Dal 6 agosto in tutti i siti del parco archeologico di Ostia antica si entra col Green Pass e un documento d’identità. Non si rimborsano i biglietti già emessi

Dal 6 agosto 2021 è obbligatorio che i visitatori esibiscano la certificazione verde (cd. Green Pass) unitamente a un valido documento di identità, per l’accesso anche ai siti e monumenti del Parco archeologico di Ostia antica: Area archeologica di Ostia antica, Castello di Giulio II a Ostia antica, Area archeologica dei Porti Imperiali di Claudio e Traiano e Necropoli di Porto all’Isola Sacra a Fiumicino. Tale obbligo non si applica ai bambini di età inferiore ai 12 anni e ai soggetti esenti dall’obbligo vaccinale in possesso di adeguata certificazione medica. La certificazione verde COVID-19 è rilasciata dal ministero della Salute sulla base dei dati trasmessi dalle Regioni e Province Autonome relativi alla vaccinazione, alla negatività al test o alla guarigione dal COVID-19. La certificazione è emessa gratuitamente ed è scaricabile anche in formato digitale sulle app IO e Immuni, oltre che sul sito. In mancanza del Green Pass e di un documento valido non sarà possibile accedere alle aree archeologiche e monumentali; in quest’ultimo caso il biglietto eventualmente già acquistato online non verrà rimborsato. Restano in vigore le prescrizioni di sicurezza anti-COVID 19: all’ingresso è necessaria la misurazione della temperatura ed è obbligatorio indossare la mascherina; lungo il percorso di visita sono inoltre disponibili soluzioni igienizzanti.
Archeologia in lutto. Si è spento dopo lunga malattia l’archeologo britannico Simon Keay, specializzato in particolare nei porti del Mediterraneo romano, figura fondamentale negli studi su Portus e Isola Sacra. Lo ricordano la British School di Roma (lì insegnava dal 2006) e il parco archeologico di Ostia antica (membro del Comitato scientifico dal 2018)

Archeologia in lutto. Il 7 aprile 2021 si è spento dopo una lunga malattia l’archeologo e accademico britannico Simon Keay a 66 anni (era nato il 21 maggio 1954), professore emerito di archeologia all’università di Southampton, specializzato nell’archeologia dell’Impero Romano, in particolare nei porti del Mediterraneo romano, nel commercio e nel cambiamento culturale in Italia e Iberia. Dal 2006 era professore di ricerca e direttore di archeologia alla British School di Roma. È stata proprio la BSR, “profondamente triste” ad annunciare la scomparsa di uno dei suoi membri più stimati. “Simon era un uomo gentile e generoso, pieno di vita ed energia”, scrivono Chris Wickham e Stephen Kay. “Era attivo, nonostante la sua malattia, nell’aiutarci, fino a pochi giorni prima della sua morte. La Scuola gli deve una somma incalcolabile. Inviamo le nostre più sentite condoglianze a Nina, James e Leo, e stiamo ricevendo messaggi da tutto il mondo che dimostrano l’alta considerazione con cui è stato tenuto. Lo commemoreremo correttamente, una volta superato lo shock della sua scomparsa”. E continuano: “Molti colleghi e amici della BSR avranno familiarità con il lavoro di Simon dal suo duraturo studio e classificazione delle anfore romane. Fu attraverso questa ricerca, che prevedeva uno studio approfondito del commercio nel Mediterraneo, che rimase affascinato dai porti e dal commercio. Fu questo che lo portò a Roma e iniziò il suo lungo e stretto rapporto con la BSR. Nel 1997, in seguito all’inizio dei lavori a Falerii Novi, Simon fu invitato dai colleghi italiani ad iniziare le ricerche a Portus, il porto imperiale di Roma. Iniziando con un’importante indagine geofisica nel 1998, Simon trascorse i successivi 23 anni studiando aspetti del porto, iniziando importanti scavi nel sito nel 2007. Nel 2018 è stato nominato membro del comitato scientifico consultivo del Parco Archeologico di Ostia antica sul quale ha prestato servizio con grande entusiasmo e borsa di studio. Più recentemente, Simon ha aperto il suo studio ai porti di tutto il mar Mediterraneo, e i libri su questo, per lo più pubblicati nella serie di archeologia BSR, stanno ancora uscendo. Insieme a un’ampia rete di colleghi e amici ha aperto la strada alla pratica della ricerca geofisica come metodo non invasivo di investigazione di siti in Italia su larga scala, e la sua eredità presso la BSR è ora un gruppo altamente specializzato che applica regolarmente queste tecniche in tutta Italia e nel Mediterraneo”.

A unirsi nel cordoglio per la prematura scomparsa del professor Simon Keay è il parco archeologico di Ostia antica di cui il professore era membro del Comitato scientifico. “Eminente studioso dell’archeologia e della storia dei porti e del commercio nel mondo romano, è stato una figura fondamentale negli studi su Portus e Isola Sacra, nel comprendere le articolazioni del grande porto di Roma imperiale con Ostia e il Trastevere Ostiense”, si legge sul sito del Parco. “Indagini geofisiche, ma anche scavi archeologici: in particolare le ricerche nel Palazzo Imperiale di Portus hanno consentito di comprendere l’articolazione del complesso e di portare in luce edifici come il piccolo anfiteatro e i Navalia, dei quali non si conosceva l’esistenza. Nel territorio, le indagini geofisiche si sono svolte principalmente su due fronti, l’uno volto a comprendere il collegamento tra Portus e Ostia attraverso Isola Sacra, l’altro rivolto a comprendere l’estensione e l’articolazione del bacino di Claudio e a individuare l’Isola Faro nota dalle fonti, ma della quale oggi non resta traccia. Delle ricerche a Isola Sacra aveva recentissimamente pubblicato una monografia, in collaborazione con il Parco: The Isola Sacra Survey: Ostia, Portus and the port system of Imperial Rome (a cura di S. keay, M. Millett, K. Strutt e P. Germoni), 2020; precedentemente aveva pubblicato due volumi dedicati a Portus: Portus (a cura di S. keay, M. Millett, L. Paroli e K. Strutt), 2005, e Portus and its hinterland (a cura di S. Keay e L. Paroli), 2011. Oltre a questi volumi, ha pubblicato numerosissimi contributi e report scientifici dedicati alle ricerche geofisiche e alle indagini archeologiche condotte a Portus”.

“Alla ricerca scientifica e formativa degli studenti, con il progetto PortusLimen”, continua il ricordo del Parco, “ha sempre abbinato l’attività di divulgazione, attraverso progetti quali il Portus Project, sul cui blog online ha pubblicato man mano il progredire delle ricerche, e attraverso ricostruzioni virtuali estremamente accurate che restituiscono le infrastrutture del porto di Traiano. Alle doti scientifiche si affiancano le qualità umane: ricorderemo sempre l’eleganza, la pacatezza, la cortesia e la pazienza del professor Keay, ma soprattutto la grande passione che lo animava, l’amore che provava per Portus e per la ricerca, e quel guizzo negli occhi, carico di forte motivazione”.
Roma-Fiumicino. Riapertura area archeologica dei Porti di Claudio e di Traiano (Portus) e necropoli di Porto a Isola Sacra: nuove modalità di visita in sicurezza

Dopo la chiusura di novembre 2020 e dopo aver apprestato le necessarie misure di prevenzione dal rischio di contagio da Covid-19, giovedì 11 febbraio 2021 a Fiumicino hanno riaperto al pubblico l’area archeologica dei Porti di Claudio e di Traiano e da giovedì 18 febbraio 2021 aprirà la Necropoli di Porto a Isola Sacra.

Per l’area archeologica dei Porti di Claudio e di Traiano (Portus) c’è un nuovo orario, in ottemperanza alle disposizioni relative alle regioni in “zona gialla”: tutti i giovedì, tutti i venerdì, il 1° e il 3° mercoledì del mese, sempre dalle 9.30 alle 16.30 con ultimo ingresso alle 15.30. Non è prevista la prenotazione e non si possono accogliere richieste di visite per gruppi al di fuori dell’orario e dei giorni indicati. I visitatori all’ingresso, dotati di mascherina, dovranno sottoporsi alla misurazione della temperatura corporea e non potranno accedere se la temperatura risulterà uguale o superiore ai 37,5 °C. Il percorso di visita inizia dal Portico di Claudio. L’area delle “Colonnacce” non è accessibile per restauri in corso; il Belvedere sul Lago di Traiano non è accessibile per restauri in corso. Per quanto riguarda le misure di prevenzione del contagio, le regole sono poche e semplici: obbligo di mascherina all’ingresso, mantenimento della distanza di almeno 1 m dalle persone. Per i gruppi valgono le stesse regole dell’area archeologica di Ostia antica: è consentito l’accesso di gruppi fino a 10 persone + guida senza l’uso di dispositivi particolari e fino a 25 persone + guida con uso di dispositivi audio (sistema integrato microfono-auricolari).

La Necropoli di Isola Sacra, in ottemperanza alle disposizioni relative alle regioni in “zona gialla”, dal 18 febbraio 2021 aprirà il giovedì e il venerdì, dalle 10 alle 16, la 1^ e 3^ settimana del mese. Non è prevista la prenotazione e non si possono accogliere richieste di visite per gruppi al di fuori dell’orario e dei giorni indicati. I visitatori all’ingresso, dotati di mascherina, dovranno sottoporsi alla misurazione della temperatura corporea e non potranno accedere se la temperatura risulterà uguale o superiore ai 37,5 °C. Il percorso è indicato da segnaletica direzionale. Si può accedere solo in alcune tombe: la tomba 97, 86, 76 e 75 (opportunamente segnalate); in queste tombe monumentali può accedere una persona alla volta per evitare assembramenti. Non è possibile invece entrare invece in tutte le altre tombe. Per quanto riguarda le misure di prevenzione del contagio, le regole sono poche e semplici: obbligo di mascherina all’ingresso, mantenimento della distanza di almeno 1 metro dalle persone. Per i gruppi valgono le stesse regole dell’area archeologico di Ostia antica: è consentito l’accesso di gruppi fino a 10 persone + guida senza l’uso di dispositivi particolari e fino a 25 persone + guida con uso di dispositivi audio (sistema integrato microfono-auricolari).
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