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Berlino. Ultima estate per ammirare la Porta di Ishtar di Babilonia o la Porta del Mercato di Mileto: dal 23 ottobre chiude il Pergamon Museum per una complessa ristrutturazione che finirà non prima del 2037 (tra 14 anni!). Nel 2027, riapertura parziale con l’Altare di Pergamo (ora non visibile)

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La Porta di Ishtar di Babilonia tra i capolavori del Pergamon Museum di Berlino (foto SMB / Becker)

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La chiusura del Pergamon Museum annunciato da Il Mitte, il quotidiano di Berlino per italofoni

Dal 1° luglio 2023 gli orari di apertura del Pergamon Museum sono prolungati il martedì, il mercoledì, il venerdì, il sabato e la domenica dalle 9 alle 19 e il giovedì dalle 9 alle 20. E questo orario rimarrà in vigore fino a domenica 22 ottobre 2023. Perché proprio fino a ottobre e non fino alla fine dell’estate, come sarebbe più logico? Perché da lunedì 23 ottobre 2023 il Pergamon Museum, uno dei più visitati musei di Berlino, il museo che riunisce inestimabili collezioni di antichità classiche, del vicino Oriente e di arte islamica, non sarà più visitabile al pubblico. E non per poco. Quasi quattro anni, cioè fino al 2027, per una prima riapertura parziale. Ma solo nel 2037, a lavori di ristrutturazione completati, il Pergamon Museum tornerà accessibile al pubblico nella sua interezza. Quindi questa è l’ultima estate disponibile per ammirare la Porta di Ishtar e la via processionale di Babilonia o la Porta del Mercato di Mileto, tanto per fare qualche esempio eclatante. L’Altare di Pergamo, che ha dato il nome al museo berlinese, già ora non è visibile. I lavori di ristrutturazione, inclusi nel Museumsinsel Master Plan, sono già in corso infatti da tempo nell’edificio: i primi interventi risalgono al 2013. Le operazioni fin qui svolte sono state portate avanti garantendo la parziale accessibilità della struttura museale; la fase in arrivo impone però la chiusura completa della prestigiosa istituzione. Il primo step, nel 2027, prevede il completamento dei lavori nell’ala nord che comprende l’altare di Pergamo, la quale sarà nuovamente aperta ai visitatori.

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Heinrich Schliemann con gli scavatori che riportano alla luce l’antica Troia sulla collina di Hissarlik in Turchia

Dopo la scoperta di Troia da parte del famoso mercante e archeologo Heinrich Schliemann, nel XIX secolo scoppiò la febbre degli scavi. I ricercatori tedeschi si recarono a Pergamo, Mileto, Babilonia, Uruk, Assur e in Egitto. L’impero ottomano concesse loro generose quote dei reperti rinvenuti: fu così che importanti monumenti architettonici, sculture e piccoli oggetti antichi approdarono a Berlino. I reperti vennero subito esposti sull’Isola dei musei, all’interno del predecessore del Museo di Pergamo. Ben presto, però, lo spazio non fu più sufficiente. Il Museo di Pergamo fu costruito tra il 1910 e il 1930 su progetto dell’architetto Alfred Messel e in poco tempo divenne una delle principali attrazioni di Berlino. Oltre all’imponente altare di Pergamo, vero e proprio capolavoro dell’arte ellenistica, la porta del Mercato di Mileto, alta 17 metri, e la magnifica porta di Ishtar costituiscono il cuore del museo. Ogni ala dell’edificio ospita una delle tre collezioni: parte della collezione di antichità classiche nell’edificio centrale, il Museo del Vicino Oriente al pianoterra dell’ala sud e il Museo di arte islamica al piano superiore.

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La Porta del Mercato di Mileto tra i capolavori del Pergamon Museum di Berlino (foto SMB / Becker)

Come si diceva, attualmente sono in corso le opere previste per l’ala nord e per la parte centrale, con interventi che riguardano sia la sala ellenistica che il vasto ambiente con l’Altare di Pergamo. Ma è l’ala sud quella che ha bisogno di una ristrutturazione urgente, poiché le pessime condizioni e il degrado complessivo incidono sulla stabilità delle architetture e sulla sicurezza dei reperti. E poi, nel Museumsinsel Master Plan, è prevista la costruzione della quarta ala, e, successivamente, la costruzione delle sezioni di collegamento ancora mancanti con il Bode-Museum e con il New Neues Museum, nonché la ristrutturazione degli spazi esterni e la realizzazione del ponte sul Kupfergraben, il cosiddetto Pergamonsteg. Basta questo per comprendere questa lunghissima, epocale, chiusura.