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Roma. In Curia Iulia presentazione, in presenza e on line, del IV Quaderno dell’associazione Amici delle Tombe Dipinte di Tarquinia “Scienza e tecnologia per la conservazione delle tombe dipinte di Tarquinia” a cura di Adele Cecchini e Chiara Scioscia Santoro

roma_curia-iulia_IV-Quaderno-dell-Associazione-Amici-delle-Tombe-Dipinte-di-Tarquinia_locandinaGiovedì 7 marzo 2024, alle 16.30, in Curia Iulia il parco archeologico del Colosseo propone la presentazione del IV Quaderno dell’associazione Amici delle Tombe Dipinte di Tarquinia “Scienza e tecnologia per la conservazione delle tombe dipinte di Tarquinia” a cura di Adele Cecchini e Chiara Scioscia Santoro, edito da ETS. Introduce Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. Interviene Claudio Seccaroni, ENEA ROMA. Saranno presenti le curatrici. Ingresso da largo della Salara Vecchia. Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti via eventbrite → https://7marzo_tombetarquinia.eventbrite.it/. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook del parco archeologico del Colosseo. L’associazione Amici delle Tombe dipinte di Tarquinia nasce nel 2012 con lo scopo di cooperare con l’Ente pubblico preposto alla tutela del sito archeologico di Tarquinia nel difficile compito della salvaguardia e conservazione delle tombe dipinte. Con la pubblicazione della collana “Larth”, Quaderni dell’Associazione, si intende appunto svolgere attività di divulgazione sulle tombe dipinte, al fine di contribuire fattivamente alla loro, manutenzione, conservazione, restauro e valorizzazione. Il Quarto Quaderno affronta proprio i rilevanti problemi legati alla conservazione di questo importantissimo patrimonio. Ogni contributo analizza un aspetto specifico delle problematiche che affliggono gli ipogei dipinti di Tarquinia valutandone le cause e proponendo alcune soluzioni.

Roma. Il Colosseo 3D: avviato il primo rilievo tridimensionale integrato completo dell’Anfiteatro Flavio. Sarà disponibile per la primavera 2023

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Colosseo 3D: vista assonometrica del modello tridimensionale fotogrammetrico dello sperone Valadier. Esterno (foto PArCo)

Colosseo 3D. Avviato il primo rilievo tridimensionale integrato completo dell’Anfiteatro Flavio con documentazione digitale e modellazione HBIM. Entro la primavera del 2023 sarà per la prima volta disponibile un rilievo geometrico 3D globale, con metodologie geomatiche integrate. Si tratta di un progetto di straordinaria importanza per la tutela del monumento e che costituirà un riferimento fondamentale per qualsiasi intervento di studio, manutenzione e restauro, valorizzazione. Il progetto elaborato dal parco archeologico del Colosseo (Rup, Federica Rinaldi) vede da alcuni mesi impegnate imprese leader, ciascuna con specifiche competenze, nel settore (raggruppamento temporaneo aggiudicatario di una gara pubblica bandita da Invitalia e costituito da Consorzio Futuro in Ricerca CFR di Ferrara – mandataria – che ha il coordinamento scientifico delle attività, Geogrà srl di Sermide, ETS srl e Janus srl di Roma). Sono stati, inoltre, coinvolti esperti nelle diverse discipline, studiosi e professionisti, a supportare un’attività di documentazione di particolare complessità. Per il rilievo digitale tridimensionale integrato del Colosseo, infatti, vengono impiegate contemporaneamente tecnologie topografiche, laser scanner, terrestri e da drone, acquisizioni fotogrammetriche e rilievi diretti che consentiranno di descrivere nel dettaglio lo stato di fatto del monumento, con la georeferenziazione di ogni singolo punto.

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Colosseo 3D: vista assonometrica del modello parziale tridimensionale interno di coordinate a nuvola di punti acquisito tramite laser scanner 3D (foto PArCo)

Questa unica e completa banca dati, riferita al Colosseo e raccolta in più modelli tridimensionali multidisciplinari, renderà disponibile a storici, archeologi, architetti, restauratori, diagnosti ed esperti di diverse discipline una base conoscitiva inedita per lo studio e la verifica delle diverse fasi storiche ed evolutive, nonché la conoscenza dello stato di conservazione delle superfici e delle strutture del monumento, anche in previsione delle ulteriori e già programmate verifiche del rischio sismico.

Il rilievo 3D a nuvola di punti costituirà anche la base geometrico-morfologica in ambiente HBIM (Historical/Heritage Building Information Modeling), il cui sviluppo informativo arricchirà il modello geometrico con informazioni relative a materiali, tecniche costruttive, superfetazioni, stati di degrado e appunto condizione strutturale del monumento. Non da ultimo il rilievo potrà costituire il supporto digitale per future restituzioni a scopo scientifico e didattico dell’originaria decorazione architettonica grazie alla previsione inserita nel Capitolato di gara del rilievo di 50 reperti notevoli, tra capitelli, colonne, transenne, gradini della cavea, tripodi.

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Colosseo 3D: sperone Valadier, vista assonometrica del modello tridimensionale di coordinate a nuvola di punti acquisito tramite laser scanner 3d (foto PArCo)

L’attività è coordinata dallo staff del parco archeologico del Colosseo e vede coinvolti archeologi, architetti e restauratori, con l’obiettivo di realizzare un caso scuola sia per le metodologie di rilievo, sia per l’uso del BIM in ambito gestionale e manutentivo dei beni storico-archeologici. “Per il Parco archeologico del Colosseo la cura dei monumenti rappresenta l’aspetto centrale e fondante della propria attività e, tra i numerosi interventi realizzati allo scopo, questo progetto si rivela di fondamentale importanza, in quanto consentirà, attraverso un rilievo per la prima volta integrale e tridimensionale dell’Anfiteatro Flavio, di ottenere risultati ancora più incisivi per la conoscenza e la tutela di un monumento, noto in tutto il mondo e patrimonio dell’umanità. Per il raggiungimento di questo risultato ringrazio i funzionari e i collaboratori del PArCo, di cui ancora una volta ho potuto apprezzare una dedizione e una professionalità non comuni”, dichiara Alfonsina Russo, direttore del parco archeologico del Colosseo. “Sarà così possibile, tra l’altro, rispettare in pieno le innovazioni normative in tema di appalti di restauro e manutenzione, che prevedono a partire dal 2025 – conclude – l’obbligo di progettazione in modalità BIM per interventi superiori ad un milione di euro”.