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Roma. In Curia Iulia l’epigrafista Silvia Orlandi (Sapienza università) su “I gladiatori nelle fonti antiche” quarto appuntamento del ciclo di conferenze “Gladiatori nell’Arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus” a corollario della mostra al Colosseo

roma_curia-iulia_i-gladiatori-nelle-fonti-antiche_locandina“I gladiatori nelle fonti antiche” con Silvia Orlandi: martedì 24 ottobre 2023, alle 16.30, la Curia Iulia ospita il quarto appuntamento del ciclo di conferenze “Gladiatori nell’Arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus”, otto incontri che intendono fare il punto con esperti del settore sui temi evidenziati nella esposizione, partendo dalle novità sugli studi del Ludus Magnus, approfondendo gli aspetti giuridici della gladiatura, le immagini e le fonti antiche fino ad arrivare ad un focus sulle donne gladiatrici e sulla percezione moderna del gladiatore nel mondo del cinema, del fumetto e dell’intrattenimento tout court. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Interviene Silvia Orlandi, Sapienza Università di Roma. Ingresso da largo della Salara Vecchia. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti via eventbrite https://24ottobre_conferenzegladiatori.eventbrite.it. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del PArCo.

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Federica Rinaldi, responsabile del Colosseo, e Silvia Orlandi, epigrafista dell’università la Sapienza di Roma (foto PArCo)

Inizialmente impegnata come ricercatrice, Silvia Orlandi ha successivamente ricoperto la posizione di professoressa associata di Epigrafia latina alla Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza università di Roma a partire dal 2006. Negli ultimi vent’anni, ha lavorato in stretta collaborazione con la soprintendenza Archeologica e altri enti di tutela per preservare e studiare il patrimonio epigrafico di Roma. Nel suo ruolo, si è dedicata all’aggiornamento e alla gestione dello schedario epigrafico, bibliografico e fotografico, con l’obiettivo di contribuire al sesto volume del Corpus Inscriptionum Latinarum. Parallelamente, ha guidato la digitalizzazione di questo lavoro. L’informatica applicata all’epigrafia è stata una componente significativa del suo impegno, incluso il contributo alla banca dati. Ha assunto il ruolo di coordinatore scientifico nel progetto internazionale EAGLE (Europeana network of Ancient Greek and Latin Epigraphy) nel triennio 2013-2016. Tra i suoi principali ambiti di ricerca, ha dedicato particolare attenzione allo studio delle numerose iscrizioni trovate e custodite nel Colosseo. Questo ha portato alla pubblicazione di un volume nella serie Epigrafia Anfiteatrale dell’Occidente Romano, generando importanti saggi riguardanti l’aristocrazia senatoria tardoimperiale. Silvia Orlandi è attualmente coinvolta in studi sulla storia dell’antiquaria, della falsificazione e del collezionismo cinquecentesco. Ha curato l’edizione dei codici epigrafici Neap. XIII. B. 7 e XIII. B. 8 di Pirro Ligorio. Ha partecipato all’allestimento della sezione epigrafica del museo nazionale Romano alle Terme di Diocleziano e a diverse mostre tematiche, come “Sangue e Arena” e “Roma e i Barbari” e “Divus Vespasianus”.

Roma. Al Colosseo la mostra “Gladiatori nell’Arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus”, installazione multimediale permanente ed esposizione temporanea. Ricreato virtualmente il collegamento tra il Ludus Magnus e l’anfiteatro flavio

roma_colosseo_mostra-gladiatori-nell-arena_locandinaI gladiatori sono tornati al Colosseo. E ci resteranno, alcuni almeno fino a fine anno. Il parco archeologico del Colosseo propone infatti la mostra “Gladiatori nell’Arena. Tra Colosseo e Ludus Magnus”, ideata e realizzata dal parco archeologico del Colosseo con la curatela di Alfonsina Russo, Federica Rinaldi, Barbara Nazzaro e Silvano Mattesini. L’evento si compone di una installazione multimediale permanente (GLADIATORI NELL’ARENA. TRA COLOSSEO E LUDUS MAGNUS – Parco archeologico del Colosseo) e di una esposizione temporanea visitabile dal 21 luglio 2023 al 7 gennaio 2024 all’interno dei sotterranei del Colosseo. L’esposizione e l’installazione multimediale sono stati possibili grazie alla partnership tra il parco archeologico del Colosseo e la Hornblower Group, primaria azienda statunitense attiva nei trasporti e nel turismo, fondata nel 1926 a Boston. La mostra è visitabile tutti i giorni, sia in orario diurno con il biglietto Full Experience Arena e Sotterranei, sia in orario notturno nell’ambito de La Luna sul Colosseo (da martedì a sabato).

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Rilievo in marmo da un sepolcro dall’antica città di Nersae, raffigurante una scena di lotta tra due gladiatori. Sulla destra compare l’arbitro (Summa Rudis) della contesa con un bastone per separare i due contendenti. Da Pescorocchiano (Rieti), conservata al Colosseo nell’esposizione permanente “Il Colosseo si racconta” (foto PArCo)

L’idea nasce innanzitutto dal recupero e valorizzazione del criptoportico orientale del Colosseo che in età romana collegava l’Arena con il quartiere delle palestre realizzate dall’imperatore Domiziano, di cui quella più famosa è il Ludus Magnus, la più grande, ma anche l’unica di cui si conserva parte delle strutture antiche. Qui i gladiatori si allenavano e si preparavano alle esibizioni.

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Il criptoportico di collegamento tra il Colosseo e il Ludus Magnus. Planimetria (elaborazione RTI CFR-JANUS-ETS-Geogrà; Parco archeologico del Colosseo)

Nel XIX secolo la costruzione di un collettore fognario a servizio del popoloso quartiere Esquilino ha interrotto questa antica connessione, che oggi finalmente torna ad essere ripristinata: grazie ad una sofisticata presentazione multimediale con proiezione olografica, perfettamente orientata sull’asse Colosseo-Ludus Magnus, sarà virtualmente “demolito” il muro che interrompe il collegamento, restituendo così al pubblico una visione unitaria dell’area archeologica contemporanea, mentre i gladiatori torneranno a solcare l’originario pavimento in opus spicatum del criptoportico, avanzando verso l’Arena vestiti delle loro pesanti armature.

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Mostra “Gladiatori nell’arena” al Colosseo: Elmo di gladiatore Thraex (Hoplomachus) con raffigurazione di palma (prima metà del I secolo d.C.) da Pompei conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto PArCo)

Per rendere ancora più completa questa esperienza di conoscenza e valorizzazione, la riapertura del Criptoportico dei Gladiatori viene raccontata assieme a una esposizione temporanea che intende illustrare una selezione delle principali tipologie di coppie di gladiatori che si esibivano in combattimento sul piano dell’Arena e che con ogni probabilità proprio dal Ludus Magnus e dalle limitrofe caserme arrivavano al Colosseo. La mostra raccoglie 12 opere di età romana provenienti dal museo Archeologico nazionale di Napoli, dal museo Archeologico nazionale di Aquileia e dalle collezioni del parco archeologico del Colosseo, a cui si aggiungono le armature facenti parte della Collezione privata di Silvano Mattesini.

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Allestimento della mostra “Gladiatori nell’arena” al Colosseo: armatura completa di Murmillo, stele funeraria, armatura competa di Thraex (foto PArCo)

L’allestimento, che si snoda in alcuni degli ambienti sotterranei degli ipogei, abbina reperti originali di età romana, che riproducono immagini di gladiatori colti nelle tipiche posizioni da combattimento, con ricostruzioni, al vero, delle loro armature, realizzate secondo la tecnica antica dello sbalzo e della fusione dal maestro Silvano Mattesini.

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Statuina di gladiatore Hoplomachus in lega metallica da Aquileia (età imperiale) conservata al museo Archeologico nazionale di Aquileia (Ud) (foto PArCo)

È così possibile ammirare le armature complete del Murmillo e del Thraex, accanto agli elmi originari di Pompei provenienti dal museo Archeologico nazionale di Napoli, ai preziosi elmi miniaturistici in ambra provenienti dal museo Archeologico nazionale di Aquileia e alla stele funeraria del Murmillo Quintus Sossius Albus, ugualmente da Aquileia. Sono inoltre esposti al pubblico i graffiti dei gradini della cavea del Colosseo in cui il pubblico dell’epoca aveva rappresentato i propri beniamini in combattimento, accanto alle armature complete di un Retiarius e di un Secutor. Quella dell’Hoplomachus con il suo tipico scudo rotondo, avversario del Murmillo, è esposta accanto a due statuine da Aquileia, una anche in lega metallica. Infine un video illustra le fasi delle riproduzioni delle armature, forgiate con il ricorso alle tecniche antiche, nell’ambito di un progetto di archeologia sperimentale.

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Mostra “Gladiatori nell’arena” al Colosseo: elmo di gladiatore murmillo, riproduzione dell’originale di età imperiale conservato al British Museum (Collezione Mattesini) (foto PArCo)

Le attività correlate in programma. I numerosi temi affrontati nell’evento espositivo sono stati raccolti in un agile booklet in italiano e inglese, oltre che nella nuova sezione “Mostre digitali” del sito web www.colosseo.it, dove saranno disponibili in lingua italiana, inglese e spagnola e scaricabili da un qrcode collocato all’inizio del percorso di visita. In autunno inoltre è in programma un ciclo di otto incontri e conferenze, che intendono fare il punto con esperti del settore sui temi evidenziati nella esposizione, partendo dalle novità sugli studi del Ludus Magnus, approfondendo gli aspetti giuridici della gladiatura, le immagini e le fonti antiche fino ad arrivare ad un focus sulle donne gladiatrici e sulla percezione moderna del gladiatore nel mondo del cinema, del fumetto e dell’intrattenimento tout court.

Roma Capitale. Riapriranno il 1° settembre le aree archeologiche e ai monumenti della Sovrintendenza Capitolina chiuse dal marzo 2020. Al via le prenotazioni per le visite di associazioni e singoli cittadini. Ecco le modalità, e il calendario delle aperture

Il Mitreo dell’Ara Massima di Ercole a Roma riapre al pubblico il 1° settembre 2021 (foto sovrintendenza capitolina)

Al via le prenotazioni per singoli cittadini e associazioni per le visite alle aree archeologiche e ai monumenti della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, che riapriranno di nuovo al pubblico a partire dal 1° settembre 2021. Chiusi dall’8 marzo 2020, a causa dell’emergenza sanitaria, apriranno nuovamente al pubblico, con ingressi contingentati: Acquedotto Vergine: 5 visitatori max; Auditorium di Mecenate: 25 visitatori max; Area archeologica del Sepolcro degli Scipioni: 12 visitatori max; Area Sacra di S. Omobono: 15 visitatori max; Fontanone dell’Acqua Paola: 15 visitatori max; Insula dell’Ara Coeli: 12 visitatori max; Ludus Magnus: 15 visitatori max; Mausoleo Monte del Grano: 15 visitatori max; Mausoleo Sacrario Garibaldino: 25 visitatori max; Mitreo dell’Ara Massima: 5 visitatori max; Monte Testaccio: 15 visitatori max; Mura Aureliane di via Campania: max 10 (prenotabili dal 1° ottobre 2021); Mura Aureliane di viale Pretoriano: max 15 (prenotabili dal 1° ottobre. Ingresso gratuito); Necropoli Ostiense (Sepolcreto Ostiense): 15 visitatori max. Accessibile ai disabili; Porta Asinaria: 10 visitatori max; Sepolcri repubblicani di via Statilia: 10 visitatori max; Trofei di Mario: 10 visitatori max. Accessibile ai disabili.

Il Sepolcreto degli Scipioni sulla via Appia apre il 1° settembre 2021 (foto sovrintendenza capitolina)

Per la visita ai siti del territorio è necessario indossare scarpe comode. Non sarà consentito accedere ai siti se: sono stati effettuati viaggi o soggiorni all’estero in zone o Paesi a rischio epidemiologico, come individuati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità; sono intercorsi contatti con un caso probabile o confermato di Covid-19; sono state effettuate visite presso strutture sanitarie ove sono ricoverate persone affette da Covid-19; la temperatura corporea risulta superiore ai 37,5°. È obbligatorio: mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro; utilizzare le radio guide; indossare la mascherina al chiuso e, quando all’aperto, non si è certi di poter rispettare la distanza interpersonale sopra indicata. È obbligatoria la prenotazione dei biglietti (4 euro intero e 3 euro ridotto) al contact center 060608 (tutti i giorni dalle 9 alle 19). Ogni associazione può prenotare la visita, da effettuare tramite guida propria, per un massimo di cinque appuntamenti a trimestre (2 nel fine settimana e 3 infrasettimanali); la disdetta della prenotazione deve avvenire con almeno 7 giorni di anticipo; è richiesto l’acquisto di minimo 5 biglietti da pagare sul posto; quando le associazioni non manderanno l’eventuale disdetta nei tempi previsti, dovranno riconoscere all’Amministrazione, attraverso Zètema, il pagamento di 5 biglietti interi. Qualora non lo facciano, saranno esclusi dalla prenotazione del trimestre successivo. 

La Necropoli Ostiense a Roma riapre al pubblico il 1° settembre 2021 (foto sovrintendenza capitolina)

Per i visitatori singoli ogni mercoledì è prevista l’apertura di un sito del territorio secondo il seguente calendario: 1° settembre, Acquedotto Vergine; 8 settembre – Auditorium di Mecenate; 15 settembre, Area archeologica del Sepolcro degli Scipioni; 22 settembre, Area Sacra di S. Omobono; 29 settembre, Fontanone dell’Acqua Paola; 6 ottobre, Insula dell’Ara Coeli; 13 ottobre, Ludus Magnus; 20 ottobre, Mausoleo Monte del Grano; 27 ottobre, Mausoleo Sacrario Garibaldino; 3 novembre, Mitreo dell’Ara Massima di Ercole; 10 novembre, Monte Testaccio; 17 novembre, Necropoli Ostiense; 24 novembre, Porta Asinaria; 1° dicembre, Sepolcri repubblicani di via Statilia; 8 dicembre, Trofei di Mario; 15 dicembre, Mura Aureliane di via Campania; 29 dicembre, Mura Aureliane di viale Pretoriano. Nel caso in cui il sito sia indisponibile sarà proposto un cambio orario o il rimborso. Le riaperture sono promosse da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.