso

I vitigni di Pompei producono un Pompeiano IGT rosso

Nel 1996 la soprintendenza Archeologica di Pompei affidò proprio alla Mastroberardino il ripristino della viticoltura nell’antica città di Pompei, senza oneri per la soprintendenza. Un esperimento di archeologia applicata, per verificare sul campo quanto noto sulla pratica vitivinicola degli antichi romani che proprio nell’attuale Campania aveva la sua area di eccellenza. Nel 2001 si è avuto il primo raccolto significativo, la prima vinificazione e l’affinamento in legno del primo vino dell’antica Pompei, prodotto in appena 1721 bottiglie. Secondo la classificazione ufficiale il “Villa dei Misteri” è un “Pompeiano IGT rosso”, da uvaggio Aglianico, Piedirosso e Sciascinoso.