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Torino. Ancora pochi giorni per ammirare al museo Egizio il nuovo allestimento temporaneo del Papiro dei Re restaurato nel 2022 sulla base di un nuovo progetto di ricerca. L’intervento del direttore Christian Greco

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L’ingresso della saletta al primo piano del museo Egizio di Torino dove è esposto il restaurato Papiro dei Re nel nuovo allestimento (foto graziano tavan)

Ancora pochi giorni, fino al 21 novembre 2022, per scoprire nella sala 9 al primo piano del museo Egizio di Torino il nuovo allestimento temporaneo del Papiro dei Re corredato da strumenti multimediali e infografiche che rivelano la storia e i contenuti del celebre documento. Trecento frammenti, assemblati in quasi 200 anni. È il Papiro dei Re o Canone Regio, restaurato nel 2022 sulla base di un nuovo progetto di ricerca.

Dal 27 settembre 2022, bicentenario della decifrazione dei geroglifici, ad opera di Jean-François Champollion, considerato il padre dell’Egittologia, il museo Egizio offre ai visitatori la possibilità di ammirare il Papiro dei Re, che ritorna in esposizione in museo in un nuovo allestimento dopo essere stato sottoposto ad un’opera di ricerca e restauro. Strumenti multimediali e infografiche ne rivelano la storia, gli studi e l’opera di restauro, frutto di una collaborazione tra il museo Egizio, l’università di Copenaghen e l’Ägyptisches Museum und Papyrussammlung der Stattlichen Museen zu Berlin.

La postazione interattiva vi permetterà di visualizzare i diversi frammenti e di conoscere le storie dei protagonisti del papiro. Un video mostra come funziona.

Il Papiro dei Re è l’unico vero elenco, oltre al manoscritto di Manetone, che include i nomi di sovrani altrimenti sconosciuti. Fu acquistato dal console Bernardino Drovetti attorno al 1820, e fu visto e descritto per la prima volta da J.F. Champollion nel 1824. Nell’arco di 200 anni, grazie agli sforzi di diversi studiosi, è stato possibile unire la maggior parte dei circa 300 frammenti. L’ultimo restauro risaliva al 1930 ed era stato condotto da Hugo Ibscher (Berlino) ed Erminia Caudana (Torino), che avevano riposizionato i frammenti fissandoli con sottili strisce di seta.

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Myriam Krutzsch (Berlino) al lavoro nel restauro del Papiro dei Re al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

In occasione del 200° anniversario della decifrazione dei geroglifici, il papiro è stato completamente restaurato nel 2022 da Myriam Krutzsch (Berlino). Il progetto di restauro ha seguito la nuova ricostruzione elaborata da Kim Ryholt (Copenaghen), che negli ultimi anni si è dedicato allo studio del papiro. Ha aggiunto più di venti frammenti che non erano inclusi nelle precedenti edizioni e ne ha riorganizzato molti altri che erano stati collocati in posizioni risultate ora erronee. Grazie alla cooperazione fra Torino – Berlino – Copenaghen è ora possibile presentare al pubblico la cosiddetta “Lista dei Re di Torino” restaurata e riordinata, consentendo così nuovi studi del testo.

Torino. Al museo Egizio l’egittologo Renaud Pietri (università di Liegi) su “Sic parvis magna: Reconstructing papyri from Deir el-Medina kept in the Museo Egizio”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme

torino_egizio_conferenza-Sic parvis magna_renaud-pietri_locandinaNel museo Egizio di Torino sono conservati circa 12.000 frammenti di papiri, probabilmente scoperti nel villaggio di Deir el-Medina, vicino all’antica città di Tebe, e risalenti all’epoca Ramesside (ca. 1295-1069 a.C.). Giovedì 10 novembre 2022, alle 18, nella conferenza “Sic parvis magna: Reconstructing papyri from Deir el-Medina kept in the Museo Egizio”, primo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del museo Egizio, Renaud Pietri (università di Liegi) parlerà del lavoro di ricostruzione dei papiri di Deir el-Medina conservati al museo Egizio. Introduce: Christian Greco, direttore del museo Egizio. L’evento di terrà nella sala Conferenze del Museo e l’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Conferenza in lingua inglese con traduzione simultanea in italiano per il solo pubblico in sala. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo: https://www.youtube.com/watch?v=WsnHEiBArC4. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino. “Questi frammenti di papiro”, spiegano al museo Egizio, “appartengono a documenti più ampi, spesso parzialmente perduti e quindi definibili come puzzle frammentari, per i quali è necessario un lungo e paziente lavoro di ricostruzione. Nell’ambito del progetto internazionale “Crossing Boundaries: Understanding Complex Scribal Practices in Ancient Egypt”, è stato possibile trovare nuove connessioni tra questi frammenti, e quindi migliorare la ricostruzione di diversi documenti già noti, o identificarne di nuovi”. La conferenza presenta alcuni risultati di questo lavoro di ricostruzione attraverso diversi casi studio.

Renaud Pietri (università di Liegi)

Renaud Pietri (università di Liegi)

Renaud Pietri si è prima formato in Storia dell’Arte e Filologia all’ Ecole du Louvre (Parigi), e dopo ha conseguito il suo dottorato “Chariot in Egyptian mind” all’università Paul Valéry Montpellier 3 nel 2017. Nel 2019, ha preso parte al progetto ‘Transforming the Egyptian Museum in Cairo’ come “project curator” e “Coordinator” per il Musée du Louvre, prima di unirsi al team di “Crossing Boundaries” nel gennaio 2020 come ricercatore post-doc all’università di Liegi. Vanta anche diverse esperienze sul campo in Egitto come apprendista nel Centro franco-egiziano per lo Studio dei Templi di Karnak, e come membro del team “Colossi of Memnon and Amenhotep III Temple Conservation Project” e, più recentemente, a Deir el-Medina. Nell’ambito del progetto “Crossing Boundaries”, lavora sulla descrizione e sull’identificazione del contenuto dei diversi e frammentari papiri della collezione torinese focalizzandosi sui testi letterari, magici e religiosi. Nello specifico, mira a trovare, ricostruire e infine pubblicare le diverse versioni del famoso testo letterario Ramesside conosciuto come “Lettera Satirica di Hori”.

Torino. Al museo Egizio la conferenza di Sara Sallam, le cui opere sono esposte in museo nella mostra “Attraverso gli occhi di Tutankhamon: prospettive alternative sull’Egittologia”

torino_egizio_mostra-attraverso-gli-occhi-di-tutankhamon_conferenza-sallam_locandinaLunedì 7 novembre 2022, alle 18, il museo Egizio di Torino ospita la conferenza dell’artista contemporanea Sara Sallam, le cui opere sono esposte in museo nella mostra “Attraverso gli occhi di Tutankhamon: prospettive alternative sull’Egittologia” dal 4 novembre 2022 fino al 31 gennaio 2023 (vedi Torino. Al museo Egizio per il centenario della scoperta della tomba del faraone bambino apre la mostra di arte contemporanea “Attraverso gli occhi di Tutankhamon. Prospettive e alternative sull’Egittologia” di Sara Sallam  | archeologiavocidalpassato). Intervengono: Paolo Del Vesco, curatore del museo Egizio; Christian Greco, direttore del museo Egizio; Sara Sallam, artista. L’evento si tiene in Sala Conferenze con ingresso libero fino a esaurimento posti. Conferenza in lingua inglese. L’evento sarà trasmesso anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. Sara Sallam è un’artista egiziana, stabilitasi nei Paesi Bassi, che lavora con la fotografia, i filmati e la scrittura, a volte anche riappropriandosi di materiale d’archivio e pubblicando in proprio libri confezionati a mano. Attraverso il suo lavoro Sallam riflette sugli aspetti coloniali insiti nel turismo, nell’archeologia, nelle pratiche museali e negli archivi fotografici. In questa conferenza presenta la mostra realizzata al museo Egizio e altri suoi lavori, nei quali viene rivolta una critica anticoloniale all’archeologia, all’egittologia e alle collezioni museali. Tutti i progetti di Sara Sallam invitano, con modalità diverse, a un radicale cambio di paradigma e a una drastica trasformazione del proprio punto di vista. I suoi lavori sono stati esposti in mostre internazionali e figurano in collezioni private in Australia, Belgio e Svizzera.

4 novembre 1922 – 4 novembre 2022: nell’anniversario della scoperta- cento anni fa – della tomba di Tutankhamon, a Firenze presentazione del libro “I segreti di Tutankhamon” e la mostra “Re-discovering Tutankhamon”

firenze_camnes_tutankhamon_mostra-e-libro_locandina4 novembre 1922 – 4 novembre 2022: oggi, cento anni fa, Howard Carter scopri il primo gradino d’ingresso della Tomba di Tutankhamon. Il C A M N E S – Center for Ancient Mediterranean and Near Eastern Studies di Firenze insieme alla Lorenzo de Medici Gallery, dedica a questa ricorrenza, oggi 4 novembre 2022, un doppio evento: la giornata inizia alle 15 con la presentazione del libro “I Segreti di Tutankhamon” (Longanesi) di Valentina Santini all’ex-Chiesa di S. Jacopo, in via Faenza 43 – Firenze; e prosegue alle 17 con l’inaugurazione della mostra “ReDiscovering Tutankhamon”, dedicata al faraone bambino in occasione del centenario della scoperta della tomba. La mostra rimarrà aperta alla LdM Gallery in via de’ Pucci 4, a Firenze, fino al 18 novembre 2022. Proprio l’egittologa Valentina Santini, una dei protagonisti della giornata, ha anticipato questi due eventi con un video prodotto da Camnes, su un tema che dalla scoperta della tomba del faraone bambino ha fatto presa sull’opinione pubblica ed è entrata nell’immaginario collettivo: la maledizione di Tutankhamon.

Come è nata la leggenda della maledizione di Tutankhamon? E come si è diffusa fino ai nostri giorni? In questo video vedremo l’origine del mito e la sua trasmissione nel corso del tempo. Ne parla Valentina Santini, archeologa e dottoranda in Egittologia all’università di Birmingham, ha lavorato al museo Egizio, a Torino, dove è stata parte della redazione della Rivista dello stesso museo Egizio, ha gestito lo sviluppo del nuovo sito web e si è occupata della trasmissione al grande pubblico di contenuti scientifici egittologici (2016-2018). In precedenza aveva svolto attività di tirocinio al museo Egizio di Firenze, dedicandosi alla digitalizzazione e alla riorganizzazione dell’archivio cartaceo della collezione e fornendo supporto nel riallestimento delle sale (2012, 2015). È ora egittologa e addetta alla comunicazione presso il centro studi CAMNES (Center for Ancient Mediterranean and Near Eastern Studies) di Firenze.

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La copertina del libro “I segreti di Tutankhamon. Storia di un faraone tra mito e realtà” (Longanesi) di Valentina Santini

“I Segreti di Tutankhamon” (Longanesi). A cento anni dalla scoperta della tomba di Tutankhamon, un saggio che svela fatti e curiosità su uno dei ritrovamenti archeologici più sensazionali di tutti i tempi. Un viaggio avvincente attraverso il passato e le sabbie della Valle dei Re per conoscere più da vicino i segreti del faraone bambino. Il 4 novembre 1922 il piccone di un operaio colpì il primo gradino di una scala davanti alla tomba già nota di Ramses VI. L’egittologo inglese Howard Carter, ormai sfinito e prossimo a interrompere gli scavi, seguì quegli scalini uno dopo l’altro con il cuore che gli martellava nel petto finché non si trovò di fronte all’accesso di una porta in pietra. Quello che scoprì entrando da quel passaggio avrebbe cambiato le sorti dell’archeologia: la prima tomba di un faraone praticamente intatta. La casa che avrebbe dovuto ospitare la vita ultraterrena di Tutankhamon era stipata di migliaia di oggetti preziosi, statue divine e umane, letti, un trono, armi e gioielli e di alcuni dei reperti più incredibili, famosi e misteriosi di tutta la Storia come i feti mummificati delle figlie del faraone, la maschera in oro e lapislazzuli che copriva il suo volto e il pugnale forgiato con ferro e nichel di origine  meteoritica: tutti gli ingredienti del mito e della Tut-mania che a partire dagli anni Venti si sarebbe diffusa in tutto il mondo. A distanza di cento anni, il fascino che Tutankhamon esercita su di noi e sulla cultura pop è ancora profondo.

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Locandina della mostra fotografica “Re-discovering Tutankhamon” alla LdM Gallery di Firenze dal 4 al 18 novembre 2022

Mostra fotografica “Re-Discovering Tutankhamon”. È curata da Valentina Santini, Massimiliano Franci e Irene Morfini, con le immagini di Paolo Bondielli. La mostra, visitabile dal 4 al 18 novembre 2022, a ingresso libero, pensata per celebrare il centenario della scoperta della tomba di Tutankhamon, mira a far riflettere il visitatore sugli aspetti meno noti che ruotano attorno alla figura del giovane faraone. Le foto sono state scelte con lo scopo di accompagnare il pubblico ad approfondire dettagli e particolari che spesso sfuggono o sui quali non ci si sofferma abbastanza, dando l’impressione ai visitatori di essere fianco a fianco al celebre sovrano d’Egitto.

Torino. Al museo Egizio per il centenario della scoperta della tomba del faraone bambino apre la mostra di arte contemporanea “Attraverso gli occhi di Tutankhamon. Prospettive e alternative sull’Egittologia” di Sara Sallam 

torino_egizio_mostra-attraverso-gli-occhi-di-tutankhamon_locandinaIn occasione dell’anniversario della scoperta della tomba di Tutankhamon, dal 4 novembre 2022 fino al 31 gennaio 2023, il museo Egizio di Torino ospiterà una mostra di arte contemporanea “Attraverso gli occhi di Tutankhamon. Prospettive e alternative sull’Egittologia” di Sara Sallam (1991), artista egiziana attualmente residente nei Paesi Bassi. La mostra, a cura di Sara Sallam e di Paolo Del Vesco, curatore del museo Egizio, sarà ad ingresso gratuito e accessibile sia dall’esterno (via Maria Vittoria) che dall’atrio principale (via Accademia delle Scienze 6) del museo. Saranno esposti tre diversi progetti dell’artista: A Tourist Handbook for Egypt Outside of Egypt, una guida turistica per le vie di Parigi che commemorano i luoghi e le battaglie della spedizione napoleonica in Egitto per cercare di proporre una narrazione storica alternativa a quella dominante occidentale; Home Outside of Home, una serie di stampe in cui  oggetti antichi decontestualizzati in città europee esprimono tutta la loro nostalgia per i luoghi di origine; e I Prayed For The Resin Not To Melt, un’istallazione video in cui l’artista ci trasporta con forza nella tomba di Tutankhamon, al momento della sua scoperta, ma stravolgendo completamente la prospettiva alla quale siamo assuefatti dalla narrazione mitizzata occidentale della scoperta, focalizzando la nostra attenzione sull’udito anziché sulla vista dei tesori del faraone e restituendoci il punto di vista di Tutankhamon in uno dei momenti più drammatici della propria esistenza dopo la morte. Sabato 5 novembre 2022, in occasione della Notte delle Arti Contemporanee, sarà possibile visitare il museo e la mostra fino alle 20. Clicca QUI per acquistare il biglietto di ingresso al Museo.

Torino. Al museo Egizio conferenza dell’egittologo Alessandro Girardi su “Stele e trend iconografici a Deir El-Medina: la triade Min-Qadesh-Reshep”. Incontro in presenza e on line

torino_egizio_conferenza-stele-e-trend-iconografici-a-deir-el-medina_girardi_locandina“Stele e trend iconografici a Deir El-Medina: la triade Min-Qadesh-Reshep”: nuovo appuntamento con le conferenze scientifiche a cura del dipartimento Collezione e Ricerca del museo Egizio di Torino realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Giovedì 3 novembre 2022, alle 18, nella Sala Conferenze del Museo, Alessandro Girardi, egittologo del museo Egizio, approfondirà l’iconografia di una stele proveniente da Deir El-Medina dedicata alla Triade Min-Qadesh-Reshep. Introduce Paolo Marini, curatore del museo Egizio. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. Nell’antico Egitto le stele erano un mezzo di comunicazione fondamentale: venivano erette in prossimità delle tombe, delle cappelle e dei templi affinché le persone potessero vederle e interagire con esse. Gli esemplari provenienti dal villaggio di Deir el-Medina costituiscono un materiale privilegiato per indagare e approfondire questi reperti nel loro contesto originale di provenienza. Nella collezione del Museo Egizio è conservata una stele dedicata dallo scriba Ramose ad una triade molto particolare, formata da Min e dalle divinità ‘straniere’ Qadesh e Reshep. L’analisi di questa iconografia, che si ripete su altre stele conservate in importanti musei europei, svela interessanti risvolti socioculturali nel villaggio operaio del periodo Ramesside.

Torino. Ponte di Ognissanti al museo Egizio: oltre 21mila visitatori. Il doppio del 2021

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Visitatori alla Galleria dei Re al museo Egizio di Torino (foto graziano tavan)

Al museo Egizio di Torino raddoppiati gli ingressi nel Ponte di Ognissanti, rispetto all’anno scorso. Da sabato 29 ottobre a martedì 1° novembre 2022, all’Egizio sono stati registrati 21.586 visitatori, mentre l’anno scorso nell’analogo periodo furono oltre 10mila gli ingressi. Le giornate di maggiore afflusso al museo sono state sabato 29 ottobre con 5.764 ingressi e domenica 30 ottobre con 6.289 visitatori. Si tratta di numeri che avvicinano il museo ai trend pre-pandemia: nel 2019, nei 4 giorni a cavallo del 1° novembre, si registrarono 22.954 visitatori.

Torino. Al via al museo Egizio le conferenze scientifiche ‘22-’23 con le ultime novità nell’ambito della ricerca egittologica direttamente dalla voce dei protagonisti. Apre, in presenza e on line, il curatore Federico Poole su “Statuette funerarie transgender: un problema epistemologico” 

torino_egizio_manifesto-progamma-2022-2023È online sul sito del museo Egizio di Torino il nuovo programma di conferenze scientifiche per la stagione 2022/2023: un ricco calendario di incontri incentrati sui temi di ricerca e di indagine egittologica e museale con protagonisti il dipartimento Collezione e Ricerca del museo Egizio e studiosi provenienti da università e istituti di ricerca italiani e internazionali. Ad aprire la stagione sarà Federico Poole, curatore del museo Egizio, il 20 ottobre 2022, con la conferenza “Statuette funerarie transgender: un problema epistemologico” per analizzare le differenze fra l’arte egiziana e quella tradizionale dell’Occidente, e affrontare il nodo della complessa figura dell’ushabti. Alcuni degli argomenti proposti dal dipartimento Collezione e Ricerca del museo Egizio sono approfondimenti sulla cultura materiale, sui contesti archeologici di provenienza dei reperti e sulla società egizia, fino ai più recenti progetti espositivi realizzati come “Cortile Aperto. Flora dell’antico Egitto”. Grazie alla preziosa collaborazione con l’associazione ACME (Amici e Collaboratori del Museo Egizio), il pubblico potrà ascoltare le ultime novità nell’ambito della ricerca egittologica direttamente dalla voce di studiosi provenienti da università e istituti di ricerca italiani e internazionali. Tra i protagonisti il direttore del museo Egizio Christian Greco che parlerà della scoperta della tomba di Tutankhamon, l’egittologa Rita Lucarelli (University of California, Berkeley) che approfondirà il rapporto tra antico Egitto e l’Afrofuturismo, e Luigi Prada, assistant professor all’università di Uppsala e presidente dell’associazione ACME che terrà un intervento dal titolo “Quando l’antico torna di moda: Geroglifici per papi, re, e principi nell’Ottocento europeo”. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Tutti gli appuntamenti si terranno in presenza, in sala Conferenze, con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. Per gli incontri in lingua inglese, sarà disponibile il servizio di traduzione simultanea per il pubblico in sala. Tutti gli appuntamenti verranno anche trasmessi in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo Egizio.

torino_egizio_conferenza-statuette-funerarie-transgender_poole_locandinaAd aprire la stagione ’22-’23 sarà dunque Federico Poole, curatore del museo Egizio, il 20 ottobre 2022, alle 18, con la conferenza “Statuette funerarie transgender: un problema epistemologico” per analizzare le differenze fra l’arte egiziana e quella tradizionale dell’Occidente, e affrontare il nodo della complessa figura dell’ushabti.  Introduce: Alessia Fassone, curatrice museo Egizio. Ingresso libero fino a esaurimento posti. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo. A partire dal periodo ramesside, i defunti di sesso femminile sono talvolta accompagnati nella tomba da statuette funerarie (“ushabti”) chiaramente caratterizzate come maschili dal loro abbigliamento. Questo fenomeno ci lancia una sfida interpretativa: le statuette sono infatti normalmente immagini del defunto, e conosciamo vari esemplari per donne che recano infatti parrucche femminili. Il tentativo di spiegare l’apparizione degli ushabti “trans” ci porterà, da un lato, al cuore del problema epistemologico della differenza fra l’arte egiziana e quella tradizionale dell’Occidente, dall’altro, ad affrontare il complesso nodo della natura dell’ushabti, al contempo immagine del defunto e suo servitore.

Torino. “Una notte al Museo Egizio. Music & drink”: dalle 19 alle 24 accesso alla Galleria dei Re, al 1° e al 2° piano. Drink e quiz culturali nel “Cortile aperto”. Flash tour guidati a tema

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Musica nella Galleria dei Re del museo Egizio di Torino con Andrea Marini alla consolle (foto museo egizio)

Una notte tra faraoni e divinità nel museo Egizio più antico al mondo alla scoperta dell’affascinante cultura egizia, con music & drink. Succede a Torino, mercoledì 12 ottobre 2022, dalle 19 alle 24, con “Una notte al Museo Egizio. Music & drink”, format di eventi ideato e realizzato da Club Silencio per valorizzare e promuovere il patrimonio storico-culturale dei musei e degli edifici storici d’Italia. Durante la serata si può visitare la Galleria dei Re, il 1° piano del museo e, per la prima volta in un evento di Club Silencio, il 2° piano dove si trovano capolavori come la Tomba di Iti e Neferu, la tomba degli ignoti e la mummia naturale predinastica risalente al IV millennio a.C. Alla consolle ci saranno Andrea Marini nella maestosa Galleria dei Re e Cobra (TDC Castelli) nel “Cortile Aperto: Flora dell’antico Egitto”, un allestimento ispirato agli antichi giardini egizi. Sempre nel cortile sarà presente il nostro cocktail bar dove potrai gustare un drink Martini e le craft beer di BrewDog. Ingresso al museo + drink: 15 euro. Accredito obbligatorio – posti limitati: vai al link bit.ly/EGIZIO_CS. Durante la serata Flash tour guidati a tema (prenotazione in loco, posti limitati) e Quiz culturali a tema. Per partecipare all’evento, realizzato senza l’utilizzo di materiali plastici usa e getta con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale, si entra al museo Egizio da via Accademia delle Scienze 6, Torino.

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Drink in allegria nel “Cortile aperto” del museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

27 settembre 1822-2022: bicentenario della decifrazione dei geroglifici ad opera di Jean-François Champollion. Il museo Egizio di Torino, aperto la sera gratuitamente con prenotazione obbligatoria, presenta il Papiro dei Re restaurato. Conferenza sul Papiro dei Re in presenza e on line. E tour esclusivo “Sulle tracce di Champollion”

torino_egizio_papiro-dei-re_bicentenario-geroglifici_locandinaIl 27 settembre 2022 è una data importante per l’egittologia. Si celebra infatti il bicentenario della decifrazione dei geroglifici, ad opera di Jean-François Champollion, considerato il padre dell’Egittologia. Ecco perché il Museo Egizio sarà aperto gratuitamente al pubblico dalle 19 alle 22 con prenotazione online obbligatoria a questo link: INGRESSO – Champollion e la decifrazione dei geroglifici – Museo Egizio (museitorino.it) Card e Abbonamento Musei non sono validi. I visitatori potranno ammirare il Papiro dei Re, che ritorna in esposizione in museo in un nuovo allestimento dopo essere stato sottoposto ad un’opera di ricerca e restauro. Al manoscritto composto da centinaia di frammenti, che Champollion fu tra i primi a studiare, quando giunse a Torino nel 1824, sarà dedicata temporaneamente una nuova saletta del Museo. Strumenti multimediali e infografiche ne riveleranno la storia, gli studi e l’opera di restauro, frutto di una collaborazione tra il Museo Egizio, l’università di Copenaghen e l’Ägyptisches Museum und Papyrussammlung der Stattlichen Museen zu Berlin.

torino_egizio_conferenza-sl-Papiro-dei-Re_locandinaAlle 18 in Sala Conferenze i visitatori potranno incontrare coloro che hanno dato nuova vita al Papiro dei Re, uno dei manoscritti più importanti dell’antico Egitto. Si terrà infatti “History Content and Restoration of the so-called Turin King List”, una conferenza dedicata al progetto scientifico e alle fasi del restauro del Papiro dei Re. La conferenza sarà   introdotta dal direttore del museo Egizio, Christian Greco, seguiranno gli interventi di Susanne Töpfer, responsabile della Collezione Papiri del museo Egizio; Myriam Krutzsch, restauratrice di papiri, Ägyptisches Museum und Papyrussammlung der Stattlichen Museen zu Berlin che ha restaurato il manoscritto; e Kim Ryholt, egittologo dell’università di  Copenhagen, che ha curato il progetto scientifico del restauro. L’evento è gratuito, la conferenza si terrà in inglese con traduzione simultanea in italiano in cuffia per chi lo desidera. Ingresso su prenotazione: https://www.eventbrite.it/e/418600995847. Il posto verrà riservato fino alle 18. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming in lingua inglese sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del Museo.

torino_egizio_champollion-bicentenario-geroglifici_locandinaIl Papiro dei Re è l’unico vero elenco, oltre al manoscritto di Manetone, che include i nomi di sovrani altrimenti sconosciuti. Fu acquistato dal console B. Drovetti attorno al 1820, e fu visto e descritto per la prima volta da J.F. Champollion nel 1824. Nell’arco di 200 anni, grazie agli sforzi di diversi studiosi, è stato possibile unire la maggior parte dei circa 300 frammenti. L’ultimo restauro risaliva al 1930 ed era stato condotto da H. Ibscher (Berlino) ed E. Caudana (Torino), che avevano riposizionato i frammenti fissandoli con sottili strisce di seta. In occasione del 200° anniversario della decifrazione dei geroglifici, il papiro è stato completamente restaurato nel 2022 da M. Krutzsch (Berlino). Il progetto di restauro ha seguito la nuova ricostruzione elaborata da K. Ryholt (Copenaghen), che negli ultimi anni si è dedicato allo studio del papiro. Ha aggiunto più di venti frammenti che non erano inclusi nelle precedenti edizioni e ne ha riorganizzato molti altri che erano stati collocati in posizioni risultate ora erronee. Grazie alla cooperazione fra Torino – Berlino – Copenaghen è ora possibile presentare al pubblico la cosiddetta “Lista dei Re di Torino” restaurata e riordinata, consentendo così nuovi studi del testo.

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Jean François Champollion ritratto da Leon Cogniet nel 1831

Un tour esclusivo. La sera del 27 settembre 2022 i visitatori potranno sperimentare un percorso di visita dedicato alla scrittura egizia dal titolo “Sulle tracce di Champollion”. Tra stele, papiri, statue, sarcofagi e oggetti di uso comune, sotto la guida di un egittologo i visitatori scopriranno il meccanismo alla base della scrittura geroglifica e proveranno a ricercare nelle iscrizioni nomi e formule ricorrenti. Per l’occasione, saranno ricordati i momenti emblematici dell’avventura della decifrazione dei geroglifici a cura di J.F. Champollion e i visitatori avranno la possibilità di ammirare il Papiro dei Re, restaurato. Per prenotare la visita: Visita fissa Sulle tracce di Champollion – Museo Egizio (museitorino.it).