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Bolzano. Al Centro Trevi-TreviLab al via “ARTIFICES: i creatori dell’arte” terzo appuntamento del progetto “Storie dell’arte con i grandi musei”, dedicato alla produzione artistica del mondo antico: i reperti del museo nazionale Romano raccontano lo straordinario processo che trasforma l’artigiano in artista e il frutto del suo lavoro in arte

Raccontare lo straordinario processo che trasforma l’artigiano in artista e il frutto del suo lavoro in arte: ecco l’obiettivo di “ARTIFICES: i creatori dell’arte”, la mostra inaugurata venerdì 21 novembre 2025, alle 17, al Centro Trevi-TreviLab di Bolzano, dove rimarrà aperta fino al 12 aprile 2026, a cura di Carlotta Caruso, Sara Colantonio, Antonella Ferraro, Chiara Giobbe, Agnese Pergola; organizzata dall’Ufficio Cultura della Provincia autonoma di Bolzano – Alto Adige in collaborazione e a cura del museo nazionale Romano di Roma. Alla vernice sono intervenuti Marco Galateo, vicepresidente della Provincia e assessore alla Cultura italiana e Sviluppo economico; Antonio Lampis, direttore del dipartimento Cultura italiana e Sviluppo economico; Federica Rinaldi, direttore del museo nazionale Romano; e due dei curatori, Carlotta Caruso e Sara Colantonio.

Cratere con scene del mito di Ercole in ceramica invtriata, da un probabile mitreo, tra via Statilia e via G. Passalaqua, a Roma (tardo IV – inizi V sec. d.C.) (foto mnr)

La mostra rappresenta il terzo appuntamento del progetto “Storie dell’arte con i grandi musei”, dedicato alla produzione artistica del mondo antico. Dopo le esposizioni sugli Egizi (“Antichi Egizi: maestri dell’arte”, nel 2023, curata dal museo Egizio di Torino) e sugli Etruschi (“Etruschi. Artisti e artigiani” realizzata nel 2024 in collaborazione con il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma), è il momento dei Romani, raccontati attraverso i reperti del museo nazionale Romano che portano in mostra alcuni degli aspetti più rappresentativi della cultura artigianale romana e, insieme, temi meno noti al grande pubblico. La mostra rivela anche il senso e il valore delle “copie”, opere che richiedono finezza esecutiva e abilità artistica non inferiori alla creazione originale dalla quale derivano e si evolvono. I reperti concessi alla mostra bolzanina dal museo nazionale Romano documentano il livello raggiunto dalle botteghe romane dall’epoca repubblicana al tramonto dell’Impero. Opere, capolavori, realizzati da artigiani-artisti per una clientela “alta”, estremamente esigente, raffinata e con ampia possibilità di spesa. Persone che cercavano il meglio e lo trovavano proprio in questi atelier specializzati, dove si sapevano riprodurre, o riproporre, con assoluta maestria, modelli, greci, ma non solo: opere richieste per arredare domus e ville dell’alta aristocrazia imperiale o luoghi di funzione pubblica.

Piccola erma di Dioniso in giallo antico di provenienza ignota (I sec. d.C.) (foto mnr)

Statua di Sileno, in marmo bianco, da Fianello Sabino (Rieti) (II a.C.) (foto mnr)

La narrazione è affidata ai materiali dei depositi del museo nazionale Romano, capaci di eguagliare per valore artistico e storico i grandi capolavori del Museo, pure presenti in mostra con riproduzioni digitali. Un ruolo di primo piano occupa il racconto delle produzioni urbane e del territorio di Roma, dall’età repubblicana alla fine dell’Impero, attraverso le diverse figure di artigiani specializzati, il cui ricordo è affidato alle epigrafi o agli strumenti del loro mestiere, e delle diverse tipologie di materiali, silenziosi testimoni delle trasformazioni culturali e delle condizioni di vita della città e dei suoi abitanti. Il racconto si sofferma quindi sulle produzioni in serie e di lusso, soffermandosi sul concetto di copia nel mondo antico, dedicando un particolare focus alle officine tardo antiche rinvenute nel contesto urbano della Crypta Balbi, una delle quattro sedi del MNR, dove la ricerca archeologica ha restituito l’immagine di una città ancora vitale, produttiva e interessata da importanti rotte commerciali. Chiudono l’esposizione le raffinate sculture della villa tardo-repubblicana di Fianello Sabino, realizzate nell’isola greca di Delos intorno al II secolo a.C. e interessante testimonianza di quelle ordinazioni collettive di opere d’arte più volte menzionate da Cicerone per la decorazione di ville suburbane e la celebrazione dell’otium, a cui proprie le ville erano destinate.

Mosaico con raffigurazione di un gallo (I secolo d.C.) (foto mnr)

“Il Centro Trevi-TreviLab, è uno spazio da anni impegnato nella diffusione di iniziative culturali e dell’arte, guidato dal direttore di ripartizione Antonio Lampis. Un luogo che”, come sottolinea Marco Galateo, vicepresidente della Provincia e assessore alla Cultura italiana, “si propone di stabilire una solida collaborazione tra il nostro territorio e le grandi istituzioni culturali nazionali per condurre cittadine e cittadini alla scoperta delle antiche e moderne civiltà attraverso l’arte e le grandi istituzioni che la custodiscono”.

Lucerna ad ansa plastica a carattere isiaco dal Palatino (Roma) (fine II – prima metà III secolo d.C.) (foto mnr)

“La curatela del museo nazionale Romano conferma il ruolo del Museo quale punto di riferimento nello scenario nazionale e internazionale per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico della città di Roma e dell’Italia antica”, dichiara Federica Rinaldi, direttrice del museo nazionale Romano. “Le sue collezioni e i suoi depositi, in cui sono conservati milioni di reperti appartenenti a pressoché tutte le classi di materiali, quali statue, mosaici, affreschi, oggetti di vita quotidiana ed epigrafi, testimoniano l’evoluzione storica, artistica e sociale della civiltà romana, offrendo al pubblico un percorso di conoscenza che unisce ricerca scientifica e fruizione culturale”.

Riproduzione tattile del Discobolo “tipo Lancellotti” proveniente dal museo Omero di Ancona (foto museo omero)

La mostra, oltre a riunire e proporre reperti di grande livello e interesse, assume anche un rilievo sociale, meglio di inclusione sociale, e ciò grazie alla collaborazione del museo tattile statale Omero, istituzione marchigiana vocata al rendere fruibile l’arte anche ai non vedenti. Nel foyer del Trevi-TreviLab sarà così possibile ammirare la riproduzione tattile del Discobolo “tipo Lancellotti” proveniente dal museo Omero di Ancona, calco al vero della scultura custodita nel museo Pio Clementino – musei Vaticani, in un ideale dialogo con la copia più celebre del Discobolo Lancellotti conservata nella sede di Palazzo Massimo del museo nazionale Romano. L’opera sarà il fulcro di un percorso per ipovedenti, rivolto però anche a chi voglia capire come si possa percepire un’opera a occhi chiusi.

Bolzano. Con la conferenza del prof. Rainer Weissengruber sull’importanza della Via Claudia Augusta iniziano gli eventi collaterali della mostra “Artifices: i creatori dell’arte” al Centro Trevi – TreviLab in collaborazione con il museo nazionale Romano

Il 21 novembre 2025, alle 17, al Centro Trevi – TreviLab di Bolzano si inaugurerà la mostra “Artifices: i creatori dell’arte”, terzo appuntamento del progetto pluriennale “Storie dell’arte con i Grandi Musei”, ideato da Antonio Lampis e promosso dall’assessorato alla Cultura italiana della Provincia di Bolzano e realizzato dall’Ufficio Cultura in collaborazione con il museo nazionale Romano. La mostra presenta una selezione di reperti significativi, espressione dell’eccellenza artigianale romana e veicolo di alcuni degli aspetti più rappresentativi della cultura materiale dell’antichità. Attraverso ceramiche tipiche, prodotti di lusso e sculture che approfondiscono il concetto di copia tipico del mondo romano, la mostra racconta dei cambiamenti sociali e delle trasformazioni culturali del territorio di Roma e dei suoi abitanti dall’età repubblicana alla fine dell’Impero.

Anche quest’anno la mostra sarà l’occasione per approfondire alcune tematiche più prettamente legate al territorio, tra le quali l’importanza della Via Claudia Augusta, arteria stradale che collegava la città di Altinum (Altino, vicino Venezia) a Donauwörth (Germania) e che venne costruita dai romani nel I sec. d.C., dopo la loro conquista di questi territori. L’importanza di questa arteria, attiva anche durante il Medioevo quale luogo di transito, di scambi commerciali, di circolazione di arti e mestieri, sarà oggetto di una conferenza tenuta dal prof. Rainer Weissengruber, che si tiene martedì 11 novembre 2025, alle 17.30, nella sede della Società Dante Alighieri in via Portici 30 a Bolzano. Un secondo appuntamento anticiperà l’inaugurazione della mostra: giovedì 13 novembre 2025, alle 17.30, al TreviLab la prof.ssa Francesca Boldrer, docente all’università di Macerata, terrà una conferenza dedicata alle origini di Roma, esplorando le radici sociali e culturali della città attraverso le fonti storiche e letterarie latine, in un affascinante viaggio tra mito e realtà.

Gli eventi collaterali proseguiranno per tutta la durata dell’esposizione. Per gli appassionati di archeologia sono in programma tre visite guidate al sito romano bolzanino di Pons Drusi, previste nel 2026 per il 23 gennaio, il 20 febbraio e il 20 marzo. Il sito, scoperto nel 2016 sotto il Centro di Riposo Grieserhof, nel quartiere di Gries, è stato oggetto di un importante intervento di musealizzazione da parte della Provincia di Bolzano ed è oggi visitabile solo su prenotazione. Per l’occasione i visitatori potranno ammirare i resti di un edificio pubblico romano, di una villa decorata con raffinati mosaici e alcuni reperti, testimonianza dell’alto livello di insediamento e della qualità della cultura materiale in epoca imperiale anche in queste regioni alpine.

“L’esposizione”, sottolinea Marco Galateo, vicepresidente della Provincia e assessore alla Cultura italiana, “fa seguito alla mostra Antichi Egizi: maestri dell’arte (2023), curata dal Museo Egizio di Torino e, nel 2024, la mostra Etruschi: artisti e artigiani realizzata in collaborazione con il museo nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma. Il progetto ha l’ambizione di accompagnare il pubblico in un viaggio alla scoperta delle civiltà antiche e di raccontare, anno dopo anno, come si è evoluta nel corso dei secoli la figura dell’artista, da artigiano altamente specializzato ad artista socialmente riconosciuto, vero e proprio autore delle proprie creazioni”.