Torino. Al museo Egizio conferenza di Federica Ugliano, curatore del museo, su “Alle origini di una civiltà millenaria. La collezione predinastica del museo Egizio”. Incontro in presenza e on line
Tra le molte antichità conservate al museo Egizio di Torino, i reperti che risalgono all’epoca predinastica rappresentano una parte della collezione meno conosciuta, ma estremamente affascinante, frutto degli acquisti sul mercato antiquario e degli scavi della Missione Archeologica Italiana agli inizi del Novecento. Ne parla Federica Ugliano, curatore del museo Egizio, nella conferenza “Alle origini di una civiltà millenaria. La collezione predinastica del museo Egizio”. Appuntamento martedì 23 aprile 2024, alle 18, in sala Conferenze. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria al link https://www.eventbrite.it/…/alle-origini-di-una-civilta… Live streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Prima che fosse introdotta la scrittura, prima dei faraoni e prima delle piramidi come si viveva in Egitto? Attraverso la storia della formazione della collezione, saranno gli oggetti stessi a raccontarci le origini di questa civiltà millenaria.

L’egittologa Federica Ugliano, curatore del museo Egizio di Torino
Federica Ugliano ha conseguito un dottorato di ricerca in Studi umanistici (Scienze dei Beni culturali) all’università di Trento, con una tesi dedicata allo studio della collezione predinastica del museo Egizio, di cui ha curato anche il riallestimento. Ha partecipato a diversi scavi in Italia e in Egitto (Luxor, Abido e Eliopoli). Tra i suoi interessi rientrano la cultura materiale del periodo predinastico, la storia della ricerca archeologica agli inizi del XX secolo e lo studio degli archivi egittologici.
Torino. Al museo Egizio l’egittologa Jade Bajeot (Polska Akademia Nauk Varsavia) in “Oltre la forma: tradizioni artigianali e società predinastica”. Conferenza in presenza e on line in collaborazione con Acme
Uno degli approcci più innovativi e promettenti per lo studio dei reperti ceramici è quello tecnologico, che si propone di ricostruire tutte le fasi della lavorazione dei vasi, con l’obiettivo di indagare l’identità dei ceramisti e di conseguenza l’organizzazione sociale dei gruppi umani. Le tradizioni tecniche vengono infatti tramandate di generazione in generazione e la loro identificazione nel contesto dell’Egitto predinastico permette di approfondire la nostra conoscenza dei gruppi che abitavano il Delta e la Valle del Nilo e di seguirne le evoluzioni e le interazioni nel tempo, fino alla formazione dello Stato faraonico. Giovedì 18 aprile 2024, alle 18, nella sala conferenze del museo Egizio, ne parla Jade Bajeot (Polska Akademia Nauk Varsavia) nella conferenza “Oltre la forma: tradizioni artigianali e società predinastica”, nuovo appuntamento con le conferenze organizzate con l’associazione ACME, Amici e Collaboratori del Museo Egizio. Introduce la curatrice Federica Ugliano. L’ingresso è libero con prenotazione su Eventbrite: https://www.eventbrite.it/…/oltre-la-forma-tradizioni…. La conferenza sarà trasmessa anche in streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube del museo Egizio. Il programma di incontri è realizzato in collaborazione con il dipartimento di Studi storici dell’università di Torino. Nel corso di questa presentazione delineeremo i tratti generali delle società predinastiche e vedremo quali nuove informazioni sono state ottenute grazie allo studio tecnologico, come ad esempio, quelle sulla possibile presenza di gruppi seminomadi presenti ai margini del Delta occidentale e finora mai documentati.

L’egittologa Jade Bajeot a tell el-Iswid
Dopo la laurea magistrale in Egittologia, Jade Bajeot ha conseguito un dottorato di Ricerca in Archeologia alla Sapienza università di Roma, con una tesi dedicata agli scavi italiani del sito predinastico di Maadi, fino a quel momento inediti. Ha partecipato a diversi scavi in Italia, Turchia ed Egitto e a partire dal 2017 si specializza nello studio tecnologico della ceramica che applica al materiale di vari siti (Tell el-Iswid, Tell el-Samara, Tell el-Fara’in/Buto e Aswan). Nel 2022, con il progetto TECHNOPREGYPT – Ceramic technology and the socio-political environment of Predynastic Egypt, ottiene un contratto post-dottorale Polonez-Bis 1 presso l’istituto IKSIO PAN di Varsavia.
Torino. Al museo Egizio apre la mostra “Frammenti di storia: Eliopoli si racconta” a cura di Federica Ugliano, il nuovo appuntamento del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” con reperti trovati a Eliopoli da Ernesto Schiaparelli

Piccola sfinge da Eliopoli nella mostra “Frammenti di storia: Eliopoli si racconta” del ciclo “Nel laboratorio dello studioso” al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

L’ingresso alla mostra “Frammenti di storia: Eliopoli si racconta” a cura di Federica Ugliano al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)
I frammenti di tre piccole sfingi che provengono da Eliopoli, uno dei principali siti sacri nell’antichità: sono alcuni dei reperti protagonisti della mostra “Frammenti di storia: Eliopoli si racconta”, a cura di Federica Ugliano, il nuovo appuntamento con il ciclo di esposizioni bimestrali, “Nel laboratorio dello studioso”, un viaggio dietro le quinte del museo Egizio di Torino, alla scoperta dell’attività scientifica condotta dai curatori ed egittologi del Dipartimento Collezione e Ricerca del museo. La mostra, dal 2 giugno al 6 agosto 2023 all’Egizio, accende un faro su alcuni dei reperti trovati dall’archeologo Ernesto Schiaparelli e dal suo team di archeologi nella campagna di scavo condotte a cavallo tra il 1903 e il 1906 a Eliopoli, oggi chiamata El-Matariya e situata in un sobborgo del Cairo. Sono previste due visite guidate da un’ora con la curatrice della mostra: la prima martedì 13 giugno 2023 e la seconda martedì 11 luglio 2023, entrambe alle 16.30. La partecipazione è consentita a un massimo di 25 persone con prenotazione online; il costo è di 7 euro a persona (escluso il biglietto d’ingresso).

Federica Ugliano curatrice della mostra “Frammenti di storia: Eliopoli si racconta” (foto museo egizio)
Federica Ugliano, curatrice di “Frammenti di storia: Eliopoli si racconta”, ha conseguito un dottorato di ricerca in studi umanistici (Scienze dei Beni culturali) all’università di Trento, con una tesi dedicata allo studio della collezione predinastica del museo Egizio, di cui ha curato anche il riallestimento. Ha inoltre partecipato a diversi scavi in Italia e in Egitto (Luxor, Abido e Eliopoli). Tra i suoi interessi rientrano la cultura materiale del periodo predinastico, la storia della ricerca archeologica agli inizi del XX secolo e lo studio degli archivi egittologici.

Federica Ugliano nelle fasi di allestimento della mostra “Frammenti di storia: Eliopoli si racconta” (foto museo egizio)
La storia di Eliopoli inizia circa 5500 anni fa, ben prima di faraoni, piramidi e geroglifici. A quest’epoca risalgono infatti i primi reperti in mostra, che testimoniano la presenza di un antichissimo villaggio, costruito sulla cima di una collina di sabbia per mettersi al sicuro dall’inondazione periodica del Nilo. Secondo uno dei miti raccontati dagli antichi egizi sull’origine dell’universo, il dio Atum avrebbe creato il mondo, tutti gli dèi e le creature che lo popolano, dalla sommità di una collina primordiale, emersa dalle acque dell’oceano Nun. che venne identificata proprio con la collina di Eliopoli. A causa di questa sua origine “mitologica”, a partire almeno dall’epoca del faraone Djoser (2700 a.C. circa) piccoli santuari etempli sempre più monumentali, preceduti da viali di sfingi e obelischi, prendono il posto delle abitazioni. Eliopoli si trasforma così in uno dei più importanti centri religiosi di tutto l’Egitto, diventando sede di culto e venerazione di tante divinità e, in particolare, del dio del sole, Ra. Il nome di origine greca che ancora utilizziamo, HeliouPolis – “Città del Sole”, deriva proprio da questa antica tradizione.

Federica Ugliano apre una delle cassettine di Schiaparelli usate per riporre e trasportare i reperti archeologici (foto museo egizio)
Non erano però solo i faraoni a lasciare doni votivi, con dediche e invocazioni agli dèi, ma anche le persone comuni. Tra gli oggetti che potevano essere dedicati alle divinità di Eliopoli, si trovano anche reperti insoliti: in mostra si può ammirare un fossile di riccio marino rinvenuto all’interno di uno dei depositi votivi, scoperti nel 1903 proprio dalla Missione Archeologica Italiana. I geroglifici incisi sulla superficie piana del fossile ci svelano che un sacerdote, di nome Tjanefer, ha trovato questo oggetto curioso e ha deciso di mostrare la propria devozione, consacrandolo al dio Ra e deponendolo all’interno di uno dei suoi templi. Tra le curiosità in mostra anche una delle tante cassettine in legno utilizzate per riporre e trasportare i reperti archeologici, e fatta costruire da Ernesto Schiaparelli.
Egitto. Webinar promosso dall’istituto italiano di Cultura al Cairo su “Progetto PrEMuC: Heliopolis alle origini” a cura di Giulio Lucarini e Federica Ugliano del Consiglio Nazionale delle Ricerche – ISPC. Ecco come seguirlo

L’appuntamento è martedì 18 gennaio 2022, alle 17 ora italiana (18 ora egiziana) per il webinar “Progetto PrEMuC: Heliopolis alle origini” a cura di Giulio Lucarini e Federica Ugliano del Consiglio Nazionale delle Ricerche – ISPC, promosso dal Centro archeologico italiano dell’Istituto italiano di Cultura al Cairo in collaborazione con l’ambasciata italiana al Cairo. La conferenza potrà essere seguita attraverso Microsoft Teams al link
https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_NjFlMGZlYmEtMjI5Yi00NGU0LWI1ODAtYzYzMzlmNDM1MDY0%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%2234c64e9f-d27f-4edd-a1f0-1397f0c84f94%22%2c%22Oid%22%3a%22babdcf46-9524-4ae8-ae30-59e751a8a656%22%7d (istruzioni: 1- clicca sul link; 2- scegli “continua su questo browser”, non sarà necessario scaricare alcuna applicazione; 3 – fai clic su partecipa e sarai nella sala riunioni; 4- Se ti iscrivi da cellulare, dovrai installare l’app).


Giulio Lucarini, ricercatore CNR ISPC

Federica Ugliano, conservatore del museo Egizio di Torino
L’obiettivo principale del progetto multidisciplinare PrEMuC “L’Egitto preistorico nelle collezioni museali” , diretto da Giulio Lucarini, ricercatore CNR ISPC, è quello di gettare nuova luce su queste importanti e poco conosciute fonti di informazione sul passato egizio. Il primo passo del progetto PrEMuC è lo studio della ricca collezione predinastica proveniente dagli scavi effettuati all’inizio del Novecento nei siti di Heliopolis, Hammamiya e Gebelein nell’ambito della Missione Archeologica Italiana diretta da Ernesto Schiaparelli , primo direttore del museo Egizio di Torino. Complessivamente è la più ricca collezione di reperti egizi preistorici e predinastici attualmente presente in Italia. I manufatti ceramici sono conservati nel Museo Egizio di Torino, mentre i manufatti litici sono temporaneamente conservati per studio al museo dell’Opera del Duomo di Bracciano. Lo studio di questa collezione è possibile grazie alla generosissima donazione della Fondazione Ethnos Kalos, Doloresa und Jurijus Gleba (Monaco, Germania) , che consente l’attivazione di due borse di ricerca ospitate dal CNR ISPC, sotto la supervisione scientifica del Giulio Lucarini. Il progetto PrEMuC prevede diverse attività : analisi della documentazione archivistica; analisi tecnico-tipologica e funzionale dei manufatti; modellazione e stampa 3D; narrazione digitale e coinvolgimento pubblico; formazione degli studenti. Le indagini analitiche saranno svolte presso i laboratori ISPC del CNR, in collaborazione con il museo Egizio di Torino, il CSIC (Spagna), l’università della Calabria e l’università Tubingen (Germania).









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