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Bologna. Il museo civico Archeologico riapre al pubblico tutte le sale espositive, dopo un anno di lavori per la messa in sicurezza. Migliorato l’allestimento. Novità: il ricchissimo corredo della Tomba 142 della necropoli cittadina di via Belle Arti

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La sezione Etrusca del museo civico Archeologico di Bologna (foto ornella de carlo / courtesy musei civici bologna)

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La Gipsoteca del museo civico Archeologico di Bologna (foto ornella de carlo / courtesy musei civici bologna)

Il museo civico Archeologico di Bologna riapre le porte al pubblico. Dopo un anno di parziale chiusura dovuta a un importante intervento di adeguamento normativo antincendio, da lunedì 11 luglio 2022 il museo civico Archeologico di Bologna torna a essere fruibile nell’intero percorso di visita al primo piano, dove si trovano esposte le sezioni relative alla storia della città (Preistorica, Etrusca, Gallica e Romana), le collezioni Etrusco Italica, Greca, Romana e la Gipsoteca. Il percorso di visita si completa con il Lapidario, distribuito tra l’atrio di ingresso e il cortile al piano terra, e la collezione Egiziana, al piano sotterraneo: così si restituisce ai cittadini e ai turisti l’opportunità di ammirare il patrimonio del più antico istituto museale civico di Bologna fondato nel 1881.

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La Collezione Etrusco-Italica del museo civico Archeologico di Bologna (foto ornella de carlo / courtesy musei civici bologna)

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La Collezione Greca del museo civico Archeologico di Bologna (foto ornella de carlo / courtesy musei civici bologna)

Oltre al primo piano, i lavori iniziati nel giugno 2021 hanno riguardato, in misura minore, i locali e gli spazi espositivi al piano interrato e al piano terra, permettendo la messa in sicurezza dell’intero complesso di Palazzo Galvani, a garanzia dei visitatori e della tutela delle opere conservate. Il progetto è stato commissionato dal Settore edilizia pubblica del Comune di Bologna, sotto la direzione di Manuela Faustini Fustini e Flavio Cappelli. Gli interventi hanno riguardato nello specifico la messa in sicurezza degli spazi, la dotazione degli impianti di illuminazione, di emergenza, di allarme, antincendio, quello elettrico generale e il meccanico a naspi, oltre a lavori di natura edile per la compartimentazione REI, sostituzione e installazione di infissi REI e maniglioni antipanico, adeguamento delle vie di esodo, cartellonistica e la sostituzione degli aerotermi.

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Stele in arenaria nella sezione Etrusca del museo civico Archeologico di Bologna (foto ornella de carlo / courtesy musei civici bologna)

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Dettaglio della stele in arenaria nella sezione Etrusca del museo civico Archeologico di Bologna (foto ornella de carlo / courtesy musei civici bologna)

Durante i lavori di adempimento per il raggiungimento della conformità prevista dalla normativa di prevenzioni incendi, lo staff del museo ha lavorato per riaccogliere i visitatori con alcune rilevanti novità dal punto di vista dell’allestimento e dell’ordinamento espositivo, a favore di una migliore lettura dei materiali esposti. La dotazione di un nuovo impianto di illuminazione, soprattutto nelle sale dedicate a Bologna Etrusca, permetterà di apprezzare in maniera del tutto nuova i reperti allestiti e le grandi stele etrusche in arenaria, visibili ora fin nei dettagli più minuti.

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Tavolino circolare in legno a cinque gambe dalla Tomba 142 della necropoli di via Belle Arti a Bologna, ora esposto al museo civico Archeologico di Bologna (foto graziano tavan)

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Ricostruzione della Tomba 142 della necropoli di via Belle Arti a Bologna, proposto dalla Sabap Bo (foto graziano tavan)

Inoltre, grazie a una politica di collaborazione e sinergia da tempo in atto con la soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena Ferrara e Reggio Emilia, sono giunti in esposizione permanente al museo alcuni preziosi reperti provenienti da recenti scavi cittadini, tra i quali spicca per eccezionalità di pregio il ricchissimo corredo della tomba 142 della necropoli di via Belle Arti, testimonianza della Bologna etrusca di fine VIII – inizi VII secolo a.C. Presentato per la prima al pubblico nell’ambito della grande mostra “Etruschi. Viaggio nelle terre dei Rasna” organizzata dal museo civico Archeologico felsineo nel 2020, con i suoi arredi in legno perfettamente conservati e le sue preziose novità scientifiche il sepolcro è destinato a diventare uno dei nuovi “capolavori” che svelano gli usi e i costumi, i gusti e i rituali di questa raffinata civiltà antica.