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Taranto. Per i “Mercoledì del MArTA”, appuntamento on line con Martine Denoyelle, conservatrice all’Institut National d’Histoire de l’Art di Parigi, sulla storia del cratere a volute in Magna Grecia: da Sparta a Taranto

Locandina dell’incontro per i “Mercoledì al MArTA” con Martine Denoyelle sulla storia del cratere a volute in Magna Grecia

Da Sparta a Taranto: la storia del cratere a volute in Magna Grecia. È il tema affrontato dall’appuntamento del 24 febbraio 2021 dei “Mercoledì del MArTA” con Martine Denoyelle, Conservatrice Capo del Dipartimento degli Studi e della ricerca dell’Institut National d’Histoire de l’Art di Parigi: “Un felice ritorno al museo di Taranto”, sottolinea Eva Degl’Innocenti, direttrice del MArTA, che introduce l’incontro con la studiosa francese su “Dal Krater lakonikos al Pittore dell’Ilioupersis”. L’appuntamento sarà trasmesso on-line in diretta sui canali social del Museo (Facebook e YouTube) alle 18 di mercoledì 24 febbraio 2021.

Cratere a volute del museo Archeologico nazionale di Taranto (foto MArTA)
Martine_Denoyelle

Martine Denoyelle dell’Institut National d’Histoire de l’Art di Parigi

“La storia del cratere a volute in Magna Grecia comincia nell’epoca arcaica non a Taranto ma a Sparta, dove sono creati i primi esemplari che vengono poi diffusi nei siti apuli”, spiega Martine Denoyelle. “La comparsa a Taranto e lo spettacolare sviluppo della forma nella tecnica delle figure rosse durante la seconda metà del V sec. a.C. sembrano quindi legati in primo luogo alle origini spartane della città, nonché alle sue relazioni culturali e commerciali con le aristocrazie italiche, in particolare quelle della Peucezia”. Un’arte dunque nata in madre patria ma affinata proprio a Taranto, a cui fanno riferimento anche le produzioni ceramiche recuperate dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale riconsegnate proprio al museo Archeologico nazionale di Taranto ed esposte all’interno della mostra MitoMania. “Si tratta di vasi emblematici del cosiddetto stile ornato”, continua la studiosa, “decorati ad opera dei migliori maestri con ambiziosi programmi figurati. Il cratere a volute esemplifica, dunque, il savoir-faire e l’identità artistica tarantina, dal momento della sua ricreazione fino alla fine della produzione”.