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Napoli. Nel giardino delle Fontane del Mann è tornata al suo splendore la “grande tazza” farnese in porfido rosso, al termine del restauro sostenuto da Rigoni di Asiago e Fondaco Italia, settima tappa del progetto itinerante “La natura nel cuore di…”

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Lo scoprimento della “grande tazza” farnese in porfido rosso nel Giardino delle Fontane del museo Archeologico nazionale di Napoli (foto mann)

Con un deciso strappo al grande velo rosso pompeiano la grande vasca in porfido rosso nel cortile delle Fontane del Mann è stata “rivelata”, come succede in occasione dello scoprimento di qualche targa commemorativa. A “tirare” il velo sono i protagonisti dell’operazione restauro della fontana, patrimonio della collezione Farnese: Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli; Andrea Rigoni, presidente di Rigoni di Asiago; Enrico Bressan, presidente di Fondaco Italia; Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli. Il lavoro di restauro, iniziato a fine giugno 2023 e durato quindi tre mesi, condotto sotto la supervisione del Laboratorio del Mann (responsabile: Mariateresa Operetto) e realizzato da Pantone Restauri di Roma, ha avuto come obiettivo ed esito la conservazione e la valorizzazione dell’opera, solo per citare qualche esempio, attraverso trattamenti biocida, revisione degli interventi pregressi realizzati negli anni Sessanta e nel 2003, pulitura, realizzazione di nuove stuccature in luogo di quelle deteriorate, complessivo riequilibrio cromatico tra vecchi e nuovi interventi.

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Una fase dei restauri della vasca in porfido rosso nel giardino delle Fontane del Mann (foto mann)

napoli_mann_fontana-in-porfido-rosso_cantiere-restauro_telo-sponsor_foto-mannL’iniziativa è stata realizzata grazie alla sponsorizzazione dell’azienda Rigoni di Asiago che, in collaborazione con Fondaco Italia e in occasione dell’Expo di Milano del 2015, ha lanciato il progetto itinerante “La natura nel cuore di…”. Da allora questa buona pratica ha mantenuto intatte le proprie caratteristiche: l’azienda veneta, infatti, ha promosso una votazione online, cui hanno partecipato circa 30mila utenti. Sono stati questi cittadini virtuali a scegliere Napoli come settima tappa di un articolato percorso di tutela e valorizzazione dei beni culturali nazionali. Da Nord a Sud della penisola (da Milano, a Venezia, da Roma a Matera, da Firenze e Bergamo), l’impegno di Rigoni di Asiago si è concentrato su quei tesori che hanno non soltanto un valore artistico, ma anche un significato in chiave di promozione della sostenibilità. In tal senso, la vasca in porfido rosso del Mann ha assunto un ruolo particolare.

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Giardino delle Fontane del museo Archeologico nazionale di Napoli: la “grande tazza” farnese in porfido rosso a restauri conclusi (foto mann)

La “grande tazza” in porfido rosso, come spesso è chiamata negli inventari antichi, è una vasca di fontana, in latino labrum, rinvenuta presso le Terme di Caracalla a Roma durante gli scavi condotti dalla potente famiglia Farnese nel corso del XVI secolo. Si tratta di un manufatto molto raffinato, probabilmente commissionato da un imperatore romano per un edifico pubblico. L’oggetto si data alla prima metà del II secolo d.C., tra l’età di Traiano e quella di Adriano. In quell’epoca, infatti, è particolarmente diffuso l’uso del porfido. La vasca è registrata nell’inventario di Palazzo Farnese a Roma dal 1644 (in Campo dei Fiori, attualmente sede dell’Ambasciata di Francia in Italia). Come il resto della Collezione Farnese, l’opera fu ereditata da Carlo di Borbone per via materna e nel 1789 era registrata nell’inventario del Museum Herculanense di Portici. Compare, allo stato di frammenti, nell’inventario del 1796 del Nuovo Museo e Fabbrica della porcellana di Napoli, per essere infine restaurata nel 1808, per la prima volta, con integrazioni in gesso e trasferita definitivamente al Real Museo Borbonico, di cui il Mann è l’erede.

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Da sinistra, il direttore del Mann Paolo Giulierini, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, e Andrea Rigoni, presidente di Rigoni di Asiago (foto mann)

“Il felice incontro con il progetto Rigoni di Asiago per l’Arte ci ha visto subito in immediata sintonia”, dichiara Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli. “La scelta di restaurare la preziosa vasca di fontana in porfido rosso dalle Terme di Caracalla vuole essere un ulteriore segno di attenzione per la rinascita e la cura degli spazi verdi all’interno del Mann. Il prezioso manufatto, posto al centro del giardino delle Fontane, è parte integrante della nostra collezione Farnese, così come la sosta nei tre giardini storici è tappa irrinunciabile della esperienza di visita. Complimenti a Rigoni per aver realizzato, attraverso il suo tour e il coinvolgimento della rete, una iniziativa originale che diffonde l’amore per il patrimonio artistico italiano”.

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Un momento della cerimonia di consegna della vasca in porfido rosso del Mann dopo i restauri (foto mann)

Andrea Rigoni, presidente di Rigoni di Asiago Srl spiega i dettagli dell’iniziativa: “Sono veramente felice di sbarcare a Napoli, nell’anno del centenario della mia azienda. La città partenopea è la settima tappa del nostro progetto “La natura nel cuore di …” che abbiamo iniziato nel 2015 in collaborazione con Fondaco Italia. Il mio personale rapporto con le opere d’arte, che abbiamo sin qui restaurato, è molto profondo e non nascondo di essere orgoglioso perché ad esse, siamo riusciti a dare un futuro migliore. In particolare, questa fontana in porfido rosso mi ha rapito riportandomi all’epoca dei grandi personaggi dell’antica Roma. Desidero ringraziare tutti coloro che hanno votato questa città, contribuendo così alla rinascita di questa opera. Auspico che essa possa essere motivo di ulteriore interesse e curiosità, affinché sempre più persone vengano a visitare Napoli con il suo Mann, che rappresenta l’eccellenza della bellezza del nostro Paese!”. Enrico Bressan, presidente di Fondaco Italia, conclude: “Sono particolarmente orgoglioso di aver realizzato questo restauro a Napoli all’interno del Mann, tra i più prestigiosi musei archeologici del Mondo, perché all’impegno di Rigoni di Asiago si è aggiunta anche la forza di oltre 30.000 persone che, con il loro voto on line, hanno voluto confermare il valore e la centralità del patrimonio storico-artistico del nostro Paese. In questo particolare momento storico abbiamo bisogno di esempi positivi e concreti, abbiamo bisogno di messaggi valoriali, abbiamo bisogno di persone che, grazie al loro agire quotidiano serio, intraprendente, coerente e professionale contribuiscano ad attirare l’interesse in particolare, dei giovani. La responsabilità sociale d’impresa è una forma di cultura in forza della quale può e deve scaturire anche un rinnovato spirito di appartenenza e la consapevolezza che possiamo progettare un futuro (un nuovo rinascimento) soltanto se conosciamo e valorizziamo il nostro passato. Dal 2015 Andrea Rigoni e la sua azienda, che desidero ringraziare, con grande serietà e partecipazione, stanno rinnovando di anno in anno questo impegno che auspico con forza sia a tutti gli effetti un esempio al quale guardare con interesse e concretezza e che venga raccolto anche da altre imprese illuminate per implementare e rafforzare il non più derogabile rapporto pubblico-privato”.

La Puglia protagonista della maratona elettorale on line di Coop.Alleanza 3.0. Ancora pochi giorni per scegliere chi restaurare tra i tesoretti monetali di Lizzano e Maruggio (museo Archeologico nazionale di Taranto) e il capitello medievale dal museo Archeologico provinciale “Ribezzo” di Brindisi

L’Italia è piena di tesori nascosti, a volte poco valorizzati: sono grandi e piccole opere d’arte un po’ dimenticate, che si portano dietro i segni del tempo e che vorremmo restituire in tutto il loro splendore alla comunità. È la rivincita dei tesori nascosti. L’occasione di tornare a risplendere per piccole e grandi opere d’arte, caso mai di prestigio, ma per troppo tempo lasciate nei depositi o in attesa di un restauro. Per il quinto anno consecutivo riparte la maratona elettorale “Opera Tua”, voluta da Coop. Alleanza 3.0, in collaborazione con Fondaco Italia, l’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiali e il Touring Club Italia, che ogni mese metterà in sfida, per ogni regione, un capolavoro d’arte da far tornare al suo antico splendore. Questo mese tocca alla Puglia. Taranto e Brindisi si contendono, attraverso il voto popolare on line, l’ammontare necessario al restauro di due importanti opere: un tesoretto monetale unico ritrovato tra Lizzano e Maruggio e custodito all’interno del museo Archeologico nazionale di Taranto e un capitello medievale ospitato, invece, dal museo Archeologico provinciale “Ribezzo”. A decidere quale otterrà il restauro sei tu, partecipa e vota fino al 14 luglio 2021. All’indirizzo www.coopalleanza3-0.it, si dovrà cercare il form dedicato a “Opera tua” e votare per il tesoro preferito.

Monete dai tesoretti di Lizzano e Maruggio custoditi nel museo Archeologico nazionale di Taranto (foto MArTa

“Per Taranto, ma anche per le comunità lizzanesi e maruggesi, si tratta di una occasione straordinaria per rivendicare il valore delle importanti origini di questo territorio”, spiega Eva Degl’Innocenti, direttrice del MArTA di Taranto, “perché in entrambi i casi parliamo di tesoretti monetali che dal 1905 (per le 36 monete rinvenute a Maruggio) e dal 1951 (44 monete ritrovate a Lizzano) attendono un meritato riconoscimento pubblico, data la portata e il valore numismatico della scoperta. Il “ripostiglio” di Maruggio candidato al restauro porta in dote 36 monete della prima metà del IV secolo a.C.. Di Lizzano invece sono le 43 monete d’argento e una di bronzo della seconda metà del IV secolo a.C.”. Il Medagliere del museo Archeologico nazionale di Taranto è considerato, fin dalla sua costituzione, uno dei più importanti d’Italia, e grazie alla creazione di risorse digitali open source, parla di questo territorio pugliese, delle sue origini, della sua storia così imponente e importante, in tutto il mondo. Un progetto, quello della digitalizzazione che il MArTA sta portando avanti da alcuni anni, ma che avanza solo dopo il restauro delle opere, come quelle che ad esempio il museo Archeologico nazionale di Taranto ha voluto candidare in questa originale campagna elettorale destinata al bello e alla storia. “I tesoretti di Lizzano e Maruggio sono parte dell’orgoglioso medagliere del Museo di Taranto e recuperarli sarebbe davvero straordinario ai fini dello studio, della catalogazione e del restauro”, conclude Eva Degl’Innocenti, “ma anche del recupero di identità storica per i territori di riferimento. Taranto, Lizzano e Maruggio meritano di vincere e servirà l’adesione di tutti”. In caso di vincita, le monete saranno sottoposte a un’indagine preliminare, seguita da un’attenta ripulitura e, ove possibile, dal ripristino della patina e delle superfici.

Il capitello medievale custodito nel museo Archeologico provinciale “Ribezzo” di Brindisi (foto museo ribezzo)

Anche il capitello medievale custodito nel museo Archeologico provinciale di Brindisi è alla sua seconda chance. Realizzato in marmo nell’XI secolo, rappresenta una danza di dodici figure alternate maschili e femminili, che si snodano attorno al fusto, tenendosi per mano, abbassando e alzando le braccia all’altezza delle spalle. Proviene certamente da Sant’Andrea all’isola, una delle isole che proteggono naturalmente il porto di Brindisi e nella quale, prima della costruzione del Forte a Mare, si erigeva un’abbazia medievale. In caso di vincita, il capitello verrà sottoposto a una analisi preliminare, seguita dalle operazioni di consolidamento e pulitura. Si procederà con l’asportazione delle ossidazioni createsi nel corso del tempo, e l’applicazione di un filtro protettivo fungerà da garanzia per la longevità dell’intervento.