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Matera. Al museo nazionale – Palazzo Lanfranchi arriva “IEROFANIA – Sulle vie del Sacro” quarta tappa del progetto itinerante curato da Samonà e Toscano. Due giorni con incontri, spettacoli di teatro, una mostra, letture e una visita guidata a cura dei musei nazionali di Matera

Sabato 29 e domenica 30 agosto 2026 arriva a Matera “Ierofania. Sulle vie del sacro”, quarta tappa della rassegna multidisciplinare ideata dal dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale (DiVa) e organizzato tramite l’Istituto Centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale (IC-VEPP), con l’obiettivo di promuovere una nuova relazione tra beni culturali, comunità e linguaggi contemporanei. Il progetto coinvolge i musei e i parchi archeologici di Praeneste e Gabii, i parchi archeologici di Paestum e Velia, il castello Carlo V e l’anfiteatro romano di Lecce, i musei nazionali di Matera, il museo e parco archeologico nazionale di Locri e il parco archeologico Naxos Taormina. Come le precedenti, anche la tappa di Matera si svilupperà in due giornate, offrendo eventi di rilievo nazionale.

La rassegna prende avvio sabato 29 agosto 2026, alle 11.30, con il vernissage della mostra diffusa, curata da Giorgio Calcara, che porterà al museo nazionale di Matera, sulla Terrazza di Palazzo Lanfranchi, vernissage “L’angelo del trionfo” di Salvador Dalì. Alle 18.30, al museo nazionale di Matera – Palazzo Lanfranchi, “Vibrazioni del Divino: suono parola danza”: conversazione con Shilpa Bertuletti, Raffaella Bonaudo, Joscelyn Godwin, Guido Mina di Sospiro, Andrea Scarabelli. Modera Alberto Samonà, curatore scientifico della Rassegna. Alle 20, al museo nazionale di Matera – Palazzo Lanfranchi, “Tra Oriente e Occidente”: spettacolo di danze indiane classiche Odissi, di e con Shilpa Bertuletti. Alle 20, al museo nazionale di Matera – Palazzo Lanfranchi, “Beata Viscera”, di e con Raffaele Schiavo e il VoxEchology Ensemble. Produzione: Statale 114.

Domenica 30 agosto 2026, alle 18.30, sarà possibile partecipare a una visita guidata nel centro storico di Matera, a cura delle funzionarie dei Musei nazionali di Matera: i posti sono invece limitati a un massimo di 25 partecipanti e la prenotazione è obbligatoria. Alle 19.30, al museo nazionale di Matera – Palazzo Lanfranchi, “Pietre che cantano” con Cinzia Maccagnano, legge Marina Cvetaeva, introduce Cettina Caliò. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Raffaele Schiavo in “Beata Viscera” (foto drm-basilicata)

Sabato 29 agosto 2026, alle 20, a Palazzo Lanfranchi, la voce come spazio del sacro; il canto come attraversamento, ascolto, risonanza. IEROFANIA – Sulle vie del Sacro accoglie Raffaele Schiavo con “Beata Viscera”, un momento performativo in cui la ricerca vocale incontra la dimensione spirituale e la forza evocativa del suono. Ad accompagnarlo, il Vox Echology Ensemble, in un percorso che restituisce alla voce la sua natura più antica: corpo, respiro, rito, relazione.

Shilpa Bertuletti in “Tra Oriente e Occidente” (foto drm-basilicata)

Sabato 29 agosto 2026, alle 20, a Palazzo Lanfranchi, il corpo diventa; il gesto si fa racconto; la danza, spazio d’incontro con il sacro. IEROFANIA – Sulle vie del Sacro accoglie Shilpa Bertuletti con “Tra Oriente e Occidente”, spettacolo dedicato alla danza classica indiana Odissi. Originaria dell’Odisha, sulla costa orientale dell’India, l’Odissi affonda le proprie radici in antiche tradizioni performative e rituali. Eleganza delle linee, precisione ritmica, geometria del movimento, gestualità e intensità dello sguardo trasformano il corpo della danzatrice in uno strumento capace di evocare immagini, narrare il mito e dare forma alla dimensione devozionale. Tra Oriente e Occidente attraversa alcune delle principali espressioni del repertorio Odissi: dall’invocazione alla danza pura, dalla narrazione attraverso l’abhinaya fino al Mokṣa, tradizionalmente associato all’idea di liberazione. Un percorso nel quale tecnica ed espressione, ritmo e sentimento, corpo e mito si intrecciano alla ricerca del rasa: quell’esperienza estetica ed emotiva che nasce nell’incontro tra chi danza e chi guarda.