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Cividale del Friuli (Ud). Al museo Archeologico nazionale presentazione del libro “Grimoaldo, dal ducato friulano al regno”, atti del quarto convegno del Centro studi longobardi tenutosi nel 2024 a Cividale

Martedì 15 settembre 2026, alle 18.30, al museo Archeologico nazionale di Cividale (Ud), aperto straordinariamente fino alle 23 (ultimo ingresso 22.30), presentazione del libro “Grimoaldo, dal ducato friulano al regno”, atti del quarto convegno del Centro studi longobardi tenutosi a Cividale (Villa de Claricini, 24-28 aprile 2024) che aveva affrontato gli anni centrali del VII secolo, un periodo decisivo per la formazione del primo medioevo. La figura di riferimento è il potente duca e poi re Grimoaldo, figlio di Gisulfo II e Romilda. Presentazione di Oldino Cernoia, presidente della fondazione de Claricini Dornpacher. Introduzione Angela Borzacconi, direttrice museo Archeologico nazionale di Cividale. Interventi: Attilio Vuga, sindaco di Cividale; Stefano Balloch, consigliere regionale FVG e già sindaco di Cividale; Andrea Tilatti, presidente deputazione di Storia Patria del Friuli; Gabriele Archetti, presidente del Centro studi longobardi di Brescia. Il libro raccoglie i principali orientamenti storiografici, il contesto storico generale, la biografia e l’operato del re, assieme alle strutture socioeconomiche e ai lasciti culturali, le elaborazioni artistiche, il persistere della memoria nei relitti linguistici, le tradizioni longobarde con attenzione alla realtà friulana. Dopo la presentazione, alle 20.30, è prevista una visita guidata alla sezione dei Longobardi con il direttore del museo (prenotazione consigliata).

GRIMOALDO. Dal ducato friulano al regno, a cura di Gabriele Archetti, Andrea Tilatti e la collaborazione di Oldino Cernoia. Atti del IV Convegno internazionale di studio (Cividale del Friuli – Bottenicco di Moimacco, 24-28 aprile 2024). Il quarto convegno internazionale del Centro studi longobardi affronta gli anni centrali del VII secolo, un periodo “oscuro”, ma decisivo per la formazione del primo Medioevo, della storia italica e della nascita del territorio forogiuliese, imperniata sul nome della città capo di uno dei più illustri ducati longobardi. A fare da cornice è lo scenario europeo di popoli che ne hanno caratterizzato gli sviluppi in prospettiva diacronica, con al centro il potente duca e poi re longobardo Grimoaldo. Figlio di Gisulfo II e Romilda, dopo un’infanzia in cui si distinse per il coraggio, riparò a Benevento dove ascese al vertice del ducato, respinse le ambizioni bizantine e liberò il santuario di San Michele sul Gargano. Inserendosi con destrezza nel conflitto per la successione al trono, conseguì la dignità regia a Pavia e tutte le terre longobarde, dal Nord al Sud, con lui furono riunite sotto un unico sovrano, abile nel governare le diverse regioni e nell’avvalersi di una rete di uomini a lui fedeli. Impegnato sul fronte interno al regno e ai ducati, fu attivo sullo scacchiere internazionale e in campo religioso. Mostrò tolleranza nei confronti dei cattolici, pur essendo di fede ariana, grazie all’influsso della seconda moglie e i nove “capitula” emanati a integrazione dell’Editto di Rotari documentano la sua attività legislativa. Grimoaldo morì nel 671, lasciando il trono al figlio minorenne Garibaldo che, pochi mesi dopo, venne deposto da Pertarito mentre il regno prendeva altre scelte politiche. Nel libro sono presentati i principali orientamenti storiografici, il contesto storico generale, la biografia e l’operato del sovrano, insieme alle strutture socio-economiche e ai lasciti culturali.

Cividale (Ud). Al museo Archeologico nazionale l’incontro “Cividale ai confini del Patriarcato e la Contea di Gorizia: influenze” a cura di Walter Tomada

Dettaglio della mappa di Cividale di Michele conte della Torre e Valsassina (1821) conservata al museo Archeologico nazionale di Cividale (foto man cividale)

Domenica 12 aprile 2026, alle 10, al museo Archeologico nazionale di Cividale (Ud), l’incontro “Cividale ai confini del Patriarcato e la Contea di Gorizia: influenze” a cura di Walter Tomada, organizzato da museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli, fondazione internazionale Città Murate Lions Club, Lions Club Cividale – Manzano, Comune di Cividale del Friuli. Interverranno Giacomo Beorchia, past presidente fondazione internazionale Città Murate Lions Club, e Angela Borzacconi direttore museo Archeologico nazionale di Cividale, con Federica Franz del Comune di Cividale del Friuli, per la presentazione del restauro della mappa di Cividale di Michele conte della Torre e Valsassina (1821) conservata al museo Archeologico nazionale di Cividale e realizzata con il sostegno del Lion Club Cividale – Manzano. Iniziativa ad ingresso gratuito.

Cividale del Friuli (Ud). In Santa Maria dei Battuti presentazione del libro libro “Capire la terra. Un incontro per e con Luciano Bosio”, a cura di Manuela Castagnara Codeluppi, Guido Rosada, Jacopo Turchetto, Maria Visintini

cividale_santa.maria-dei-battuti_convegno-capire-la-terra-un-incontro-con-luciano-bosio_locandinaA distanza di quattro anni dal convegno “Capire la terra. Un incontro con Luciano Bosio”, tenutosi al museo Archeologico nazionale di Cividale nelle giornate del 24 e 25 gennaio 2020, giovedì 25 gennaio 2024, alle 18, nella chiesa di Santa Maria dei Battuti a Cividale del Friuli (Ud) ci sarà la presentazione del libro “Capire la terra. Un incontro per e con Luciano Bosio”, a cura di Manuela Castagnara Codeluppi, Guido Rosada, Jacopo Turchetto, Maria Visintini, edito da Padova University Press, 2021. L’incontro, organizzato dall’associazione del liceo “Paolo Diacono” di Cividale del Friuli, si apre con i saluti di Manuela Castagnara Codeluppi, presidente dell’associazione del liceo “Paolo Diacono” e del Comune di Cividale del Friuli che lo ha patrocinato. È moderato da Maria Visintini. Intervengono: Andrea Pessina, dirigente della soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il Friuli Venezia Giulia; Angela Borzacconi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Cividale; Monica Napoli, dirigente del convitto nazionale “Paolo Diacono”; Ludovico Rebaudo, docente di Archeologia classica all’università di Udine. Luciano Bosio, cividalese di adozione e di scelta, per molti anni è stato titolare della cattedra di Topografia Antica presso l’università di Padova. Bosio fu il fondatore nell’Ateneo patavino di quella che si può definire a buona ragione la Scuola di Topografia antica dell’Italia settentrionale. Luciano Bosio, cividalese di adozione e di scelta, per molti anni è stato titolare della cattedra di Topografia Antica all’università di Padova. Bosio fu il fondatore nell’Ateneo patavino di quella che si può definire a buona ragione la Scuola di Topografia antica dell’Italia settentrionale. I contributi contenuti nel volume sono di specialisti (colleghi e allievi) che hanno conosciuto e stimato Luciano Bosio e hanno voluto, ciascuno con la propria competenza, “incontrare” nuovamente il maestro con i loro contributi afferenti ad ambiti tematici diversi, dalla numismatica all’archeologia.

Cividale. Il progetto di A.C.CulturArti “Anche le statue parlano” arriva al Tempietto Longobardo: tre repliche, pochi posti disponibili

cividale_tempietto_anche-le-pietre-parlano_locandinaPochissimi posti ancora disponibili per le tre repliche di mercoledì 17 agosto 2022 (alle 18, 19, 20) delle visite guidate teatralizzate “Anche le statue parlano… al Tempietto Longobardo di Cividale del Friuli (Ud). Prenotazioni via mail: biglietteria.monastero@cividale.net o telefono: 0432700867. Il nuovo progetto di A.C.CulturArti “Anche le statue parlano”, finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e organizzato in partenariato con il Comune di Cividale del Friuli, arriva dunque al Tempietto Longobardo di Cividale. Il progetto nasce dall’idea che i Musei non vadano solo visti, ma anche ascoltati. Mercoledì 17 agosto 2022 gli attori Caterina Bernardi e Alessandro Maione e il cantautore Edoardo De Angelis – autore di tutti i testi del progetto – ci porteranno alla scoperta delle storie che il Tempietto Longobardo conserva. Il percorso itinerante si snoda tra gli spazi del Tempietto e del Monastero di Santa Maria in Valle, invitando i visitatori a scoprire storie, vibrazioni ed emozioni che portano in sé la sedimentazione del tempo. Sono previsti tre turni di visita. Come detto i posti per le visite guidate teatralizzate sono limitati. È obbligatoria la prenotazione. L’evento è incluso nel biglietto del Museo.

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Rilievi del tempietto longobardo di Cividale del Friuli (foto Ulderica Da Pozzo)

Il cosiddetto Tempietto longobardo, oggi oratorio di Santa Maria in Valle, si trova a Cividale del Friuli (Udine). Si tratta della più importante e meglio conservata testimonianza architettonica dell’epoca longobarda ed è particolarmente importante perché segna la convivenza di motivi prettamente longobardi (nei fregi, per esempio) e una ripresa dei modelli classici, creando una sorta di continuità aulica ininterrotta tra l’arte romana, l’arte longobarda e l’arte carolingia (nei cui cantieri lavorarono spesso maestranze longobarde, come a Brescia) e ottoniana. Fu edificato verso la metà dell’VIII secolo nel luogo in cui un tempo sorgeva la gastaldia (o gastaldaga, o gastalderia), ovvero il palazzo del gastaldo, signore della città; si trattava quindi di una cappella palatina. L’iniziativa si deve probabilmente ad Astolfo, duca del Friuli dal 744 al 749 e re dei Longobardi dal 749 al 756, e a sua moglie Giseltrude.