Archivio tag | Nucleo Subacquei della Guardia Costiera di Messina

Ispica (Rg). Nelle acque di Santa Maria del Focallo scoperto un relitto arcaico risalente al VI-V secolo a.C., insieme a quattro ancore litiche e due in ferro, che testimonia i commerci tra Grecia e Sicilia

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Rilievi del relitto di VI-V secolo a.C. scoperto nelle acque di Santa Maria del Focallo nel Comune di Ispica (Rg) (foto regione siciliana)

Un relitto arcaico risalente al VI-V secolo a.C., insieme a quattro ancore litiche e due in ferro, è stato scoperto a dicembre 2024 nelle acque di Santa Maria del Focallo, nel Comune di Ispica nel ragusano, durante una campagna di scavi subacquei condotta dal dipartimento di Studi umanistici e del Patrimonio culturale dell’università di Udine e dalla soprintendenza del Mare della Regione Siciliana.

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Una delle anfore in ferro scoperte a pochi metri dal relitto di Ispica (foto regione siciliana)

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Una delle anfore litiche scoperte a pochi metri dal relitto di Ispica (foto regione siciliana)

Il relitto è stato rinvenuto a sei metri di profondità, sepolto da sabbia e massi. Lo scavo ha rivelato uno scafo costruito con la tecnica “su guscio”, caratterizzato da tavole del fasciame collegate tramite incastri (tenoni e mortase) che conferivano alla struttura una funzione autoportante. A pochi metri dal naufragio sono stati individuati due nuclei di ancore: due in ferro del tipo a “T” rovesciata, probabilmente risalenti al VII secolo d.C., e quattro litiche, di probabile epoca preistorica.

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Rilievi del relitto di VI-V secolo a.C. scoperto nelle acque di Santa Maria del Focallo nel Comune di Ispica (Rg) (foto regione siciliana)

La segnalazione del sito alla soprintendenza del Mare era stata fatta nel 2022 da Antonino Giunta, che con l’associazione BCsicilia aveva elaborato una mappa 3D dell’area. La campagna di scavi, durata tre settimane e conclusa nello scorso mese di settembre, ha visto il coinvolgimento del Nucleo sommozzatori della Guardia Costiera di Messina e della Capitaneria di Porto di Pozzallo, che hanno garantito supporto tecnico e logistico alle operazioni. Grazie alla fotogrammetria subacquea, è stato possibile generare un modello tridimensionale del relitto, mentre i campioni prelevati consentiranno ulteriori analisi paleobotaniche per approfondire lo studio dei materiali utilizzati.

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Lo scafo del relitto di VI-V secolo a.C. scoperto nelle acque di Santa Maria del Focallo nel Comune di Ispica (Rg) (foto regione siciliana)

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Il tream impegnato nelle ricerche subacquee nell’ambito del progetto “Kaukana Project” (foto regione siciliana)

Questa attività di ricerca è stata condotta nell’ambito del “Kaukana Project”, alla sua quinta campagna di scavo effettuata come approccio integrato per la valorizzazione del nostro patrimonio culturale sommerso. Il progetto, nato nel 2017, prosegue con l’obiettivo di ricostruire il paesaggio costiero e sommerso lungo il litorale compreso tra Ispica, Kaukana e Kamarina, in collaborazione con l’università di Udine e prestigiosi enti di ricerca italiani e internazionali.

 

Mazara del Vallo (Tp). Scoperte tre ancore romane nel fondale antistante la città: costituiranno un punto di interesse per un nuovo itinerario culturale sommerso

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I ceppi di ancore romane rinvenuti sui fondali marini davanti a Mazara del Vallo (Tp) (foto regione siciliana)

Rinvenute sui fondali davanti a Mazara del Vallo tre ancore di epoca romana che non saranno rimosse, ma andranno a costituire un punto di interesse per un nuovo itinerario culturale sommerso. Un’operazione congiunta tra soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, Guardia Costiera di Mazara del Vallo e 3° Nucleo Subacquei della Guardia Costiera di Messina, ha portato al rinvenimento di tre ancore romane nel fondale antistante la città di Mazara del Vallo (Tp). L’individuazione è avvenuta grazie alla segnalazione da parte di un subacqueo mazarese, Walter Marino e dai subacquei della Lega Navale di Mazara, nel corso di una immersione ricreativa. La tempestiva segnalazione al Comandante della Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo, C.F. (CP) Enrico Arena, ha attivato le procedure di verifica del sito.

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Il team che ha partecipato all’operazione congiunta tra soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, Guardia Costiera di Mazara del Vallo e 3° Nucleo Subacquei della Guardia Costiera di Messina (foto regione siciliana)

Nel corso dell’immersione, effettuata dai sommozzatori del Nucleo Subacqueo della Soprintendenza del Mare e del 3° Nucleo Subacquei della Guardia Costiera, sono stati documentati e rilevati due grandi ceppi d’ancora in piombo, di epoca romana, e un’ancora in ferro in corso di identificazione. Il rilievo 3D effettuato nel corso dell’immersione, consentirà di eseguire i primi approfondimenti sulla consistenza del ritrovamento.  “Nei giorni scorsi”, dichiara il Comandante della Capitaneria di porto di Mazara del Vallo, Enrico Arena, “è stato raggiunto un rilevante obiettivo di tutela dei beni archeologici presenti nelle acque di nostra giurisdizione, reso possibile dal tempestivo intervento di Capitaneria di Porto e soprintendenza del Mare, con la fattiva partecipazione di una locale associazione di diving e con la preziosa collaborazione del 3° Nucleo Subacquei della Guardia Costiera, componente specialistica del Corpo sempre più impegnata in campagne di scoperta e di valorizzazione del patrimonio archeologico sommerso”.

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Mazara del Vallo (Tp): l’ancora in ferro in corso di identificazione (foto regione siciliana)

“Ancora una volta – dichiara il soprintendente del Mare Ferdinando Maurici – la sinergia tra la Capitaneria di Porto e la Soprintendenza del Mare con l’attiva partecipazione dei segnalatori, ha consentito la scoperta di un sito archeologico che presenta, alla luce delle informazioni fino ad ora acquisite, le potenzialità per rivelarsi un futuro itinerario culturale sommerso fruibile da appassionati subacquei e turisti. È questa un’opportunità per un territorio che tanto ha già dato all’archeologia subacquea siciliana e che presenta buone prospettive di sviluppo con un turismo subacqueo culturale”.