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Ostia antica (Roma). Al Castello di Giulio II presentazione del libro “Scavi di Ostia XIX – Il tempio dei Fabri Navales (III, II, 1-2) e la Fullonica sottostante” di Claire de Ruyt, pubblicato da L’Erma di Bretschneider

Venerdì 5 giugno 2026, alle 17, al Castello di Giulio II, nel parco archeologico di Ostia antica (Roma) presentazione del libro “Scavi di Ostia XIX – Il tempio dei Fabri Navales (III, II, 1-2) e la Fullonica sottostante” di Claire de Ruyt, pubblicato da L’Erma di Bretschneider. Introduce il direttore del Parco, Alessandro D’Alessio, presentano il volume Carlo Pavolini, già professore di Archeologia classica all’università della Tuscia, e Françoise Van Haeperen, professoressa di Storia antica all’Université del Louvain. Interviene l’autrice. Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili.

Copertina del libro “Scavi di Ostia XIX – Il tempio dei Fabri Navales (III, II, 1-2) e la Fullonica sottostante” di Claire de Ruyt

Scavi di Ostia XIX. Il Tempio Collegiale dei Fabri Navales si trova sul versante settentrionale della parte occidentale del Decumanus Maximus di Ostia ed è stato portato alla luce durante gli scavi del 1938-‘39. Questo studio presenta e analizza i risultati degli scavi condotti tra il 1992 e il 2005 dall’Université Saint Louis di Bruxelles e dall’Université de Namur, in collaborazione con la Soprintendenza di Ostia – oggi Parco Archeologico di Ostia Antica. Costruito nell’ultimo decennio del II secolo a.C., sotto Commodo e Settimio Severo, questo Tempio comprende delle tabernae sulla facciata, un vasto cortile con portici preceduto da una grande sala coperta e un alto podio in antis. Il sito, abbandonato nel V secolo, ospitava un grande deposito di marmi. Nuove ricerche hanno rivelato l’esistenza di una vasta fullonica sotto le rovine del Tempio, sepolta da un cospicuo riempimento. La pianta di questo edificio, costruito sotto Traiano e più volte ristrutturato nel corso del II secolo, era straordinariamente organizzato attorno a quattro grandi bacini affiancati da numerose postazioni di pigiatura dei tessuti che occupavano l’intera parte posteriore del lotto, mentre un cortile fiancheggiato da negozi ne completava l’estensione verso la parte anteriore del sito. Le indagini archeologiche condotte sotto i pavimenti in argilla di queste tabernae, costruite prima della metà del I secolo d.C., hanno portato alla luce i primi livelli di occupazione dell’area, rivelando l’esistenza di un cortile ancora più antico e di strutture idrauliche – un pozzo e un serbatoio (castellum aquae) – risalenti al I secolo d.C. Queste scoperte riaprono il dibattito sull’evoluzione della distribuzione idrica in questa parte della città, dal tardo periodo repubblicano alla fine del II secolo d.C. Uno studio sul lungo sviluppo di questo lotto conferma l’utilizzo di tutti gli edifici che occupano questo isolato (R III, II), che fino al Tardo Impero era dedicato a diverse attività, sempre legate all’artigianato e al commercio.

Ostia antica (Roma). Negli appartamenti papali del Castello di Giulio II al via la mostra “IN HOC SIGNO. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto” a cura di Alessandro D’Alessio, Dario Daffara e Cristina Genovese con le testimonianze più rappresentative del primo Cristianesimo nel territorio ostiense e portuense, dal III secolo d.C. fino all’Alto Medioevo

Dal 21 maggio al 21 novembre 2026 gli appartamenti papali del Castello di Giulio II, nel parco archeologico di Ostia antica (Roma) ospitano la mostra “IN HOC SIGNO. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto”, a cura di Alessandro D’Alessio, Dario Daffara e Cristina Genovese, che presenta al pubblico le testimonianze più rappresentative, relative alla cultura materiale e storico-artistica, del primo Cristianesimo nel territorio ostiense e portuense, partendo dalla coesistenza di più religioni nel III secolo d.C. all’affermazione definitiva della nuova fede tra IV e V secolo, fino all’Alto Medioevo. Opere, poco note al pubblico e in qualche caso esposte per la prima volta, capaci di evocare il cambiamento culturale avvenuto tra IV e V secolo, con la diffusione di un simbolo religioso universale e pervasivo sia in ambito pubblico che privato. Tale cambiamento si intreccia con la trasformazione politica e sociale dell’Impero durante la tarda antichità, determinando l’affermarsi di temi e immagini che si riverberano ancora oggi nel mondo contemporaneo. La visita alla mostra è compresa nel biglietto del Castello di Giulio II e segue gli stessi orari di apertura.

Mostra “IN HOC SIGNO”: pilastrino terme del mitra (foto parco archeologico ostia antica)

I due insediamenti di Ostia e Portus costituivano il principale sistema portuale dell’antichità, dove per secoli hanno convissuto culture, popolazioni e religioni differenti, come testimoniato dai numerosi ritrovamenti di simulacri di divinità quali Mithra, Cibele, Iside e Serapide. A partire dal III secolo d.C. si assiste alla progressiva diffusione della fede cristiana, testimoniata dalla produzione di oggetti con decorazioni allusive al nuovo credo, che spesso recuperano e interpretano iconografie già diffuse nel mondo classico. Alcuni manufatti, come le lucerne, recano la raffigurazione del pastore crioforo (portatore di ariete), interpretato in chiave cristiana come Buon Pastore e le rappresentazioni di Orfeo che incanta gli animali, nelle quali si allude alla figura salvifica di Cristo. Con il cessare delle persecuzioni nel IV secolo il Cristianesimo può diffondersi liberamente in tutto l’impero: a Ostia l’imperatore Costantino fa costruire un’imponente basilica dedicata ai santi Pietro, Paolo e Giovanni Battista, riportata alla luce dai recenti scavi condotti dall’Istituto Archeologico Germanico di Roma, mentre a Porto e nell’Isola Sacra si attestano, a poca distanza l’una dall’altra, due basiliche con funzioni cultuali verosimilmente differenti.

Mostra “IN HOC SIGNO”: lucerna con cristogramma (foto parco archeologico ostia antica)

Nella città di Ostia, i ritrovamenti archeologici testimoniano l’impiego del monogramma cristiano (il chrismon) su molti oggetti legati alla vita quotidiana, in particolare su lucerne, anelli e altre suppellettili domestiche; nella sfera funeraria la diffusione del culto è suggerita dai contenitori in vetro con iscrizioni a lettere d’oro, chiamati refrigeria, utilizzati durante i banchetti funebri in onore dei defunti. In città inoltre vengono innalzati luoghi di culto di minori dimensioni, come l’oratorio di Ciriaco presso il Teatro e l’oratorio delle Terme del Mitra presso via della Foce: da quest’area provengono i frammenti di una grande mensa marmorea decorata con le raffigurazioni di Apostoli e del Giardino dell’Eden, che in occasione della mostra tornano a Ostia per la prima volta dalla loro scoperta nel 1862, grazie a un prestito della Banca d’Italia, nelle cui collezioni sono nel frattempo confluiti. Tra la fine del IV e l’inizio del V secolo il culto si diffonde anche nel suburbio di Ostia con la costruzione di basiliche funerarie come quella di Pianabella, dove i cristiani trovano sepoltura presso le reliquie dei santi. Da qui proviene una grande tavola marmorea circolare, utilizzata per la benedizione del cibo da consumare nel banchetto rituale in onore dei defunti, un rito praticato fino al V-VI secolo. Inoltre, la basilica di Pianabella accoglie fino all’VIII secolo le sepolture degli abitanti di Ostia, quando vengono realizzati gli ultimi restauri: l’edificio viene provvisto di una nuova recinzione presbiteriale con pilastrini decorati di croci dipinte, segno della persistente presenza di una comunità gravitante sul territorio.

Basilica costantiniana a Ostia antica (foto parco archeologico ostia antica)

Portus, la costruzione della basilica in un’area un tempo strategicamente rilevante per la sua posizione rispetto al bacino di Traiano, trasformatasi dal IV secolo in area residenziale, documenta quanto la progressiva evoluzione in città portuale sia stata accompagnata dall’affermazione e diffusione del culto cristiano. Sempre in ambito portuense, ma sul lato opposto della Fossa Traiana (il Canale di Fiumicino), nel comprensorio dell’Isola Sacra, si trova un’altra potente testimonianza dell’identità cristiana del territorio: la basilica ad corpus, dedicata alla fine del IV secolo dal vescovo Eraclida al martire portuense Ippolito ed eretta su una serie di preesistenze nel luogo in cui, secondo la tradizione martirologica, sarebbe avvenuto il supplizio di Ippolito, gettato in un pozzo. Le fasi alto medievali nelle due basiliche portuensi sono documentate dalla sontuosa decorazione marmorea che esibisce la perizia delle officine del tempo.

Mostra “IN HOC SIGNO”: epigrafe martire Ippolito (foto parco archeologico ostia antica)

La mostra si conclude con un quadro sulle più recenti indagini antropologiche effettuate nei due distretti di Ostia e di Porto, che aiutano a fornire importanti informazioni sulle peculiarità degli individui che popolavano tale territorio. Tutte queste testimonianze restituiscono l’entità e la complessità delle manifestazioni monumentali e storico-artistiche dei primi secoli del Cristianesimo: emerge l’immagine di un territorio complesso e articolato, nel quale Ostia e Portus sono i principali poli di diffusione della nuova religione, ruolo che i due centri hanno saputo mantenere e accrescere anche nel corso del medioevo e dell’età moderna e, in alcuni casi, fino ad oggi.

Ostia antica (Roma). Al Castello di Giulio II presentazione del libro di Marcello Turci “Lo sviluppo termale del settore costiero della città di Ostia. Riesame della documentazione e nuove indagini alle Thermae Maritimae (IV, X, 1) e alle c.d. Terme Marittime (III, VIII, 2)”

Nuovo appuntamento con le presentazioni dei volumi dedicati a Ostia e ai suoi monumenti promosse dal parco archeologico di Ostia antica (Roma). Il 31 ottobre 2025, alle 17, nella sala conferenze del Castello di Giulio II a ostia antica (Roma) presentazione del libro di Marcello Turci “Lo sviluppo termale del settore costiero della città di Ostia, riesame della documentazione e nuove indagini alle Thermae Maritimae (IV, X, 1) e alle c.d. Terme Marittime (III, VIII, 2)” (BABESCH Supplement 47), dedicato allo sfruttamento termale del quartiere marittimo di Ostia, caratterizzato dalle imponenti vestigia delle Terme della Marciana e delle Terme Marittime. La presentazione verrà introdotta dal direttore del Parco Alessandro D’Alessio e sarà condotta da Alessandra Ten, professore di Rilievo e Analisi tecnica dei monumenti antichi di Sapienza università di Roma. Seguirà un commento dell’Autore. L’ingresso è gratuito, fino a esaurimento dei posti a sedere.

Copertina del libro di Marcello Turci “Lo sviluppo termale del settore costiero della città di Ostia, riesame della documentazione e nuove indagini alle Thermae Maritimae (IV, X, 1) e alle c.d. Terme Marittime (III, VIII, 2)”

Il libro. Il presente studio è il risultato di una ricerca sulle terme romane situate nel quartiere costiero di Ostia. In età adrianea, il litorale della città portuale fu arricchito da una serie di edifici termali: le Thermae maritimae (IV, X, 1), le “Terme del Sileno” e le cosiddette “Terme Marittime” (III, VIII, 2). Questa vocazione termale si accentuò in età tardoantica, quando lungo la strada costiera furono realizzati una serie di stabilimenti balneari. Attraverso lo studio diretto dell’architettura termale, la revisione degli scavi antichi e l’esame dell’evoluzione urbana di Ostia, nonché dei più ampi contesti territoriali (collegamenti, infrastrutture, scambi, traffici), questo volume offre nuove prospettive integrando la ricerca archeologica con la storia economica, politica e sociale dell’età imperiale e tardo-romana.

Ostia antica (Roma). Il museo Ostiense al chiaro di luna: aperto tutti i sabati sera da sabato 18 ottobre all’8 novembre

Si amplia l’offerta culturale del parco archeologico di Ostia antica con il museo Ostiense al chiaro di luna. Da sabato 18 ottobre e fino all’8 novembre 2025, tutti i sabati il museo Ostiense è aperto al pubblico gratuitamente dalle 19.30 alle 22.30. Attenzione: la biglietteria all’ingresso degli Scavi di Ostia chiude alle 21.30 – l’ultimo ingresso al museo è alle 22. Una straordinaria occasione per una serata diversa e che si può combinare – in ottobre – con i concerti jazz del Castello di Giulio II che propone uno spettacolo di jazz, grazie alla collaborazione del Parco col Museo del Sassofono di Maccarese: 18 ottobre 2025, alle 21, “Mille lire al Mese” Piercarlo Salvia Quartet – Lo swing italiano degli anni ’30 e ’40; 25 ottobre 2025, alle 21, Sixtofunk Quartet – Jazz & funky music. È possibile fare il biglietto gratuito anche online sul sito web di Coopculture. In ogni caso non si potrà accedere all’ingresso agli Scavi dopo le 21.30 e al Museo dopo le 22. I visitatori, dopo aver ritirato il titolo d’ingresso gratuito in biglietteria, percorreranno il vialetto pedonale recentemente realizzato e illuminato appositamente per le passeggiate notturne. Giunti all’ingresso del Museo potranno accedere liberamente tenendo conto che il Museo chiude alle 22.30.

Parco archeologico di Ostia antica. Per GEP 2024 visite guidate alla basilica costantiniana, sul Decumano, agli scavi del progetto “Ostia Post Scriptum”; e al porto di Claudio e Traiano. Orari ampliati

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Per le Giornate europee del patrimonio 2024 il parco archeologico di Ostia antica propone un articolato programma di iniziative. In entrambe le giornate il biglietto di ingresso in tutti i siti segue le consuete tariffe. Le aperture serali del Museo delle Navi e del Castello di Giulio II, dalle 19.30 alle 23, nella serata di sabato prevedono il biglietto di ingresso a 1 euro.

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Scavi archeologici ala basilica costanitiniana nell’area archeologica di Ostia antica (foto parco archeologico ostia antica)

28 SETTEMBRE 2024. Area archeologica di Ostia antica: apertura straordinaria della Galleria Lapidaria dalle 10 alle 17.15. Sono in programma visite guidate: alle 10.30, visita alla basilica costantiniana della Regio V “La basilica costantiniana di Osta: atrio e navata centrale” (Istituto Archeologico Germanico, università di Bonn e Colonia, università Sapienza) – max 25 persone – Appuntamento all’ingresso dell’area archeologica – durata prevista 1h30; 12.30, visita agli scavi in corso sul Decumano “Nuove taberne sul Decumano” (università Roma Tre) – max 25 persone – Appuntamento all’ingresso dell’area archeologica – durata prevista 1 ora; 14, visita alla basilica costantiniana della Regio V “La basilica costantiniana di Osta: atrio e navata centrale” (Istituto Archeologico Germanico, università di Bonn e Colonia, università Sapienza) – max 25 persone – Appuntamento all’ingresso dell’area archeologica – durata prevista 1h30; 15.30, visita agli scavi in corso sul Decumano “Nuove taberne sul Decumano” (università Roma Tre) – max 25 persone – Appuntamento all’ingresso dell’area archeologica – durata prevista 1 ora. Per tutte le visite si richiede prenotazione obbligatoria via e-mail a pa-oant.comunicazione@cultura.gov.it

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La mappa dell’area archeologica dei porti di Claudio e di Traiano con il percorso di visita e le zone interdette (foto pa-ostia)

Area archeologica dei porti imperiali di Claudio e di Traiano: orario di apertura ampliato, dalle 10 alle 17.45. Alle 11: Murixtutti: visita guidata a cura della responsabile scientifica dell’area, Marina Lo Blundo e dell’archeologa Valeria di Cola, alla scoperta dell’area archeologica dei porti di Claudio e di Traiano (Fiumicino) con focus sulle tecniche murarie impiegate nei grandi complessi di stoccaggio e nelle mura tardoantiche. Appuntamento presso la biglietteria. Prenotazione obbligatoria via email a pa-oant.portus@cultura.gov.it; 15, visita guidata all’area archeologica a cura della responsabile scientifica dell’area, Marina Lo Blundo. Appuntamento presso la biglietteria. Non è richiesta prenotazione.

Necropoli di Porto all’Isola Sacra: orario di apertura ampliato, dalle 10.30 alle 17.45. Ore 11, 12.30, 15, 16.30: visita guidata alla necropoli a cura della responsabile tecnica dell’area, arch. Maria Chiara Alati.

Museo delle Navi: orario di apertura ampliato, dalle 10 alle 17.15.

29 SETTEMBRE 2024. Area archeologica di Ostia antica. Apertura straordinaria della Galleria Lapidaria dalle 10 alle 17.15. Alle 10, visita agli scavi dell’Ostia Forum Project (università Humboldt di Berlino) – max 20 persone – Appuntamento davanti al Museo – durata prevista 1 ora; 11.30, visita agli scavi del progetto “Ostia Post Scriptum”: un nuovo edificio nell’area adiacente al Piazzale delle Corporazioni – max 25 persone – Appuntamento davanti al parcheggio interno – durata prevista 1 ora. Per entrambe le visite è richiesta prenotazione obbligatoria via e-mail a pa-oant.comunicazione@cultura.gov.it

L’Area archeologica dei porti di Claudio e di Traiano: orario di apertura ampliato, dalle 10 alle 17.45

La Necropoli di Porto all’Isola Sacra: orario di apertura prolungato dalle 10.30 alle 17.45

Il Museo delle Navi di Fiumicino: orario di apertura prolungato dalle 10.30 alle 17.15 e poi dalle 18.30 alle 23

Il Castello di Giulio II: orario di apertura prolungato dalle 13.30 alle 23

Il Conventino di Sant’Ippolito: orario di apertura dalle 11 alle 14.30

Il 2024 porterà al parco archeologico di Ostia antica l’apertura del museo Ostiense con il nuovo allestimento nel Casone del Sale, dove è stato istituito nel 1945, previsto dal progetto del 2021: interventi strutturali sulla palazzina, e restauro di tutte le opere già esposte e di quelle che qui troveranno posto

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Museo Ostiense: render della sala VII – La gente (foto studio Balletti&Sabbatini)

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Rilievo fotografico delle opere da esporre nel nuovo allestimento del museo Ostiense al parco archeologico di Ostia antica (foto parco ostia antica)

L’obiettivo era di riaprirlo per l’estate 2023. Il nuovo museo Ostiense sarà con ogni probabilità un regalo del 2024. Prime delle festività 2023 proprio in vista dell’allestimento del nuovo museo Ostiense il Servizio Restauro, con le restauratrici del Parco Antonella Docci e Daniela Tarica, ha presentato le attività di documentazione fotografica dei recenti lavori di restauro specialistico realizzato su un consistente ed eterogeneo corpus di opere. La campagna fotografica è stata eseguita dal fotografo del Parco, Giulio Sanguinetti. Sono più di cento, infatti, le opere sulle quali si è intervenuti: gruppi scultorei, statue, sarcofagi, rilievi e numerosi ritratti, tra i quali, quello di un giovane rinvenuto nella domus di Amore e Psiche e la testa di Antonino Pio che ha la particolare forma concava alla base, tipica dei ritratti realizzati per essere incassati nel corrispondente alloggiamento della statua per la quale erano destinate. A breve avranno inizio le delicate operazioni di imballaggio, con tecnici specializzati, per consentire la movimentazione in sicurezza e l’allestimento di tutte le opere che faranno parte del nuovo museo ostiense.

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Interventi strutturali sul Casone del Sale, sede del museo Ostiense (foto parco ostia antica

Il museo Ostiense fu creato nel 1865 dall’archeologo Pietro Ercole Visconti per esporre i reperti che si andavano scoprendo negli scavi. A tal fine venne ristrutturato il “Casone del Sale”, un grande magazzino realizzato intorno al 1571; un’iscrizione in onore di Pio IX, posta sull’attuale facciata del Museo, celebra la conclusione dei lavori (1868). Con l’Unità d’Italia si preferì spostare i reperti nel Castello di Giulio II, dove furono allestite cinque sale sul piano degli spalti (1878). l museo Ostiense riaprì i battenti nell’edificio del Casone del Sale nel 1945. Pochi mesi dopo, nel 1946, moriva Guido Calza, che ne aveva curato l’allestimento insieme all’architetto Italo Gismondi, accogliendo le numerose straordinarie opere rinvenute negli anni ’38-‘42. Un altro intervento di ampliamento del museo si ebbe nel 1962. All’allestimento lavorò nuovamente Italo Gismondi, insieme a Raissa Gourevich Calza e a Maria Floriani Squarciapino. Il museo così rinnovato ospitava non solo le opere di scultura provenienti dagli scavi, ma anche alcune pitture e gli oggetti “minori” per dimensioni, non certo per importanza: in particolare bronzetti e avori, gioielli e vetri.

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Museo Ostiense al parco archeologico di Ostia antica: spostamento delle opere (foto parco ostia antica)

Nel 2021 è stato presentato il progetto del nuovo museo Archeologico di Ostia Antica a cura di Mariarosaria Barbera e Paola Olivanti (vedi https://bollettinodiarcheologiaonline.beniculturali.it/…). I lavori viaggiano su due binari: da una parte un importante intervento strutturale sulla palazzina che ospita il museo Ostiense; dall’altra il restauro di tutte le opere già esposte, nonché di quelle che troveranno posto nel nuovo percorso espositivo del Museo. Le opere sono in restauro, tra gli altri, nei locali dell’Antiquarium ostiense, che fino a prima della pandemia era impiegato per le conferenze. L’ampia vetrata consente di vedere le operazioni in corso sulle opere. La primissima operazione è stata quella di “svuotare” il Museo dalle sue opere. Le operazioni sono state molto delicate e in molti casi anche complicate, per via delle dimensioni e della fragilità delle sculture in marmo. Tutto il “trasloco” è stato seguito dal Servizio di Restauro del Parco.

Parco archeologico di Ostia antica. Per la #domenicaalmuseo doppio spettacolo gratuito: al castello di Giulio II “Amleto”, nell’area archeologica “Antigone possibile”: viaggio in cuffia per un’esperienza condivisa fruita in libertà

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L’attore Raffaele Gangale in “Antigone possibile” al parco archeologico di Ostia antica (foto parco ostia antica)

Al parco archeologico di Ostia antica torna nella #domenicalmuseo del 5 novembre 2023 l’appuntamento con le visite guidate teatralizzate a cura di teatro Mobile, per la regia di Marcello Cava. Nell’ambito di “Performing Media – La nuova spettacolarità immersiva e radio-mobile nelle periferie eccentriche”, un programma di eventi disseminati nelle periferie romane a cura di Teatro Mobile, eventi site-specific, realizzati con forme esperienziali di “viaggio sonoro” a impatto zero, senza allestimenti pesanti, per la valorizzazione di alcuni dei luoghi della periferia di Roma, il 5 novembre 2023, prima domenica del mese, a ingresso gratuito, ci saranno due appuntamenti con Teatro Mobile al parco archeologico di Ostia Antica: al mattino, alle 12, nel Castello di Giulio II, in prima assoluta uno studio su “Amleto”: viaggio in cuffia con apparizioni e frammenti da Amleto, diviso in cinque movimenti per quattro attori e musica dal vivo; nel pomeriggio, alle 15.30, “Antigone Possibile”, un viaggio in cuffia tra gli scavi di Ostia Antica con una riscrittura inedita dell’Antigone. Il viaggio in cuffia è un evento collettivo ed individuale nei luoghi e per i luoghi: un nuovo format di teatro mobile per valorizzare con forme e attività inedite contenuti e luoghi significanti del patrimonio culturale. I visitatori-spettatori si muovono negli spazi muniti di cuffie audioriceventi che trasmettono le parole e i suoni, registrati ed in presa diretta. Non una “rappresentazione” ma un’esperienza condivisa: azioni, suoni e parole, fruiti in libertà dai “visitatori in cuffia”. Evento site-specific, che può e vuole essere realizzato ovunque: all’aperto o al chiuso e in spazi non deputati al teatro. Il progetto è realizzato con il sostegno del ministero della Cultura – direzione generale Spettacolo ed è vincitore dell’Avviso Pubblico “Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro – Anno 2023” promosso da Roma Capitale – Dipartimento Attività Culturali. Tutti gli eventi sono gratuiti ma con prenotazione obbligatoria al link: https://www.teatromobile.eu/performing-media/.

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Amleto – Castello di Giulio II – 5 novembre 2023, ore 12. Negli spazi del Castello di Giulio II viaggio in cuffia con apparizioni e frammenti da Amleto nella riscrittura di Pina Catanzariti, diviso in cinque movimenti per quattro attori e musica dal vivo. Novità assoluta mutuata dal progetto “Il tempo impossibile di Shakespeare”. Riscrittura e drammaturgia di Pina Catanzariti, con Raffaele Gangale, Claudio Molinari, Nicola Pecora e Gaia Rinaldi; musica di LAMETIA; regia di Marcello Cava.

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Antigone Possibile – Area archeologica di Ostia antica – 5 novembre 2023, ore 14.30. Viaggio in cuffia con una riscrittura inedita dell’Antigone. Viene presentato nella sua forma compiuta dopo due fortunate anteprime sperimentali del 2019 (al Grande Cretto di Burri di Gibellina e nel parco archeologico di Paestum) e in Calabria nel 2022. Scritto in forma di poema, dove le parole e i concetti si susseguono implacabili come domande ineludibili, dà forma ai personaggi del mito, rendendoli attuali ed umani. In un unico flusso sonoro e mentale le loro voci diverse nel conflitto politico si compongono in una sorta di corale che moltiplica Antigone, testimone della necessità di scelte e responsabilità individuali e collettive. Opera inedita in forma inedita: non una tradizionale messinscena ma una “visione ed ascolto” originale secondo il “format” del Teatro Mobile. Antigone possibile di Pina Catanzariti, regia di Marcello Cava; musica di Felice Zaccheo con Raffaele Gangale, Claudio Molinari, Nicola Pecora, Gaia Rinaldi e Chiara Pilloni.

Al parco di Ostia antica per le GEP 2023 apre eccezionalmente la Galleria Lapidaria con visita libera. Aperti anche i porti di Claudio e Traiano, il castello di Giulio II, la necropoli di Porto all’Isola sacra e il museo delle Navi

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La Galleria Lapidaria nell’area archeologica di Ostia antica (foto parco ostia antica)

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, domenica 24 settembre 2023 nell’Area archeologica di Ostia antica sarà possibile visitare eccezionalmente la Galleria Lapidaria. La Galleria Lapidaria ospita più di 500 iscrizioni provenienti da diversi contesti (pubblici, funerari, cultuali) di Ostia e del suo territorio, nonché di Portus. La diversa provenienze di tali documenti costituisce testimonianza straordinaria della storia civile, politica, sociale e religiosa di Ostia, porta e porto di Roma imperiale. La visita alla Galleria Lapidaria è libera.

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La mappa dell’area archeologica dei porti di Claudio e di Traiano con il percorso di visita e le zone interdette (foto pa-ostia)

Sempre domenica 24 settembre 2023, nell’Area archeologica dei porti di Claudio e di Traiano è prevista l’apertura straordinaria del mosaico delle Terme della Lanterna, dalle 10.15 alle 17.30. Il Castello di Giulio II osserva orario di apertura prolungato dalle 10.30 alle 17.45. La Necropoli di Porto all’Isola Sacra osserva orario di apertura prolungato dalle 10.30 alle 17.45 e il museo delle Navi di Fiumicino osserva orario di apertura prolungato dalle 10.30 alle 17.15. Il biglietto di ingresso in tutti i siti segue le consuete tariffe.

Dal 6 agosto in tutti i siti del parco archeologico di Ostia antica si entra col Green Pass e un documento d’identità. Non si rimborsano i biglietti già emessi

Il teatro antico di Ostia (foto parco archeologico di Ostia antica)

icona-green-passDal 6 agosto 2021 è obbligatorio che i visitatori esibiscano la certificazione verde (cd. Green Pass) unitamente a un valido documento di identità, per l’accesso anche ai siti e monumenti del Parco archeologico di Ostia antica: Area archeologica di Ostia antica, Castello di Giulio II a Ostia antica, Area archeologica dei Porti Imperiali di Claudio e Traiano e Necropoli di Porto all’Isola Sacra a Fiumicino. Tale obbligo non si applica ai bambini di età inferiore ai 12 anni e ai soggetti esenti dall’obbligo vaccinale in possesso di adeguata certificazione medica. La certificazione verde COVID-19 è rilasciata dal ministero della Salute sulla base dei dati trasmessi dalle Regioni e Province Autonome relativi alla vaccinazione, alla negatività al test o alla guarigione dal COVID-19. La certificazione è emessa gratuitamente ed è scaricabile anche in formato digitale sulle app IO e Immuni, oltre che sul sito. In mancanza del Green Pass e di un documento valido non sarà possibile accedere alle aree archeologiche e monumentali; in quest’ultimo caso il biglietto eventualmente già acquistato online non verrà rimborsato. ​Restano in vigore le prescrizioni di sicurezza anti-COVID 19: all’ingresso è necessaria la misurazione della temperatura ed è obbligatorio indossare la mascherina; lungo il percorso di visita sono inoltre disponibili soluzioni igienizzanti.