Archivio tag | Firenze romana

Firenze. Per Archivissima 2026 dedicata al tema #Quellochenonc’è apertura serale di archivi e biblioteca di museo Archeologico nazionale, Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria e Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici per esplorare ciò che non si vede, ciò che non esiste più. Ecco il programma

In occasione dell’edizione 2026 di Archivissima – La Notte degli Archivi, dedicata al tema #Quellochenonc’è, venerdì 5 giugno 2026 il museo Archeologico nazionale di Firenze, l’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria e l’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici propongono un’apertura serale straordinaria all’interno dei propri archivi e biblioteche. Tre tappe per esplorare ciò che non si vede, ciò che non esiste più, ciò che attende ancora di essere raggiunto. Accesso al MAF da via della Colonna 38 a Firenze. Due turni con partenza alle 18 e alle 19, circa 1h 30′ ciascuno. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria al link man-fi.archivio@cultura.gov.it.

Si parte dall’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici con la Protogaea di Leibniz: un’opera visionaria del 1749 che anticipò la scoperta del tempo profondo della Terra, oggi conservata nella rara edizione originale della biblioteca. Un viaggio nell’«oscuro abisso» della storia naturale, tra fossili, strati geologici e rivoluzioni scientifiche.

Si prosegue con l’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria e il suo Archivio fotografico, per un viaggio virtuale nella Grotta dei Cervi di Porto Badisco ‒ uno dei più grandi santuari neolitici d’Europa, chiusa al pubblico da sempre. Le fotografie di Paolo Graziosi, scattate negli anni Settanta, sono l’unico modo per entrarci.

Si chiude al Museo Archeologico Nazionale di Firenze, nel Cortile dei Fiorentini, con una domanda: dov’è finita Firenze romana? Tra mappe incomplete, giornali di scavo e frammenti ricomposti, l’archivio ci aiuta a dare forma a ciò che non c’è più.