Firenze. Al museo Archeologico nazionale è arrivata Musetta, la topolina-archeologa mascotte dei Servizi Educativi che accompagnerà i visitatori più piccoli alla scoperta dei tesori del museo. L’archeologa Claudia Noferi illustra come è nata questa idea
Al museo Archeologico nazionale di Firenze ha la nuova mascotte dei Servizi Educativi: Musetta, la topolina-archeologa che ama esplorare il passato per raccontarlo con occhi nuovi. È lei la guida speciale del MAF capace di conquistare bambini e adulti con la sua passione e il suo entusiasmo. Musetta non è un topolino qualunque, ma più specificamente si tratta di un mustiolo etrusco (suncus etruscus): il più piccolo mammifero del mondo, tipicamente italiano e molto diffuso in Toscana. Chi meglio di lei poteva accompagnare i visitatori più giovani, intrufolandosi nelle sale e raccontando i dettagli delle opere del Museo? Una minuscola amica, ma in gamba e “tosta”, come le donne che negli anni ‘20 hanno osato dedicarsi all’archeologia, fino ad allora regno indiscusso del genere maschile.

L’archeologa del Maf, Claudia Noferi, accanto al manifesto di presentazione di Musetta (foto graziano tavan)
Musetta ha fatto il suo debutto ufficiale con l’apertura della nuova sala della Chimera primo step della grande stagione di rinnovamento del MAF che porterà all’inaugurazione di nuove sezioni nel corso del 2026. Proprio in occasione della presentazione del nuovo allestimento della Chimera, l’archeologa Claudia Noferi, responsabile dei Servizi Educativi del museo Archeologico nazionale di Firenze, ha illustrato come è nata Musetta.

Il nuovo pannello della sala della Chimera con evidenziata la parte bassa dedicata ai bambini e illustrata con Musetta (foto graziano tavan)
“Come Servizi Educativi ci siamo integrati – in punta di piedi, diciamo – nel progetto dello studio fiorentino di architettura Guicciardini & Magni e nel progetto grafico di Rovai-Weber”, spiega Claudia Noferi. “In realtà l’idea è nata un po’ dal fatto che questi nuovi pannelli, inaugurati nel nuovo allestimento della sala della Chimera sono molto alti, lunghi e stretti. Quindi abbiamo pensato: perché non dedicare una parte, la parte inferiore, ai visitatori di statura più piccola, cioè ai nostri piccoli visitatori, che potrebbero avere quindi una pannellistica riservata a loro? Per fare questo però c’era bisogno di dare un input immediato che permettesse poi ai bambini di riconoscere quali erano i testi pensati specificamente per loro. Da qui è nata l’idea di una mascotte, una mascotte che abbiamo deciso che fosse un topolino – anzi una topolina – perché è un inizio, come diceva il nostro direttore, che ci accompagnerà così come la sala della Chimera è un primo allestimento che ci accompagnerà poi in tutta la sezione etrusca del museo in cui pian piano proseguirà. Abbiamo deciso quindi che sarà sui pannelli e non solo, e accompagnerà tutti i supporti educativi dei nostri piccoli visitatori anche in futuro.

Musetta, la topolina-archeologa mascotte del Maf, scrive il suo nome dal logo del museo (foto graziano tavan)
“Quindi ci voleva un animaletto – continua Noferi – che in qualche modo poi si adattasse anche in futuro a tutte le anime del nostro museo, quindi anche a quella egizia, a quella romana, a quella greca. E il topolino, tra l’altro, ci sembrava anche l’animale più adatto, proprio per sgattaiolare all’interno delle sale, per le sue piccole dimensioni e poter guidare i nostri bambini. Abbiano deciso e voluto che fosse una femmina, quindi una topolina, che si chiamerà Musetta: abbiamo giocato con la parola Musetta che ricorda la parola museo e il termine latino mus che significa topo. Finora ho sempre parlato al plurale. Uno dei protagonisti di questo plurale è il nostro direttore, ma un’altra è la mano di Musetta che è Silvia Bolognesi, una delle nostre operatrici con una mano felicissima. Le abbiamo presentato questa idea e lei l’ha resa realtà. Quindi senza di lei tutto questo non sarebbe stato possibile. Si è ispirata alle figure delle archeologhe degli anni ’20 del secolo scorso, quindi alle prime figure di archeologhe. L’abbiano voluta femminile ma non troppo, e l’abbiamo pensata come un’archeologa reale, quindi nei prossimi pannelli e nei prossimi contenuti si vedranno tutti gli accessori.
“Approfitto di questa occasione – conclude Noferi – anche per ringraziare tutto il personale del museo e dei nostri servizi educativi perché ci supporta veramente in tutte le nostre attività che non sono semplici e non sono facili anche nella gestione dei bambini. Loro ci mettono anima e cuore. Senza di loro veramente questo non sarebbe possibile. Questo è un inizio per Musetta. Quindi ci auguriamo tutti di vederla in diverse altre vesti. Noi quando vediamo gli occhi dei bambini che brillano di fronte alle nostre vetrine anche per noi archeologi è un po’ la quadratura del cerchio del nostro lavoro”.



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