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Catania. Apre al pubblico il “Portico dell’Atleta”, sito ipogeo sotto via dei Cruciferi, preceduto da un incontro sul percorso di ricerca, il restauro e la valorizzazione, portati avanti dall’università con il parco archeologico: il programma

Portico dell’Atleta a Catania: il team di ricerca con al centro Daniele Malfitana (UniCt) e Giuseppe D’Urso (parco Ct) con la statua dell’Atleta (foto unict – parco ct)

Venerdì 13 febbraio 2026 la Catania greco-romana, la “città palinsesto” per eccellenza – cancellata e riscritta nei secoli dopo eruzioni e terremoti – svela un nuovo brano della sua lunga e tormentata storia con l’apertura al pubblico, per la prima volta, del cosiddetto “Portico dell’Atleta”.  Si tratta di un sito sotterraneo (ipogeo) scoperto negli anni Novanta sotto il piano stradale della monumentale via Crociferi, dove chiese ed edifici barocchi sono “Patrimonio dell’umanità”. La restituzione del sito giunge al termine di importanti lavori di ricerca, recupero e valorizzazione condotti negli ultimi anni dall’università di Catania (progetto PNRR Changes) d’accordo con il parco archeologico di Catania e della Valle dell’Aci della Regione Siciliana che ha la gestione del sito.

Prima dell’inaugurazione del sito, alle 15, nella chiesa di San Francesco Borgia in via Crociferi, un incontro istituzionale presenterà la storia del Portico e del suo atleta, il percorso di ricerca, restauro e valorizzazione che ha visto la piena collaborazione fra l’università di Catania, tramite il progetto PNRR Changes, e il parco archeologico di Catania. Introdotti da Giuseppe D’Urso, direttore del parco archeologico di Catania e della Valle dell’Aci, e da Daniele Malfitana, coordinatore scientifico del progetto PNRR Changes e direttore della Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’università di Catania, interverranno, nell’ordine: monsignor Luigi Renna (arcivescovo di Catania), Enrico Trantino (sindaco di Catania), Enrico Foti (rettore Unict), Stefania Rimini (direttrice dipartimento di Scienze Umanistiche, Unict), Mario La Rocca (dirigente generale del dipartimento dei BBCC – Regione Siciliana), Maurizio Auteri (soprintendente BBCCAA di Catania); Fabrizio Cobis (dirigente Ufficio II, ministero Università e Ricerca), Ilaria Manzini (direttrice scientifica Fondazione Changes), Pietro M. Militello (coordinatore Spoke 6 Unict – Progetto PNRR Changes); Antonino Mazzaglia, Fabiana Cerasa e Mario Indelicato (CNR – ISPC Catania Progetto PNRR Changes); Stefania Pafumi (CNR- ISMEd Napoli), Francesco Gabellone e Maria Chiffi (CNR – Nanotec – Techne). Le conclusioni saranno affidate a Francesco Paolo Scarpinato (assessore regionale dei BBCC e dell’Identità Siciliana – Regione Siciliana), Valentina Gemignani (capo di Gabinetto del MIC, ministero della Cultura), Gerardo Villanacci (presidente del Consiglio superiore BBCC e paesaggistici del MIC).

Gli ambienti ipogei del Portico dell’Atleta a Catania (foto daniele malfitana)

La pulitura della statua dell’Atleta al Teatro antico di Catania (foto unict – parco ct)

Accessibile da una porticina sotto la scalinata Alessi, il Portico dell’Atleta presenta due misteriosi ambienti sotterranei, presumibilmente d’epoca romana: un corridoio coperto e seminterrato, decorato da nicchie ed esedre e con un camminamento a mosaico che, secondo gli studiosi, doveva far parte di un imponente edificio monumentale del I sec. d.C. realizzato nella parte sud-orientale della collina di Montevergine, l’area più antica della città di Catania, abitata sin dall’epoca preistorica. All’interno del “Portico”, dove la naturale penombra proietta il visitatore in un contesto di fascinazione e continua scoperta, sarà esposta la straordinaria Statua dell’Atleta, torso marmoreo di un bellissimo giovane, ritrovato in una nicchia murata all’interno dello stesso sito nel gennaio del 1989. In attesa di ulteriori indagini – petrografiche sul marmo e archeometriche – la datazione dell’Atleta è quella del I sec. d.C. Sia il sito del Portico che la statua dell’Atleta, nei prossimi mesi, saranno oggetto di interventi di restauro a cura del parco archeologico di Catania. cantieri in modalità open, ovvero “a vista”, per essere osservati dal pubblico durante le normali visite. Il progetto include anche una spettacolare ricostruzione virtuale che dà forma compiuta al contesto archeologico, la cui lettura è di difficile comprensione per i non addetti ai lavori per via delle parti mancanti e della stratificazione secolare di interventi per il riuso degli spazi. Immagini in movimento – complete di decorazioni alle pareti, mosaici e arredi scultorei – e una voce narrante che accompagnano il visitatore in un viaggio nel tempo, dalla Catania greca fino a quella romana.