“Palatium. Abitare sul Palatino dalla fondazione di Roma all’età moderna”: il parco archeologico del Colosseo propone un viaggio alla scoperta delle abitazioni succedutesi sul colle nel corso dei secoli. Nona puntata: il Palatino neogotico con Villa Mills

Dall’età arcaica e ancora in parte fino alla fine del XIX secolo il colle su cui nacque Roma fu una zona prevalentemente “residenziale”. La vocazione abitativa del Palatino culminò nel I secolo d.C. con la costruzione dei palazzi imperiali: essi si identificarono così strettamente con il colle su cui sorgevano, che il suo nome latino, Palatium, è ancora oggi utilizzato in molte lingue moderne con il significato di “edificio residenziale”. Il parco archeologico del Colosseo propone “Palatium. Abitare sul Palatino dalla fondazione di Roma all’età moderna”, viaggio alla scoperta delle abitazioni – e dei loro abitanti – che nel corso dei secoli si sono succedute sul colle Palatino. In questa nona puntata scopriamo il Palatino neogotico con Villa Mills.


Operai impegnati nel lavori di demolizione di Villa Mills sul Palatino (foto PArCo)
Nel corso dei secoli il Palatino si era trasformato in un luogo signorile dove le importanti famiglie romane stabilirono le loro dimore. Già a partire dal XIV secolo, tra la Domus Flavia e lo Stadio, era sorta la villa fatta costruire dalla famiglia Stati e poi acquistata nel Cinquecento dai Mattei. Su questa, secoli dopo, si impostò Villa Mills così chiamata dallo scozzese Charles Mills, che la acquistò e la modificò eliminando le precedenti strutture rinascimentali e donandole il caratteristico aspetto neogotico, che oggi conosciamo solamente grazie alla documentazione fotografica: la villa infatti fu quasi interamente demolita tra gli anni ’20 e ’30 del ‘900 da Alfonso Bartoli, quando iniziarono gli scavi sistematici volti a riportare alla luce le rovine imperiali.


L’interno di Villa Mills durante i lavori di demolizione (foto PArCo)
L’unica sezione che rimane della Villa rinascimentale è la piccola loggia conosciuta come Loggia Mattei, ancora visitabile, che fu decorata da Baldassarre Peruzzi o dalla sua bottega. L’edificio che oggi ospita il Museo Palatino è parte della più recente struttura fatta costruire dalle monache della Visitazione nel 1868 come convento e poi trasformato in Museo da Bartoli per conservare i materiali che gli scavi man mano stavano riportando alla luce. Probabilmente uno degli ultimi che ebbe il piacere di vedere la Villa fu Stendhal che la visitò nel primo quarto del XIX secolo e la citò nella sua celebre opera “Passeggiate romane”, definendola una delle cose notevoli da vedere a Roma.
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Graziano Tavan, giornalista professionista, per quasi trent’anni caposervizio de Il Gazzettino di Venezia, per il quale ho curato centinaia di reportage, servizi e approfondimenti per le Pagine della Cultura su archeologia, storia e arte antica, ricerche di università e soprintendenze, mostre. Ho collaborato e/o collaboro con riviste specializzate come Archeologia Viva, Archeo, Pharaos, Veneto Archeologico. Curo l’archeoblog “archeologiavocidalpassato. News, curiosità, ricerche, luoghi, persone e personaggi” (con testi in italiano)
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