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“Luxor… la strada degli Arieti”: due ore di spettacolo stile Hollywood per l’apertura della grande strada processionale, il Viale delle Sfingi, dal tempio di Karnak al tempio di Luxor, dopo un decennale progetto di scavo archeologico, restauro e ricomposizione. Un grande promo dell’offerta turistica di Luxor sotto gli occhi del presidente al-Sisi. Ecco le immagini

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Il Viale delle Sfingi a Luxor durante la cerimonia di apertura (foto ministry of tourism and antiquities)


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Il presidente della Repubblica araba d’Egitto Abdel Fattah al-Sisi alla cerimonia di apertura della Viale delle Sfingi a Luxor (foto ministry of tourism and antiquities)


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I fuochi d’artificio hanno illuminato la notte di Luxor al termina della cerimonia di apertura del Viale delle Sfingi (foto ministry of tourism and antiquities)

Due ore di spettacolo stile Hollywood, anche un po’ kitsch, ma certo di forte presa sul grande pubblico, per l’apertura del Viale delle Sfinge, la straordinaria strada processionale che già 3500 anni fa i pellegrini percorrevano dal tempio di Luxor al tempio di Karnak accompagnati nei loro passi da una teoria di statue leonine con testa umana (per celebrare il faraone di turno) o di arieti (in onore del dio Amon), a seconda del periodo: sono le sfingi, che un decennale progetto di scavo, restauro e ricomposizione ha riportato all’antico splendore. In tutto 2700 metri che il presidente della Repubblica araba d’Egitto Abdel Fattah al-Sisi accompagnato dal ministro al Turismo e alle Antichità Khaled el-Anani hanno percorso fino al cortile colonnato di Amenofi III del tempio di Luxor dove è stata creata una platea per le autorità con un enorme schermo sul quale hanno potuto seguire tutta la cerimonia: balletti, coreografie, musiche, cori, immagini spettacolari con interventi dai monumenti più famosi dell’antica Tebe, sulle sponde Est e Ovest del Nilo, dal regno di vivi al regno dei morti. Fino all’ultima, spettacolare processione con la barca solare sacra ad Amon portata da Karnak a Luxor, a ricordare la Festa di Opet, durante la quale la triade tebana, composta dalle statue di Amon, la sposa Mut e il figlio Khonsu, usciva dal tempio di Karnak e veniva portata nella cappella del Sud del grande tempio di Luxor costruito principalmente per la celebrazione di questa ricorrenza.

Primi turisti nel Viale delle Sfingi a Luxor (foto ministry of tourism and antiquities)

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Il tempio di Hatshepsut a Tebe Ovest (foto ministry of tourism and antiquities)


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Nuovi pannelli per i turisti al tempio di Karnak a Luxor (foto ministry of tourism and antiquities)

Così l’evento “Luxor… La strada degli arieti” del 25 novembre 2021 è diventato l’occasione per un eccezionale promo sull’offerta turistica di Luxor, dalle attrazioni ai grandi alberghi, dai templi alle più famose tombe della Valle dei Re e delle Regine. E non è un caso che, nei ringraziamenti ufficiali, il ministro el-Anani abbia definito Luxor, con l’apertura del Viale delle Sfingi, il più grande museo all’aperto del mondo. E se l’evento ha avuto una copertura mediatica globale, gli effetti sono stati evidenti. Così già il giorno dopo, come annuncia trionfalmente il sito del ministero del Turismo e delle Antichità, la grande strada processionale, il Viale delle Sfingi, era già percorsa da migliaia di turisti e cittadini egiziani per visitare questa strada con la nuova bigliettazione del tempio di Luxor e dei templi di Karnak, che non prevede l’aumento di prezzo.

Egitto. Torna al suo antico splendore il Viale delle Sfingi, la strada processionale che 3500 anni fa collegava il tempio di Karnak col tempio di Luxor: dopo un lunghissimo progetto di scavo archeologico, recupero e ripristino delle 1200 statue leonine con testa umana, i 2700 metri del viale sacro è protagonista del grande evento mediatico inaugurale “Luxor… La strada degli arieti”

Prova generale per la celebrazione della riapertura del Viale delle Sfingi a Luxor (foto ministry of Tourism and Antiquities)

egitto_luxor-riapre-viale-delle-sfingi_locandinaCi siamo. Dopo l’ennesimo rinvio (l’ultimo è del 5 novembre scorso) oggi, giovedì 25 novembre 2021, dopo un decennale progetto di ricerca archeologica e restauro, sarà riaperta la via processionale delle sfingi che 3500 anni fa collegava il tempio di Luxor con il tempio di Karnak, ideata dal faraone della XVIII dinastia Amenhotep-Amenofi III (1386-1349 a.C.) e utilizzata fino al tramonto della civiltà egizia. Appuntamento alle 19.30 (18.30, ora italiana) con l’evento “Luxor…La strada degli arieti”. E sarà “un evento spettacolare in una delle mete turistiche più famose e più belle dell’Egitto che promuoverà il turismo a Luxor e le sue diverse realtà, non solo archeologiche. A conclusione di uno dei più grandi progetti archeologici realizzati nel Medio Oriente che farà di Luxor il più grande museo all’aperto del mondo”, parola del ministro del Turismo e delle Antichità Khaled el-Anani che nei giorni scorsi ha ispezionato i templi di Luxor e Karnak seguendo da vicino i preparativi per l’evento “Luxor…La strada degli arieti”. Khaled el-Anani è stato accompagnato durante la visita dai suoi assistenti, dal soprintendente generale allo Sviluppo dei Servizi nei siti e musei Archeologici al Consiglio Supremo delle Antichità, il capo dell’amministrazione centrale delle Antichità dell’Alto Egitto, il direttore generale delle Antichità dell’Alto Egitto, il direttore generale delle Antichità di Luxor e il direttore generale delle Antichità di Karnak.

La nuova illuminazione al Ramesseum nel tempio di Luxor (foto ministry of Tourism and Antiquities)
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Il ministro Khaled el-Anani nel sopralluogo al tempio di Karnak (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Il ministro el-Anani ne è convinto: l’evento “Luxor…La strada degli arieti” affascinerà il mondo per la bellezza e le attrazioni turistiche e archeologiche di Luxor e farà luce sull’antica civiltà egizia, soprattutto grazie al completamento dei lavori di sviluppo e miglioramento dell’efficienza delle infrastrutture nel governatorato e sviluppo e abbellimento della Corniche, delle sue strade e piazze. E le immagini delle prove generali della grande festa sembrano confermarlo. Il progetto di restauro ha coinvolto la sala ipostila con le grandi colonne nei templi di Karnak, i sistemi di illuminazione nel tempio di Luxor, la sala di 14 pilastri nel tempio di Luxor. “Si potrà così riscoprire il percorso delle grandi processioni conosciute come il Viale degli Arieti”.

Il viale delle Sfingi a Luxor dopo il lungo progetto di scavo, restauro e ricollocamento (foto ministry of Tourism and Antiquities)
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Prova generale per la celebrazione della riapertura del Viale delle Sfingi a Luxor (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Si ricorda il Viale degli Arieti, ma oggi si parla di Viale delle Sfingi: perché? Fu la regina Hatshepsut (XVIII dinastia, regnò dal 1506 al 1493 a.C. circa) a costruire porre sulla strada processionale sfingi a sua somiglianza. Ma venne spesso modificata a cominciare dal faraone Amenhotep-Amenofi IV (Akhenaten) che alternò le sfingi con immagini sue alternate a quelle della regina Nefertiti; dopo di lui, Tutankhamon fece modificare quelle immagini facendo scolpire teste di ariete proprio in onore al dio Amon, di cui aveva ripristinato il culto. Invece risale al faraone Nectanebo I, fondatore dell’ultima dinastia faraonica (regnò dal 380 al 362 a.C. circa), il viale che è giunto fino a noi con una teoria di sfingi tipiche del Periodo Tardo. A dimostrazione, spiegano gli egittologi, il fatto che queste sfingi ricordano i lineamenti di Nectanebo e mostrano il tipico sorriso delle sculture della XXX dinastia.

Fase dello scavo del Viale delle Sfingi a Luxor (foto maurizio zulian)

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Fase dello scavo del Viale delle Sfingi a Luxor (foto maurizio zulian)


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Fase dello scavo del Viale delle Sfingi a Luxor (foto maurizio zulian)

Dei lavori di ideazione, scavo, restauro e ricollocamento in situ delle sfingi, nonché la musealizzazione di tutto il percorso, si parla dall’inizio degli anni 2000. E come molti altri progetti archeologici dell’Egitto ha dovuto affrontare e superare molti ostacoli finanziari e amministrativi che hanno inevitabilmente causato la sospensione dei lavori. Nelle immagini di Maurizio Zulian, curatore onorario per le antichità egizie alla fondazione museo civico di Rovereto, si può seguire l’andamento dei lavori che hanno obbligato le autorità a modificare la viabilità, eliminando i tratti stradali che passavano proprio sopra il tracciato sacro, e ad abbattere molti edifici anche pubblici (tra cui la sede del Governatore e una moschea), con lo fratto e lo spostamento di più di 800 famiglie. Oggi il Viale delle Sfingi rappresenta una passeggiata eccezionale di 2700 metri dal X pilone del tempio di Amon-Ra a Ipet Sut (l’antico nome del Tempio di Karnak) al grande portale alto 24 metri costruito da Ramesse II a Ipet Resyt (l’antico nome del Tempio di Luxor) fiancheggiata da circa 1200 statue leonine che attirerano – le autorità egiziano lo sperano convinte – tantissimi turisti.