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Nel Foro Romano sorgeva il piccolo santuario di Giano. In suo onore il 9 gennaio si teneva la prima festa dell’anno: l’Agonium. Il Parco archeologico del Colosseo la ricorda con “Giano” del poeta Gabriele Tinti

La moneta di epoca neroniana con, sul verso, una rara immagine del sacello di Giano con le porte chiuse (foto da http://www.lamoneta.it)

Nel Foro Romano, all’incrocio dell’Argileto con la via Sacra, nei pressi dell’area Curia-Comizio, sorgeva in origine un piccolo edificio con due ingressi che ospitava il più antico e importante santuario di Giano. L’unica immagine del sacello giunta sino a noi ci è fornita da una moneta di epoca neroniana. Il 9 gennaio ricorre la prima festa dell’anno – l’Agonium – dedicata proprio a Giano. Il culto di Giano risale tradizionalmente a Romolo e a un periodo ancor prima della fondazione vera e propria della città di Roma. C’erano molti jani (cioè, porte cerimoniali) a Roma. Il più famoso janus di Roma era il Janus Geminus, che in realtà era un santuario di Giano sul lato nord del Foro. Era una semplice struttura rettangolare in bronzo con doppie porte a ciascuna estremità. Tradizionalmente, le porte di questo santuario venivano lasciate aperte in tempo di guerra e venivano tenute chiuse quando Roma era in pace. Alcuni studiosi considerano Giano come il dio di tutti gli inizi. L’inizio del giorno, del mese e dell’anno, sia quello del calendario che quello agricolo, gli erano sacri. Lo stesso mese di gennaio prende il nome da lui e la sua festa si svolgeva appunto il 9 gennaio, l’Agonium.

Nell’ambito del ciclo “camminate poetiche” #CantidiPietra nel Foro Romano, nella Domus Aurea e nel Colosseo, il Parco archeologico del Colosseo propone “Giano”, i versi dello scrittore e poeta Gabriele Tinti, nella forma di brevi epigrafi, attraverso la lettura da parte dell’attore britannico James Cosmo, che mirano ad evocare la ricchezza simbolica del simulacro del dio, emblema di ogni passaggio e di ogni inizio. Montaggio video: Mario Cristofaro; riprese da drone: ASSO – Archeologia Subacquea Speleologia Organizzazione; musiche: Massimo Pupillo.