Archivio tag | I Lapilli sotto la cenere del parco archeologico di Ercolano

Parco archeologico di Ercolano, dopo il boom di visitatori sui canali social nel lockdown, la nuova chiusura è colta come una nuova sfida: cresce l’offerta digitale

Nuova chiusura dei musei per contrastare la diffusione del COVID-19 e il Parco Archeologico di Ercolano, reduce da un semestre di esplosione social si cala nella nuova circostanza con un ulteriore arricchimento dell’offerta digitale. La seconda chiusura viene colta come una nuova sfida ad interpretare il patrimonio culturale secondo ulteriori modi di leggerlo ed interpretarlo, e propone una spinta graduale verso una maggiore interattività da parte della community facilitando l’emergere di pulsioni che sono state già via via captate e valorizzate nel tempo: negli anni infatti il Parco ha ascoltato le richieste del proprio pubblico, coinvolgendolo nella co-creazione dei propri contenuti e nella programmazione delle azioni, come è stato il caso della trasformazione di “Splendori”, la mostra sugli ori all’Antiquarium, da esposizione temporanea a mostra permanente, nell’aggiunta di serate alla programmazione serale estiva su input degli utenti, nella continuazione del programma “Lapilli” anche dopo il lockdown con l’ideazione di una nuova serie. Dalle domus ai reperti, dalle mostre ai cantieri con i lavori di restauro e manutenzione al Parco, tutto il patrimonio si fa racconto e arriva direttamente nelle case e sugli schermi degli utenti. “Nel limite della mancanza della visita fisica abbiamo voluto vederci una opportunità di potenziamento della presenza digitale”, interviene il direttore Francesco Sirano, “per consolidare una visione delle pagine social del Parco non solo come luogo di fruizione e condivisione di contenuti culturali ma come luogo digitale di rinascita dello spirito che animava i decumani e le aree pubbliche dell’antica Ercolano, una piazza virtuale dove si ritrovano persone accomunate dagli stessi valori identitari, dove si potrà interagire, con un continuo gioco di sollecitazioni, curiosità e interessi, per proseguire un dialogo avviato in presenza o per avviare nuovi legami. E voglio sottolineare che pur dolorosamente a distanza, il nostro pubblico ci ha premiati nel riconoscere lo sforzo di trasferire ogni contenuto possibile sulle piattaforme digitali, i dati che ci restituiscono le partecipazioni ai canali del Parco sono infatti davvero lusinghieri”.

Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano, vicino ai fornici dell’antica spiaggia di Ercolano dove sono stati trovati i resti dei fuggiaschi (foto Paerco)

Nata nel maggio 2017, la pagina Facebook del Parco ad oggi raggiunge quasi i 26000 follower e si aggira sulla media delle 300mila persone raggiunte mensilmente. La pagina ha più che raddoppiato i suoi follower in un anno, ma dal momento che la strategia di apertura e libera fruizione dei propri contenuti social anche a coloro che non sono iscritti a Facebook rende necessario integrare questo dato con quello delle visualizzazioni dei contenuti per avere una fotografia più realistica del grado di espansione raggiunta. Nel 2020 la percentuale di crescita rilevata sulle impression dei video, comparando l’ultimo trimestre con lo stesso trimestre del 2019, sfiora il 3000%, e se questo ci dà un’idea numerica dell’espansione, significativo è anche il dato sul gradimento che cattura invece l’aspetto qualitativo e di percezione da parte della community: la percentuale di crescita rilevata sul gradimento medio nello stesso arco temporale è del 564%. Fortunatissima la serie de “I Lapilli del Parco Archeologico di Ercolano”; clip più vista della serie è quella dei fornici con quasi 250mila impression e del programma successivo de “I Lapilli sotto la cenere”, quella dedicata ai legni con quasi 300mila, con un tasso di crescita del numero complessivo di impression dei video che è del 127% solo nell’ultimo trimestre e un numero di impression complessivo per tutta la serie che è di quasi due milioni e mezzo.

La magia del sito archeologico di Ercolano dominato dal Vesuvio (foto Paerco)

Ugualmente significativi i tassi di crescita della pagina Instagram del Parco, anch’essa con follower più che raddoppiati in un anno e con una crescita che è continuata anche dopo la riapertura al pubblico. Con una rilevazione effettuata comparando i dati di luglio/settembre 2020 si osserva come il Parco si attesti al quarto posto in italia per tasso di espansione, dietro la galleria nazionale delle Marche, la galleria dell’Accademia di Firenze e il parco archeologico del Colosseo. “L’interesse della community per i contenuti video del Parco – conclude Sirano – ha spinto il Parco ad organizzare una nuova modalità di fruizione dei contenuti video, attraverso la predisposizione di percorsi tematici sul proprio canale YouTube: l’invito ai nostri visitatori, dunque, nella fase di questa seconda chiusura, è di iscriversi al nostro canale YouTube: una vera e propria biblioteca virtuale nel ricordo di quella della Villa dei Papiri”.

“Lapilli sotto la cenere”: la quinta clip del parco archeologico di Ercolano ci fa scoprire la mensa degli antichi ercolanesi, che tenevano una dieta principalmente vegetariana con poche proteine dal pescato e animali da allevamento

Nella quinta clip dei Lapilli sotto la cenere del Parco Archeologico di Ercolano, il direttore Francesco Sirano ci accompagna alla scoperta della mensa degli antichi ercolanesi. Grazie al ritrovamento di numerosi reperti organici tra cui legumi, cereali, frutta e cibi preparati è possibile risalire alle abitudini alimentari e commerciali della città di Herculaneum. “Gli scavi archeologici”, spiega Sirano, “ci hanno fatto ritrovare frutta, cereali, legumi, cibi già preparati che si trovavano sulle mense come nei negozi nei ristoranti nei depositi dell’antica Ercolano. Talvolta ne sono stati trovati in quantità davvero considerevoli come nel caso dei cereali: sul cardo quarto un silos conteneva più di 100 chilogrammi di grano”. Alcuni di questi materiali ci aprono una finestra verso i commerci internazionali di Ercolano come dimostra il ritrovamento dei datteri. Se prepariamo una selezione dei principali cibi che si trovavano sulle mense degli antichi ercolanesi, notiamo subito il loro colore uniforme dovuto al fatto che hanno subito un processo di carbonizzazione ma se li osserviamo più da vicino li possiamo riconoscere ancora oggi. Con la restauratrice Elisabetta Canna e l’archeologa Stefania Siano andiamo alla scoperta di questi alimenti. I cereali: abbiamo il grano, l’orzo, il miglio e il farro. E poi cipolle e spicchi d’aglio. Poi abbiamo i legumi: ceci, lenticchie, fave, piselli. Passiamo alla frutta: moltissimi i resti di fichi, mandorle, abbiamo alcune noci, e preziosissimi frammenti di melograno, e infine datteri, un frutto più esotico. Interessante anche la scoperta di frammenti di lievito madre con cui si poteva impastare il pane che aveva due forme diverse: la focaccia e la pagnotta, quest’ultima con un segno radiale per invitare il taglio delle fette di pane. Dalle fonti letterarie sappiamo che questo pane si accompagnava con il consumo delle olive. L’apporto proteico era poi completato dalle uova, dai frutti di mare e dal pesce, e dalle proteine di animali di allevamento. Tra i frutti di mare, capesante, murice, conchiglie di vongole. Il pesce era anche quello pescato all’interno dei golfo. Attraverso l’analisi dei resti recuperati nel setacciamento di materiali gettati in una fogna è stato possibile riconoscere più di 50 specie di pesci, presenti ancora oggi nel golfo di Napoli. Gli antichi ercolanesi per preparare i cibi utilizzavano tegami, pentole di terracotta e di metallo. Invece tegami e pentole di bronzo venivano utilizzati per servirli durante dei pasti di particolare importanza in occasione di festività e solennità familiari. “Si tratta dunque di una dieta basata prevalentemente sul regime vegetariano con apporti proteici dal regime animale estremamente limitati. Molto interessanti sono i dati ricavati dalle analisi paleo-nutrizionali sulle ossa e la dentatura dei fuggiaschi che si trovavano sull’antica spiaggia. Questi dati hanno confermato un accesso alle proteine animali molto limitato, prevalentemente ai livelli sociali più alti della comunità locale”.

Parco archeologico di Ercolano: dopo il successo di “Lapilli del Parco” parte una nova iniziativa on-line “Lapilli sotto la cenere” alla scoperta dei tesori nascosti dell’antica Herculaneum

La magia del sito archeologico di Ercolano dominato dal Vesuvio (foto Paerco)

Dopo il grande successo di “Lapilli”, di cui archeologiavocidalpassato.com ha dato ampia diffusione,, il Parco Archeologico di Ercolano si trova alla virata di boa con passaggio aduna nuova fase: dai “Lapilli del Parco”, che hanno costituito un momento di virtualizzazione della visita, quando essa era negata dalle circostanze di chiusura al pubblico – per i quali i risultati sono stati travolgenti – ai “Lapilli sotto la cenere”, alla scoperta dei tesori nascosti del Parco. La nuova fase degli approfondimenti condotti sul sito dal direttore, esperti e personale specializzato, parte il 5 agosto 2020. Ora che il Parco è nuovamente aperto, il digitale viene ancora una volta riformulato e arricchito di nuove valenze e il programma “Lapilli” si rinnova portando alla rivelazione di siti inesplorati dal pubblico, dalle domus oggetto di restauro ai depositi del Parco, vera fonte di ispirazione e luogo dove maturano conoscenze e si scoprono sempre nuove storie. Spiegazioni, approfondimenti, curiosità da parte del direttore e dei funzionari del Parco, interventi di esperti, ricostruzioni “Herculaneum 3D Scan”, a cura dell’Herculaneum Conservation Project, ma anche una serie specifica dedicata alla figura di Ercole, come eroe che unisce la città antica e quella moderna, che continueranno, in un appuntamento settimanale, a illustrare, intrattenere e arricchire la conoscenza del Parco di Ercolano.

Francesco Sirano direttore del parco archeologico di Ercolano (foto Paerco)

“Con i “Lapilli sotto la cenere” la visita digitale integra quella reale”, interviene il direttore Francesco Sirano, “ampliando ulteriormente la fruizione dei visitatori portandoli anche a esplorare realtà che per necessità conservative, di restauro o contingenze non sono accessibili. Il format ripropone le modalità oramai care alla community che ogni settimana si ritrova sui canali social del Parco come in una piazza virtuale, commentando i contenuti e scambiandosi opinioni e idee. E nei prossimi mesi l’offerta digitale sarà arricchita e diversificata grazie ai progetti su cui stiamo lavorando da tempo insieme all’Herculaneum Conservation Project con il sostegno sia della Fondazione Packard sia delle istituzioni pubbliche grazie alle quali il Parco non solo partecipa al progetto della Regione Campania “Move to cloud”, ma soprattutto ha ricevuto un importante finanziamento del MiBACT nell’ambito dei fondi europei per il Museo Digitale dell’Antica Herculaneum”.

 

Jane Thompson, manager dell’HCP per le fondazioni Packard

“Siamo felici di essere parte di questo importante processo di cambiamento nel rapporto tra pubblico e Parco archeologico di Ercolano”, dichiara Jane Thompson, Project mangaer dell’Herculaneum Conservation Project. “Sono sempre più evidenti i benefici che l’adozione di strumenti tecnologici possono apportare nella vita degli istituti culturali, a partire dalle pratiche di conservazione e restauro fino ad arrivare alle attività di comunicazione e valorizzazione online e on-site. Questi strumenti aprono la possibilità di stimolare una partecipazione attiva del pubblico che diventa parte essenziale dell’esperienza di visita e, inoltre, offrono la possibilità, anche insieme ad altri progetti che stiamo portando avanti con il Parco Archeologico, oltre ad Herculaneum 3D, di un reale impatto in termini di promozione dell’inclusione sociale, offrendo una possibilità di accesso su più ampia scala e con minori costi da sostenere per il visitatore”.

Con l’avanzare dell’estate aumentano inoltre i visitatori al sito e il Parco Archeologico si adegua al nuovo flusso, aumentando a 50 il numero massimo di persone per fascia oraria. Il biglietto di ingresso è acquistabile on-line sul sito www.ticketone.it e presso la biglietteria del Parco. Al fine di permettere un fluido contingentamento degli ingressi al sito, nel rispetto della vigente normativa anti-covid, al momento dell’acquisto il visitatore sceglie la fascia oraria di ingresso, prevista ogni 15 minuti per un massimo di 50 persone per turno. “Intanto al Parco si tirano le somme della crescita del pubblico social del sito”, aggiunge Sirano. “Molto forte l’incremento nei mesi del lockdown. Durante questi mesi abbiamo rivoluzionato il nostro modo di lavorare con grandi risultati per Ercolano: per questo la scelta di continuare ad arricchire i contenuti virtuali per appassionare sempre di più il nostro pubblico e continuare a intessere i nodi per formare una rete di contatti, di relazioni, di contenuti, di passione”.