Ischia (Na). Ai Giardini La Mortella di Forio la conferenza “Il giardino dei Lumi e il valico dei confini” con Massimo Visone (università di Napoli “Federico II”), terzo appuntamento del “Progetto Kepos – Incontri di Archeologia e Paesaggio” a cura di Mariangela Catuogno

Giovedì 28 maggio 2026, alle 19, ai Giardini La Mortella di Forio, sull’isola d’Ischia (Na), la conferenza “Il giardino dei Lumi e il valico dei confini” con Massimo Visone, professore di Storia dell’Architettura dell’università di Napoli “Federico II”, terzo appuntamento del “Progetto Kepos – Incontri di Archeologia e Paesaggio”, a cura di Mariangela Catuogno, il ciclo di conferenze annuale – quest’anno è dedicato al ricordo del centenario di Lady Walton e al suo operato di creatrice di un luogo straordinario come i Giardini La Mortella – promosso dalla Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, che con un approccio interdisciplinare propone una riflessione sullo straordinario patrimonio culturale italiano e internazionale. La conferenza offrirà un importante contributo sullo stato degli studi circa la presenza levantina attestata nell’insediamento di Pithekoussai. Il terzo appuntamento, in linea con la programmazione del Centenario di Lady Walton, è dedicato alla storia e alla evoluzione dei Giardini Botanici realizzati durante il Settecento. Dopo i saluti della presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella Alessandra Vinciguerra, nella sala Museo dei Giardini La Mortella relazionerà il prof. Massimo Visone sul tema. A moderare l’appuntamento sarà Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. Nel corso dell’Illuminismo si avvia una rivoluzione culturale che porta a un cambiamento dei costumi. Questo, in tempi e modi diversi, si riflette su tutti gli aspetti e gli spazi della vita quotidiana in Europa. Possiamo osservare questo mutamento attraverso il disegno dei giardini delle principali dinastie al governo. L’architettura passa dai parchi geometrici e ordinati delle residenze reali, specchio dell’ancient régime, ai giardini paesaggistici, meglio noti come all’inglese, perché arrivavano dalla patria della rivoluzione culturale in corso. Quali sono i modelli di riferimento? Qual è il contesto più ampio all’interno del quale si sviluppa questa nuova idea di natura? Come convivono natura e artificio in questi anni di transizione? Come è accolto il nuovo disegno informale dei parchi nelle corti assolutistiche europee?
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