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Giovedì sera al museo Archeologico nazionale di Napoli al prezzo di 2 euro: musica, teatro ed itinerari guidati per scoprire mostre e collezioni del Museo. Aperto anche il MANNcaffè con proposte culinarie del territorio

La Sala della Meridiana al museo Archeologico nazionale di Napoli ospita la mostra “Gladiatori” (foto valentina cosentino)
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Un frame del videogame “Gladiatori” (foto Mann)

Giovedì al Mann: dall’8 luglio al 16 settembre 2021, a partire dalle 20, sarà possibile visitare il museo Archeologico nazionale di Napoli con biglietto simbolico al costo di 2 euro, salvo le gratuità previste dalla legge. Cultura al chiaro di luna per una programmazione che andrà avanti per tutta l’estate: fulcro dei percorsi di visita, naturalmente, la grande mostra “Gladiatori”, con centosessanta reperti esposti nel Salone della Meridiana e tante curiosità da scoprire nella sezione didattica “Gladiatorimania”. Non mancherà un cartellone di eventi ad hoc per le aperture serali: inaugurazione giovedì prossimo (8 luglio 2021, alle 19), nel Giardino delle Fontane, con il Coro della Pietrasanta diretto da Rosario Peluso. Per partecipare al concerto, intitolato “La memoria si fa canto” (musiche di Mendelssohn, Brahms, Rossini), obbligatoria la prenotazione scrivendo a coropietrasanta@gmail.com. Dalle 20, nel Salone della Meridiana, i creativi di Annales Ars Campus illustreranno al pubblico come si può giocare con il videogame “Gladiatores” (anche in questo caso, necessario riservare via mail: info.annalesars@gmail.com).

Al Mann, Francesca Muoio e Luca Trezza in “Leggendo leggende napoletane” (foto mann)

Per il 15 luglio 2021, torna a richiesta lo spettacolo “Leggendo leggede napoletane” di Francesca Muoio e Luca Trezza: nel Giardino delle Fontane (alle 20), i due attori racconteranno la cultura parneopea partendo dalle pagine della letteratura e del teatro; la perfomance sarà un viaggio tra le pagine di Giovan Battista Basile, Annibale Ruccello, Enzo Moscato e tanti altri (obbligatorio riservare il posto con una mail a formicheteatro@libero). L’apertura serale sarà anche occasione per mostrare al pubblico in Atrio, dalle 19.30, la poltrona per l’allattamento donata al Mann da Soroptimist Italia. Alla scoperta della mostra “Moebius. Alla ricerca del tempo”: giovedì 22 luglio 2021, dalle 20.30 a cura di Comicon, itinerario dedicato alla personale di Jean Giraud. Sempre alle 20.30, torna la rassegna “Dietro le quinte” con apertura straordinaria dei laboratori di restauro (in replica il 29 luglio).

Al MANNcaffè, in occasione delle aperture serali del giovedì, proposte di piatti tipici del territorio (foto giuseppe sannino)

Per l’ultimo giovedì di luglio, sempre alle 20.30, “Racconti dalle collezioni”: l’itinerario, a cura del personale del Museo, sarà riservato a famiglie con bambini per narrare, tra archeologia ed emozioni, le più importanti sezioni del Mann. Le visite guidate (Moebius, laboratori di restauro e racconti dalle collezioni) andranno prenotate in loco presso il Punto Info del Museo, a partire dalle 20 del giovedì in cui è in calendario l’evento. Il MANNcaffè sarà naturalmente aperto per la programmazione serale, proponendo al pubblico piatti tipici della tradizione culinaria campana.

Nella Notte europea dei Musei al museo Archeologico nazionale di Napoli si visita la mostra “Gladiatori” con la sezione “Gladiatorimania”. Focus sulla Collezione Magna Grecia, con visite contingentate. Nel Giardino delle Fontane, spettacolo “Leggendo leggende napoletane”

La Sala della Meridiana al museo Archeologico nazionale di Napoli ospita la mostra “Gladiatori” (foto valentina cosentino)

Arte per una serata da trascorrere in serenità e sicurezza. Sabato 3 luglio 2021 torna l’atteso appuntamento con la diciassettesima edizione della Notte europea dei Musei: il museo Archeologico nazionale di Napoli apre le sue porte dalle 19.30, con ticket simbolico al costo di 1 euro, salvo le gratuità di legge; l’ultima emissione di biglietto è prevista alle 22. Sarà possibile visitare la splendida mostra “Gladiatori”, che presenta nel Salone della Meridiana centosessanta reperti dedicati a storia, fortuna e mito degli antichi combattenti delle arene; aperta, nel Braccio Nuovo del Museo, anche la Sezione “Gladiatorimania” ​che, tra didattica e divulgazione, è dedicata ai più piccoli ed alle loro famiglie. Sabato 3 luglio, il Mann condividerà sui propri social scatti della serata, utilizzando gli hashtag della manifestazione #museitaliani, #NotteDeiMusei, #NuitDesMusées. 

Il cratere di Altamura, uno dei capolavori della collezione Magna Grecia del Mann (foto Graziano Tavan)

In occasione della Notte Europea dei Musei, focus sulla Collezione Magna Grecia, uno dei più suggestivi allestimenti del Mann: gruppi di venti persone ogni trenta minuti cammineranno, rigorosamente con copriscarpe (al prezzo aggiuntivo di 1.5 euro), sui pavimenti musivi della Collezione Magna Grecia; il personale del Mann e alcuni esponenti della Comunità Ellenica di Napoli e Campania risponderanno alle curiosità del pubblico presente nelle sale.

Al Mann, Francesca Muoio e Luca Trezza in “Leggendo leggende napoletane” (foto mann)

Nel Giardino delle Fontane, a partire dalle 20.30, in programma lo spettacolo teatrale “Leggendo leggende napoletane”: Francesca Muoio e Luca Trezza daranno voce e corpo a testi di Giovan Battista Basile, Matilde Serao, Anna Maria Ortese, Annibale Ruccello, Enzo Moscato e tanti altri. I due attori, diplomati presso l’Accademia d’Arte drammatica Silvio D’Amico, tracceranno un percorso allegorico alla scoperta della cultura napoletana, tra passione e speranza, contraddizione ed ansia di riscatto: uno straccio sarà il simbolo della performance, per sottolineare la volontà degli interpreti di viaggiare tra le pagine della letteratura e del teatro, facendone “pezzo pezzo” e cogliendone la semplicità tipica della natura partenopea. Per partecipare allo spettacolo, obbligatoria la prenotazione, scrivendo a man-na.ufficiostampa@beniculturali.it

Napoli. Tre nuovi video per la rubrica “I Gladiatori ti aspettano al Mann” sui social del museo Archeologico nazionale: Silvano Mattesini sulle riproduzioni delle corazze degli antichi combattenti, Luigi Percuoco sugli smart glasses con tecnologie AR Tour, ed Elisa Napolitano sulla divulgazione della mostra, fra archeologia e didattica

La locandina della mostra “Gladiatori” fino al 6 gennaio 2022 al museo Archeologico nazionale di Napoli

Tre nuovi video della rubrica “I Gladiatori ti aspettano al Mann” proposta sui canali social del museo Archeologico nazionale di Napoli per illustrare la mostra “Gladiatori” aperta nel Salone della Meridiana e “Gladiatorimania” nel Braccio nuovo fino al 6 gennaio 2022.

Nel dodicesimo appuntamento l’architetto Silvano Mattesini svela i segreti di un particolare percorso creativo: le riproduzioni delle corazze degli antichi combattenti, i gladiatori, esposte nella Sezione Gladiatorimania. “In questa mostra – spiega Mattesini – siamo presenti con le copie principali, almeno quelle principali della gladiatura, che sono per esempio trace, mirmillone, hoplomachus, secutor, retiarius, … In questo caso siano davanti a una vetrina di un hoplomachus. Nella gladiatura sembra che tutto sia certo, ma in realtà non è così e ogni tanto scopriamo cose nuove, come questa tipologia di gladiatore che viene anche definita trace tipo B. Quello che possiamo semplicemente dire è che si tratta di un parmulario, cioè di un gladiatore che combatte con un piccolo scudo rotondo (parma) e ha una lancia e un gladio corto, che lo distingue dagli altri scutari, che hanno entrambi lo scudo e il piccolo schiniere. Noi parliamo di giochi gladiatori – continua Mattesini -, ma non esiste in latino la traduzione di gioco. In realtà si parla di munus, che è qualcosa di molto diverso. Quindi la sensazione è che dovremmo rivedere tante cose. Munus significa dono, significa impegno, una cosa profonda. E questo dono si manifesta attraverso il dono del sangue. Ogni gladiatore nel munus offre una parte di sé. Quindi si identifica tutto quanto non più come un gioco, come qualcosa di ludico, ma la gladiatura sembra assumere qualcosa di sacro. Se è vero che Marziale, che non è certamente un autore di quelli tra i più seri e rigorosi, parla di sacri muneris, anziché giochi gladiatori. Questo lo riscontriamo nei decori dei singoli pezzi che noi riproduciamo e che ovviamente siamo stati costretti a identificare, a dargli un nome, a dare un senso. Nel nostro caso sono dedicate a Dioniso. Perché un gladiatore offre a Dioniso la decorazione delle proprie armi? Perché c’è tutto un ambito nel quale la filosofia del gladiatore si identifica con la morte. Dioniso è l’essenza dell’istinto primordiale. E quindi in questo senso il gladiatore deve avere un istinto primordiale per cui deve odiare il suo avversario e compiere l’atto osceno. Dioniso l’accompagnerà in questo percorso. Dioniso poi a sua volta sarà perdonato da Era per gli omicidi commessi sotto gli effetti di questo istinto primordiale, sotto l’effetto dell’ebbrezza del vino o droghe, e quindi il gladiatore compie dei gesti, compie degli atti che sono sacri e che sono poi perdonati. Ogni gladiatore in quest’ambito ha un ruolo ben preciso che va identificato con questi simboli che sono sugli elmi, sulle corazze”.

Nel tredicesimo appuntamento con Luigi Percuoco (AR Tour) scopriamo gli smart glasses per vivere la magia della mostra. Gli occhiali 3D sono dispositivi dotati di lenti completamente trasparenti e predisposte per la realtà aumentata; la tecnologia è realizzata da AR Tour su contenuti scientifici forniti dal Mann. Gli smart glasses, a differenza della realtà virtuale, consentono di contestualizzare l’esperienza durante la visita al Museo. “AR Tour – interviene Percuoco – è un’azienda innovativa che utilizza la tecnologia per la gestione dei beni culturali. In questo caso abbiamo utilizzato gli occhiali a realtà aumentata per la narrazione della mostra. Gli occhiali hanno lenti completamente trasparenti, pertanto non si perde mai il contesto in cui avviene la narrazione, questa è la differenza rispetto alla realtà virtuale dove la realtà viene persa e la proiezione avviene in un altrove. Il visitatore li indossa, prosegue nel suo percorso e quando guarda un reperto gli vengono attivati degli ologrammi direttamente sul reperto che sostanzialmente lo spiegano. Gli occhiali sono dotati di audio, lo storytelling è stato curato insieme allo staff del museo, così come anche tutta la componente grafica digitale. Questa esperienza si affianca ad altre esperienze archeologiche che abbiamo fatto in Campania, come Pompei, Ercolano, il centro storico di Napoli. Il visitatore diventa protagonista durante il percorso perché è lui che attiva la narrazione man mano che si sposta nella visita della mostra semplicemente guardando i reperti. Gli occhiali sono dotati di una telecamera per cui sono in grado di comprendere cosa il visitatore sta guardando. Chiaramente – conclude – un vantaggio importante è per il museo quello della possibilità di migliorare anche l’aspetto educativo rispetto alle giovani generazioni”.

Nel quattordicesimo appuntamento Elisa Napolitano (Servizi Educativi del Museo) presenta un eccezionale reperto della mostra. Il racconto dell’opera segue caratteristiche e temi della guida illustrata “Gladiatori” (Franco Panini Editore Ragazzi). “La grande mostra Gladiatori vi aspetta al museo Archeologico nazionale di Napoli”, saluta Elisa Napolitano. “Nell’atrio accoglie i visitatori il monumentale rilievo proveniente da Pompei. Rappresenta, come un diario, il racconto di una tipica giornata dei giochi gladiatori. Nella fascia in alto ci sono i personaggi di ingresso nell’arena che dava inizio alla giornata dei giochi: la pompa gladiatoria. I primi della fila sono due littori, cioè ufficiali che lavoravano al servizio dei magistrati romani, che portano in mano i fasci littori, fasci di bastoni di legno legati insieme da strisce di cuoio, che sono simboli di potere. Subito dietro ci sono i suonatori di tibia, cioè il flauto. Poi una lettiga, portata da quattro schiavi, con sopra alcuni fabbri addetti al buon funzionamento delle armi, la cosiddetta probatio armorum. Seguono due inservienti: uno porta in mano un cartello sul quale sono indicate le coppie in combattimento, e l’altro una palma per il vincitore. Poi l’editor, l’organizzatore dei giochi, che indossa una bella toga ed è l’unico ad essere in posizione frontale perché ha un ruolo davvero importante. Altri inservienti portano armi, elmi, scudi e cavalli per i gladiatori. Nella seconda fascia i gladiatori si scontrano nell’arena, alcuni sono in combattimento, altri sono feriti e vengono assistiti da medici. Un vincitore alza lo scudo, e lo sconfitto attende il verdetto. Nella terza fascia sono rappresentate invece le venationes, dove si riconoscono diversi animali erbivori, tori, cinghiali, e cani. Questi combattono tra loro o contro i venatores che hanno un abbigliamento molto semplice, tuniche corte e fasci di protezione alle gambe. Le tre fasce non rappresentano momenti consecutivi della giornata. In genere infatti si teneva la pompa inaugurale, nel corso della mattinata si tenevano le venationes, e solo nel pomeriggio gli scontri tra gladiatori. Tuttavia – conclude Elisa Napolitano – lo scultore ha voluto dare maggiore rilevanza al momento fondamentale della giornata dei giochi: la parte centrale, quella principale e anche più ampia, infatti ospita la rappresentazione che riguarda i combattimenti tra gladiatori”.

Napoli. Tre nuovi video per la rubrica “I Gladiatori ti aspettano al Mann” sui social del museo Archeologico nazionale: Paolo Patriota sulla scenografia di Gladiatorimania, Antonio Ernesto Denunzio sulla partnership tra Mann e Intesa Sanpaolo, Caterina Serena Martucci sulle pitture perdute dell’anfiteatro di Pompei

La locandina della mostra “Gladiatori” fino al 6 gennaio 2022 al museo Archeologico nazionale di Napoli

Tre nuovi video della rubrica “I Gladiatori ti aspettano al Mann” proposta sui canali social del museo Archeologico nazionale di Napoli per illustrare la mostra “Gladiatori” aperta nel Salone della Meridiana e “Gladiatorimania” nel Braccio nuovo fino al 6 gennaio 2022.

Nel nono appuntamento lo scenografo Paolo Pariota spiega come si costruisce e progetta la scenografia della sezione “Gladiatorimania”. “Tutto l’allestimento scenografico”, ricorda Pariota, “nasce da un attento ragionamento sviluppato a seguito di uno studio dei materiali dei set cinematografici sul tema del mondo romano. La scenografia inizia con due grandi portali posti all’ingresso fino a proseguire all’interno del cavedio dove sono ricreati oggetti utilizzati dai gladiatori durante i loro allenamenti. La scenografia all’entrata è realizzata totalmente in legno, e rappresenta una sorta di entrata in un anfiteatro, con mattoni e travertino: una sorta di arco a tutto sesto e una grata che rende la scenografia ancora più reale. Per la scenografia nel cavedio, è importante ricordare che tutti i gladiatori venivano sottoposti a un intenso e duro allenamento quotidiano utilizzando delle sagome di altezza naturale oppure delle armi fittizie. E venivano introdotti gradualmente all’arte della lotta fino poi a raggiungere un livello professionale che doveva adattarsi allo spettacolo. Pertanto la scenografia del cavedio è quella di andare a ricreare questo momento attraverso la riproduzione di questi oggetti: c’è la sabbia sul pavimento che serviva ad attutire la caduta e soprattutto ad assorbire il sangue dei gladiatori durante il combattimento. Ci sono due pali di allenamento e la botola che serviva come fuoriuscita degli animali durante la lotta. E infine dei contenitori con dei “gladio” fittizi, dei “gladio” in legno, usati durante l’allenamento per evitare un’eventuale ribellione da parte dei gladiatori. Spero che tutto l’allestimento riesca a catturare il pubblico e soprattutto a far rivivere i momenti di pathos e di antagonismo che avvenivano tra i gladiatori durante i loro combattimenti”.

Nel decimo appuntamento Antonio Ernesto Denunzio, vicedirettore Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli, illustra le caratteristiche della partnership con Intesa Sanpaolo: insieme per promuovere il nostro patrimonio culturale. “La partecipazione di Intesa Sanpaolo a questa preziosa importante iniziativa”, sottolinea Denunzio, “rientra in un rapporto di collaborazione più ampio che abbiamo già da diversi anni con il museo Archeologico nazionale di Napoli. E che ruota all’intorno a due argomenti fondamentali: innanzitutto la presenza nelle collezioni di Intesa Sanpaolo di una raccolta di oltre 500 reperti di vasi attici e magnogreci provenienti per la gran parte da Ruvo di Puglia. Questa circostanza ha consentito una serie di iniziative realizzate in collaborazione con il Mann, non solo iniziative di carattere espositivo ma anche momenti di approfondimento di grande rilievo. In particolare ricordo la recente pubblicazione del catalogo dei vasi a figure rosse apuli del Mann sostenuta da Intesa Sanpaolo. C’è poi un altro progetto intorno a cui ruota la collaborazione tra il Mann e Intesa Sanpaolo ed è il progetto Restituzioni, il programma di restauri che la banca dedica al patrimonio nazionale, al patrimonio pubblico. E mi piace ricordare che in occasione della XVI edizione di Restituzioni, nel 2013, a Palazzo Zevallos Stigliano, la sede di Intesa Sanpaolo a Napoli, delle Gallerie d’Italia di Napoli di Intesa Sanpaolo, vennero esposti proprio due porzioni di affresco che rappresentano dei trofei e armi gladiatorie provenienti dal quadriportico del Teatro Grande di Pompei, un luogo dove sappiamo da una serie di graffiti ritrovati proprio su questi affreschi e che nel 2013 vennero restaurati per l’occasione, il luogo dove i gladiatori erano soliti allenarsi e ritrovarsi. Ed è un compendio veramente di tutte le armi gladiatorie che troviamo impilate su queste aste verticali – scudi, spiedi, tridenti, elmi – veramente tutti gli accessori che erano soliti utilizzare i gladiatori nei loro combattimenti”.

Nell’undicesimo appuntamento Caterina Serena Martucci, dell’Ufficio Comunicazione del Museo, presenta un focus sulle pitture ormai perdute dell’Anfiteatro di Pompei: in mostra, è possibile ammirare le tempere di Francesco Morelli, uniche testimonianze della bellezza del ciclo pittorico andato distrutto nel 1816. E nell’allestimento, grazie al video di Altair4Multimedia, la tecnologia ci permette di fare un viaggio nel tempo, ammirando gli affreschi dell’Anfiteatro proprio come dovevano essere. “Nei mesi scorsi sui nostri canali social abbiamo atteso l’arrivo dei gladiatori con foto e anticipazioni di curiosità. Oggi”, annuncia Caterina serena Martucci, “vi portiamo in mostra per mostrarvi come dalla documentazione di archivio si possa ricostruire quello che il tempo e l’incuria hanno lasciato perdere. In mostra c’è il modello dell’anfiteatro di Pompei scavato tra il 1813 e il 1815. Tra le altre cose vennero fuori delle meravigliose pitture che decoravano il parapetto che separava le gradinate degli spettatori dall’arena dove combattevano i gladiatori. Quelle pitture oggi sono perdute. Nel 1816 a causa di atti vandalici e delle gelate le pitture andarono distrutte, ma ci resta la documentazione a tempera eseguita dal pittore Francesco Morelli. E quei disegni sono conservati nell’archivio del Mann. Proprio partendo da questi disegni la curatrice della mostra Valeria Sanpaolo e Altair4Multimedia hanno ricostruito l’ordine esatto delle scene riprodotto in mostra in un’ellisse che ripropone la forma dell’anfiteatro e nel filmato che ricostruisce tridimensionalmente il sito. Ai lati della stretta porta di accesso si riconoscono due reziari con il tridente poi una serie di pannelli con squame bipartite alternate a finti marmi, statue di vittorie, candelabri, sei pannelli di cacce o combattimenti tra animali, e finalmente il grande pannello centrale che riproduce in maniera sintetica, come in presa diretta, come in un fumetto, anche con qualche incongruenza, quella che è la scena di apertura di un munus, cioè dei giochi gladiatori. Riconosciamo al centro l’editor dei giochi, o forse piuttosto l’arbitro, il summa rudis, che ha la bacchetta, il grande corno con cui si dava inizio ai giochi, e un gladiatore con alti schinieri, un altro con lo schiniere basso, la manica di protezione, due attendenti che riparano un elmo, insomma tutto insieme come in un piccolo riassunto la scena che sarebbe di lì a poco cominciata”.

Napoli. Tre nuovi video per la rubrica “I Gladiatori ti aspettano al Mann” sui social del museo Archeologico nazionale: Antonella Carlo sulla condivisione social della mostra, Lucia Emilio sugli eventi collaterali, Mario Testa sulle illustrazioni per i ragazzi

La locandina della mostra “Gladiatori” fino al 6 gennaio 2022 al museo Archeologico nazionale di Napoli

Tre nuovi video della rubrica “I Gladiatori ti aspettano al Mann” proposta sui canali social del museo Archeologico nazionale di Napoli per illustrare la mostra “Gladiatori” aperta nel Salone della Meridiana e “Gladiatorimania” nel Braccio nuovo fino al 6 gennaio 2022.

Nel sesto appuntamento Antonella Carlo, responsabile Ufficio Comunicazione del Mann, ci spiega come il racconto di una grande mostra diventa condivisione: dalla presentazione in streaming alla promozione social. Antonella Carlo inizia il suo intervento dall’inquadratura con cui è stata introdotta la presentazione digitale della mostra “Gladiatori”. “Sapete che la mostra è stata allestita quando il museo era chiuso – ricorda -. Ma non per questo ci siamo fermati. E quindi in streaming abbiamo organizzato la presentazione dell’allestimento andando a ripercorrere con i diversi attori istituzionali cosa c’è dietro l’allestimento, il lavoro per una grande mostra. Abbiamo narrato il backstage, abbiamo narrato i grandi prestiti, abbiamo narrato la ricchezza archeologica di questa esposizione che è in qualche modo legata anche a un chiaro intento divulgativo. E per questo abbiamo virtualmente aperto le porte anche della sezione Gladiatorimania. Nella fase in cui siamo stati chiusi le nuove tecnologie sono state di fondamentale importanza perché ci hanno consentito di mantenere vivo il dialogo con il pubblico. Declinando la storia, la narrazione dei gladiatori con diversi linguaggi. Abbiamo sfogliato, sempre on line, le pagine del libro pubblicato per i più piccoli, abbiamo pubblicato dei focus specifici sui lavori di allestimento, dei restauratori, ma anche delle imprese che hanno montato pezzo per pezzo le ricchezze che sono vissute nelle nostre vetrine. La storia è una storia che si costruisce insieme, e in questo senso – conclude – la condivisione social e la condivisione on line è stata di fondamentale importanza per vivere insieme anche a distanza il percorso dei gladiatori”.

Nel settimo appuntamento Lucia Emilio, responsabile dei Servizi Educativi del Mann, racconta le strategie di valorizzazione della grande mostra, tra didattica, programmazione culturale e idee per nuovi eventi. “I Gladiatori non è soltanto un’importante mostra – spiega Lucia Emilio -, ma vuole essere un vero e proprio evento per la città. Ed è per questo che abbiamo pensato, per esempio, a una rassegna cinematografica, naturalmente sul tema dei gladiatori, con film scelti in collaborazione con la mediateca Santa Sofia del comune di Napoli. Li proietteremo nell’auditorium del Mann. Ed è proprio nell’auditorium che abbiamo deciso anche di organizzare una serie di conferenze, nell’ambito degli incontri di Archeologia, però dedicate esclusivamente alla mostra. E infatti le conferenze saranno tenute dai curatori della mostra stessa. Inoltre abbiamo pensato ai bambini. E per loro faremo una serie di laboratori didattici che si svolgeranno nell’arco di tempo in cui sarà presente l’esposizione, per cui fino a gennaio 2022. In conclusione voglio ricordare il volume “I Gladiatori”, un libro per ragazzi a cura dei Servizi educativi del museo, edito da Panini, con illustrazioni bellissime della Scuola italiana di Comix. Ed è un vero e proprio racconto di una manifestazione gladiatoria e in tutto quello che succede per l’organizzazione”.

Nell’ottavo appuntamento Mario Testa, della Scuola italiana di Comix, intervistato da Elisa Napolitano, Servizi Educativi del Museo, ripercorre il suo viaggio creativo per realizzare le illustrazioni del racconto edito da Franco Panini Editore Ragazzi. L’intervista è ambientata nella sezione off della mostra, la Gladiatorimania, ricoperta dai cartonati dei disegni realizzati da Testa. “La sfida più grande – assicura Testa – è quando si fa un lavoro di questo tipo documentaristico, molto vincolante dal punto di vista della libertà espressiva, artistica. La sfida è proprio quella di far coesistere rigore e arte. La libertà artistica, grafica, non deve essere mai repressa ma rispettare il lavoro documentaristico. Tra i tanti personaggi creati, ce n’è uno in particolare, Acidinus, che merita di essere raccontato, perché è uno di quelli in cui si può enfatizzare di più. Anche se oggi tutto il lavoro è digitale, la tecnica è la stessa: lo schizzo, la stesura della china, e poi l’aggiunta dei colori. Rispetto a prima, col digitale non si sprecano i colori, perché basta un clic e si cambia. I colori usati sono molti vivaci perché hanno un grande impatto sui ragazzi, e in questo il Mann mi ha lasciato campo libero”.

Napoli. Al museo Archeologico nazionale “Gladiatori di carta”, videoperfomance di Sara Lovari e Mauro Maurizio Palumbo: dagli elmi bronzei alle armi di cartone per riflettere sulla complessità dell’eroe con i linguaggi dell’arte contemporanea

Prototipi di armi dei gladiatori di carta al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Nel Salone della Meridiana del museo Archeologico nazionale di Napoli sono tra i reperti più fotografati dal pubblico: elmi e schinieri bronzei che, con il proprio complesso apparato decorativo, probabilmente accompagnavano i gladiatori nelle parate e non nei sanguinosi scontri delle arene. Grazie alla creatività dell’arte contemporanea, queste pesanti armature diventano leggerissimi involucri di carta e collegano idealmente la sezione archeologica della grande mostra del Museo con il percorso off “Gladiatorimania”: da mercoledì 5 maggio 2021, nella saletta Ambassador del Mann, Sara Lovari e Mauro Maurizio Palumbo presentano la videoinstallazione “Gladiatori di carta”. Il progetto artistico, coordinato dall’architetto Silvia Neri (progettista di “Gladiatorimania”), prevede la combinazione di due momenti distinti: Sara Lovari, che ha già realizzato al Museo la personale “A pesca di vita”, ha costruito una fantastica armatura con carta riciclata, ispirata alle dotazioni indossate dalle diverse classi di Gladiatori. In una sorta di cortocircuito temporale, che riecheggia le atmosfere simboliche de “Il Cavaliere inesistente” di Italo Calvino, sarà poi Mauro Maurizio Palumbo a vestire elmo e calzari di cartone, brandendo una spada altrettanto leggera fatta di fogli riciclati: il video della performance sarà proiettato in sala e resterà disponibile per tutta la durata della mostra “Gladiatori”.

Un elmo di carta nella sezione Gladiatori di carta al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Dalla fantasia al legame con la realtà: “Un uomo vestito di cartone, un’armatura che diventa casa, un rimando e una riflessione anche ad una emergenza sociale come i senza tetto che avvolti in cartoni nelle lunghe notti fredde sono dei gladiatori senza armatura. I Gladiatori di oggi, quelli che combattono per vivere sopravvivere all’ombra di un cartone”, commentano Lovari e Palumbo, che mercoledì 5 maggio hanno incontrato il pubblico, sempre in gruppetti di poche unità e secondo le vigenti disposizioni anti-Covid.

Il cantiere all’esterno del Mann “nascosto” dalle illustrazioni di Blasco Pisapia dal volume “Nico e l’elmo del Gladiatore” (foto mann)

Gladiatori work in progress anche all’esterno del Mann: da giovedì 6 maggio 2021 il cantiere all’ingresso del Mann viene brandizzato con le illustrazioni di Blasco Pisapia, autore del volume “Nico e l’elmo del Gladiatore” (Electa Editore).

Napoli. Altri tre video per la rubrica “I Gladiatori ti aspettano al Mann” sui social del museo Archeologico nazionale: Silvia Neri su Gladiatorimania, Francesca Pavese su graffiti e colori della grafica, Andrea Mandara sull’allestimento

La locandina della mostra “Gladiatori” fino al 6 gennaio 2022 al museo Archeologico nazionale di Napoli

Altri tre video della rubrica “I Gladiatori ti aspettano al Mann” proposta sui canali social del museo Archeologico nazionale di Napoli per illustrare la mostra aperta nel Salone della Meridiana e nel Braccio nuovo fino al 6 gennaio 2022.

Nel terzo appuntamento l’architetto Silvia Neri, progettista della sezione “Gladiatorimania”, ci porta alla scoperta degli ambienti dedicati ai bambini, ai ragazzi e ai loro genitori. “Ci troviamo nella sezione Gladiatorimania nel braccio nuovo del museo”, spiega Silvia Neri. “È una sezione un po’ particolare perché parla di quella che è stata ed è tutt’oggi la fortuna dei gladiatori. Quindi è una naturale evoluzione della mostra archeologica che si sviluppa attraverso alcuni elementi guida che sono individuati in particolare nella grafica. Infatti gli elementi guida della mostra archeologica sono i graffiti che pendono dal soffitto della Meridiana, mentre qui l’evoluzione naturale sono i fumetti della Comics che ci accompagnano per tutta la visita della sezione. Nella mostra vengono esposti pezzi molto particolari: si passa dalla riproduzione di armature, di elmi, la maggior parte dei quali è conservata al Mann, a riproduzione di armi attraverso le Lego, attraverso le Playmobil; a scene di vita quotidiana dei gladiatori attraverso la realizzazione di diorami, nonché di focus su alcuni aspetti particolari come ad esempio l’alimentazione non dei gladiatori per se stessa ma dei moderni gladiatori ovvero degli atleti. Fino ad arrivare a quella che è l’alimentazione del pubblico, cioè tutto quel sistema di bancarelle, venditori ambulanti, che è presente adesso lungo la strada che conduce agli stadi, ma era presente anche un tempo tutto attorno e lungo la strada che portava poi all’arena in cui si scontravano i gladiatori. Ma non solo. Si parla anche di riproduzioni tridimensionali di elmi, e quindi possibili da visionare in tutti i loro particolari, fino ad arrivare alla cura vera e propria dei gladiatori, quindi alla cura della ferite dei gladiatori con la riproduzione di strumenti medici, e un focus particolare su Galeno, su quello che era considerato il medico dell’antichità, uno dei primi, e in particolare il medico dei gladiatori. Terminiamo questo percorso della mostra con dei focus sui moderni gladiatori e le riproduzioni di opere sempre con la Lego legate al mondo stesso dei gladiatori, fino ad arrivare al contemporaneo con tutto quello che è stato ispirato dalla figura dei gladiatori, quindi cartoni animati, carte gioco che vanno tanto di moda adesso per i ragazzi, e creando così un insieme di elementi che catturano non soltanto i bambini ma affascinano anche gli adulti. Forse perché li mettono nella condizione per capire in maniera molto più semplice molto più concreta, proprio perché legata alla realtà, quella che era la figura del gladiatore”.

Nel quarto appuntamento Francesca Pavese, grafica di mostra ed immagine di comunicazione, racconta colori e disegni nell’allestimento della grande esposizione. “I teli rappresentano un elemento molto importante dell’allestimento. Sono 14 teli, larghi un metro e mezzo e alti 13 metri, e sono tutti di colori diversi campionati dai colori degli affreschi, e vengono accostati in maniera molto creativa e anche molto contrastante con delle sfumature. Rappresentano i graffiti della città di Pompei, fatti dagli abitanti della città che rappresentavano i combattimenti gladiatori, i personaggi, chi organizzava, gli allenatori, e raccontavano chi vinceva e chi perdeva. Sono graffiti che potrebbero ricordare i fumetti contemporanei. Sono di una vivacità straordinaria, una sintesi grafica fortissima, e si può vedere che molti rappresentano i gladiatori ma anche molti che rappresentano le fiere che venivano coinvolte in queste competizioni. Questi “fumetti del passato”, chiamiamoli così, si collegano alla seconda parte della mostra, la Gladiatorimania, dove si confronteranno con le illustrazioni del presente in maniera straordinaria”.

Nel quinto appuntamento Andrea Mandara, che ha curato il progetto di allestimento della grande mostra, ci fa apprezzare le soluzioni adottate. “Siamo nel cuore del museo, il gran salone della Meridiana. La mostra quindi all’interno di questo salone respira l’aria della bellezza del salone. L’allestimento ha interpretato il tema dei giochi gladiatori all’interno della sala delle feste, della bellezza del museo. La sala in cui vediamo la meridiana, e quindi tutto l’allestimento gira intorno a questa volontà, con queste forme curve, di poter dare idea della logica degli anfiteatri, della geometria degli anfiteatri, che sono curve che si rincorrono tra di loro, e comunque rispettano lo spazio, il volume dell’ambiente della Meridiana, che si qualifica ancora di più con la presenza di questi grandi stendardi che danno respiro, danno anche forza allo sguardo sulla profondità, sull’ampiezza del luogo nel quale ci troviamo. Tutte le curve unite accolgono le opere, accolgono anche questa magnificenza delle armi gladiatorie, dove in particolare in un punto centrale dell’esposizione abbiamo la presenza di questo grande patrimonio del museo che è allestito come se fosse la vera e propria palestra dei gladiatori, e quindi tutte le armi gladiatorie trovano posto all’interno di questo rincorrersi di curve e della storia di questi giochi gladiatori che raccontiamo in mostra”.

Napoli. Il museo Archeologico nazionale riapre il 28 aprile: si potrà finalmente visitare la grande mostra “Gladiatori”. Il direttore Giulierini: “Ci aspetta una nuova Primavera dell’Arte”

Il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini, presenta la mostra “Gladiatori” (foto mann)

Il museo Archeologico nazionale di Napoli riapre al pubblico da mercoledì 28 aprile 2021. “La zona gialla consente al  museo Archeologico nazionale di Napoli  di riaprire e accogliere nei grandi spazi delle sue collezioni e nei giardini,  in assoluta sicurezza,  i visitatori e, tra questi, ci auguriamo tanti ragazzi con le loro famiglie”, interviene Paolo Giulierini, direttore del Mann. “Lo facciamo con l’imperdibile mostra Gladiatori,  che avevamo presentato per ora solo virtualmente, e con un messaggio che unisce quella storia e quei miti  a un presente, ancora complicato, ma pieno di speranze. Solo uniti vinceremo, perché solo mostrando tutti insieme responsabilità nei comportamenti, compattezza, solidarietà, con forza e onore risolleveremo la testa. Ci aspetta una nuova Primavera dell’Arte che restituirà la sua linfa al territorio e riporterà presto il mondo a godere della bellezza italiana. Vi aspettiamo”.

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La rivista “Archeologia Viva” di maggio-giugno in omaggio ai primi 50 visitatori del 28 aprile

Da mercoledì 28 aprile 2021 si potrà visitare il museo nelle modalità abituali (tutti i giorni dalle 9 alle 19.30; martedì riposo settimanale); sabato, domenica e festivi, l’accesso sarà consentito esclusivamente con la prenotazione, tramite i siti web coopculture.it, museoarcheologiconapoli.it e con l’app dedicata di Coopculture. I primi cinquanta visitatori, che saranno al Museo mercoledì 28, riceveranno in dono il numero di maggio/giugno 2021 della rivista “Archeologia Viva”, che dedica un ampio ed interessante approfondimento alla mostra “Gladiatori”. Il biglietto intero di ingresso al Mann costerà 10 euro (ridotto: 8 euro; giovani tra i 18 ed i 25 anni non compiuti: 2 euro); la card Openmann, che consente ingressi illimitati al Museo per 365 giorni dalla data di prima attivazione, avrà il prezzo di 15 euro per adulto, 30 per coppie (due adulti over 25 anni), 5 per Academy (studenti ed iscritti alle scuole di specializzazione senza limiti di età). I titolari di abbonamento in corso di validità recupereranno i mesi non fruiti a causa della chiusura del Museo.

La Sala della Meridiana al museo Archeologico nazionale di Napoli ospita la mostra “Gladiatori” (foto valentina cosentino)
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La locandina della mostra “Gladiatori” fino al 6 gennaio 2022 al museo Archeologico nazionale di Napoli

Attesa novità della riapertura è la grande esposizione “Gladiatori”, allestita e presentata in streaming durante il lockdown; cuore dell’allestimento sono centosessanta reperti che, nel Salone della Meridiana, risultano suggestivi tasselli di un affascinante viaggio di ricerca in sei sezioni: 1) Dal funerale degli eroi al duello per i defunti; 2) Le armi dei Gladiatori; 3) Dalla caccia mitica alle venationes; 4) Vita da Gladiatori; 5) Gli Anfiteatri della Campania; 6) I Gladiatori “da per tutto”.  Parte integrante dell’itinerario è la “settima sezione” tecnologica che, intitolata significativamente “Gladiatorimania” e concentrata nel Braccio Nuovo del Museo, costituisce un vero e proprio strumento didattico e divulgativo per rendere accessibili a tutti, adulti e ragazzi, i diversi temi della mostra. L’esposizione “Gladiatori” è stata promossa con il sostegno della Regione Campania ed avrà approfondimenti ad hoc nell’Ecosistema Digitale per la Cultura della Regione Campania  (https://cultura.regione.campania.it ); partner della mostra  è Intesa Sanpaolo. Durante i mesi di chiusura si è lavorato all’allestimento della personale di Danilo Ambrosino, con un’incursione nell’arte contemporanea che si lega simbolicamente al tema dei Gladiatori: nel percorso “Leib_il corpo vivente” (in calendario sino al 30 settembre), curato da Olga Scotto di Vettimo, sono presentati venti dipinti realizzati con smalto e foglia oro su dibond. Nell’analisi creativa sul corpo, svelato nelle diverse posizioni degli arti e nel contrasto tra gli scuri ed i bagliori aurei, possibile individuare un parallelismo ideale con le figure, gli allenamenti e la preparazione atletica degli antichi combattenti nelle arene.

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Al Mann la mostra a fumetti “Lucy. Sogno di un’evoluzione” di Tanino Liberatore (foto Mann)

Per chi non avesse ancora avuto modo di visitarla, da non perdere la mostra “Lucy. Sogno di un’evoluzione” del “Michelangelo del Fumetto”, Tanino Liberatore: l’allestimento, promosso in rete con COMICON nell’ambito del progetto universitario Obvia- Out of Boundaries Viral Art Dissemination, è realizzato nella Sezione Preistoria e Protostoria del Mann per raccontare, con disegni e schizzi, le lontanissime (e sempre vive) radici dell’umanità. 

Napoli. “I Gladiatori ti aspettano” al MANN: in attesa della riapertura del museo Archeologico nazionale, al via la campagna sui social del museo per presentare la grande mostra con brevi video su reperti, allestimento, backstage, comunicazione, didattica

Gli elmi dei gladiatori, simbolo della mostra “Gladiatori” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Valentina Cosentino)

“I Gladiatori ti aspettano” al MANN. Parte la campagna Facebook ed Instagram per raccontare la mostra in attesa della riapertura. Curiosità nella storia dei reperti, strategie per l’allestimento, attività di backstage e comunicazione, didattica e divulgazione della mostra: sono questi soltanto alcuni dei temi della campagna social “I Gladiatori ti aspettano al MANN”, in partenza venerdì 23 aprile 2021 sulla pagina Facebook ed, a seguire, sul canale Instagram del museo Archeologico nazionale di Napoli. Massimo tre minuti per diversi racconti “in video” della grande esposizione che attenderà i visitatori alla riapertura del Mann: spirito della rassegna online sarà legare alcune anticipazioni di “Gladiatori” ai volti di chi ha curato, seppur con diverse competenze, l’allestimento. I video della campagna saranno pubblicati su Facebook il venerdì e la domenica: “colonna sonora” degli approfondimenti sarà la musica originale che Antonio Fresa ha composto per lo spot ufficiale di “Gladiatori”.​ Alla rassegna virtuale parteciperà anche Antonio Ernesto Denunzio (vicedirettore Gallerie d’Italia- Palazzo Zevallos Stigliano di Napoli): Intesa Sanpaolo è, infatti, partner della mostra e condivide la necessità che il processo di ripartenza si basi anche sulla valorizzazione del patrimonio culturale.

Il Salone della Meridiana al museo Archeologico nazionale di Napoli dove è allestita la mostra “Gladiatori” (foto Valentina Cosentino)

Si partirà venerdì 23 aprile 2021, alle 9, con il video messaggio del direttore del Museo, Paolo Giulierini: un benvenuto simbolico e un invito a “resistere e stare uniti, per poi ritornare nei Musei. Questa mostra è un’occasione straordinaria per farlo”. Si proseguirà con un focus archeologico: Laura Forte (funzionario archeologo e coordinatrice della mostra) parlerà del ceppo di punizione, manufatto in ferro proveniente dalla Caserma dei Gladiatori di Pompei ed appartenente alle collezioni del Mann. Uno dei marchi inconfondibili della mostra è lo spettacolare allestimento nel Salone della Meridiana: ne approfondiranno le caratteristiche i progettisti, l’architetto Andrea Mandara e la graphic designer Francesca Pavese, mentre la progettista ed architetto Silvia Neri si concentrerà sulla sezione tecnologica “Gladiatorimania”.

Effetti speciali e supporti multimediali nella mostra “Gladiatori” al Mann (foto Valentina Cosentino)

Tra comunicazione e valorizzazione: Antonella Carlo (Responsabile Ufficio Comunicazione Mann) si occuperà delle attività di presentazione della mostra in streaming e sui social, mentre Lucia Emilio (Responsabile dei Servizi Educativi Mann) traccerà il quadro delle attività culturali (dal cinema al fumetto, dagli incontri di archeologia ai laboratori). Non mancheranno approfondimenti sul rilievo con scene di combattimenti di Gladiatori: lo straordinario reperto apre la mostra ed ispira alcune illustrazioni della pubblicazione per ragazzi dedicata a Gladiatori (il video sarà di Elisa Napolitano, Servizi Educativi del Mann); Caterina Serena Martucci (Ufficio Comunicazione, Mann) seguirà una narrazione, calibrata per social, delle tempere di Morelli con la rappresentazione delle pitture perdute dell’anfiteatro di Pompei.

“Gladiatorimania” è l’originale sezione aggiunta al Mann per la mostra “Gladiatori” (foto mann)

Spazio alla “Gladiatorimania” con pillole video che racconteranno Lego, modelli per bambini e ricostruzioni di armi; sempre ai più piccoli (ed ai loro genitori) sarà rivolto il messaggio di Mario Testa, l’illustratore (Scuola Italiana di Comix) che ha realizzato i disegni per il libro “Gladiatori” (Franco Cosimo Panini Editore). 

Napoli. Ci siamo: al museo Archeologico nazionale vernice (on line) dell’attesa mostra “Gladiatori”, che sarà l’evento del 2021. Sarà visitabile alla riapertura del Mann. Centosessanta reperti raccontano l’affascinante mondo dei protagonisti delle arene con focus sugli anfiteatri campani. In più la sezione “Gladiatorimania”

Nel Salone della Meridiana del museo Archeologico nazionale di Napoli si lavora per ultimare l’allestimento della mostra “Gladiatori” (foto Mario Laporta / Kontrolab)
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Il 31 marzo 2021 presentazione on line della mostra “Gladiatori” al Mann

Sarà come essere in un anfiteatro a tifare per i propri beniamini giù nell’arena: i gladiatori. Lo spazio dei ludi gladiatorii non è il Colosseo ma il Salone della Meridiana del museo Archeologico nazionale di Napoli dove, dal 31 marzo 2021 al 6 gennaio 2022, è allestita l’attesa e pluriannunciata mostra “Gladiatori”. Doveva essere l’evento dell’anno 2020. Presentata alla grande in occasione di Tourisma 2020, la vernice di “Gladiatori” era prevista per l’8 aprile 2020 (vedi “Preistorici, Etruschi e Romani…il Mann si fa in tre”: a TourismA il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli presenta le novità del 2020: l’apertura della sezione Preistoria e Protostoria, e l’inaugurazione delle mostre su Etruschi e Gladiatori | archeologiavocidalpassato). Ma la pandemia ha stravolto tutto. E così “Gladiatori” sarà la mostra del 2021 (vedi Cosa porta il 2021. Fissata per l’8 marzo (11 mesi dopo le previsioni) la vernice della mostra-evento “I Gladiatori” al museo Archeologico nazionale di Napoli: anteprima sui social del Mann dei principali reperti esposti nelle sei sezioni | archeologiavocidalpassato). Inizialmente programmata per l’8 marzo 2021, col perdurare delle misure anti-covid, e le Regioni in fascia rossa, quindi con spostamenti limitati e musei chiusi, la vernice è stata fissata definitivamente per mercoledì 31 marzo 2021. On line, ovviamente. Con un impegno e una certezza: “Gladiatori” sarà visibile dalla riapertura del Mann (si spera il prima possibile). In attesa, nuove incursioni sulla mostra saranno offerte sui canali social del museo Archeologico nazionale di Napoli.

Equipaggiamento dei gladiatori in mostra al Mann (foto Mario Laporta / Kontrolab)
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“Gladiatorimania” è l’originale sezione aggiunta al Mann per la mostra “Gladiatori” (foto mann)

La mostra “Gladiatori” è stata promossa con il sostegno della Regione Campania e avrà approfondimenti ad hoc nell’Ecosistema Digitale per la Cultura della Regione Campania (https://cultura.regione.campania.it ) ; partner dell’esposizione è Intesa Sanpaolo. Il progetto scientifico dell’allestimento è a cura di Valeria Sampaolo (già conservatore al museo Archeologico nazionale di Napoli), mentre il coordinamento è di Laura Forte (responsabile Ufficio Mostre al Mann e Archivio Fotografico del Mann). “Gladiatori” è frutto di un’intensa rete scientifica interistituzionale: la prima tappa dell’allestimento è stata presentata all’Antikenmuseum Basel und Sammlung Ludwig di Basilea in Svizzera, ed è nata dalla volontà di narrare la fortuna degli antichi spettacoli in tutte le aree dell’Impero Romano; al museo Archeologico nazionale di Napoli l’esposizione si arricchisce del focus sugli Anfiteatri Campani e, ancora, del taglio interattivo di “Gladiatorimania”.

Ultimi ritocchi per la mostra “Gladiatori” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mario Laporta / Kontrolab)

In questi giorni i preparativi al Mann proseguono a ritmo serrato. Tutto deve essere pronto per il 31 marzo, anche se per ora reziari, secutores, mirmilloni e traci rimarranno in un’arena silenziosa, senza il sostegno del pubblico. Cuore dell’allestimento sono centosessanta reperti che, nel Salone della Meridiana, risultano suggestivi tasselli di un affascinante viaggio di ricerca in sei sezioni: 1) Dal funerale degli eroi al duello per i defunti; 2) Le armi dei Gladiatori; 3) Dalla caccia mitica alle venationes; 4) Vita da Gladiatori; 5) Gli Anfiteatri della Campania; 6) I Gladiatori “da per tutto”.

La sezione “Gladiatorimania” è allestita nel Braccio Nuovo del Mann (foto mann)

Parte integrante dell’itinerario è la “settima sezione” tecnologica che, intitolata significativamente “Gladiatorimania” e concentrata nel Braccio Nuovo del Museo, costituisce un vero e proprio strumento didattico e divulgativo per rendere accessibili a tutti, adulti e ragazzi, i diversi temi della mostra.

Pulizie finali prima della vernice della mostra “Gladiatori” al museo Archeologico nazionale di Napoli (foto Mario Laporta / Kontrolab)

Tra le partnership prestigiose di “Gladiatori” non poteva mancare, naturalmente, il parco archeologico del Colosseo, che è unito al Mann da un protocollo d’intesa per valorizzare la comune programmazione culturale. “Gladiatori”, inoltre, conclude un percorso di ricerca che ha previsto la collaborazione con il parco archeologico di Pompei per la realizzazione di itinerari espositivi sui legami tra l’antica città vesuviana e gli Egizi, i Greci, gli Etruschi e Roma.

Dettaglio con il riquadro dei gladiatori del grande pavimento musivo di Augusta Raurica (foto Mann)
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La copertina del catalogo Electa della mostra “Gladiatori” al museo Archeologico nazionale di Napoli

L’esposizione “Gladiatori” è accompagnata da un catalogo edito da Electa. Il volume illustra le “macchine da guerra dell’antichità”, il cui mito perdura attraverso i secoli, attraverso gli oggetti, anche di uso quotidiano, che ne documentano la straordinaria popolarità. I saggi restituiscono la vita dei gladiatori, descrivendo, a esempio, le tecniche di combattimento, lo svolgimento degli spettacoli, che comprendevano diverse forme di caccia con tutte le specie di animali; ma anche le zone di provenienza, le abitudini alimentari e sociali, riflettendo così il lato umano dei lottatori. Nel volume sono inclusi sia aggiornamenti e novità sugli anfiteatri della Campania e sui rinvenimenti pompeiani, sia approfondimenti sulla diffusione di argomenti gladiatorii nella vita quotidiana dell’antichità. Il catalogo si conclude con la presentazione, per la prima volta in Italia dopo il recente restauro, del grande pavimento a mosaico da Augusta Raurica, nei pressi di Basilea, che dimostra come nessun angolo dell’impero fosse esente dal tifo per i gladiatori.