Bolsena (Vt). Aperture straordinarie (diurne e notturne) per subacquei e snorkelisti nell’area archeologica sommersa del Gran Carro, in vista dell’attivazione del percorso subacqueo nel 2025 col progetto di restauro e valorizzazione PNRR

Un tuffo nella protostoria. A dieci giorni dall’inizio dei lavori nell’ambito della linea di finanziamento del PNRR – CAPUT MUNDI finalizzati al restauro e alla valorizzazione del complesso della Prima età del ferro sommerso nel lago di Bolsena, partono le aperture straordinarie per subacquei e snorkelisti nell’area archeologica sommersa del Gran Carro, aperture straordinarie propedeutiche all’apertura del percorso subacqueo previsto per il 2025 nell’ambito proprio del progetto di restauro e valorizzazione PNRR linea di finanziamento Caput Mundi NGEU.

L’archeologa Barbara Barbaro (dal profilo FB)
Sono state programmate due aperture diurne il 14 e il 28 luglio 2024 (ore 9-13) e una serale il 21 luglio 2024 (ore 19-22). Considerate le numerose richieste le visite saranno a numero limitato e su prenotazione. Per agevolare le tempistiche durante gli eventi si chiede quindi di scaricare i moduli per la prenotazione e di recarsi sul posto avendo già compilato la documentazione richiesta al link: https://sabapviterboetruria.cultura.gov.it/servizio…/ La sicurezza in acqua sarà garantita dal personale del Servizio di Archeologia Subacquea in stretta collaborazione con la motovedetta dei Carabinieri Stazione di Bolsena e dal Nucleo Sommozzatori della Giardia di Finanza della Stazione Navale di Civitavecchia. Ogni visita sarà preceduta da una conferenza curata dalla dott.ssa Barbara Barbaro che introdurrà le ultime novità sulle scoperte archeologiche delle ricerche dirette dalla Soprintendenza. Gli eventi saranno trasmessi anche in diretta streaming sul canale https://www.youtube.com/channel/UCzf6WSwFrrMhLy1p3vm8FBg. Per info scrivere a: sabap-vt-em.subacquea@cultura.gov.it.

Ricerche nel villaggio perilacustre del Gran Carro di Bolsena (inizio età del Ferro) (foto catalogo beni culturali)
Archeologi subacquei al lavoro. Si è cominciato asportando innanzitutto la fitta coltre di limo che ricopre i resti antichi a circa 3,5 metri di profondità. L’obiettivo è quello di realizzare un percorso archeologico attrezzato, di attrazione sia per subacquei, ma anche non subacquei tramite la creazione di un polo ricettivo a terra dotato di postazioni per la visione 3D del fondale lacustre in corrispondenza della “palafitta” e della “Aiola”, il monumentale luogo di culto. È prevista la suddivisione dell’area in due settori distinti: l’area di cantiere continuo per gli interventi di tutela che si svolgono durante tutto l’anno da parte del Servizio di Archeologia subacquea della soprintendenza e un’area destinata alla fruizione del pubblico in giornate appositamente dedicate. Una camera 360° trasmette in streaming durante le attività in acqua per una archeologia pubblica, presto visibile sul sito YouTube https://www.youtube.com/channel/UCzf6WSwFrrMhLy1p3vm8FBg, e si stanno implementando applicazioni per visori 3D raggiungibili da PC e smartphone. Il percorso prevede anche l’accessibilità a subacquei non vedenti, tramite la predisposizione di percorsi guidati e pannellistica in braille. I lavori verranno realizzati dai restauratori subacquei della C.S.R Restauro Beni Culturali e dall’Impresa Gentili Restauri per le opere a terra.
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Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)
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