Ischia (Na). Al museo Archeologico di Pithecusae in Villa Arbusto a Lacco Ameno la conferenza “Fenici a Ischia? Tracce di Levantini a Pithekoussai” con Massimo Botto (CNR e Scuola di Specializzazione OrSa), secondo appuntamento del “Progetto Kepos – Incontri di Archeologia e Paesaggio” a cura di Mariangela Catuogno
Giovedì 7 maggio 2026, alle 19, al museo Archeologico di Pithecusae in Villa Arbusto a Lacco Ameno sull’isola d’Ischia (Na), in collaborazione con il Comune di Lacco Ameno, la conferenza “Fenici a Ischia? Tracce di Levantini a Pithekoussai” con Massimo Botto, dirigente di Ricerca al CNR e professore di Archeologia fenicio-punica alla Scuola di Specializzazione OrSa, secondo appuntamento del “Progetto Kepos – Incontri di Archeologia e Paesaggio”, a cura di Mariangela Catuogno, il ciclo di conferenze annuale – quest’anno è dedicato al ricordo del centenario di Lady Walton e al suo operato di creatrice di un luogo straordinario come i Giardini La Mortella – promosso dalla Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella, che con un approccio interdisciplinare propone una riflessione sullo straordinario patrimonio culturale italiano e internazionale. La conferenza offrirà un importante contributo sullo stato degli studi circa la presenza levantina attestata nell’insediamento di Pithekoussai. Dopo i saluti della presidente della Fondazione W. Walton e Giardini La Mortella Alessandra Vinciguerra, relazionerà il prof. Massimo Botto sul tema. A moderare l’appuntamento sarà Mariangela Catuogno, direttore scientifico del Progetto Kepos. La natura e la composizione etnica della comunità che si insediò a Ischia nel secondo quarto dell’VIII sec. a.C., definita euboica dagli autori classici, è tutt’ora al centro di un serrato dibattito fra gli specialisti. Partendo dai numerosi dati raccolti da Giorgio Buchner e David Ridgway nella necropoli di San Montano è stato possibile identificare la presenza ˗ oltre che di Greci e individui locali ˗ anche di Etruschi, Italici e “Fenici” nell’accezione più ampia del termine intesa a indicare sia persone provenienti dall’area siro-palestinese sia elementi che dalle coste del Levante presero parte a quell’ampio e articolato processo di irradiazione in Occidente promosso dalla potente città di Tiro, che si avvalse di vari protagonisti reclutati tanto in Oriente quanto nel Mediterraneo centro-occidentale. Non tutti gli studiosi sono però concordi nel ritenere che a Pithekoussai operassero stabilmente mercanti e artigiani “Fenici”. Partendo dalla documentazione archeologica ed epigrafica in nostro possesso e facendo riferimento alle più recenti linee di ricerca sull’argomento, nel corso dell’incontro si avrà modo di chiarire la natura multietnica e multiculturale di Pithekoussai valorizzando l’apporto dell’elemento orientale.

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