Sibari (Cs). Al museo Archeologico nazionale della Sibaritide la mostra “Orghia. Miti riti e misteri” che narra il mito delle “dee del grano”, Demetra e Kore-Persefone. Visitata in anteprima dal ministro Giuli

Al museo Archeologico nazionale della Sibaritide a Sibari (Cs) dal 18 luglio al 17 settembre 2026, la mostra “Orghia. Miti, riti e misteri” che narra il mito delle “dee del grano”, Demetra e Kore-Persefone. Gli orghia – le azioni sacre – si svolgono in onore delle divinità, attraverso simboli, cibi, bevande, offerte rituali. La mostra conduce in un percorso che va dalle azioni degli dèi (il mito) a quelle ripetute dagli esseri umani (il rito), illustrando l’incontro tra culti italici e greci.

L’esposizione presenta per la prima volta i rinvenimenti recenti effettuati nei santuari di Locri Epizefiri (RC) ed Eraclea lucana (Policoro, Mt). Affiancate alle dee del grano sono l’Hera Lacinia di Capo Colonna, signora della natura, degli animali e della fertilità femminile, e La Dama di Sibari (Athena), legata ai passaggi di stato e alle acque profonde. In un dialogo tra passato e presente, il percorso giunge sino ai rituali contadini del Sud Italia e al culto e alle celebrazioni in onore delle sante cristiane, che da quelle antiche derivano direttamente, e nelle quali permane la necessità di propiziare la crescita del grano e la rigenerazione della vita.

Nella serata di venerdì 17 luglio 2026 il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha visitato in anteprima la nuova mostra “Orghia. Riti, miti e misteri”, allestita al museo Archeologico nazionale della Sibaritide, accompagnato dal direttore, Filippo Demma, ed accolto dallo staff dei Parchi. La visita al nuovo percorso espositivo ha offerto l’occasione per raccontare la direzione intrapresa dal museo della Sibaritide. Nel solco del Piano Olivetti per la Cultura, ricerca, patrimonio, pae*saggio e comunità diventano sempre di più gli elementi di una strategia condivisa, capace di trasformare la cultura in un motore di crescita per il territorio. Il ministro Giuli ha voluto anche visitare i locali in allestimento della nuova Biblioteca Popolare del Museo, un’iniziativa che arricchirà il territorio di un nuovo presidio culturale aperto alla comunità, dedicato allo studio e alla ricerca.
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CHI SIAMO
Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)
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