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Egitto. Scoperto a sud di Saqqara dalla missione franco-svizzera del prof. Klumber il pyramidion della piramide, non ancora trovata, della regina Ankhesenpepi II, madre di Pepi II faraone della VI dinastia. Forse era ricoperto d’oro

Il pyramidion scoperto a Saccara Sud: forse è appartenuto alla regina Ankhesenpepi II, madre di Pepi II faraone della VI dinastia

Oro o rame per risplendere da lontano. Quasi un cuneo lucente nella volta celeste. Doveva apparire così il pyramidion, cioè la cuspide piramidale monolitica di una piramide o di un obelisco, trovato nei giorni scorsi nella zona di Saqqara Sud, nel comprensorio di Giza, vicino al Cairo, dalla missione franco-svizzera dell’università di Ginevra: era in granito rosa e doveva chiudere in alto probabilmente la piramide della regina Ankhesenpepi II, madre di Pepi II (2284 – 2216 a.C), faraone della VI dinastia. A darne notizia il neo-segretario generale del Consiglio supremo delle Antichità dell’Egitto, Mostafa Waziri: “Il pyramidion trovato durante gli scavi archeologici alto 130 centimetri”, spiega, “è parzialmente danneggiato nella parte superiore, e perciò è largo 35 centimetri in cima e 110 alla base. Ci sono tracce di rivestimento: probabilmente la cuspide della piramide era ricoperta da una lastra di oro o di rame. La superficie della parte inferiore risulta piena di sporcizia. Da un primo rilievo si vede bene che il fondo del pyramidion era stato levigato e punzonato per poggiare perfettamente ed essere ben fissato sulla sommità della piramide”. Nell’Antico Regno i pyramidion erano realizzati con materiali rari come la diorite o il basalto nero; nel Medio Regno si preferì il granito spesso arricchito di geroglifici; infine nel Nuovo Regno le quattro facce del prisma venivano decorate con scene di culto solare.

La cuspide di un obelisco della regina Ankhesenpepi II, scoperto dalla missione franco-svizzera dell’università di Ginevra

 “Il pyramidion”, interviene Philippe Klumber, capo della missione archeologica, “è stato trovato nella zona a Sud della piramide di Pepi I, faraone della VI dinastia, nella regione di Sakkara. Probabilmente è da ritenersi collegato alla costruzione della piramide – che doveva essere nei paraggi – della regina Ankhesenpepi II, che è stata moglie di Pepi I, ma anche del suo successore, il faraone Merenra I, e come tale madre di Pepi II. Per il momento, però, la piramide di Ankhesenpepi II non l’abbiamo ancora localizzata”. Il pyramidion scoperto sarebbe quindi la prima testimonianza archeologica dell’esistenza di questa piramide. Ma questa non è stata che la più recente delle scoperte della missione franco-svizzera. Come ricorda Ayman Ashmawy, capo del dipartimento d’Antichità egizie, “gli archeologi coordinati dal prof. Klumber hanno svelato molti segreti dei monumenti faraonici di Saqqara. Non ultimo, il 4 ottobre scorso (2017, ndr), la parte superiore di un enorme obelisco della regina Ankhesenpepi II e il suo corredo funerario completo”.

A Saqqara, in Egitto, scoperte due nuove tombe della VI dinastia: appartenevano a due sacerdoti di 4mila anni fa

La tomba del sacerdote Ankhti, trovata nella necropoli di Saqqara: visse sotto il faraone Pepi II (VI dinastia)

La tomba del sacerdote Ankhti, trovata nella necropoli di Saqqara: visse sotto il faraone Pepi II (VI dinastia)

La tomba del sacerdote Sa Bi, trovata nella necropoli di Saqqara: visse sotto il faraone Pepi II (VI dinastia)

La tomba del sacerdote Sa Bi, trovata nella necropoli di Saqqara: visse sotto il faraone Pepi II (VI dinastia)

Straordinarie incisioni con le immagini delle offerte agli dei, ricche di colori ancora incredibilmente vivaci a più di 4mila anni dalla loro creazione. Ritrovate da una missione archeologica francese nel sud della importante necropoli di Saqqara, riemergono in Egitto due nuove importanti sepolture. Si tratta, annuncia il ministro delle antichità Mamdouh El Damati, di tombe appartenenti a due sacerdoti, Ankh-ti e Sa Bi, della VI dinastia del faraone Pepi II (2240- 2150 a.C.). In entrambe sono stati ritrovati scheletri dei defunti, anche se gettati in terra, cosa che denuncia il passaggio di ladri. Molto ricche risultano però le incisioni a colori, che hanno come soggetto le offerte alle divinità: carne, pollame, verdure, frutta, pane, contenitori di latte e grandi orci con l’olio.

La vasta necropoli di Saqqara dominata dalla piramide di Zoser

La vasta necropoli di Saqqara dominata dalla piramide di Zoser

Saqqara è una vasta necropoli situata in Egitto a 30 km a sud della città moderna del Cairo. Il monumento di maggior rilievo è la piramide a gradoni di Zoser, considerata la più antica tra le piramidi. La necropoli copre un’area di circa 7 × 1,5 km. Mentre Menfi fu la capitale del Regno Antico, Saqqara ne fu la necropoli reale almeno fino alla III dinastia. Sebbene sostituita dalla necropoli reale di Giza e, in seguito, da quella della Valle dei Re presso Tebe, rimase un importante località di seppellimento e culto per più di 3000 anni fino al periodo Tolemaico ed all’occupazione romana. Le più antiche sepolture di nobili risalgono alla I dinastia ma è solo con la II che compaiono sepolture reali tra cui quelle di Hotepsekhemwy e Ninetjer (i reperti di maggior interesse risalgono comunque alla III dinastia e comprendono appunto la piramide di Djoser).

Nella tomba del sacerdote Ankhti sono raffigurate scene con offerte alla divinità

Nella tomba del sacerdote Ankhti sono raffigurate scene con offerte alla divinità

Le due tombe dell’Antico regno, risalenti alla VI dinastia, scoperte nel sito di Tabbet al-Guesh (o Tabit El-Geish), all’estremità meridionale della necropoli di Saqqara, appartengono dunque a sacerdoti dell’epoca di Pepi II (2240-2150 a.C.). Il ritrovamento è stato fatto dalla spedizione archeologica dell’IFAO (Institut Français d’archéologie Orientale), diretta dall’egittologo Vassil Dobrev. In entrambe le tombe vi sono scene e liste di offerte rituali, tra cui i cosiddetti sette oli sacri usati durante la cerimonia di apertura della bocca, un rito funerario che garantiva al defunto la vita eterna.

Intensi i colori anche nelle raffigurazioni della tomba del sacerdote Sa Bi, trovata nella necropoli di Saqqara

Intensi i colori anche nelle raffigurazioni della tomba del sacerdote Sa Bi, trovata nella necropoli di Saqqara

La prima tomba appartiene a un sacerdote chiamato “Ankhti”, dove è stato trovato un pozzo funerario profondo 12 metri, mentre nella seconda tomba, di un altro sacerdote di nome “Sabi”, il pozzo era profondo 6 metri. In entrambe le camere sepolcrali i resti umani sono stati trovati sparsi, segno di saccheggio e devastazione durante la VII o l’VIII dinastia. Sono stati recuperati alcuni vasi di alabastro, oltre ad altre offerte in ceramica. Secondo Dobrev, direttore della missione, la parte superiore delle tombe era stata costruita con mattoni di fango, mentre le camere sepolcrali erano state tagliate nel sostrato roccioso. L’egittologo, grande conoscitore della zona, scava da anni a Tabbet al-Guesh, alla ricerca della piramide perduta del misterioso faraone Userkare.