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Egitto. Alla presenza del ministro el-Enani, riaperto al pubblico, dopo i restauri, il tempio di Iside sull’isola di File. Migliorati anche i servizi turistici per i visitatori

Il tempio di Iside sull’isola di File vicino ad Assuan (Egitto)
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Il ministro Khaled el-Enani alla cerimonia di riapertura del tempio di Iside sull’isola di File (foto ministry of Tourism and Antiquities)

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Il ministro el-Enani al centro del gruppo dello staff del tempio di Iside (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Spettacolare. Sembra spuntare dalle acque del Nilo. Una meta da non perdere. È il tempio di Iside, riaperto al pubblico nei giorni scorsi, prima novità del 2021, alla presenza del ministro al Turismo e alle Antichità Khaled el-Enani, dopo un elaborato progetto di restauro. Costruito in epoca tolemaica sull’isola di File, vicino ad Assuan, nel Sud dell’Egitto, il tempio di Iside nel 1977 fu smontato, insieme a tutti gli altri templi presenti sull’isola di File,  e rimontato nella vicina isola di Agilkia. L’intervento fu deciso dall’Unesco per salvare i templi di File sommersi per gran parte dei mesi dell’anno dalle acque innalzatesi dopo la realizzazione della vecchia diga di Assuan all’inizio del secolo. E dal 1979 i templi di File sono inseriti tra i siti Unesco patrimonio dell’Umanità. All’inaugurazione con il ministro el-Enani e il governatore di Assuan il maggiore generale Ashraf Attia, c’erano Mostafa Waziry, segretario generale del Consiglio supremo delle antichità; Ayman Ashmawy, capo del settore delle antichità egiziane al Consiglio supremo delle antichità; e Abdel Moneim Said, direttore generale delle antichità di Assuan. Dal ministro un grazie ad archeologi e restauratori “per la loro dedizione e i loro sforzi profusi nonostante la difficile situazione provocata dall’emergenza sanitaria, che ha portato a molte grandi scoperte archeologiche, oltre all’apertura di un gran numero di importanti progetti di turismo archeologico, compresa l’istituzione e lo sviluppo di musei e il restauro di siti archeologici in vari governatorati”.

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Giovanni Battista Belzoni ritratto in una stampa nelle fogge arabe dell’epoca

Il tempio di Iside nel 1799 fu toccato dalla spedizione scientifica aggregata alle armate francesi della Campagna d’Egitto di Napoleone. E fu visitato nel 1817 da Giovanni Battista Belzoni. Il tempio è lungo circa 19 metri. Il re Tolomeo III lo costruì per adorare la dea Iside e la triade di Assuan, e la sua costruzione non fu completata. È stato costruito in arenaria e ha due porte. La porta principale è coronata da un ornamento sormontato dal disco solare alato. Da esso si accede ad una sala con tre stanze aperte, e la parete orientale della stanza centrale, il Santuario o naos, è incisa con alcune scene funerarie legate al culto di Osiride.

Il segretario dello Sca, Waziri, illustra le decorazioni all’interno del tempio di Iside al ministro el-Enani e al governatore Attia (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Il restauro del tempio – come ha spiegato Mostafa Waziri – ha previsto il ripristino dei pavimenti e delle colonne, la pulizia delle pareti dal guano di uccelli e pipistrelli e il posizionamento di finestre di filo metallico per impedire agli uccelli di entrare di nuovo. Inoltre sono state ripristinate e pulite le iscrizioni all’ingresso del santuario, rimuovendo la fuliggine sul soffitto. Pulitura anche dei disegni e dei colori esistenti all’ingresso del tempio e della porta laterale e manutenzione dei tavoli delle offerte nella sala ipostila.

Il ministro el-Enani legge uno dei nuoci pannelli didattici per i turisti (foto ministry of Tourism and Antiquities)
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Tempio di Iside: uno dei pannelli per i visitatori (foto ministry of Tourism and Antiquities)

Con il restauro sono stati migliorati anche i servizi turistici. “Sono stati posizionati pannelli esplicativi con una guida e una mappa delle destinazioni turistiche del governatorato insieme a pannelli sulle misure di sicurezza da tenere contro il coronavirus”, è intervenuta Iman Zidan, assistente al ministro per lo Sviluppo di Musei e Siti Archeologici. “Inoltre forniamo un volantino sul tempio in arabo e inglese, e abbiamo messo a disposizione del visitatore un codice QR per andare alla pagina del Tempio di Iside sul sito del Ministero, dove si possono trovare maggiori informazioni e foto”.

Torino. Il tempio di Ellesiya 50 anni dopo: il museo Egizio celebra l’anniversario del salvataggio dei tempi nubiani con due conferenze online. Nella seconda si ricostruiscono i rapporti tra Nubia e Egitto all’epoca della costruzione del tempio di Ellesiya

Il tempio di Ellesiya ricostruito al museo Egizio di Torino (foto museo egizio)

Negli anni Sessanta, a seguito della costruzione della diga di Assuan, il museo Egizio di Torino fu chiamato a contribuire alla campagna per il salvataggio dei tempi della Nubia, che rischiavano di essere sommersi dalle acque del lago Nasser. Il governo egiziano decise di donare all’Italia il tempio di Ellesiya come riconoscimento per la partecipazione del Paese alla vasta operazione di salvataggio: il reperto, dopo una complessa operazione di trasporto e ricostruzione all’interno del museo Egizio, fu presentato a Torino alla presenza delle autorità italiane ed egiziane nell’autunno del 1970.

La locandina dell’incontro con Paolo Del Vesco e Johannes Auenmüller su “Ellesiya, 50 anni dopo”

Ellesiya, 50 anni dopo. Cinquant’anni dopo il museo Egizio ha voluto celebrare questo importante anniversario con due conferenze egittologiche curate da curatori del museo. La prima si è tenuta lunedì 14 dicembre 2020, con l’incontro “Il salvataggio e il trasferimento del tempio a Torino”, a cura di Beppe Moiso e Alessia Fassone, che hanno ripercorso la storia dell’arrivo del tempio a Torino. La seconda lunedì 18 gennaio 2021, alle 18, in una conferenza trasmessa in diretta streaming: Paolo Del Vesco e Johannes Auenmüller, curatori del Museo, presentano la conferenza “Ancient Nubia and Egypt: a story of mutual exchange and interaction”. La conferenza sarà in lingua inglese e verrà trasmessa in streaming sul canale Youtube e sulla pagina Facebook del museo Egizio. L’antica Nubia e l’Egitto condividono infatti una lunga storia di contatti economici, politici e culturali: il dialogo metterà in luce le relazioni e le influenze reciproche che caratterizzano queste due regioni durante il Nuovo Regno, quando fu costruito il tempio di Ellesiya.