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Monasterace Marina (Rc). Dopo un anno chiusura per lavori, al museo Archeologico nazionale dell’Antica Kaulon riapre la Sala dei draghi, dei delfini e dell’ippocampo

kaulon_museo_riapetura-sala-draghi-delfini_locandinaL’attesa è finita. “È stato l’anno della pazienza per noi”, ammettono al museo e parco archeologico dell’antica Kaulon, nel territorio di Monasterace Marina, “con il Museo chiuso per lavori (necessari per la messa in sicurezza dell’edificio), ma domenica riapre ai visitatori la Sala dei draghi, dei delfini e dell’ippocampo al museo”. Appuntamento domenica 10 luglio 2022, alle 18: alla cerimonia di riapertura interverranno, tra gli altri, il direttore ad interim della Direzione regionale musei Calabria, Filippo Demma, e il direttore del sito museale e archeologico, Elisa Nisticò. Seguirà, alle 18.30, una narrazione ed evocazione a due voci, con Maria Teresa Iannelli e Francesco Cuteri. I mosaici delle Terme di Nannon dovevano essere uno spettacolo unico per i frequentatori delle terme del tempo: il IV sec. a.C. “Possiamo immaginare il movimento delle acque che riflette questo sommerso e colorato spettacolo marino costellato da una flora luminosa. Draghi, delfini, ippocampi, che rimandano ai miti marini, ai culti apollinei e dionisiaci. Creature immaginifiche e immense a protezione dell’umanità, che non ci hanno mai abbandonato”.

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Il celebre mosaico pavimentale del drago proveniente dall’antica Kaulon (foto drm-Calabria)

Il mosaico della cosiddetta Sala dei Draghi e dei Delfini, realizzato con tessere policrome, di particolare interesse scientifico per la sua fattura, per la ricercatezza del tema figurativo e per le dimensioni, è da considerarsi tra le testimonianze più significative riconducibili al centro magno-greco di Kaulonía, identificato dall’archeologo Paolo Orsi agli inizi del Novecento e localizzato nell’odierna cittadina di Monasterace Marina. Testimonianze oggi conservate nell’area del parco archeologico dedicato allo stesso centro e situato in contrada Runci, lungo la Strada Statale 106, nel comune di Monasterace ai piedi della suggestiva Collina del Faro. Dopo la scoperta, a cura della soprintendenza Archeologica della Calabria, nel 2012, nell’ambito delle attività di ricerca condotte nel sito di Kaulonia, il mosaico è ad oggi ricordato come uno dei più importanti e dei più antichi ritrovati in Magna Grecia.

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La scoperta della sala dei draghi e dei delfini nell’antica Kaulon (foto drm-Calabria)

Il mosaico, di circa 30 mq, databile tra fine IV – inizio III secolo a.C., costituisce il piano pavimentale centrale di un lungo vano con piscina per il bagno caldo di un edificio termale, eretto su un edificio pubblico già esistente, munito di ambienti di rappresentanza e di servizio. Colpisce la particolare ricchezza dei motivi e dei soggetti decorativi scelti – delfini, draghi, ippocampi – e la loro composizione armoniosa con particolari tecnici quali l’uso di lamine in piombo per delineare i profili dei delfini. Lo schema compositivo del mosaico – realizzato con tessere policrome in pietra naturale, ceramica e terracotta di varie forme e dimensioni – pone al centro sei medaglioni con motivi floreali, delimitati da più listelli colorati, la cui particolare composizione dà luogo a una visione prospettica, mentre sul lato occidentale e meridionale sono disposti stretti e lunghi pannelli con figure di animali marini (draghi, delfini e ippocampo) affrontati per coppie. Un particolare decorativo è costituito inoltre, in prossimità dell’accesso alla sala, da una rosetta circolare a 12 petali.

“Timeless – Attualià dell’antico”: ciclo di incontri al museo Archeologico di Crotone e a quello di Capo Colonna per comprendere la contemporaneità dell’antico

La locandina della rassegna “R…estate al Museo 2019. Timeless – attualità dell’antico”

“Timeless – Attualità dell’antico” è il titolo delle conversazioni estive organizzate dal Polo museale della Calabria al museo Archeologico nazionale di Crotone (Crotone) e al museo e parco Archeologico nazionale di Capo Colonna (Crotone) dal 16 luglio al 27 agosto 2019 per la rassegna “R…estate al museo 2019” che coinvolgeranno il pubblico su varie dimensioni dell’antico. Gli incontri ci aiuteranno a riflettere, a partire dal primo che si tiene il 16 luglio 2019 con il prof. Francesco Cuteri, che illustrerà aspetti della Grecità ancora connaturati alla Calabria: “Tra Calabria e Monte Athos. Storie di monaci ed eremiti”. Nel secondo incontro (il 23 luglio) con Francesco Scarpino di Blu Ocean e Gregorio Aversa archeologo, saranno giustapposti argilla e plastica nelle loro differenti ma non difformi funzioni e nei risvolti pratici, dall’antichità ad oggi: “Clay vs plastic: terracotta e plastica a confronto”. E grazie alle fotografie del contest a Capo Lacinio (“Le storie del Lacinio”) i diversi scatti costituiranno nuove visioni delle vestigia greche, ma soprattutto del suo contesto legato a natura, paesaggio, antropologia. In calendario il 10 agosto, con “Il Lacinio sotto le stelle”, è l’osservazione dei cieli guidata da due esperti planetaristi, Alberto Vega e Piero Devono, prima al planetario presso l’Istituto Tecnico Nautico poco fuori città e poi a Capo Colonna, mentre martedì 20 ci sarà una gustosa sorpresa presso il museo di via Risorgimento: il prof. Fabrizio Mollo e lo chef Antonio Montesanti su “Dal mare alla tavola. Metodi di pesca e consumo del pesce ieri e oggi”; e, infine, il 27 agosto con l’archeologa Anna Rotella un’importante riflessione sul passaggio dal collezionismo all’istituzione museo: “Dal collezionismo alla storia. L’archeologia, Vito Capialbi e gli altri”.

“Il Polo museale della Calabria, che ha come mission la valorizzazione dei beni culturali attraverso l’interscambio con il territorio”, spiega il direttore Antonella Cucciniello, “in questo periodo estivo propone così di vivere le sedi museali come luogo di approfondimento per capirne meglio il patrimonio materiale, iconografico, archeologico e, soprattutto, culturale che essi custodiscono. Si cercherà di evidenziare l’attualità di alcuni aspetti peculiari che caratterizzano la nostra regione e di attualizzare quel che appare lontano nel tempo, ma è invece vicino nel quotidiano e sempre vero perché, appunto, timeless. Confrontarsi con l’antico significa, infatti, anzitutto fermarci a riflettere sui nostri fondamentali, per arrivare a comprendere che tutto è contemporaneo: ciò che è stato, che era, è ancora oggi. Vi aspettiamo quindi numerosi in questo percorso attraverso l’antico per capire meglio il contemporaneo, nello spazio del territorio crotoniate ma non solo, in una dimensione senza tempo”.