Torino. Al museo Egizio presentazione del libro “Il Cielo dei Faraoni. I soffitti astronomici nell’Egitto del Nuovo Regno” (Milano University Press) di Lorenzo Guardiano (UniMi)
I soffitti astronomici delle tombe e dei templi funerari dell’Egitto del Nuovo Regno (1550-1069 a.C.) sono alcune tra le più antiche rappresentazioni sistematiche del firmamento. Inventati da Senenmut, astronomo della regina Hatshepsut, essi si svilupparono in epoca ramesside assumendo forme e contenuti diversi: da semplici mappe stellari a complessi programmi figurativi accompagnati da testi di carattere cosmologico-religioso. Martedì 17 febbraio 2026, alle 18, nuovo appuntamento in sala conferenze del museo Egizio di Torino, con ingresso da via Maria Vittoria 3M, con la presentazione editoriale del libro “Il Cielo dei Faraoni. I soffitti astronomici nell’Egitto del Nuovo Regno” (Milano University Press) di Lorenzo Guardiano, che raccoglie per la prima volta tutti i soffitti astronomici di questo periodo, offrendone un originale studio tipologico e l’edizione critica completa dei testi. L’autore ne discuterà con Christian Greco (direttore del museo Egizio) e Patrizia Piacentini (ordinario di Egittologia, università di Milano). L’evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/il-cielo-dei-faraoni-i…. L’incontro sarà trasmesso anche in streaming sul canale YouTube del museo Egizio.

Copertina del libro “Il Cielo dei Faraoni. I soffitti astronomici nell’Egitto del Nuovo Regno” di Lorenzo Guardiano
Il cielo dei faraoni. I soffitti astronomici nell’Egitto del Nuovo Regno. Nel Nuovo Regno (1550-1069 a.C.) un alto funzionario di nome Senenmut fece dipingere sul soffitto della camera funeraria della sua tomba a Deir el-Bahari l’immagine della volta notturna: si tratta del primo soffitto astronomico egiziano giunto a noi, nonché di una delle prime rappresentazioni del firmamento compiute nella storia. In seguito, per tutto il Nuovo Regno, i faraoni fecero realizzare nelle loro tombe e nei loro templi funerari splendidi soffitti astronomici di diverso tipo: in alcuni casi si tratta di semplici mappe celesti, in altri di complesse opere che narrano il periplo del sole e delle stelle. Questi veri e propri atlanti celesti, arricchiti da didascalie e da complessi testi di natura scientifico-religiosa con connotazioni funerarie, ci permettono di ritrovare ancora oggi la cifra dell’astronomia e della cosmologia faraonica. Il libro di Lorenzo Guardiano offre uno studio sistematico di tutti i soffitti egiziani che contengono raffigurazioni o testi di natura astronomica databili al Nuovo Regno, fornendo anche la loro edizione critica completa. Due tomi indivisibili.
Lorenzo Guardiano è egittologo all’università di Milano dove insegna Introduction to Pharaonic Egypt e dirige il gruppo di ricerca A Book of the Dead in Milan. È epigrafista della missione archeologica EIMAWA ad Assuan (Egitto), diretta da Patrizia Piacentini, ha vinto borse di studio di Egittologia dell’Institut français d’archéologie orientale (Cairo), dell’American Society of Overseas Research (Boston) e un finanziamento internazionale della Fondazione Cariplo (Milano). Ha pubblicato su riviste scientifiche nazionali e internazionali. Tra i suoi libri, Il Cielo dei Faraoni. I soffitti astronomici nell’Egitto del Nuovo Regno (Milano University Press, 2024) e Alessandria d’Egitto. Storia di una capitale del mondo antico (Il Mulino, 2026).


Commenti recenti